James Purdy.
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Cabot Wright ci riprova.
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Titolo originale: Cabot Wright Begins.
Traduzione di: Floriana Bossi.
1968. Giulio Einaudi Editore, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Cabot Wright ha commesso pi di trecento stupri: merita davvero il castigo di diventare l'eroe di un best-seller?
Cabot Wright, giovane impiegato di Wall Street afflitto da fatica cronica, si rivolge a uno pseudo-analista per guarire dalla sua stanchezza. Conseguenza non troppo imprevista della cura  la mutazione di Cabot in stupratore seriale, con pi di trecento violenze carnali all'attivo.
Cabot  in realt il protagonista di due romanzi: il primo  quello che Bernie Gladhart, un mezzo fallito venditore di auto usate, decide di scrivere sul grande stupratore, e che la casa editrice Goliath vuole trasformare nel prossimo best-seller; il secondo  quello di James Purdy che, con humour nero swiftiano, narra di come l'industria culturale si voglia impossessare del caso Cabot Wright: una satira corrosiva del sogno americano (Matrimonio! Divertimento! Denaro!), che consacr Purdy nel 1964 come il pi irriverente e spregiudicato scrittore del dopoguerra.
Se oggi la true story, il racconto-verit,  diventata una categoria fissa di televisione, stampa ed editoria, quando Cabot Wright ci riprova  fu pubblicato, il genere era ai suoi albori, e merito di Purdy  di averne intuito subito le potenzialit mistificatorie. 
Il vero pericolo per Cabot Wright, infatti,  di essere  trasformato in un eroe da romanzo, di essere declassato a fenomeno da baraccone. La sua salvezza sta nella volubilit della moda, che fa passare in secondo piano lo stupro, dietro l'incalzare di nuove e pi moderne efferatezze.
Nella nota che Purdy ha scritto per questa nuova edizione italiana, lo scrittore americano rincara la dose e, con toni che alla nostra assuefazione suonano apocalittici, lancia i suoi strali contro tutti i media, colpevoli di distruggere il concetto di realt, di impoverire il linguaggio, e di seguire in definitiva un precetto degno di P. T. Barnum: Non dire mai la verit, ogni qual volta sia possibile raccontare una bugia.
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L'AUTORE.
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James Purdy (Hicksville, 17 luglio 1914  New York, 13 marzo 2009)  stato uno scrittore statunitense.
 stato autore di oltre venti libri, fra cui romanzi, racconti, poesie, commedie. Il suo nome non era noto ai pi. Le sue opere letterarie non comparivano mai nelle liste dei libri pi venduti del mese o dell'anno eppure il suo talento non aveva uguali quando si trattava di scrivere di amori ossessivi e non corrisposti, di omosessuali intrappolati o di emarginati respinti. James Purdy fu uno scrittore singolare, dalla profonda cultura classica e che visse sempre lontano dai salotti letterari. Il suo stile povero e asciutto si attagliava perfettamente agli amori spesso ossessivi (ed omosessuali) delle sue storie. Storie a tinte forti che affascinarono sia Edith Sitwell, la grande aristocratica delle letteratura inglese, sia l'esigentissimo Gore Vidal. Lo stesso Purdy amava spesso citare le parole di un illustre critico che una volta paragon le sue opere ad un fiume sotterraneo che attraversava, non visto, terre e panorami d'America.
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Cabot Wright ci riprova.
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Indice.
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1. Bernie sulla Promenade.
2. Mrs Gladhart ascolta Mrs Bickle.
3. Nel Palazzo degli Scarafaggi.
4. Primo incontro.
5. Zoe lavora per Princeton.
6. Secondo incontro.
7. Cabot Wright.
8. Se riesce con pazienza A Farmelo raccontare.
9. Il giovane collaboratore.
10. Due catastrofi.
11. A colazione con Gilda
12. La sala iniziatoria..
13. Da giovane collaboratore a padreterno.
14. Cabot legge a Mrs Bickle.
15. Il giovane filantropo.
16. Chi di qua, chi di l.
17. Il rifiuto del Goethe degli editori.
18. Credevo di morire e invece sono vivo.
19. Il pozzo di mamma s' seccato.
20. Come mi sento ora.
Nota dell'autore.
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Fine Indice.
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1. Bernie sulla Promenade.
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Non si pu mai sapere in che modo le arterie e i nervi di chi ti sta accanto gli facciano vedere te e il mondo che vi circonda entrambi.
Un sabato sera, sul presto, Bernie Gladhart camminava per la Promenade di Brooklyn guardando al di l del fiume il profilo di Wall Street che, cos buia e disabitata, sembrava un insieme di crateri estinti: era fine settimana e se n'erano andate anche
le donne a ore e le altre migliaia di persone addette alle pulizie che tengono i grattacieli sfavillanti tutte le sere di ogni giornata lavorativa. Bernie era l'uomo pi abbattuto del mondo, sebbene la sua passeggiata avesse uno scopo e a Chicago ci fossero una casa e una moglie che lo aspettavano.
A mandarlo a Brooklyn era stata proprio sua moglie Carrie Moore, con l'incarico di farsi raccontare la storia di Cabot Wright dalla bocca dello stupratore stesso uscito da poco di galera, e di scrivere la verit come fosse un romanzo. Bernie era a
New York da un mese in cerca di qualcosa che potesse metterlo sulle piste di Cabot Wright, ma non aveva avuto fortuna. Era
stato dappertutto, aveva chiesto a tutti: nulla di nulla. E adesso, di sabato sera, la sera sacra in cui tutti in America devono divertirsi, l'abbattimento e la nostalgia di Bernie erano pi acuti che mai.
Carrie, una miniaturista che ormai non dipingeva quasi pi, era convinta che suo marito Bernie avesse, come lei diceva sempre, un grande libro dentro se solo fosse riuscito a trovare l'argomento adatto: in tutti gli altri suoi libri, inediti, aveva parlato unicamente di se stesso, e forse erano troppo personali per destare qualche interesse. Non solo Carrie era sicura che Bernie avrebbe scritto un grande libro, ma era anche certa che il libro avrebbe raggiunto il grosso pubblico. I grandi libri, se abbastanza lunghi, e ricchi di commenti e descrizioni legati all'attualit stavano incontrando il favore di un pubblico sempre pi vasto.
Pi lunghi e attuali erano, meglio era. Ma, per quanto accanitamente uno li cercasse, gli argomenti buoni restavano rari.
Il terzo marito di Carrie (Bernie era il quarto), Harold Winternitz, un agente di cambio di Lasalle Street, aveva regalato alla ex moglie un abbonamento a vita a due grandi quotidiani di New York, e Carrie continuava a leggerli distrattamente, per
forza d'abitudine. Furono quei giornali che misero lei e Bernie sulla strada di Cabot Wright: altrimenti, un criminale cos
esclusivamente newyorkese a Chicago sarebbe sfuggito alla loro attenzione. Carrie era sempre stata un'aficionada di cronaca nera locale, ed era perfino considerata un'autorit nei processi per omicidio dell'Illinois.
Il caso Cabot Wright, anche se non si trattava di assassinio, attir il suo interesse fin dal principio, tanto che ritagli molti articoli sul giovane stupratore di Brooklyn per incollarli sul suo quaderno di ritagli. Cabot era certamente colpevole di qualcosa, ma le era sempre rimasto lo strano dubbio, molto femminile, che non fosse stata l'irresistibile libidine attribuitagli dalla stampa a fargli compiere i suoi crimini: pi di trecento violenze carnali a Brooklyn e a Manhattan.
Eppure nessuno poteva negare che era stato dichiarato colpevole in un tribunale, e tutti credevano e volevano credere che fosse stato spinto proprio da quella sensualit attribuitagli dai pi famosi giornalisti del nostro tempo.
Una sera d'inverno, seduta in una stanza a pianterreno della sua casa nella zona sud di Chicago (ereditata da Harold Winternitz), Carrie era immersa nella lettura dei quotidiani di New York. Improvvisamente gli occhi le caddero su di un titolo minuscolo cacciato tra il notiziario del porto e un articoletto sulla eventualit che la nebulosa di Andromeda fosse abitata da esseri umani:
FAMIGERATO BRUTO DIMESSO DAL CARCERE. CABOT WRIGHT TORNA A BROOKLYN.
Una fotografia mostrava Cabot, stavolta senza manette, che distogliendo lo sguardo dalla macchina fotografica fissava la
confluenza dello Hudson e dello East River. Dalla foto non si capiva che aveva i capelli rossi, n ci si poteva rendere conto del calore delle sue labbra; soltanto la luce diretta del sole poteva far risaltare quei particolari. Aveva dei lineamenti un po' indistinti, se non comuni, era d'altezza media e aveva spalle atletiche, ma la sua espressione era distratta, come tormentata, forse dovuta alla reclusione, al cibo e alle cattive compagnie di laggi.
- Ecco qua il soggetto che fa per te, - Carrie porse il giornale a Bernie.
Poi scrut la faccia del marito.
- Dovrai scovare un po' d'informazioni, naturalmente, - cominciava a infervorarsi al progetto. - Ma, se vuoi, hai finalmente
sottomano quello che ti occorre. Tutto ci che devi fare, Bernie, - e inghiott il panino che aveva inzuppato nel caff, -  di presentare la verit come se fosse un romanzo.
Bernie stava esaminando articolo e fotografia, ma la sua faccia non le diceva nulla.
- Pensa a ci che pu significare per noi se tutto va come dico io, e se tu scrivi la storia come sono sicura che sai scriverla, - continuava a parlare nonostante la rigida immobilit di Bernie.
La sua voce era pi che supplichevole, era attutita, sommessa, aveva un tono che Bernie non le aveva mai sentito, come il tono della voce che si sente dopo una conversione. - E tu puoi farlo, Bernie, tesoro. Puoi scrivere questo libro perch hai finalmente un argomento.
Allora Bernie sorrise un poco. C'erano due cose alle quali non poteva resistere: l'incoraggiamento e la lode. Li riceveva
tutti e due a quintali da Carrie, ed era questo il segreto del successo del loro matrimonio. Pi anziana del marito di almeno
dodici anni, e avendo messo di suo solo quella casa, Carrie cercava di supplire a qualsiasi insufficienza che il marito avrebbe potuto rimproverarle con un'incessante campagna per rafforzare in lui la stima di se stesso, il coraggio, la speranza e la fede.
Carrie era una chiesa aperta solo per lui, con un sacerdote officiante ventiquattr'ore su ventiquattro.
Fin dall'inizio della loro relazione, quando, prima del loro improvviso matrimonio, Bernie era soltanto un suo inquilino,
Carrie gli aveva dato, oltre a lodi e incoraggiamenti, anche la tranquillante sensazione d'essere sostenuto in tutto e per tutto, sebbene acqua, luce e gas, nonch il droghiere, fosse Bernie a pagarli. Ma la casa - e lei aveva un suo modo di rammentarlo agli altri - era di Carrie, ed era da lei che emanava quell'atmosfera familiare; la gente che andava a trovarli e che per loro rappresentava la societ erano amici di Carrie prima che di Bernie.
Era stato forse il fatto che Carrie fosse proprietaria di un immobile (mai lui o i suoi avevano posseduto qualcosa) che gli
aveva subito fatto sentire non solo di essere amato ma di trovarsi in casa propria. Col tempo era diventata una sensazione di
stabilit permanente, importantissima per uno come Bernie che, orfano, da ragazzo era stato al riformatorio. Cos, quando
cominci a vivere con Carrie, trov pi di quanto avesse mai osato sperare. Adesso, all'improvviso e con suo grande imbarazzo, Carrie aveva in mente per lui qualcosa di pi della felicit: gli prometteva che sarebbe stato uno scrittore famoso.
In uno dei suoi libri mai pubblicati e che erano tutti delle autobiografie, Bernie aveva raccontato le proprie origini fin nei pi tediosi particolari. Coburn Maxwell Gladhart, il rampollo di una famiglia distrutta (un'espressione che, fin dal giorno in cui ci si era imbattuto, aveva fatta sua) aveva avuto il suo primo grosso guaio quando era ancora un ragazzo, conseguenza del suo inspiegabile impulso a rubare biciclette nel posteggio di una fabbrica. All'et di sedici anni aveva passato un breve periodo in prigione. Appena uscito, si era messo di nuovo nei guai. In quanto recidivo, era stato mandato in un riformatorio, dove, per i buoni uffici di un giovane cappellano evangelista, s'era ravveduto, e aveva preso interesse alla psicologia d'indirizzo religioso; una volta messo in libert sulla parola, aveva trovato la sua strada. S'era dato a vendere auto per mezza giornata lavorando il resto del tempo in una grande cafeteria dell'Universit.
Era stato qui che, in una fredda giornata d'autunno, Carrie Moore, che partecipava a un t della Lega Femminile per l'Arte
in un edificio attiguo, era entrata a comprare le sigarette e lo aveva scorto dietro la macchina del caff. Fosse il pallore della prigione, o i suoi modi timidi e rudi, o il bisogno che gli si leggeva negli occhi, fatto  che Carrie s'era innamorata di lui a prima vista, e dopo neanche un mese (avevano cominciato a vedersi tutte le sere) aveva iniziato la causa di divorzio contro Mr Winternitz. Due settimane dopo il divorzio s'erano sposati.
Soltanto Bernie avrebbe potuto spiegare che cosa straordinaria fosse vivere in famiglia, dopo tutti quegli anni in cui era
sempre stato dovunque un estraneo. Si esprimeva in modo pi convincente con gesti, sguardi e suoni inarticolati che con le parole, perch nonostante l'ambizione d'essere uno scrittore, la sua eloquenza era piuttosto limitata. Amava quella sensazione di sentirsi a casa pi di ogni altra cosa al mondo e forse, come pi tardi s'avvide, era l'unica che avesse mai amato. E fu certamente la cosa pi importante che Carrie gli diede.
Ecco perch, come Bernie sentiva ogni sabato sera (in quelle ore sacre a ogni americano), averlo mandato a Brooklyn cos all'improvviso era stato un orribile sbaglio che, a meno di un miracolo, avrebbe certo portato qualche grave e durevole conseguenza.
Se soltanto, dopo quella sua lunga assenza da ci che pi gli stava a cuore, avesse finalmente potuto far ritorno al recesso
nuziale (come Carrie chiamava la loro camera da letto).
Allora tutto sarebbe andato bene, anche se dall'esperimento non fosse venuto fuori nessun libro e nessuno scrittore.
Carrie Moore non era mai stata bella, anche se prima d'ingrassare aveva un bel personale. Come molte donne brutte, pretendeva
la continua presenza del marito. Tutti i suoi amici convenivano che Bernie era un martire dell'appetito sessuale di Carrie, appetito che aveva fama d'essere enorme. Curt Bickle, un oscuro romanziere di Chicago che conosceva Bernie molto bene, affermava che l'amico si teneva in forma consumando varie scatole alla settimana d'uva passa, insieme a ostriche congelate,
cipolline, bistecche, pillole a base di proteine, una qualit di melassa che sembrava olio da macchine, e tutti i gambi di sedano che riusciva a masticare.
Ogni sera, a Chicago, alle nove e un quarto, Bernie saliva in vestaglia la scala a chiocciola che portava all'enorme camera da letto di Carrie, e per quindici interminabili minuti moglie e marito si dimenavano vigorosamente tra le coltri. Gli inquilini che tornavano a casa presto udivano Carrie, alla fine del quarto d'ora, che gridava: - Muoio! - Bernie, cercando strenuamente di mantenersi in azione, si batteva per tutto il quarto d'ora finch le grida della moglie non gli annunciavano il successo: poi si ritirava dalla mischia senza aver sparso di s una sola goccia, serbando quello che aveva per le esigenze della notte successiva. A volte, per, per emozione o mancanza di controllo, si lasciava andare, e allora i Muoio! di Carrie erano ancora pi lancinanti.
Ma non insisteva mai che egli raggiungesse il culmine con lei, perch era il vigore che pretendeva da un marito, non la sua
soddisfazione. Mentre lei si riposava nel recesso nuziale dopo la fatica dell'incontro, Bernie scendeva di nuovo a pianterreno, si scaldava una tazza di Sanka decaffeinizzato e riprendeva la lettura dei giornali di Chicago.
Talvolta, se si sentiva vispa e riposata, Carrie lo raggiungeva, e allora si mettevano a risolvere insieme qualche cruciverba
guardando di soppiatto lo schermo del loro minuscolo televisore.
Ma da quando Carrie era stata presa dalla frenesia di fargli scrivere un libro, le loro sere furono quasi tutte dedicate alla discussione di quell'argomento. A volte, come fosse il rinvio d'un'esecuzione, le nove e un quarto stavano per passare senza che lei salisse di sopra per l'incontro. Non si stancava mai di dirgli quale grande libro avesse dentro, e sebbene Bernie rabbrividisse un poco, lei insisteva che doveva essere un libro lungo perch la lunghezza era un ingrediente necessario dei grandi romanzi.
Pi Carrie parlava, travolta dall'entusiasmo, e pi Bernie taceva, immobile e stranito. E se Brooklyn, si chiedeva in quei
momenti, fosse la Siberia che Carrie gli aveva destinato? Dopo tutto era il suo quarto marito: forse quello era tutto un piano per sbarazzarsi di lui.
Lei parlava e parlava con la sua cadenza monotona delle praterie del Middle West, e lui rimuginava tra s e cercava di non
ascoltarla.
- Appena il libro sar uscito, - Bernie udiva qualche frase qua e l, - andremo nelle librerie a vedere chi lo compra, eh,
Bernie? Un soggetto come quello, - e rideva con la sua risata soddisfatta della sera, - uno stupratore, giovane, bello e di buona famiglia...  d'effetto sicuro, capisci?
Oltre ai sentimenti che Bernie nutriva per la casa, c'era anche una questione molto pi pratica che gli rendeva odiosa
l'idea della partenza: era infatti per mezzo del telefono di Carrie che egli svolgeva le sue contrattazioni e concludeva i suoi piccoli affari e, qualunque cosa Carrie pensasse del commercio delle auto, era proprio quello che gli dava da vivere.
Inoltre era attaccato al suo principale, Wurtheim Badger, quasi come alla  casa. A quel tempo, a Chicago, vendere automobili era forse l'unico lavoro a cui un giovanotto uscito dal riformatorio poteva aspirare, ma Wurtheim aveva fatto qualcosa di pi che dargli un'occasione: lo aveva talmente preso in simpatia che s'era messo in mente di fargli le ossa ad ogni costo, lo strapazzava e lo ridicolizzava senza piet, perch sentiva che il suo piccolo ex galeotto aveva la stoffa del venditore e avrebbe potuto vendere qualsiasi cosa. Nel primo inverno di quel lavoro, Bernie ce l'aveva messa tutta, cos che, come aveva fatto notare tanto al principale che a Carrie, il sedere gli era diventato ossuto come quello di un mulo dell'Arkansas.
Adesso che era a Brooklyn, seduto giorno e notte davanti alla macchina da scrivere, Bernie ricordava con nostalgia le feroci
prese in giro di Wurtheim, la sua mancanza di riguardo per la malattia professionale di Bernie, e la sua ironia nel fingersi responsabile per le infermit dei suoi dipendenti. Riguardo al deretano deperito di Bernie, Badger amava raccontare un'interminabile storiella su un tassista di Brooklyn che osservava una rigidissima dieta perch aveva un tale pancione che non poteva giacere con la moglie nella posizione ortodossa, ma invece di perdere il grasso nel posto giusto lo perse nel sedere dove invece gli serviva! Bernie si ripeteva tutta la storia e gli pareva ancora di ascoltare il principale, la sua inflessione di voce e il suo modo prolisso di raccontare, per niente buffo la prima volta che lo aveva udito, ma ora, in quel luogo estraneo, non solo poco divertente, ma addirittura agghiacciante come la cartolina di uno che  morto, sbucata fuori da un fascio di carte.
Trasferito cos da Chicago a Brooklyn, senza quasi sapere come e perch, costretto a cambiare mestiere e diventare romanziere
professionista, Bernie aveva aperto i suoi nuovi uffici in una vecchia casa sgangherata in Joralemon Street. Si chiamava
Palazzo Mirafiume, ed era un mostruoso alveare ronzante di portoricani, di cubani rovinati, d'indigeni e mulatti che erano
venuti li a finire i loro giorni con i sussidi e le elemosine di parenti e amici. Non era andato in un comodo albergo, come gli aveva consigliato Carrie, per la semplice ragione che adesso la sua unica fonte di denaro era Carrie e non la vendita delle auto, e Carrie, cos generosa col proprio corpo, non lo era altrettanto quando si trattava di denaro. A detta dell'amica di famiglia, Mrs Curt Bickle, molti anni prima aveva fatto quasi morir di fame la propria bambina.
Tuttavia, per quanto cos taccagna - Bernie viveva ormai d'arance e di panini spalmati di pasta d'arachidi, una dieta perfetta secondo un suo ex compagno di reclusione -, Carrie non badava a spese quando si trattava di interurbane. Se Bernie
avesse potuto mangiare le telefonate sarebbe stato ben nutrito, perch chiamava Chicago due volte al giorno: nel primo pomeriggio, quando le tariffe erano pi care, e la sera tardi, quando costava meno, e ogni volta a carico del destinatario.
Forse Carrie si avvicinava alla menopausa, ragionava lui, stava diventando pazza e aveva fatto quella bella pensata di fargli
scrivere un libro. Ecco cos'era accaduto: l'aveva spedito a Brooklyn perch le aveva dato di volta il cervello. Al telefono
non parlavano che del romanzo: Carrie non aveva accennato nemmeno una volta al recesso nuziale. A sentirla, si sarebbe
proprio detto che Cabot Wright fosse un figlio della menopausa, pensava Bernie. Anche se fosse riuscito a scriverlo, era evidente che il libro sarebbe appartenuto a Carrie, non a lui.
Poi avvenne una cosa strana. L'interesse maniaco di Carrie per Cabot, che l'aveva lasciato piuttosto freddo a Chicago, cominci ora a comunicarglisi a Brooklyn per mezzo delle telefonate.
Non solo cominciava a sentire che in qualche maniera inspiegabile eppure logica era vicino a Cabot, ma sentiva anche che un incontro con il suo personaggio principale, simile all'apparizione improvvisa di un personaggio storico che torni
temporaneamente in vita, non sarebbe stato semplicemente sgradevole, ma forse anche impossibile da sopportare.
Come ai tempi in cui vendeva automobili, quindi, il telefono aveva una parte preponderante nella giornata lavorativa di Bernie, solo che adesso lui riferiva a Carrie invece che a Wurtheim Badger. Nei ritagli di tempo, per soddisfare le richieste di lei, andava in cerca di Cabot. Stava gi scrivendo il romanzo - anzi, ne aveva gi scritto quasi due terzi -, ma Carrie insisteva che parlasse con il suo protagonista prima di finire il libro, perch solo cos la storia sarebbe stata autentica. Allora Bernie usciva e parlava con la gente, con chiunque volesse ascoltarlo. Nessuno era mai in grado di dargli notizie su Cabot, ma almeno Bernie poteva dire a Carrie che si stava dando da fare.
Col passare delle settimane, Bernie diventava sempre pi certo che quell'avvenimento cos poco auspicabile si sarebbe
verificato: lui e Cabot si sarebbero incontrati. Bernie aveva dei dubbi su tutto il resto: pubblicare il libro (ammesso che finisse di scriverlo), tornare a Chicago, riassumere il ruolo di protagonista nel recesso nuziale, tutte queste cose sembravano lontane e improbabili. La sola cosa certa gli sembrava il suo prossimo incontro con Cabot Wright.
Per convincere Carrie che lo stava davvero cercando, lui continuava a chiedere in giro. Venditori di giornali, uomini con le scarpe lucide che stavano fermi agli angoli con l'aria d'essere bene informati, poliziotti, fattorini, venditori di saponette, autisti dei furgoni delle poste, spazzini, tutti dimostravano un blando interesse e notavano il suo accento di Chicago. Era forse un detective? No, uno scrittore. Loro annuivano con rispetto e sembravano sollevati nell'apprendere che non era un detective.
Qualcuno cercava anche d'essergli d'aiuto.
- Se fossi in lei, - gli disse un giornalaio che aveva sentito parlare di Cabot Wright, - io mi metterei semplicemente a girare per le strade e i vicoli di Brooklyn. Su e gi. Ogni due o tre isolati chiederei a qualcuno, a qualsiasi persona... E guarderei i nomi sulle cassette della posta in quei palazzi dove non c' il portiere. O se ci fosse il portiere chiederei a lui. Sono una brutta razza, ma sanno tutto. Il tipo che cerca lei ha un nome famoso,  vero, ma si ricordi che la memoria della gente  piuttosto corta.
Non si ricordano nemmeno chi  stato l'ultimo generale famoso che abbiamo avuto. L'ultima persona importante che gli americani sono riusciti a ficcarsi bene in testa  quel vostro bandito di Chicago, Dillinger. Dopo di lui non sono pi stati capaci di dire chi era quello o chi era quell'altro. Quindi non mi stupirei se non si ricordano di Cabot Wright. Per conto mio se lo son tutti dimenticato, ma potrebbe anche incontrare uno di quei tipi che sanno a memoria tutti i titoli dei giornali e ci vanno matti per queste vecchie storie. Se incontra uno di quei sapientoni li, lui se lo ricorda di sicuro, e allora fa due cose: o le dice subito dove pu trovare quello che le interessa, o cerca di ficcare il naso negli affari suoi.
Non gli dica nulla.  meglio continuare a camminare.
Brooklyn  grande - 76 miglia quadrate - ma la zona dove quel tale ha fatto le sue porcherie lei pu percorrerla in pochi
giorni con tutto comodo, e qualcosina riuscir pure a cavarcela.
Sono contento che non sia un detective, per. La gente aiuta volentieri qualcuno che ha avuto un'idea. Buona fortuna, allora, e non molli.
In una citt con otto milioni d'abitanti, come si fa a trovare uno che si nasconde? Probabilmente Cabot Wright aveva cambiato
nome e aspetto e non sarebbe certo stato facile identificarlo con le due uniche fotografie disponibili. Poteva aver subito
degli incredibili cambiamenti (il dolore e la colpa danneggiano il fisico) o poteva trasformarsi giornalmente a mo' di camaleonte per mescolarsi alla folla anonima.
Guardando la distesa d'acqua dove confluiscono lo Hudson e l'East River, con Wall Street a nord e la statua della Libert a
sud, Bernie veniva di nuovo ripreso dalla sua smania di appartenere.
Era per quello che da ragazzo aveva cominciato a rubare: voleva sentirsi dentro gli alloggi che svaligiava. Adesso, a
Brooklyn, si sentiva di nuovo tagliato fuori da tutto. Non gli piaceva passare per disoccupato nemmeno davanti a quel tipo di persone che abitavano nella casa di Joralemon Street.
(All'uomo della porta di fronte aveva raccontato che faceva dei turni di notte perch non si stupisse di vederlo andare in giro durante il giorno). Ma, poco a poco, Bernie si rese conto che a Brooklyn la gente s'interessava a lui ancora meno di quanto facesse a Chicago.
Di notte, nel dormiveglia, rivedeva se stesso al riformatorio e riviveva quei giorni con una noia mortale. Ricordava le facce
di tutti gli uomini e i ragazzi che erano dentro quando c'era lui; sentiva ancora le loro chiacchiere e le loro risate, e rivedeva le guardie che li sorvegliavano. Aveva rivissuto tutto questo un migliaio di volte con la mente e con lo psichiatra della prigione, ma ora gli sembrava solo un film che avesse visto quattro o cinque volte e che non gli fosse piaciuto nemmeno in prima visione.
Aveva cominciato a svaligiare le case della gente ricca - si ripeteva - perch voleva sentirsi a casa sua dentro gli alloggi in cui rubava. E adesso, a Brooklyn, si sentiva di nuovo davanti a qualcosa che gli pareva una porta chiusa. Stava cercando un uomo che sua moglie gli aveva dato l'incarico di trovare, uno sconosciuto sul quale stava scrivendo un romanzo, e tanto lui che i suoi paraggi lo riempivano di una generica irritazione che si accompagnava a una mancanza d'interesse consciamente affettata.
- Credi davvero che lo trover? - Chiese a Carrie durante una delle loro interminabili interurbane. - Dai un'occhiata all'elenco telefonico di Brooklyn, per esempio, - le disse, - e guarda quanti Wright ci sono: un mucchio di colonne tutte con
lo stesso nome. Intanto uno stupratore uscito di galera non metterebbe il suo nome in un elenco telefonico, prima di tutto.
Oppure guarda quanta gente ha i capelli rossi come Cabot, qui a Brooklyn. I capelli rossi sono comuni perfino tra la gente che ha genitori ebrei, italiani, negri e portoricani, figurati tra gli Wasp.
- Wasp? - domand perplessa Carrie.
-  una parola che usano qui. Significa White-Anglo-Saxon-Protestant.
Carrie riconobbe che c'erano ostacoli e difficolt di ogni genere ma, insist, Noi non ci arrenderemo!, e produsse al telefono degli schioccanti suoni amorosi, d'incoraggiamento e di saluto.
Abbassando il ricevitore nell'asfissiante cabina telefonica del casamento, Bernie si chiese di nuovo se Carrie non avesse
inteso fargli qualche brutto tiro. E se fosse stato tutto un piano per sbarazzarsi di lui? Ricordava che Zoe Bickle, la moglie di Curt, una volta che era ubriaca gli aveva detto che in realt Carrie odiava tutti gli uomini e che avrebbe voluto sterminarne la razza. Non potendolo fare, aveva detto Zoe, Carrie si liberava dei mariti uno dopo l'altro, dopo averli ben prosciugati.
...
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...
2. Mrs Gladhart ascolta Mrs Bickle.
...
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...
Carrie Moore era giunta a ideare il suo piano per il marito
solamente dopo essersi procurata l'appoggio e l'incoraggiamento
di un'altra persona che di tutto cuore era venuta in suo
aiuto. Si era resa conto che senza il soccorso di un alleato non
avrebbe potuto mai e poi mai trovare la forza di mandare Bernie
a Brooklyn. Prima che lui partisse non seppe decidersi a rivelargli
che sotto quella faccenda c'era qualcun altro, sebbene, per
come egli l'aveva scrutata durante le loro lunghe discussioni al
pianterreno, si fosse pi volte chiesta se in fondo egli non lo sospettasse.
Le esitazioni di Bernie avrebbero potuto essere ancora
maggiori se avesse saputo che dietro di lei c'era qualcun altro,
perch egli poteva obbedire e seguire soltanto Carrie, e inoltre
avrebbe potuto essere roso dall'atroce dubbio che sua moglie
non avesse fiducia in lui. Per questa ragione Carrie aveva accuratamente
evitato di accennare alla sua complice.
L'amica che spinse Carrie all'azione era la moglie di Curt,
Zoe Bickle, una bella donna di quarantacinque anni che Bernie
odiava e con la quale la stessa Carrie era stata in continua lotta
per lunghi anni. Come moglie di un romanziere e anche per
conto suo, Zoe Bickle conosceva varie persone del mondo editoriale
di New York e le dava una certa soddisfazione sentirsi
inserita nell'autentica corrente letteraria, anche se, avendone
un'esperienza di prima mano, era piuttosto disincantata verso
quegli ambienti. Nei primi anni di matrimonio, quando lei e
Curt abitavano ancora a New York, Zoe aveva lavorato nella redazione
di una veneranda casa editrice di seconda categoria. Il
suo successivo isolamento a Chicago era dovuto in gran parte, si
supponeva, al fallimento del marito come scrittore, ma tuttavia
lei aveva continuato a lavorare saltuariamente come collaboratrice
esterna per la vecchia casa editrice di New York e aveva
anche un lavoro fisso nella redazione di un'enciclopedia di Chicago
che le permetteva di mantenere Curt.
Abitando a pochi passi di distanza, i Bickle e i Gladhart si
vedevano tutti i sabato sera, un'abitudine che avevano da pi di
dieci anni: a volte era Zoe Bickle che dava una festa a cui intervenivano
i Gladhart, e a volte erano i Gladhart che davano una
festa a cui intervenivano i Bickle. E ad ogni festa gli ospiti erano
pi o meno sempre gli stessi. Dai Gladhart si suonavano dischi
di jazz oppure c'era qualche famoso pianista jazz e, data la situazione
economica di Bernie, tutti portavano la propria bottiglia.
Dai Bickle c'era la discussione invece della musica e, anche
se in quantit molto limitata, i liquori venivano offerti dai padroni
di casa. Dai Gladhart, con il sottofondo musicale, il tono
della festa veniva dato da una certa libert di comportamento e
generalmente la serata finiva in una meccanica promiscuit, per
cui le coppie sposate si scambiavano il partner e le persone non
sposate si ritrovavano in qualche stanza appartata. Tutti bevevano
molto, c'erano spesso dei litigi tra le coppie sposate e ogni
tanto volavano pugni. Invariabilmente, e ancora in modo meccanico
e casuale, qualche pezzo della mobilia veniva rotto. Tutto
quel chiasso era per pi squallido che eccitante, forse perch
quasi tutti i presenti si avvicinavano alla mezza et. Tuttavia,
anche quando c'era della gente giovane o magari dei bambini
- bambini prodigio, naturalmente, che dipingevano o scrivevano
o andavano in trance - non pareva che apportassero gaiezza
o esuberanza.
Una sera dai Bickle la riunione era cos solenne, con discussioni
sul buddismo, Unamuno e la mescalina, che Carrie, ubriaca
fradicia, prese da parte Zoe Bickle e le confid la sua passione
per il caso Cabot Wright. Per la prima volta da quando si conoscevano,
Mrs Bickle rispose con calore a un argomento introdotto
da Carrie. Zoe, si scopr, aveva un enorme interesse per
Cabot Wright, e disse che avrebbe dato qualsiasi cosa per sapere
come stava Cabot adesso che era uscito di prigione.
Avvicinandosi con la sedia, Carrie le parl all'orecchio:
- Credi che qualcuno sarebbe capace di scrivere la sua
storia?
Senza batter ciglio Mrs Bickle rispose:
- Qualcuno deve scriverla.
- Tipo romanzo, capisci, - spieg Carrie.
- Naturalmente, - tuon Mrs Bickle esprimendo consenso,
assoluta fiducia, sicurezza.
- Credi che Curt vorr scriverla? - Carrie tast la strada,
sebbene avesse gi deciso che lo scrittore doveva essere suo
marito.
- Credo che Bernie la scriverebbe pi in fretta, - rispose immediatamente
Zoe Bickle.
L'ironia di Zoe era sprecata per Carrie. La sua osservazione
poteva essere una spiritosaggine o un grido di noia e d'impazienza
nei confronti di Carrie o del proprio marito, il fatto  che
fu subito raccolta e ripresa dalla sua incredula ma trionfante interlocutrice.
- Glielo dir che l'hai detto! - grid Carrie alzandosi immediatamente,
temendo che la frase che aveva udito potesse venire
ritirata o modificata. - Lo dir a Bernie, - aggiunse per ulteriore
chiarezza, anche se non aveva alcuna intenzione di fare il nome
di Zoe. Ci di cui aveva avuto bisogno era quella spinta psicologica
finale, e Zoe l'aveva spinta al di l della soglia sconosciuta.
- Ma cara, - cominci Mrs Bickle, rendendosi conto troppo
tardi di aver regalato a Carrie qualcosa che l'altra desiderava ardentemente.
- Carrie! - chiam, ma l'amica stava gi facendosi
largo tra il gruppo degli invitati, e quel momento fu il principio
di tutto, per tutti loro.
Quando Bernie fu partito per Brooklyn e Carrie si trov sola,
fu presa dal panico. Esitava a chiamare l'unica persona alla
quale avrebbe potuto parlare, Zoe Bickle, per la semplice ragione
che era stata lei a darle il coraggio di mandarlo via. Sebbene
Carrie si rendesse conto che Zoe non poteva voler dire tutto ci
che la sua frase suggeriva nel momento in cui l'aveva pronunciata,
adesso quello era diventato la verit. O meglio Carrie sapeva
di aver fatto del tutto perch diventasse la verit.
Alla fine Carrie si convinse che non c'era nessun altro con
cui potesse parlare se non Zoe. Erano vecchie amiche ma non
amiche intime, eppure non c'era un'altra donna a Chicago che
fosse in una situazione cos simile alla sua. In un certo modo, la
situazione di Zoe era peggiore perch Curt Bickle era uno di
quei personaggi contemporanei pi comuni di quanto credano
i critici letterari e teatrali: un uomo che non solo si lasciava mantenere
volentieri da una donna, ma che era incapace di alzare un
dito per mantenersi da solo. Comunque Zoe e Carrie avevano
due mariti che volevano essere scrittori piuttosto che essere effettivamente
autori di qualche cosa.
C'erano, naturalmente, anche delle differenze: Zoe era certissima,
per esempio, che suo marito non sarebbe mai diventato
uno scrittore, almeno non nel senso normale della parola. In un
certo modo, per, Zoe aveva accettato quel fatto e voleva affrontare
con coraggio la verit della sua situazione: aveva puntato
tutto sopra un cavallo perdente. Al contrario, Carrie era
certa senza averne alcuna prova che il suo quarto marito era uno
scrittore e che come tale sarebbe stato riconosciuto, proprio com'era
sicura che Zoe aveva ragione a credere che Curt non ci sarebbe
mai riuscito. Inoltre, Carrie faceva assegnamento sul fatto
che Bernie non solo era uno scrittore ma sarebbe anche stato
uno scrittore di successo, e si era aggrappata all'irrazionale certezza
che egli avrebbe potuto scrivere la storia di Cabot Wright.
In passato, Zoe aveva dimostrato un blando interesse per le
ambizioni letterarie di Bernie ma non aveva mai detto a Carrie
di lasciarlo andare a Brooklyn perch tentasse il volo. Sebbene
non ne avessero mai parlato, Carrie e Zoe erano tacitamente
d'accordo su una cosa: Curt Bickle non ce l'avrebbe mai fatta.
Tanto valeva che continuasse con quello che stava facendo: studiava
e annotava il libro di Isaia, nonostante la sua origine gentile
e la sua ignoranza dell'ebraico. Aveva,  vero, tutto ci che
occorreva a uno scrittore, un'educazione universitaria, una
controllata sensibilit e una padronanza della lingua (la sua anemica
prosa appariva una volta ogni sette anni nel New Yorker,
tagliata qua e l e con pi virgole di quante ne aveva messe
lui, ma era indubbiamente il suo stile), mentre Bernie, senza
cultura e senza esperienza letteraria, come Carrie non si stancava
mai di dire, aveva vitalit, sentimento ed esperienza della
vita.
Se ti senti veramente solo, e Carrie lo sapeva, ti riduci a chiamare
perfino la polizia. Zoe Bickle, per molti aspetti, era per lei
molto pi sconvolgente di un tenente di polizia. Avrebbe fatto a
Carrie pi domande di un poliziotto, avrebbe scoperto le sue
bugie e le sue scappatoie, e le avrebbe reso le cose difficili. Ma,
quando seppe che Zoe si preparava per un viaggio, non pot
pi rimandare.
Quando Mrs Bickle rispose al telefono, Carrie disse: - Zoe,
tesoro, sai bene chi sono. Ho sentito dire che stai per andare a
New York, ma potresti fare l'impossibile e venire da me un momento?
So che non ti piace trovarti in strada quando  buio -.
Poi Carrie le spieg brevemente la situazione e le parl della
missione di Bernie a Brooklyn.
Abbassando il ricevitore, Mrs Bickle non riusc a nascondere
il suo stupore, anzi il suo shock, al marito. Egli le domand
che cosa era successo.
- Ha mandato Bernie a Brooklyn per via di qualcosa che le
ho detto.
La bocca di Curt Bickle divent una linea sottile, accentuando
la sua aria torva. (Era stata proprio la sua bocca sottile che in
principio l'aveva affascinata, lei ricord, mentre lo guardava
senza desiderio). Fece uno sbadiglio forzato, poi dette una rapida
occhiata all'orologio da polso mentre Zoe gli spiegava perch
doveva correre da Carrie nonostante l'ora tarda.
-  in uno stato terribile, Curt.
- Come ha potuto mandare Bernie a Brooklyn per via di
qualcosa che le hai detto? - Sembrava offeso, e anche spaventato
che da quella faccenda potesse nascere qualcosa di pericoloso
per tutti e due.
- Al mio ritorno forse potr rispondere alla tua domanda.
Usc e cammin in fretta, guardandosi continuamente alle
spalle. Le strade di notte erano pericolose (negli ultimi mesi
avevano fatto la festa a quattro o cinque donne in quel quartiere)
e non fu tranquilla che quando arriv davanti alla casa di
Carrie.
Si era appena liberata dall'abbraccio e dal rapido bacetto di
Carrie che cominci subito con la domanda pi difficile:
- E cos hai mandato via Bernie perch ho detto quella frase.
Presa un po' alla sprovvista da quel modo brusco di entrare
in argomento, Carrie fu tuttavia contenta che la domanda fosse
gi venuta.
- Temo di s -. Carrie pens che tanto valeva scaricare tutta
la responsabilit su Zoe.
- Ce l'hai da qualche parte un cuscino per questa sedia? -
Mrs Bickle si alz un poco per farle vedere quanto stesse scomoda.
Carrie tir fuori un grosso cuscino qualunque.
- Ti do qualcosa da bere, - mormor Carrie. Pensando che
era stata lei ad invitarla, aggiunse: - Ho paura che stasera ho
soltanto un po' di birra e una bottiglia di vino gi aperta da un
po' di tempo.
- Non voglio nulla per adesso -. Mrs Bickle si era aggiustata
il cuscino dietro le spalle e aveva appoggiato la testa allo schienale.
- Forse pi tardi prender un po' di birra.
- Mal di testa? - Carrie scrut l'amica.
Zoe fece segno di no. - Oggi era marted, - disse con una voce
appena udibile, - il giorno in cui esco pi tardi dall'ufficio. E
stasera ho dovuto anche preparare la cena per Curt.
- Credevo che cucinasse lui -. La voce di Carrie era grigia
come ardesia.
- Stasera non si sentiva, - disse Zoe.
- Curt  ancora immerso nel Vecchio Testamento?
- Isaia, - disse Zoe annuendo.
- Cosa credi che ne far? Quando avr finito, voglio dire.
Zoe dovette ridere per le maniere solenni che Carrie assumeva
ogni qual volta si parlava di Curt Bickle o di letteratura.
- Mi pare che ti preoccupi di Curt pi di quanto faccia io, -
comment Zoe, e non era la prima volta che faceva quell'osservazione.
- Oh, via, Zoe.
- Che notizie hai di Bernie?
- Mi ha chiamato proprio due ore fa, - Carrie s'illumin un
poco. - Ci teniamo in contatto telefonico. Due volte al giorno.
- Senti, - Carrie si avvicin alla sedia di Zoe e rimase in piedi
davanti a lei come uno scolaro che porti il compito da correggere.
- Pensi che sono stata una pazza a mandarlo a Brooklyn?
- Ma cara, tu riesci proprio a farmi sentire responsabile, se
non addirittura colpevole.
- Certo non puoi ricordarti di una frase che hai detto.  stato
a casa tua, e probabilmente eravamo tutt'e due un po' brille.
- Ti avr benissimo detto una frase, e anche due, - la voce di
Zoe era dura, se non esattamente sgradevole. - Spero che tu
non faccia raccolta di tutte le frasi che dico nelle serate in cui
bevo.
Carrie attese un momento prima di dire: - Non l'avrei fatto,
se tu non avessi detto quello. Non te ne faccio mica una colpa, bada.
Tirando fuori di scatto il portacipria, Zoe si guard nello
specchio, la bocca spalancata. Chiudendo bocca e portacipria,
domand:
- E qual era questa maledetta frase?
Carrie si avvicin al caminetto, sopra al quale era appesa una
delle sue miniature. Non rispose.
- Va bene, va bene! Capisco dove vuoi andare a parare, -
disse Zoe. Nel silenzio che segu osserv Carrie, e le venne voglia
di scuoterla vedendola cos trascurata nella persona. Ovviamente
Carrie non andava mai dal parrucchiere, aveva almeno
dieci chili di troppo e la sua pelle sembrava non conoscere
l'uso del sapone, senza parlare di creme o di fondo tinta. Eppure
il sesso era l'unica cosa per cui Carrie avesse avuto interesse, e
uno poteva aspettarsi che per lo meno...
- Allora hai pensato, - Zoe quasi l'assal, - hai pensato naturalmente
che io pensassi che Bernie avrebbe potuto scrivere un
romanzo su Cabot Wright!
Zoe esplose in una risata, ma la vista del volto pallido e teso
di Carrie fren la sua ilarit. - L'ho detto, certo, - disse guardandola
con la coda dell'occhio. - Non voglio mica rimangiarmelo.
Ora Carrie annu. - Ma non parlavi sul serio, - disse, cercando
di dominare le proprie braccia minacciose che aveva improvvisamente
tese verso Zoe.
- Forse parlavo sul serio -. Mrs Bickle pesava le proprie parole,
e si sforzava di fare luce sulla propria confusione.
- Ma non ne sei sicura! - le grid Carrie.
- Be', tesoro, la sincerit non  mai cos semplice o convertibile
come si crede. Io penso davvero che Bernie possa scrivere
un libro. Ma non chiedermi di spiegare perch. Ne ho discusso
con Curt.  qualcosa che sento.
- Ma pensi che sia stata un'idiota a mandarlo a Brooklyn.
- Corriamo tutti dei rischi ogni volta che decidiamo di fare
qualcosa. Zoe aveva ricuperato un po' della sua solita calma.
- Voglio dire che hai fatto benissimo! - continu a voce molto
alta. - Per, gioia mia, non puoi aspettarti che anch'io dedichi
ogni mio pensiero all'avvenire di tuo marito. Non penso
nemmeno all'avvenire del mio, come pi volte mi hai fatto osservare!
- Non voglio mica biasimarti. Non ti ho certo chiamato qui
per questo! - Carrie andava su e gi per la stanza.
- Be', cos fu una frase fatale la mia, quella sera, - rise Zoe.
- Avevo seguito il caso per tanto tempo... quello di Cabot
Wright, - ricominci Carrie.
Mrs Bickle annu perch continuasse.
- E poi, capisci, sapevo che stavo perdendo Bernie!
Zoe Bickle non pot reprimere un moto di sorpresa.
- Dovevo tentare qualcosa di disperato, - le disse Carrie.
- Credo che adesso prender quella birra, - Zoe liber i piedi
dai tacchi alti e si appoggi indietro sulla sedia.
Carrie la guard fissa per un momento come se volesse chiederle
della sua salute, poi si diresse verso la cucina.
Torn con un boccale di birra e un tovagliolino di carta
spingendoli quasi davanti al viso di Zoe.
Zoe bevve avidamente dal boccale, fece una smorfia di disgusto,
poi bevve ancora un poco.
- Tu mandi un marito a Brooklyn dietro l'impresa disperata
di scrivere un romanzo su di un criminale che francamente interessa
anche me, - cominci Zoe con seriet. - Poi decidi che sarebbe
carino se fossi stata io a escogitare tutta la faccenda fin dal
principio perch, immagino, sfortunatamente sono la moglie di
uno scrittore che non scriver mai una riga...
- Allora ti dir tutto quello che penso, Carrie, - prosegu
Zoe. - Curt, mio marito,  uno scrittore, ma non scriver mai.
Pace all'anima nostra, come dicono gi al sud. Invece nel tuo
caso, tesoro, sei sposata con un fenomeno di questi nostri tempi
incredibili, un uomo che non potrebbe mai essere scrittore, vivesse
mill'anni, ma che pu scrivere un libro e che probabilmente
lo scriver. E se la cosa ti tormenta puoi stare tranquilla:
io, Zoe Bickle, ti ho proprio detto quella frase la sera che eravate
da me, e il fatto che avessi bevuto parecchio non c'entra. Inoltre,
penso che hai fatto benissimo a fare quello che hai fatto, e
che tu perda o no Bernie... anche questo non c'entra. Hai giocato
d'azzardo e te ne rendi conto. Perch dovresti aspettarti che
tutto vada per il verso giusto? Sei abbastanza grande per sapere
come vanno le cose. E poi, potrebbe essere anche l'ora di avere
un nuovo marito. Se riguardiamo il diagramma dei tuoi matrimoni,
sei pronta per l'avvenimento, gioia mia, sei proprio
pronta.
- Dal momento che hai detto che sei stata tu a mandare Bernie
a Brooklyn, - e adesso fu la volta di Carrie di scoppiare in
una risata, - voglio farti un'altra domanda: lo scriver o no questo
libro?
- Forse sarebbe stato pi semplice se stasera qualcuno mi
avesse dato una mazzata in testa per la strada -. Zoe pos il suo
boccale di birra. - Sai, - continu, - per l'appunto tra una settimana
vado a New York a fare un certo lavoretto per una casa
editrice.
Carrie lasci a Zoe tutto il tempo di cui aveva bisogno.
- Io conosco della gente che conta nel campo editoriale -.
Mrs Bickle rivel a Carrie qualcosa che Carrie sapeva gi. Guardando
gravemente l'amica, aggiunse: - Avrai sentito parlare di
Princeton Keith.
- Temo di no, cara.
-  un grosso nome per una nullit, come lo sono tutti i
grossi nomi della nostra epoca, - sorrise Zoe.
Carrie sembrava presa da una profonda depressione. Zoe le
tese il boccale. - Sai, tesoro, non riesco proprio a bere questa
birra.  scipita come l'acqua di fonte...
Carrie fece l'atto di prendere il bicchiere per portargliene un
altro, ma Zoe declin la sua offerta continuando a bere.
- Chi  Princeton Keith? - volle sapere Carrie.
-  il numero uno dell'editoria newyorkese. Mi ha dato una
specie di lavoro nel suo ufficio di New York per un mese o due.
Quando sar l potr presentargli Bernie, naturalmente.
Zoe pos per l'ultima volta il bicchiere dopo aver cercato di
bere qualche altro sorso, poi dette segno di voler tornare a casa
avviandosi verso la porta.
- Non sappiamo quello che capiter a New York, cara, -
disse Zoe, - ma pu capitare qualsiasi cosa. E io quella frase te
l'ho detta. Se quando si beve si dice la verit io non lo so, ma ho
detto quello che ho detto, e non me lo rimangio.
A sentir questo, Carrie divent loquace: - Ormai che sei venuta
qui a quest'ora con la paura che hai delle strade, puoi rimanere
un altro pochino. Abbiamo rotto molto ghiaccio stasera.
Non che voglia buttarti le braccia al collo o inginocchiarmi vicino
a te e mettere a nudo la mia anima, ma mi piacerebbe poterti
dire molto di pi di quello che ti ho detto finora.
Zoe si sedette.
- Tu pensi, per esempio, - Carrie camminava su e gi come
qualcuno che reciti qualcosa imparato a memoria molti anni
prima, - pensi che Curt, tuo marito, sia un vero scrittore, e che
Bernie non lo sia.
- D'accordo, Carrie! Ma l'hai detto tu. Non io, - controbatt
Zoe.
- Be', vorrei che tu dicessi quello che pensi. So perfino interpretare
le espressioni vuote che assumi. Ma sei fatta cos. Ce
la metti tutta per non dire o dimostrare quello che senti o pensi
o sei.
- Non mi stupisce d'essere sempre cos stanca, allora, - disse
Zoe come ringraziandola.
Dopo un lungo silenzio nel quale Carrie passeggi e Zoe si
lisci il cappello, Zoe riprese: - Io non conosco la risposta alle
tue domande, cara ragazza. Chi credi che sia?
- Non sai di pensare che Bernie non sa scrivere?
- Non so che cosa voglia dire scrivere.
- Oh, via, Zoe, smettila.
Zoe, con un gesto, dimostr il poco interesse che aveva per
tutta la faccenda.
- Sei una donna troppo fragile per tenere sulle spalle un uomo
adulto come Curt per tanto tempo come hai fatto tu, - mormor
Carrie. - Ecco cosa non va.
Sbadigliando, Zoe attese che continuasse.
- Hai deciso d'intervenire a favore di Bernie. Sei nell'editoria.
Benissimo. Ma non credi che Bernie sia o possa essere uno
scrittore, anche se credi che possa scrivere un libro. D'altra parte
credi che Curt sia, probabilmente, un grande scrittore e che
non scriver mai una riga.
Gli occhi di Zoe si chiusero, poi si riaprirono senza espressione,
le sue mascelle si serrarono e lentamente si rilasciarono.
- Be', sono sorpresa, - disse. - Tu rendi la verit cos semplice...
Ma credo che nemmeno Curt sia uno scrittore, tanto perch
tu lo sappia.
- Ma credi che Curt avrebbe potuto essere uno scrittore,
mentre Bernie mai.
- Senti, angelo mio, perch vuoi farmi dire qualcosa che hai
paura di poter credere? Tu vuoi credere che Bernie sia uno
scrittore. Va bene, cara. Ma quali prove ne hai tu?
Con la schiena voltata, Carrie torment nervosamente la
lancetta delle ore di un brutto orologio rotto il cui similoro si
sfaldava sotto le dita.
- Un paio di anni fa ti portai dei racconti che Bernie aveva
scritto. Tu e Curt restituiste il manoscritto senza nemmeno una
parola. Che cosa significava?
- Significava che per noi quei racconti non significavano
nulla.
- Significava che per voi non era uno scrittore, allora.
- Non ci siamo posti questo problema Curt e io.
- Oh, Zoe!
- Tu non sai cosa voglia dire scrivere, Carrie. Saresti molto
pi severa con un pittore o un musicista jazz...
- Ma non c' bisogno che Bernie sia un grande scrittore.
- No,  vero, - convenne Zoe.
- Deve scrivere questo libro, - le disse Carrie.
- Gli editori di New York, - cominci Zoe con studiata riluttanza,
- possono far scrivere un libro a chiunque -, Si esamin
i denti in uno specchietto tascabile perch le stava andando
via un'otturazione e le faceva male una guancia. - Regine con la
corona, donne di servizio, borsaioli di Coney Island, drogati,
rappresentanti di busti per signora... gli editori li hanno provati
tutti. E sono riusciti ad avere qualche libro quasi interessante.
Ma questo cos'ha a che fare con quello che chiami scrivere?
- Va bene, - Carrie evit di rispondere. - Allora pensi che
un editore di New York possa tirar fuori un libro da Bernie?
- S, se Bernie gli fa capire di avere in testa anche solo mezza
pagina di fatti che funzionano. E se il libro  abbastanza cattivo,
glielo pubblicher, e se  cattivo sul serio, piacer ai critici dei
quotidiani, e si vender bene. E adesso, tesoro, - Zoe si alz in
piedi, - ti ho detto tutto quello che so.
Zoe stava proprio pensando a New York quando chiese:
- Bernie sa davvero qualcosa sulle prigioni?
-  stato dentro abbastanza per sapere tutto, non credi?
- E allora perch diavolo vuoi che scriva un libro su uno stupratore?
- I libri autobiografici che ha scritto non gli sono mai venuti
bene, Zoe. La storia di Cabot Wright  fatta su misura per lui.
Pu capire il personaggio principale senza lasciarsi troppo
coinvolgere.
Zoe rise e prese la mano di Carrie tra le sue. - Senti, - cominci,
- ora che gli hai comprato un biglietto per New York dopo
una frase che ti ho detto da ubriaca, voglio che tu sappia a chi
far conoscere tuo marito... Princeton Keith  il signor Ges
Cristo Geova del momento nel mondo editoriale di New York.
Quanto durer non mi  dato saperlo, naturalmente, ma considerati
i tempi in cui viviamo dovrebbe durare abbastanza.  un
ometto sui quarantacinque, di un brutto-carino,  disonesto e
odia la letteratura. Teme e aborre gli scrittori e cercherebbe di
fare un contratto fasullo perfino al papa.  un bastardo e un disonesto,
ti ripeto, e pu aprire tutte le porte. Capisci, se lui decide
che Bernie pu servirgli e se pensa che abbia un libro dentro
di s, non un vero libro, hai capito, ma qualcosa che loro possono
stampare, allora si dar da fare. Princeton pu fiutare un vero
libro e un vero scrittore da lontano, e allora si mette subito all'opera
per far s che non si senta mai pi parlare di quel libro o
di quello scrittore.  come l'America: si oppone alla qualit.
- Oh, Zoe, smettila.
- Vuoi che faccia quest'affare per te o no?
- Se lui pu aiutare Bernie sono disposta a passar sopra a
tutto il sarcasmo che ci hai sputato addosso, - disse Carrie.
Zoe la baci.
- Bernie ha un libro dentro, - disse Carrie con un tono di
minacciosa preghiera, - e non m'importa quello che tu o qualsiasi
altro pensate di lui, e non m'importa nemmeno in che modo
arriver a scriverlo.
- Ottimamente, - Zoe chiuse l'argomento. - Allora Princeton
Keith  il nostro uomo. Era un mio compagno di scuola,
sai? Siamo nati tutti e due nello stesso paesino, nell'Illinois. Naturalmente
ora non ammetterebbe di essere mai stato pi a
ovest di Philadelphia o di essere figlio di un contadino. Ma ha
un po' paura di me, o almeno mi rispetta, e ogni tanto mi chiede
di fargli dei lavoretti difficili e noiosi come quello che far tra
una settimana. E parler con Bernie... Anzi,  meglio che tu mi
dia subito il suo indirizzo di Brooklyn, gi che ci siamo.
- Hai fatto proprio bene a venire, stasera, - mormor Carrie
mentre scriveva l'indirizzo di Bernie.
Abbottonandosi e aggiustandosi la giacca, Zoe disse:
- Perch non ti prendi in casa qualche pensionante, come
una volta? Ti sentiresti meno spersa, - sfior la guancia di Carrie
con un bacio. - A proposito, cosa ci fai a quella birra per darle
un sapore cos schifoso?
Improvvisamente Zoe aggiunse: - Non avresti lasciato andar
via Bernie in quel modo se non fossi stata piena di speranza.
- Non era solo speranza. A dir la verit, pensavo che mandarlo
laggi fosse il solo modo di salvare il nostro matrimonio.
- Un bel rischio, direi.
Carrie la guard con un'espressione di sfida e di minaccia.
- L'hai detto tu stessa, Zoe, che molta gente incolta e inesperta
ha scritto dei libri di successo.
- Be', grazie a Dio che ho pensato a Princeton Keith, allora,
- e Zoe emise un gran sospiro di sollievo.
Non sembrava ancora pronta per andarsene, sebbene fosse
di nuovo davanti alla porta. Si volse verso Carrie: - Stasera mi
sembra di rivedere me stessa o almeno una parte di me. Tu non
sei cos giovane come lo ero io quando presi la mia grande decisione,
ma non sei ancora vecchia. Non credere di poter vivere di
chimere, sai. Io mi sono rovinata la vita e ho rovinato anche
quella di Curt -. Sembrava che Mrs Bickle rivivesse tutto ci
che le era accaduto. - L'ho sempre coccolato, e lui non ha mai
scritto un libro che stia in piedi, anche se ha finito una dozzina
di romanzi. Ho dedicato la mia vita a qualcuno che non faceva
che scrivere e non combinava nulla. Eppure Curt  un vero
scrittore. Soltanto che si  inceppato, ecco.
- Perch dovrei dipingerti il quadro di rosa? - continu.
- Non possiamo avere la minima certezza che Bernie scriva un libro
di cui qualcuno possa accorgersi, nemmeno se se ne occupa
quel gran ciarlatano di Princeton, e anche se il suo libro verr
pubblicato, cosa probabile in un'epoca di babbei come la nostra,
non porter alcun vantaggio n a te n a lui. La maggior
parte dei libri vengono al mondo facendo meno rumore di un
bambino nato morto.
- Per quanto tu sia intelligente, Zoe, potresti anche sbagliarti -.
Carrie s'era sbiancata in faccia.
Mrs Bickle sorrise con il suo severo sorriso, mettendo in mostra
denti troppo perfetti per essere veri.
- Che Bernie riesca o no, almeno scopriremo che cosa sa fare,
e poi pu tornare a casa da me.  a questo che devo aggrapparmi
adesso, - disse Carrie. - Far l il suo tentativo, e poi torner
da me.
- Hai un bel fegato, ma sei anche una maledetta ottimista oltre
che un'incosciente temeraria -. Zoe la guard con durezza.
Carrie fiss l'amica con una smorfia interrogativa, quasi sull'orlo
del terrore.
- Non devi evitare di guardare in faccia la verit, - disse
Zoe. -  meglio che ti prepari adesso a quello che pu capitare
piuttosto che soffrirne troppo pi tardi. Devi riconoscere che la
probabilit che Bernie non torni pi  tutt'altro che trascurabile.
Perch non dovresti renderti conto di quello che stai rischiando?
Se lui scrive un libro che far soldi, come pare che
pensiate tutti e due, potrebbe non aver pi bisogno di tornare
da te. Non ha mai avuto soldi in vita sua, dopo tutto. Ma c' anche
l'altra probabilit, che non voglia tornare indietro se non
scrive il libro, ci hai pensato?
L'espressione di Carrie Moore divent cos vuota che a Zoe
parve di guardare una cornice che avesse perso il quadro.
- In poche parole mi stai dicendo che ho perso mio marito.
- Be', dovevi saperlo che c'era un pizzico di rischio, altrimenti
non l'avresti mandato a tentare l'avventura per via di una
frase che ho pronunciato io sotto l'effetto dell'alcool!
Carrie and nell'angolo pi lontano della stanza e cominci
a piangere sul serio.
- Nel mio caso, - Zoe ignor l'afflizione dell'amica non vedendo
ormai alcuna ragione per risparmiarla, - per quanto riguardava
Curt, sapevo che mi avrebbe lasciata se avesse avuto
successo, e che invece, data la sua natura, sarebbe rimasto nel
caso contrario. Forse, nel mio subcosciente, volevo che fallisse.
Un fissato d'analista me l'aveva detto, una volta, anche se io non
avevo abbastanza soldi per permettermi un trattamento. Comunque
l'insuccesso ha fatto rimanere Curt a casa come un
simpatico e affettuoso bassotto. Se invece avesse fatto soldi mi
avrebbe piantata in asso. Posso anche sbagliarmi. Ma credo che
il nostro matrimonio sia stato il fiore dell'insuccesso. Siamo felici,
siamo felici da quando abbiamo accettato la vita come ce la
siamo voluta... Ma tu sei ambiziosa, ansiosa, e non sei n giovane
n vecchia. Siete due strani giocatori d'azzardo, tu e Bernie...
Ma ecco che arrivo io, con Princeton Keith -. Sembrava che osservasse
Carrie senza nemmeno guardarla. - La prossima settimana
a New York ne sapr qualcosa di pi. Nel frattempo, Carrie,
dovresti riempirti la casa di pensionanti. Fa' in modo di tenerti
occupata. E dipingi qualche altra miniatura. Stai diventando pigra.
Non prestava alcuna attenzione ai convulsi singhiozzi di
Carrie. Si avvicin a lei e le parl come se fosse stata calmissima:
- Siamo due mogli che manteniamo i nostri mariti, e poche donne
ci capirebbero. Ma non siamo una rarit in un'epoca come questa.
Le dette dei colpetti sul di dietro per augurarle la buonanotte.
- Vedrai che mi dar da fare, tesoro, - le disse, aprendo la porta.
...
.
...
3. Nel Palazzo degli Scarafaggi.
...
.
...
Le porte delle stanze del Palazzo Mirafiume non chiudevano
bene. Chiunque desse un'occhiata all'inconsistente serratura
della porta di Bernie, per esempio, poteva essere sicuro che
per entrare bastava infilare una lima da unghie nella fessura tra
lo stipite e il battente. Ma quale svaligiatore, per usare una parola
che aveva sempre fatto sorridere Bernie, o chi altro nel palazzo
poteva aver voglia di entrare nella sua stanza? C'era una cosa
che lui aveva, naturalmente, una cosa che non aveva prezzo e
che lui si stringeva al petto la notte quando udiva le sirene dei
pompieri o della polizia, ed erano gli appunti e il manoscritto
del suo romanzo. Se un ladro gli prendeva quello, gli prendeva
tutto. Ma chi mai nel Palazzo Mirafiume o nel mondo intero poteva
volere quello che lui aveva scritto? Anche i numerosi cercarifiuti
che vagavano a tutte le ore per le strade di Brooklyn -
strani uomini e donne spinti non dal bisogno di trovare cose di
valore, ma da qualche oscuro e divorante impulso di portarsi
via le cose rifiutate da persone sconosciute - anche i cercarifiuti
si sapeva che non entravano a rubare nelle case.
Ci che adesso rendeva Bernie nervoso la notte non era il
fatto di sapere che la sua serratura si poteva facilmente aprire e
che chiunque poteva entrare nella stanza, bens il segreto che si
teneva per s e che non aveva confidato a Carrie nelle telefonate interurbane.
Una sera, mentre saliva le scale, gli era a un tratto venuta la
pelle d'oca quando aveva visto la sua porta: uscendo, l'aveva
chiusa a chiave, e adesso era socchiusa. Dentro c'era un uomo
con un cappello di paglia che, seduto al tavolo, leggeva le ultime pagine del suo romanzo.
- Bernie? - Lo sconosciuto aveva teso la mano senza alzarsi,
facendo cos capire la propria importanza. Sorrise divertito vedendo
che Bernie non lo riconosceva. - Princeton Keith, - si
present, - della casa editrice Goliath. Conoscer certo i nostri libri.
Bernie balbett qualcosa.
- Quanto a questa storia che lei sta scrivendo su Cabot
Wright... Ma naturalmente dovr cambiargli nome ! Non si possono
usare i nomi veri, lo sa -. L'intruso batt il pugno sul fascio
dei fogli dattiloscritti. - Ma comunque lo chiamer, per adesso va benone!
Bernie inghiott. Voleva chiedere Chi glielo ha detto? Come
ha fatto a trovarmi? e Keith, ventriloquo e ipnotizzatore dilettante
dalla prima giovinezza (all'et di ventiquattro anni aveva
partecipato a spettacoli di variet in piccoli teatri del mid-west),
gli lesse quelle domande sulle labbra.
Bernie, che stava ancora immobile sulla soglia, aveva paura di chiudere la porta dietro di s.
- Entri, prego, - Keith gli fece cenno di sedersi sul letto,
perch l'unica sedia l'aveva presa lui. - Si metta a sedere.
Esamin con interesse la faccia di Bernie Gladhart. -  perplesso.
Vede misteri dove non ce n'. Come in genere accade,
anche qui non ci sono n intrighi n enigmi. Me ne ha parlato
Mrs Bickle, - spieg. - La moglie dello scrittore Curt Bickle.
Ma lei li conosce benissimo, naturalmente. Curt non  mai riuscito
a far nulla di buono. Invece, Mrs Bickle pensa che lei abbia
delle possibilit... Mrs Bickle  qui, - aggiunse Keith, agitando
una mano in direzione di New York City, ma poi si ferm, vedendo
la strana espressione di smarrimento comparsa sulla faccia di Bernie.
- Mrs Bickle  qui per aiutarla, - disse Keith per consolarlo.
- Lei! Aiutarmi! - Esplose Bernie. - Allora  per questo che
sono qui, - adesso capiva tutto. - Una bella macchinazione, Cristo.
Cos  stato tutto uno scherzo schifoso dal giorno in cui
Carrie si  messa a leggere quei giornali fino a quando sono venuto
in questo palazzo di scarafaggi. Oh, Carrie, appena ti rivedo...
Sempre rallegrato dallo sconforto altrui, Keith ritrov la sua
calma e il suo buon umore... - Serbi l'energia per il suo libro, ragazzo
mio. La mia prima regola : non sprecare mai energie.
Giovane come lei , non deve lasciarsi andare. Quanti anni ha, a proposito?
Con la faccia scura, Bernie ignor la domanda. - E cos, dietro
a tutto, c'era quella vecchia puttana -. Cominci a girare
nervosamente per la stanza, rovesciando i portaceneri e i vasetti
di formaggio vuoti. - E quell'altra bastarda che faceva il doppio
gioco... E diceva che l'idea era sua, eh? - Si rivolse a Mr Keith in
tono minaccioso. - Come se potesse avere un'idea che non sia il letto.
- Io non so che cosa l'abbia morso, tutto a un tratto, - Keith
continu, perfettamente calmo. - Ma le dir una cosa. Vorremmo
pubblicare il libro. Cio, vogliamo la sua idea... L'unica cosa
che vorrei  che parlasse con il personaggio. Con lo stupratore,
cio. Ci sarebbe di grande aiuto -. Mr Keith aveva uno sguardo ansioso.
Bernie lo guard attentamente in volto, cercandovi tracce d'ironia, sarcasmo, o inganno.
- Non voglio mica l'impossibile da lei. Mr Keith distolse
gli occhi. - Dopotutto non sto cercando documentazioni ma idee.
In quel momento i pensieri dei due uomini erano altrove.
Bernie stava pensando al segreto che non aveva nemmeno
confidato a Carrie. Era qualcosa che aveva saputo a Brooklyn
solo di recente, e pens che Princeton Keith ne avesse sentito
parlare, per quell'accenno che aveva fatto al personaggio. I
pensieri di Princeton Keith erano pi torvi. Anche se era considerato
il redattore pi brillante nel mondo editoriale di New
York, stava attraversando la pi grande crisi della sua carriera.
Non era per sua volont che stava leggendo un manoscritto
macchiato di caff in una casa cimiciosa. Erano degli anni che
non riusciva a trovare un nuovo libro o un nuovo scrittore che
facesse guadagnare soldi alla sua casa editrice. Altri redattori,
oscuri rispetto a lui, avevano recentemente fatto diverse scoperte
e le avevano tradotte in denaro, e sebbene Princeton
Keith fosse sempre stato il cocco di mamma nell'impero editoriale
di Al Guggelhaupt, adesso c'era una decisa freddezza
tra editore e redattore, una tesa, repressa, ma scoppiettante ostilit.
- Trovami presto un nuovo libro o un nuovo scrittore, oppure
considera l'eventualit di andare prematuramente in pensione,
- gli aveva fatto capire Al Guggelhaupt, sempre con messaggi
velati e indiretti. Gliel'aveva fatto capire anche Corinna, la
moglie di Guggelhaupt, manifestandogli la sua preoccupazione
con espressioni dolciastre durante terribili cocktail parties.
Quel pomeriggio, leggendo la storia di Cabot Wright nel
Palazzo Mirafiume, mentre i miagolanti accenti della lingua
spagnola salivano su dalla tromba delle scale marce, la faccia di
Keith si era distesa per la prima volta in tanti anni senza l'aiuto
del whisky o dei tranquillanti.
- Eccotelo qui, vecchio scoglionato Guggelhaupt, - aveva
gridato Keith a met del manoscritto, e ora che si trovava davanti
a Bernie altre parole del genere gli uscirono suo malgrado
dalle labbra: - Questa volta ti ho trovato qualcosa che devi
mandar gi, vecchio bastardo ammuffito!
Allarmato da quell'attacco verbale, Bernie afferr Keith per
un braccio e lo scosse violentemente.
- Il libro si far! - esclam Keith tornando in s. - Le ho
detto che lo vogliamo. Che altro posso dirle?
Confuso dalla strana incoerenza di Keith, Bernie cambi linea
di condotta e disse: - Cosa direbbe se le raccontassi che
oltre a scrivere tutto questo sullo stupratore, l'ho anche conosciuto?
Keith lo guard con aria di disapprovazione, e lo sbalord con la sua risposta:
- Le direi semplicemente che non  affatto necessario.
Quando poco fa ho detto che sarebbe stato bene conoscerlo,
stavo solo parlando da un punto di vista ideale. Ci che conta 
qui, - e batt di nuovo sui fogli, - e lei lo ha scritto senza conoscerlo!
Esasperato, Bernie stava per mettersi a urlare, ma Keith, che
aveva buoni polmoni, lo batt sull'anticipo.
- E cosa direbbe lei, Bernie, se le dicessi non solo che io ho
conosciuto Cabot, ma che conosco da molto tempo lui e la sua famiglia?
Preso alla sprovvista da quella rivelazione, Bernie ricadde a sedere sul letto.
Keith sorrise davanti a quel segno di ricettivit, e subito continu:
- Non solo conosco Cabot, ma so tutto di lui.
- Eccetto dove si trovi adesso! - grid Bernie furioso.
Senza scomporsi, Keith prosegu: - Un tizio con dei capelli
fiammeggianti, un sorriso da dentifricio, un paio d'innocenti
occhi grigi, laureato a Yale, vissuto in un ambiente conservatore,
ma... - e qui il redattore fece una risatina, - aveva un tallone
d'Achille, Bernie: era un bastardo, preso al posto del figlio legittimo
ch' morto. Con tare ereditarie, immagino.
Alzandosi dalla sedia, Princeton prese tra le sue la mano dell'uomo
pi giovane, la strinse con fermezza e disse:
- Cambi il nome di quel povero bastardo, cambi un paio di
fatti, i nomi delle vittime, eccetera, e il libro c'. Lieto d'averla conosciuta, Bernie.
Il redattore schiocc le dita verso nord come se lo facesse
davanti a una faccia invisibile: - Ti faremo mangiare merda e la
chiameremo filet mignon, caro Guggelhaupt. E Corinna si leccher
quelle labbra dipinte di bianco, e ne chieder ancora.
- Mr Keith, - Bernie afferr il redattore per la giacca, - non
le interessa proprio sapere, se riesco a infilare due parole mentre
lei ha la bocca chiusa, che anch'io ho conosciuto il tallone
d'Achille a cui lei si riferisce?
- L'espressione tallone d'Achill...
- Stia zitto, - disse Bernie. - E si metta a sedere.
Con uno spintone fece di nuovo sedere Mr Keith.
- A chi allude? - domand il redattore allarmato.
Nonostante fosse costretto a rimanere seduto, Keith s'impett,
e fu di nuovo il serio e distinto redattore di New York,
l'articolista di tanti giornali newyorkesi, il conferenziere famoso
in tutta la nazione, il protagonista di tante tavole rotonde alla
TV, un volto sempre presente ai cocktail importanti.
- A chi alludo? Ma a lui, - lo inform Bernie.
- Perdio, parla sul serio? - esclam il redattore con impazienza.
- Non pu essere vero.
- Perch dovrei dirlo se non fosse vero, - ribatt Bernie.
- Dopo tutto sono io che devo tirar fuori... - Poi con un'aria tra il
misterioso e il trionfante, aggiunse: - E sta proprio qui, - e indic il pavimento.
- Parla di Cabot, naturalmente, - Keith voleva mettere bene
in chiaro quel punto, e Bernie annu.
- Come le ho detto, - ripet Bernie, - sta qui.
- E gli ha parlato ! - Keith non pot trattenersi dal gridare. -
Chiss quante cose vi siete detti!
- Quasi nulla, - rispose Bernie, un po' depresso per la esiguit
del suo segreto.
Keith si rimise in piedi, stringendo il dattiloscritto di Bernie
contro la sua giacca a tre bottoni.
- Me lo ridia, - e Bernie cerc di strapparglielo.
Si accorse che obbligare Keith a sedere era molto pi facile
che togliergli un manoscritto.
- Ne far fare cinque copie! - disse Keith per calmarlo. -
Non ho mai perso un manoscritto, in vent'anni. Le far fare un
contratto. Vogliamo il libro, - disse.
Poi, facendo una pausa come se pensasse a qualcosa, aggiunse:
- Non dica al nostro stupratore che ci conosciamo, Bernie.
Potrebbe capire che lei sta scrivendo qualcosa.
Keith si osserv distrattamente un pesante anello d'argento che aveva al dito.
- Pensare che vive in un posto come questo, - esclam a un
tratto. Riprendendosi, alz gli occhi e guard altrove, come un
uomo che si risvegli. Con la coda dell'occhio, tuttavia, Bernie
vide che il redattore osservava con aria critica il suo modesto
abito di Chicago e la tappezzeria col suo disegno di convolvoli tutta macchiata.
- Naturalmente sono capitate molte cose a Cabot da quando
l'ho conosciuto, - sospir Keith, ancora parlando come fra
s. - Coincidenze del genere, - continu, - voi due che abitate
nello stesso casamento, be', voglio dire, coincidenze cos comuni,
cos numerose nella vita reale, amico mio, non sarebbero tollerate
da molti editori. Per sua fortuna noi siamo delle eccezioni.
Avrebbe nuociuto alla sua causa se lei avesse detto a qualcun
altro che Cabot abitava qui. Vogliono storie sfruttabili, capisce.
Ma io sono diverso, - ridacchi.
Bernie medit sulla malcelata convinzione di Keith che il
Palazzo Mirafiume, se era un luogo troppo squallido per Cabot
Wright, era del tutto adeguato a uno scrittore come lui.
- Ma poi  proprio sicuro che sia lui? - domand Keith con
un'ansiet quasi prossima all'isterismo, avvicinandosi a Bernie
e squadrandolo come se ci fosse qualcosa nel taglio o nella stoffa
del suo abito che lo preoccupasse molto. Fu per quell'esame
finale dei suoi abiti che Bernie decise che da quel momento in poi l'avrebbe sempre odiato.
- E proprio lui, - annu Bernie.
- Be', basta! - lo rassicur il redattore. - Qui o non qui, noi
non abbiamo alcun bisogno del vecchio Cabot. E anche in caso
avessimo bisogno di controllare un paio di particolari e ci occorresse
un po' di colore, possiamo sempre ricorrere alla vecchia
immaginazione. Spese a parte, troppi cuochi guastano la cucina.
Keith batt di nuovo la mano sul dattiloscritto. - Non lo dimentichi,
Bernie, ora dobbiamo pensare agli affari. E questo 
un libro. Non si faccia dire da nessuno che non lo . Grazie a
Dio, Zoe Bickle  in citt. Ce ne serviremo, - fece un sorriso sfavillante.
- Ma ci serviremo pi di lei, Bernie, - sussurr. - E, se
necessario, ci serviremo di lui, - e imit il gesto di Bernie indicando
il pavimento. - Ho trovato quello che cercavo e spero
che lei pensi la stessa cosa. Lietissimo di averla conosciuto, Gladhart.
E se n'era andato, portandosi via la cosa preziosa che Bernie
s'era stretto al petto al suono delle sirene dei pompieri e della
polizia, notte dopo notte. Ma Princeton Keith si lasci dietro sicurezza
e speranza, uniti a un inspiegabile senso di vergogna e
di offesa che Bernie non aveva mai provato.
Usc nel corridoio per fare una telefonata a Chicago. Quando
fu nella cabina, per, la sua mano si rifiut di staccare il ricevitore dal gancio.
...
.
...
4. Primo incontro.
...
.
...
L sotto ho visto qualcuno che non so chi sia, ma non pu essere
uno qualunque; deve essere lui: Cabot.
Bernie aveva battuto queste parole nel dattiloscritto che
Keith si era portato via. Era l'unica testimonianza della sua prima
scoperta a Brooklyn, ed era quello il segreto che non poteva ancora confidare a Carrie.
Quando aveva detto a Keith che aveva conosciuto Cabot
Wright, non aveva detto l'esatta verit, perch non l'aveva conosciuto
nel senso che supponeva il redattore. In realt, lui e
Cabot si erano guardati con mutua sorpresa, cos come uno vede
improvvisamente la propria faccia preoccupata nella vetrina
di un negozio e stenta a riconoscerla.
Era accaduto in questo modo.
Come tutti gli stabili di New York, il Palazzo Mirafiume ti
permetteva di udire uno a uno e uniti insieme tutti i rumori che
risuonassero sotto il suo tetto, come fosse stata un'enorme cabina
d'ascolto in un negozio di musica. Poco dopo il suo arrivo,
Bernie aveva notato che, quando entrava nel suo minuscolo ripostiglio-spogliatoio
per appendervi la giacca (non conteneva
niente altro) udiva filtrare da sotto un flusso di musica o di parole.
Passarono ancora un paio di settimane prima che scoprisse
l'asse sconnessa nel pavimento del ripostiglio. L'alz con cautela,
vide che copriva uno spazio vuoto occupato in origine da un
regolatore dell'aria calda, e guard gi. Sotto, vide una stanza
che sembrava quella di uno studente, con enormi dizionari e
manuali dappertutto, un'abitazione miserabile e squallida in
cui qualcuno doveva passare il suo tempo tetramente. Per
quanto Bernie pot vedere, la stanza era vuota.
Proprio pochi giorni prima del suo incontro con Keith,
udendo di nuovo i rumori - stavolta il monotono monologare di
una voce maschile - Bernie alz silenziosamente l'asse. Nell'occupante
della stanza di sotto riconobbe un uomo che aveva visto
pi volte fuori, sulla Promenade, e sempre di notte. Adesso,
sotto la luce, vide che aveva i capelli rossi. Era forse Cabot? Pi
tardi, la stessa sera, guardando gi ancora una volta, era stato
scoperto dall'uomo che aveva gridato: - Ehi, lass! piantala!
Bernie era stato preso troppo alla sprovvista per rimettere
subito a posto l'asse. Erano rimasti a guardarsi tra pavimento e
soffitto, interminabilmente. Il giovane, quando era stato interrotto,
si stava esaminando la faccia in uno specchietto tascabile
appeso a un chiodo nel muro. Stranamente, dopo aver gridato a
Bernie, aveva perso ogni interesse per il suo osservatore e, dopo
aver fatto un giro per la stanza toccando i mobili e facendosi
strada a tentoni come un cieco, si era seduto in una poltrona
completamente sfasciata, con l'aria d'essere del tutto indifferente
al fatto che Bernie lo stesse ancora guardando dal soffitto.
Dopo aver rimesso a posto l'asse, come un sonnambulo, sbigottito,
tremante come quando si esita ad aprire un telegramma
che pu cambiare per sempre la nostra vita, Bernie era sceso
nell'atrio dove erano allineate tutte le cassette della posta. In
tutti quei giorni che era uscito ed entrato dall'edificio dando automaticamente
un'occhiata alla propria cassetta postale (l'unica
posta che si aspettava di vedere era l'affitto e alcuni piccoli conti.
Che motivo poteva avere Carrie per scrivergli dal momento
che si telefonavano due volte al giorno?), non aveva mai guardato
i nomi dei suoi coinquilini.
Per la prima volta ora guard ciascun nome, andando di cassetta
in cassetta finch giunse al numero della stanza sotto la
sua. In lettere nere su oro lesse le sette lettere: c. wright. Qualche
giorno dopo Princeton Keith era venuto a trovarlo.
Quando Bernie si fu riavuto dal trauma della visita di Keith
tanto da ricuperare la padronanza della mano, stacc senza
gioia il ricevitore dal gancio e telefon a Chicago. Voleva gridare
a Carrie che sapeva tutto di Mrs Bickle e che il libro era stato
un'idea sua, ma ormai riusciva a controllarsi e cominci invece a
confidarle il suo segreto. Mentre le spiegava con calma di
avere scoperto che Cabot Wright viveva proprio nel Palazzo
Mirafiume, non solo si rese conto che Carrie non era n interessata
n sorpresa ma, con suo grande orrore e incredulit, cap
che c'era qualcuno con lei nella sua - nella loro - camera da letto.
Dopo una brevissima conversazione lei schiocc al microfono
i soliti baci d'addio, ma Bernie non riusc a sollevare la mano
per riattaccare il ricevitore. Poi, udendo delle voci e qualcuno
che rideva, cap che Carrie aveva lasciato inavvertitamente il
ricevitore staccato. Erano ancora in comunicazione e lui stava
per gridare e avvertirla, quando ci che ud lo ridusse al silenzio...
Ci che accadeva nel recesso nuziale, e che Bernie ascolt
con irrigidita attenzione da Joralemon Street, era non solo il
frutto della natura di Carrie, ma anche della visita che le aveva
fatto Mrs Bickle.
Zoe aveva terrorizzato Carrie fin nei precordi, ma fu soltanto
dopo la partenza dell'amica che Carrie si rese conto di quanto
fosse malridotta. Non era stata cos gi da quando Harold
Winternitz le aveva detto che lei era un esemplare di tutti i bohmien
di second'ordine di un'epoca morta e sepolta. Guardandosi
allo specchio, vide che aveva una faccia proprio vecchia,
e che il suo corpo era semmai ancora pi vecchio. La logica
avrebbe dovuto dirle che ormai era finita; e invece le disse
che aveva bisogno di qualcuno del sesso opposto che fosse giovane
e libero, e subito.
Carrie era cresciuta in un'epoca che predicava il coito promiscuo.
Il matrimonio, pensavano le sue contemporanee, era
pi facile e pi ragionevole dello zitellaggio, anche se non particolarmente
raccomandabile o soddisfacente un grigio faute de
mieux. La cosa migliore del matrimonio era la possibilit d'incontrare
sessualmente un maggior numero di uomini in un distensivo
ambiente familiare. Per lei, essere senza marito sarebbe
stato imbarazzante come uscire per la strada a testa pelata o
senza trucco.
Ancora pi forte della sua brama di successo e di riconoscimento
per i suoi mariti, c'era il suo incurabile bisogno di
amore. Voleva avere un marito scrittore, ma aveva anche bisogno
di un uomo fisso nel suo recesso nuziale. Adesso, naturalmente,
dopo la visita di Zoe s'era accorta di non aver del tutto
compreso i motivi che l'avevano spinta a mandare Bernie a
Brooklyn. Aveva capito di avere agito avventatamente e che la
solitudine, frutto di quell'avventatezza, sarebbe stata per lei un
enorme problema.
Per molti giorni, dopo la partenza di Bernie, non fece altro
che star seduta sulla sua poltrona a dondolo, con lo stereo che
suonava un disco dopo l'altro, consumando molte scatole di
fazzoletti di carta, soffiandosi il naso, asciugandosi gli occhi, e
maledicendo ogni tanto Zoe e i suoi primi tre mariti con tutte le
brutte parole che aveva imparato da bambina.
Le telefonate giornaliere di Bernie, per quanto in principio
fossero soddisfacenti dato che lei si sentiva la sua ispiratrice,
alla fine le parvero troppo spirituali. Non alleviavano il suo bisogno
di amore in nessun modo palpabile.
Alla fine decise che forse la cosa migliore sarebbe stata seguire
il consiglio di Zoe e affittare di nuovo le sue stanze. In passato,
tra un marito e l'altro, gli inquilini le avevano tenuto alto il
morale e le avevano dato interesse per la vita; quando era depressa,
poteva sempre invitare in salotto uno dei pensionanti a
bere qualcosa e a fare quattro chiacchiere. Una sera, scuotendosi
dal suo letargo e dal suo cattivo umore, Carrie and fino al
grande magazzino dell'angolo proprio prima della chiusura e
compr un cartello rosso fiammante, che diceva si affittano
BELLISSIME STANZE.
L'aveva sistemato solo da pochi minuti e gi sent che funzionava.
Il mattino dopo sul presto il campanello suon e, correndo
alla porta, Carrie fu contenta, per non dire elettrizzata, di
vedere attraverso il vetro smerigliato non il romantico straniero
che aveva sperato ma qualcosa di molto pi promettente: il volto
familiare di un amico che, per giunta, era anche uno scapolo
giovane e bello.
Quel giorno qualcosa scatt nel suo cervello, spieg a se
stessa pi tardi. Nel momento che apr la porta pens: Questa
 la risposta alle mie preghiere. Quando pose gli occhi su Joel
Carmichael Ullay, Bernie e Brooklyn le sembrarono a un tratto
lontani quanto la Birmania.
Conosceva Joel da quando, giovanissimo, faceva parte di un
noto balletto negro ed era sposato con la donna che lo dirigeva.
Laureata e bellissima, questa donna aveva sempre danzato con
metodica ferocia per esprimere il suo disprezzo per la razza
bianca, finch lei stessa non aveva acquistato ricchezza e prestigio
sociale. Joel aveva rotto con la grande coreografa in ascesa e
si era trovato un buon posto come funzionario dello stato. Di
pelle abbastanza chiara alla luce del sole, nella penombra assumeva
un'interessante tinta scura che lo rendeva pi bello e gli
dava un'affascinante aria minacciosa. Un neo vicino alle labbra
vellutate aumentava il suo fascino che, dopo il divorzio dalla
coreografa, egli sentiva troppo eccezionale per un altro matrimonio.
Harold Winternitz, che deplorava la fraternizzazione razziale
tranne che su basi strettamente professionali e culturali,
aveva spesso canzonato Carrie durante la loro breve vita matrimoniale
dicendosi sorpreso che una donna cos emancipata
non avesse mai superato la barriera del colore a letto. Chiusa
come stava nella campana di vetro caucasica, sogghignava, era
probabile che la sua infelicit fosse da imputarsi alla sua monotona
dieta razziale.
Se quel giorno Winternitz avesse assistito al suo incontro
con Joel, si sarebbe reso conto che non era soltanto la razza a
farle pienamente sentire il fascino esoticamente allarmante ma
ovviamente accessibile del suo visitatore.
Quando lei fece vedere a Joel la grande stanza matrimoniale
che voleva affittare, sapeva gi che la voce di Bernie, che ogni
giorno aveva echeggiato in ogni angolo della casa, ora sarebbe
stata impercettibile come quella dei suoi dischi consunti. Non
sapeva ci che Joel sentisse, ma il solo fatto che fosse venuto, il
suo costante sorriso e il suono felpato dei suoi passi mentre la
seguiva su per le scale, le facevano supporre che sentiva abbastanza.
Non aveva torto. Prima ancora di aver preso gli accordi
definitivi per l'affitto si trovarono automaticamente l'uno nelle
braccia dell'altra, come se un bacio fosse l'atto convenzionale
per concludere un contratto al pari della bevuta che si fanno
certi uomini quando hanno combinato un affare. Dandole un
bacio caloroso e generoso di labbra e lingua, le aveva prima posato
le mani sui seni, poi sulle natiche, e i due erano rimasti un
bel pezzo cos, come divi davanti a un'operatore cinematografico
che avesse gi girato la stessa scena innumerevoli volte.
- Vuoi restare a cena da me, stasera? - gli disse lei quando si
furono staccati. Cominciando a scendere l'imponente scalinata,
le chiavi della stanza in mano, egli aveva annuito in silenzio senza voltarsi.
Quando Joel se ne fu andato, lei non pot fare altro che rimettersi
a sedere nella sedia a dondolo e sforzarsi di essere calma.
Se uno dei tornados dell'Illinois avesse spazzato via la casa
intera, lasciando lei intatta sul dondolo, non avrebbe potuto rimanere
l seduta pi ignara degli avvenimenti esterni di quanto
lo fosse adesso. Sapeva che quello, per quanto portentosamente
imprevisto, era uno dei principali eventi della sua vita. Tutti gli
altri interessi, amori, mariti, eventi della sua vita le parevano vaghi
e irreali. Non c'era mai stato un Harold Winternitz, e ora
non c'era certamente alcun Bernie Gladhart. Pianse un poco
vedendo che Bernie spariva. Aveva avuto bisogno di lei, e probabilmente
ne aveva ancora bisogno, ma dopotutto un uragano
qualche volta ti apriva gli occhi. Adesso sapeva che lui non sarebbe
mai stato uno scrittore. Glielo avevano detto quelle sue
querule telefonate, perch al telefono si finisce per udire la vera
voce separata dal corpo che la contiene. Ci che lei udiva venire
da Brooklyn era soltanto il miagolio di un cucciolo cui mancava
il latte. Per lei credere l'impossibile, credere in Bernie, era stata
una specie di droga, ma all'improvviso la sua fede era morta.
Naturalmente Carrie sapeva ci che l'aspettava quella sera,
e cominci a prepararsi. Ripos, bevette una tazza dopo l'altra
di un nutriente brodo di molluschi, e qualche sorso di brandy
ogni tanto. Telefon anche a un ristorante ungherese alla moda
che, se caldamente pregato, mandava a domicilio una cena completa per due.
Non ci sarebbero pi state ore vuote nel recesso nuziale, si
disse a voce alta. Dopotutto, aveva fatto l'impossibile per Bernie,
ed era contenta che il proprio castigo fosse finito. Aspettando
che si facesse sera, con addosso solo la biancheria intima ma
con il reggiseno armato di ferro sollevato ad altezze vertiginose,
si rannicchi sotto un copriletto che aveva un disegno a ninfee.
A letto con Joel quella sera, Carrie si accorse a un certo punto
che il telefono stava suonando e, liberandosi un attimo dalle
braccia color fumo dell'amante, riacquist un po' di coscienza
per dire qualche parola al microfono. Non ricordava nemmeno
ci che aveva detto perch la sua soddisfazione fisica vicina al
coma, dovuta all'esperto amoreggiare di Joel, le impediva di capire
ci che Bernie con voce perplessa le stava dicendo e di rispondergli qualcosa di sensato.
Nel suo particolare stato fisico e bramando di tornare nelle
braccia di Joel, aveva lasciato cadere il telefono per terra, rimanendo
cos in comunicazione con Brooklyn e permettendo a
Bernie di entrare nel recesso nuziale. Il miracolo dell'elettronica
gli consent di udire tutto quanto chiaramente, come fosse
stato ad ascoltare dietro la porta.
Sulle prime, fu difficile per Bernie non solo credere alle proprie
orecchie, ma perfino udire. Si sentiva come un uomo che
avesse aperto la radio e avesse udito l'annuncio della propria
morte. Tuttavia non riusciva a smettere di ascoltare: sembrava
che avesse il ricevitore incollato alla testa.
Il letto di Carrie era accanto al telefono, e le sue parole a Joel
Ullay giunsero nitide e implacabili. Per un tempo che sembr
lunghissimo, Bernie ud tutto quanto, ascoltando a spese di
Carrie, finanziariamente (chiamata a carico del destinatario) e
spiritualmente (l'anima di lei era messa a nudo). Ud, cio, non
soltanto i loro amoreggiamenti che, eclissando i suoi, lo lasciarono
addirittura annichilito, ma verso l'alba Carrie, parlando in
tono calmo e normale, dichiar che da allora in poi Joel gli sarebbe
succeduto nel recesso nuziale godendo di tutti i diritti ad
esso connessi. Questa dichiarazione fu seguita prima dall'analisi
da parte di Carrie del completo fallimento di Bernie come uomo
e come marito e poi da un nuovo vigoroso amplesso accompagnato
da guaiti e animalesche grida di piacere provenienti da
un'ugola non identificata. Al che Bernie parve perdere coscienza,
finch da Chicago non gli pervennero nuove grida e gemiti che lo risvegliarono.
Ci fu un'ultima cosa che Bernie ud prima d'interrompere
per sempre la comunicazione: Carrie disse a Joel che non solo
Bernie era prosaico a letto, ma che non avrebbe mai e in nessun
caso finito il libro su Cabot Wright.
Bernie pens immediatamente di andarsi a buttare dal ponte
di Brooklyn, ma gli era venuto un mal di testa cos lancinante,
con delle pulsazioni cos dolorose, che gli manc la forza di
uscire dallo stabile. Finalmente torn nella sua stanza, si gett
sul letto senza nemmeno togliersi i vestiti, e per alcuni giorni
non seppe pi se era sveglio o se dormiva. Un mattino, sul presto,
si accorse che c'era una donna seduta accanto al letto. Era
Mrs Bickle, che lo aveva svegliato posandogli una mano fresca sulla tempia.
...
.
...
5. Zoe lavora per Princeton.
...
.
...
Mrs Bickle era arrivata a New York all'epoca della grande
siccit, del ritorno della parrucca e del trucco bianco per le labbra,
della fellazione come argomento preferito dei best-sellers,
della campagna indetta dal Municipio per mettere al bando chiromanti,
indovini e veggenti, e del finimondo del mercato internazionale dello zucchero.
Capitando l senza farsi annunciare - veniva dall'appartamento
in Gramercy Park che Keith le aveva trovato -, Mrs Bickle
non si aspettava certo di trovare Bernie cos malconcio e in
quello squallore. Chiam un medico, un giovane ebreo sefardita
che prescrisse dei sedativi e le disse che il paziente era sotto
l'effetto di un trauma emotivo. La consigli di rimanere al suo
capezzale finch non avesse superato la crisi.
Mrs Bickle ubbid. Rimase e ascolt: tutta una notte d'incoerenti
borbottii in cui le parole prigione e cappio al collo erano
pi volte ripetute. Il mattino dopo parve che egli avesse un
peggioramento improvviso quando la riconobbe. Le ci vollero
molto tempo e molta fatica (insieme al rimedio prediletto dal
giovane medico che consisteva in una tazza dietro l'altra di acqua
calda col limone), per convincere Bernie che non erano
a Chicago e che il suo futuro newyorkese era appena cominciato.
- Quando ti sentirai pi forte e io avr fatto un sonnellino,
mi racconterai quello che  successo, - gli disse lei. - Sospetto
per che sia stato pi che altro questo posto, - e guard le pareti ammuffite e il sudiciume della stanza.
- Questo posto un corno! Carrie ha sposato un negro, - esplose Bernie.
Pochi giorni dopo, quando egli fu in grado di star seduto
sulla sedia e con l'accappatoio addosso, spieg a Mrs Bickle tutta la faccenda.
- Temo che sia anche colpa mia, - lei disse, - dal momento
che pare sia stata io a mandarti a Brooklyn.
- E non mi sembri neanche molto sorpresa di quello che 
successo, a pensarci bene, - ribatt Bernie osservandola attentamente.
- Come hai fatto a sapere che era un uomo di colore? - domand
Mrs Bickle per tutta risposta. Non era sorpresa per
niente. - Eri solo al telefono, dopotutto.
- Oh, - sogghign Bernie, - non c' nulla di strano. Lei urlava
il suo nome -, Bernie rise tre volte. - Quando  arrivata al
momento culminante ha gridato: Joel! Joel Ullay! e io mi sono
ricordato che quello era il nome del ballerino negro che conosceva.
- So gi tutto, Bernie. Tanto vale che te lo dica.
- Vuoi dire che anche tu l'hai sentito per telefono? - egli quasi ci credeva.
- Me l'ha telefonato Curt, - disse lei. - Le notizie si risanno
in fretta nel nostro quartiere.
- Be', allora puoi dirmi qualcosa tu, - sbuff. Si appoggi
allo schienale della sedia: - Dai, parla -. Accese un sigaro e cominci
a esaminarsi la punta delle dita.
- Mi dispiace che sia accaduto, Bernie.
- Salta la merda e vieni ai fatti, - le disse lui.
- Parli come qualcuno che ha intenzione di sopravvivere,
comunque, - osserv Zoe con un sospiro di sollievo.
- Avanti, parla Zoe, e poi decider io se devo vivere o morire.
- Be', naturalmente hai ragione, Bernie. E proprio Joel Ullay.
Sta per stabilirsi in casa di Carrie.
- Sta per stabilirsi? Si era gi stabilito per bene, l'altra notte.
Consumando il suo sigaro a enormi boccate, continu:
- Di', Zoe, hai mai sentito di uno che abbia perso tutto in un attimo
come me? Moglie, casa, lavoro, citt. Non mi  rimasto proprio
nulla, se ci pensi.
Sembr che lei ci pensasse, e Bernie fece un gesto d'impazienza
e d'irritazione.
- Su, vai avanti e dimmi tutto, - le disse.
- Se aspetti un minuto ti do la versione di Curt, - disse Zoe
frugando nella borsa in cerca di una sigaretta.
- Oh, non darmi nulla. Detesto la gente che tira fuori le versioni
degli altri e mena il can per l'aia tra pause e virgole e accenti
espressivi. Dimmi le notizie.
- D'accordo. I fatti nudi e crudi, allora -. Guard la lunga
cenere del suo sigaro, poi si accese la sigaretta.
- Pare che Carrie e Joel abbiano celebrato un finto matrimonio
a casa, - cominci.
- E allora? - La sua pausa lo rese di nuovo impaziente.
- Hanno detto che questa volta non volevano avere i fastidi
e le spese di un altro divorzio, e in ogni caso l'attuale amica di
Joel non avrebbe cooperato in alcun modo, anche se pi in l,
sembra, potranno mettersi d'accordo... C'erano tutti quelli che
conoscevano Joel o Carrie. Molta gente del sud, naturalmente.
Ed era una festa in costume -. Mrs Bickle abbass gli angoli della
bocca per pensare cosa ne pensasse. La faccia di Bernie era di
pietra, ma lui riusc a chiedere:
- Non sai mica com'era mascherata la sposa, per caso?
- Curt non mi ha descritto nessuna maschera, - rispose Zoe.
- Ma erano tutti costumi scalcagnati, e molti erano mascherati
in maniera piuttosto approssimativa. Verso sera hanno fatto
una battaglia coi cuscini e ci sono andati di mezzo antichit e
objets d'art di Carrie, e il tappeto orientale di Harold Winternitz
 stato bruciato in pi punti. C'erano il solito famoso pianista
jazz, quel senatore degli Stati Uniti che Carrie si rimorchia
sempre dietro, un paio di vecchi cantanti d'opera, gente dell'universit,
i soliti giovincelli e bambini, e alla fine la cerimonia,
con anelli, prete, marcia nuziale e cos via. E dopo  andata
come va sempre a casa vostra il sabato sera -. Zoe tacque un
momento. - Non fare quella faccia, - aggiunse poi.
- Che faccia?
- Tutta storta, - lei gli disse. - Doveva finire, Bernie, - cerc
di consolarlo -  una fortuna che sia finito mentre eri qui, e non
laggi. Sarebbe stato terribile, credimi.  terribile anche qui,
me ne rendo conto, ma la lontananza attenua un poco lo schifo
della cosa, mi pare.
- Cristo, sei una filosofa, - disse Bernie.
- Bernie, - propose Mrs Bickle, - se t'invitassi a cena fuori
in un bel ristorante con tappeti e lampadari e buone cose da bere
e da mangiare? Non credi che ti farebbe bene? E ho qualcosa
da dirti da parte di Princeton Keith.
- Non ho n abiti adatti n appetito, - rispose lui.
- L'avrai, - lei disse con una voce dolce, anche se sarcastica.
Guardandola attentamente, Bernie s'illumin un poco e disse:
- Ti dispiacerebbe avvicinarti e farmi un favore?
Lei annu.
- Chinati, - le disse quando gli fu vicina, - chinati e coprimi
la faccia di baci caldi e freschi. Lo so che non t'importa nulla di
darmeli, ma dammeli lo stesso.
- Povero ragazzo abbandonato, - Mrs Bickle si chin e gli
dette un paio di bacetti. Lui le prese la mano.
- Il vecchio Keith ti ha parlato di lui? - Bernie mosse la testa
in direzione del pavimento.
Lei pens un momento prima di rispondere: - Allora  proprio
vero?
- Certo, - borbott Bernie. - Sta proprio qua sotto... Vai a
dare un'occhiata, se non ci credi.  nel ripostiglio, e devi solo alzare
l'asse sconnessa del pavimento.
- Mi basta la tua parola.
- Quando mi sentir meglio te lo far vedere, - adesso Bernie
parlava a voce cos bassa che non lo si capiva quasi pi. -
Oggi sei carina, sai, Zoe, - le teneva ancora la mano. - Sei magnifica
Le baci le dita.
- Tu soffri di nostalgia, caro, e stai anche delirando, - Zoe
sospir, ma si chin di nuovo per baciarlo e lui incoll la bocca
alla sua.
Lei si liber, e Bernie disse: - E pensare che ora che la mia
missione l'avevo compiuta e avevo trovato pure lo stupratore,
quella che aveva organizzato tutto, manda tutto all'aria per
amore.
- La vita  piena d'imprevisti, - disse Zoe mentre lui l'attirava
di nuovo a s.
- Non farlo perch credi di doverlo fare o perch siamo tutti
e due lontani da casa, - lei lo ammon. - E, per amor del cielo,
non farlo per ripicca contro la povera Carrie, ti prego.
- Mi piaci, te l'ho detto, - e la baci di nuovo sulla bocca.
Dopo una notte passata nelle braccia di Bernie, Mrs Bickle
pens che, anche se non si era data a lui cos ardentemente come
Carrie diceva di fare, lo aveva per salvato dalla disperazione
e, tornata nel suo appartamento a Gramercy Park, toltasi i
tacchi alti e sedutasi sul divano con un bicchiere di whisky, fu
certa di aver rimpiazzato Carrie pi completamente di quanto
Joel Ullay avesse rimpiazzato Bernie. Probabilmente non sarebbe
mai stata l'amante di Bernie nel pieno senso della parola,
sebbene nessuno possa mai prevedere nulla quando si tratta di
amore. In ogni modo avrebbe fatto bene a occuparsi del libro di
Bernie su Cabot Wright, o Princeton Keith avrebbe reso la sua
vita un inferno.
Appena arrivata a New York, Zoe s'era incontrata con Keith
in un albergo elegante, nella spaziosa corte interna ornata di
palme in vaso, dentro un'alcova protetta da una tenda e riservata
esclusivamente a Keith dalla direzione per tutti i giorni della
settimana a certe ore. (Un tale di una casa editrice rivale una
volta si era inavvertitamente insediato nell'alcova prima che
Keith arrivasse: quando Keith gli aveva ordinato di andarsene e
l'altro aveva rifiutato, erano passati a vie di fatto, ma l'intruso
aveva avuto la peggio e se n'era andato con un occhio nero maledicendo
ad alta voce l'assalitore).
Osservando Keith attentamente, Mrs Bickle scopr che era
contento per due cose: una, che Bernie avesse scritto un libro
sullo stupratore e che avesse sottomano lo stupratore stesso, e
l'altra che Zoe fosse l, sul posto.- Mi sembra troppo bello per essere vero, - Keith le disse.
- E ne ho proprio bisogno di un libro del genere, credimi. E Dio
sa se anche Al Guggelhaupt ne ha bisogno. Dobbiamo trovare
qualcosa di buono. Stiamo morendo per mancanza di bestseller,
roba da gran soldi e niente rogne.
Mrs Bickle guard altrove,
- E pensare, - Princeton continu, esagerando un poco,
- che  tutto merito di un mio amore d'infanzia.
Zoe Bickle sorrise e arross perfino un poco, cercando di ricordarsi
com'era Princeton quando era un bambino nel piccolo
paese dell'Illinois dove erano cresciuti. Non doveva essere stato
l'amore di nessuno, ne era sicura.
Ma il disagio di Zoe non era provocato dagli inesatti ricordi
d'infanzia di Princeton, bens dall'offerta che, lo sapeva, lui stava
per farle e alla quale aveva gi accennato come a qualcosa di
concreto e d'importante.
Quando egli se ne rese conto - cap, cio, la diffidenza di lei
- perch era tutto fuorch ottuso, cominci a lavorarsela accanitamente.
- Sei stata laggi per anni e anni, - lei udiva la sua voce sorseggiando
una menta incredibilmente verde che lui aveva insistito
per farle bere, - nascondendo la tua fiaccola sotto il moggio,
facendo l'infermiera di uno scrittore fallito e ipocondriaco,
facendo la balia, anzi, mentre potresti essere una delle migliori
redattrici esistenti. Ma ora che sei qui, non ho alcuna intenzione
di lasciarti andare. E tu sai benissimo che ho un'offerta da farti,
altrimenti non saresti seduta qui con me adesso. Quindi dimentichiamoci
l'altro lavoretto che eri venuta a fare, quello va bene
per chiunque... Mettiamola in questo modo, Zoe: tu puoi mandare
a Curt del denaro, e puoi mandargliene abbastanza perch
lui si diverta a studiare l'ebraico per il resto della sua vita, a patto
che tu sappia vedere la luce della ragione qui a New York.
Senza darle il tempo di rifiutare, lui disse subito la cifra.
Poich era una somma incredibile, lei espresse la propria
sorpresa con una completa mancanza di espressione. Princeton
ripet l'offerta.
Lei rimase muta, forse sbigottita, ma con un'aria assente e
annoiata.
- A Gladhart ho offerto solo la met, - aggiunse lui evidentemente
reso perplesso dalla faccia da poker di Zoe.
- Per lui  farlo nuotare nell'oro, - disse Zoe frizzante, e
Keith sembr sollevato.
Mentre le snocciolava i suoi piani, egli osservava la tentazione
andare e venire negli occhi di Zoe. Sapeva che era stata povera
per molto tempo e anche che nessuno, per un tempo altrettanto
lungo, l'aveva pi apprezzata o lodata. Era certo che Curt
non le dicesse mai nulla di lusinghiero. Forse Curt non la baciava
mai, e quanto ai rapporti sessuali tra marito e moglie, pensava
Keith, dovevano esserseli quasi dimenticati. Ma li a New
York, Keith se n'era accorto, Mrs Bickle rifioriva e sembrava di
dieci anni pi giovane. Stava bene sotto quelle palme, e il suo
bell'aspetto lo avrebbe aiutato a sostenere la loro idea, forse ancora
di pi del fatto che Bernie avesse il libro giusto e che lo stupratore
fosse sotto sorveglianza. Tutto filava a meraviglia.
- Naturalmente, - continu Keith, in risposta a un commento
di Zoe che sembrava cinico e indifferente, - ho intenzione
di farti lavorare sodo e di spremerti il cervello. La mia carriera,
vedi, sar franco con te,  sempre in bilico.
A quella affermazione lei lo guard stupita, ma poi, credendola
puramente retorica, continu a trovare delle scuse per declinare
l'offerta: - Temo che tu voglia da me qualcosa che non
posseggo, - spieg. Appena l'ebbe detto per, si rese conto che
voleva tirarsi indietro solo perch la tentazione di accettare era
stata grande, e perch la somma di denaro offertale era cos
enorme.
- Se il denaro ti sembra poco, - disse lui con disinvoltura,
- ci si pu mettere d'accordo.
- Adesso mi spaventi ancora di pi -. Era sincera. - Il fatto
, Prince, che non potrei scrivere un romanzo anche se volessi, e
non so nulla di prigioni, di stupratori, e nemmeno di Bernie.
- Giustissimo. Non hai alcun bisogno di sapere nulla del genere, -
la inform. - Voglio qualcuno che possa scrivere... - Tir
fuori da una borsa malconcia il dattiloscritto di Bernie. - Il libro
 quasi tutto qui, - e batt sul fascio di carte unte. - Abbiamo
solo bisogno di altri fatti, di particolari, e qualcosina di diverso
dalla mentalit di Bernie, che lui chiama immaginazione.
Dobbiamo sapere qualcosa di pi dallo stupratore, - fece una
pausa improvvisa e guard lontano, verso il Central Park, - e, a
proposito, ho fatto le mie indagini, - parlava sottovoce, in segreto,
- l'uomo che abita sotto a Bernie  lo stupratore.  Cabot
Wright, - spieg, - quello che abita nella stanza sotto il nostro
venditore d'automobili di Chicago.
Lei era sorpresa davvero, adesso.
- Abbiamo bisogno di te, cara Zoe, per il tuo inglese e per la
tua intelligenza. Nessun altro pu farci questo lavoro. Non vorrei
metterci di mezzo un negro.
- Dovrai darmi il tempo di raccapezzarmici un po', - disse
Mrs Bickle quando lui le dette l'ordine perentorio di dargli immediatamente
una risposta.
- Temo di non potermi permettere il lusso di una procrastinazione, -
disse prontamente Keith Princeton, con un tono tra
il minaccioso e il bilioso. Lei fu cos sconcertata dalla sua aria di
fredda determinazione che arross di nuovo, e lui se ne accorse.
- Se non accetti questa offerta, Zoe, sei la pi grande idiota
che sia mai esistita su questa terra. C' perfino da dubitare che
tu voglia davvero bene a tuo marito. Non vedo proprio come
potrai provvedere alla sua vecchiaia, che credo sar piuttosto
costosa, con lo stipendio che prendi adesso.
- Sto ancora cercando di riavermi, - lei disse con un tono
strano, come se non avesse udito le sue ultime frasi.
- Posso chiedere da che cosa? - egli sembr immediatamente
guardingo.
- Dal tuo entusiasmo.
Keith si adagi sulla sedia e gemette. - Sta' a sentire, - cominci
a spiegare in tono paterno ed esasperato. - Io cerco di
fare degli affari. E cerco di farli per Al Guggelhaupt. Se avessi
dell'entusiasmo credi che potrei lavorare per lui? E poi non credo
che neanche tu abbia dell'entusiasmo.  quello che mi lega a
te. L'entusiasmo  un'emozione pericolosa, da americani primitivi,
ed  la prima cosa da sorvegliare se uno vuole evitare la decadenza.
Non credo che tu l'abbia mai avuto, e non credo che lo
prenderai da me, grazie al cielo, e certo non lo prenderai mai da
New York.
- Ma cosa diavolo ci vedi nel libro di Bernie? - lei grid, fissando
il manoscritto che stava tra di loro sul tavolo di marmo.
- Cara la mia ragazza, - Princeton le batt sul braccio. - Fa'
uno sforzo, - la preg. - Fa' uno sforzo.
- No, Prince, - disse lei con l'aria abbattuta. - Devi spiegarti
meglio di come hai fatto fino ad ora se vuoi che accetti la tua offerta.
Fu lui adesso che arross.
- Sono arrivato dove sono arrivato per mezzo di offerte come
quelle che ho fatto a te, - disse severamente. - E intendo restarci.
- In cima, - lei sorrise.
- In cima o non in cima, - sembrava quasi furioso. - E tu
puoi tornartene l da dove sei venuta, se ci stavi tanto bene.
Poi, quando Princeton si fece improvvisamente silenzioso,
come per far capire che stava pensando di porre fine al loro colloquio,
lei si lasci di nuovo sfuggire la stessa domanda formulata
in maniera leggermente diversa:
- Ma, Prince, non puoi volere il suo libro soltanto per l'idea!
- E perch no? - ribatt lui.
Allora lei si accorse che parlava sul serio.
- Ma chiunque potrebbe averla!
- Chiunque potrebbe averla dopo che qualche fesso l'ha gi
avuta, - la inform lui.
Zoe cominciava vagamente a capire la cosa.
- La sua idea ha fatto impressione anche a te, ma tu non vuoi
ammetterlo, - la rimprover Keith. -  il tuo smisurato orgoglio,
Zoe. Sei una torre d'orgoglio... e sei sempre stata cos.
- Un giovanotto di Wall Street violenta trecento donne, viene
condannato su testimonianza di una delle sue vittime, va in
prigione, esce, e torna a casa. - Lei scosse la testa.
-  splendido,  straordinario, funziona, - egli strapp in
due un tovagliolino di carta. -  un libro, mia cara.
- Ti dispiacerebbe dirmi, - domand lei, - se  dai fessi che
prendi tutte le tue idee?
- Certamente si, - rispose lui senza esitazione.
- E dove li trovi? I fessi, voglio dire.
-  questo il bello di New York, - cominci Keith, socchiudendo
gli occhi. - I fessi sono quasi tutti qui.  una citt gremita
di fessi, e se uno ne ha bisogno per qualcosa, basta un giro intorno
all'isolato, un salto nella sotterranea, una telefonata a casaccio,
ed  bell'a posto. Non sarei certo arrivato dove sono arrivato
senza di loro. - Ora la sua voce sembrava quella di un uomo
molto pi vecchio, avrebbe potuto essere quella di un Al
Guggelhaupt, per esempio. 
- Be', Prince, immagino che stai parlando sul serio, - ammise
lei in tono mite, quasi malinconico.
- Non sto parlando sul serio, sciocca. Io agisco nel modo
giusto.
- D'accordo, hai trovato un fesso in Bernie, e suppongo che
non protesterei troppo se tu ne avessi trovato un altro in me. Ma
mi piacerebbe sapere esattamente in che modo ti servirai di me,
ecco.
- Tu metterai a posto le cose per me, cara Zoe, e naturalmente
dovrai tener d'occhio Bernie. E quando sentir che mi
sto spompando, tu mi dovrai rigonfiare. Non sar troppo difficile.
Ma io lo so che non me la cavo senza di te, ed  per questo
che ti ho offerto tutti quei soldi. Tu devi rimanere. Come ti ho
gi detto, far di tutto perch tu sia contenta.
Lei lo fiss.
- Avevo sentito parlare di offerte del genere, ma non ci avevo
mai voluto credere.
- Tutto succede una volta o l'altra, Zoe, - egli le disse. - E
qui succede pi di una volta.
Una lacrima rig le gote di Zoe e Keith, sebbene le lacrime
gli piacessero cos poco da non notarle nemmeno, gliel'asciug
in fretta.
- Sei stata cos buona per tutta la tua vita, tesoro, - le disse,
- e se pensi che adesso stai per essere cattiva, e io lo so che  questo
che stai pensando, ti assicuro che ne hai tutto il diritto.
Quando ti sarai fatta un po' di soldi potrai diventare di nuovo
buona, con Curt, e con tutti quanti. La tua parte, e te la sei scelta
cos presto,  di stare quasi continuamente appesa a qualche
specie di croce. Quello che io ti ho offerto sar molto spesso un
vero inferno, e cos dovresti sentirti a tuo agio. Se non lo fai tu,
prima o poi trover qualche altra persona in gamba che lo faccia.
Io ti ho parlato solo dei fessi e non degli intelligenti. Ma so
trovarli tutti e due.
- Mi pare di aver gi firmato le carte, - lei stava sorridendo
sebbene sembrasse sconsolata.
- Su, su, Zoe, - disse lui. - Smettiamo di posare e ordiniamo
una tazza di t bollente che far bene a tutti e due.
Chiam un ragazzo in costume arabo e gli dette l'ordinazione.
- E non posso nemmeno pensarci su, - lei disse quando il t
caldo e buonissimo l'ebbe un po' rinfrancata.
- Solo finch non ti avr fatto tutta la proposta, mia cara.
Per adesso ne hai sentito solo la met.
Lei lo guard come se l'avesse gi sospettato, e sul volto le
pass un'espressione di disagio che le incup gli occhi.
- Ti sarai gi immaginata di cosa si tratta, probabilmente, -
disse Keith con fermezza, ma lei si accorse che anche lui era pallido
e preoccupato nonostante tutta la sua baldanza e la sua disinvoltura.
- Io non ti voglio soltanto, - sent che Keith diceva, - non ti
voglio soltanto perch sei una scrittrice, per quanto brava tu
possa essere. E, a proposito, gi che si parla di scrivere voglio
dirti una cosa. Dei due eri tu lo scrittore, e penso che sia per
questo che il tuo matrimonio con Curt non  andato cos bene
come avrebbe potuto andare. Era lui che avrebbe dovuto mantenerti,
ed eri tu che avresti dovuto scrivere. A quest'ora saresti
ricca. Comunque, - tir fuori il suo orologio da tasca attaccato
a una grossa catena, - a proposito il tempo stringe. Dopo tutto,
la prossima stagione pubblicheremo altri libri. Ma veniamo al
punto. Tu dovrai vedere Cabot Wright. Cio, dovrai vederlo
molto spesso. Non correrai pi rischi o pi pericoli di quanti
non ne correresti a Chicago. In ogni caso ho pensato a tutto, e,
se sar necessario, ti troveremo una guardia del corpo. Ma non
 necessario. Io so tutto di Cabot.  innocuo e, per conto mio, 
sempre stato innocuo. Poi c' sempre Bernie che pu proteggerti.
In ogni modo, noi vogliamo che tu parli con Cabot e che
tu scopra tutte le cose che devono essere scoperte. Cabot  uno
di quei tipi che non direbbero mai nulla a un altro uomo, capisci,
e tanto meno a uno come Bernie. Ma credo che con te parler.
Ho come un sesto senso, io, per certe cose. A volte sbaglio,
naturalmente, ma in un caso di questo genere non credo di sbagliarmi.
Come ti ho gi detto non  un compito facile e comporta
qualche rischio, ma  proprio per questo che lo farai, credo.
Non rifiutare, Zoe, o ti farai del male. Di' soltanto s, tesoro,
e lasciami tornare a lavorare.
Mrs Bickle in fondo non lo deluse. Lo guard negli occhi e disse di s.
...
.
...
6. Secondo incontro.
...
.
...
Chiss se Mrs Bickle sarebbe stata mai capace di vedere Cabot
Wright o di sapere qualcosa da lui se, durante un incendio,
non fosse caduta dal lucernario che dava direttamente sulla stanza di Cabot.
Prima della sua discesa e del suo incontro con Cabot, Mrs
Bickle aveva sofferto le pene dell'inferno per aver firmato il
contratto che la legava a Princeton Keith e (dal suo punto di vista)
a Madison Avenue. Sebbene si sentisse pi o meno colpevole,
se non disonesta, dopo avere accettato quell'incarico prese
subito la decisione che, se doveva incontrarsi con Cabot, l'unica
cosa ragionevole da fare, anche se sgradevolissima, era di
trasportarsi armi e bagagli al Palazzo Mirafiume.
Zoe Bickle, come Keith tante volte le aveva ricordato, per
tutta la sua vita non aveva conosciuto che una dignitosa povert,
e adesso aveva appena incominciato ad abituarsi al lusso e alle
comodit dell'appartamento in Gramercy Park. Ma fu proprio
per questa ragione che si trasfer a Brooklyn, altrimenti,
sentiva, avrebbe eseguito il suo compito da una posizione falsa e
distante mentre, una volta scomodamente insediata nel Palazzo,
avrebbe almeno potuto guardare in faccia la realt, anche se non la capiva completamente.
Aveva telefonato a Princeton Keith per comunicargli il nuovo
indirizzo. Il suo atteggiamento verso di lei, adesso che Zoe
aveva acconsentito a fare quello che voleva, era di vigile attesa e
di studiata indifferenza. Non si curava del modo in cui lei otteneva
il suo scopo e, alla maniera dello psicanalista che lo aveva
curato tempo addietro, non esprimeva n approvazione n
disapprovazione e pareva indifferente al fatto che lei avesse scelto
di vivere in mezzo al pericolo, la sporcizia e le cimici.
Anche Bernie Gladhart si era alquanto raffreddato nei confronti
di Mrs Bickle dopo la calorosa accoglienza che le aveva
fatto quando si sentiva cos debole. Appena l'aveva conosciuta,
a Chicago, aveva avuto l'impressione di non potersi fidare di lei,
e adesso quell'impressione lo faceva di nuovo stare a disagio.
Ora, ogni volta che pensava a lei ricordava che era stata una sua
frase a mandarlo a Brooklyn, e che in fondo era lei l'origine di
tutti i suoi guai. E il fatto che Keith l'avesse improvvisamente
scelta per riscrivere il libro fu solo la conferma della sua intuizione:
che lei fosse la potenza che filava il suo destino. Cominci
a bere molto e a frequentarla sempre meno perch, quando
vide che prendeva in affitto una stanza sul suo stesso pianerottolo,
pens che avesse delle mire sinistre contro di lui.
Zoe non si ferm pi a chiedersi come mai avesse accettato
quell'incarico. Sentiva che la grossa somma di denaro (cos
grossa che sarebbero occorsi alcuni anni perch le fosse pagata
interamente) non era pi importante della natura dell'incarico
stesso. Fin dal principio era stata attratta dalla difficolt e dal fascino ambiguo dell'impresa.
Una volta stabilita nella sua stanza di lavoro o, come la chiamava
lei, nel suo centro-indagini, non fu assalita tanto dalla
paura dei topi o di violenze fisiche quanto da un disagio di natura
pi pratica. Come avrebbe fatto, prima di tutto, a presentarsi
allo stupratore? E anche se fosse riuscita a tanto, come avrebbe
fatto poi, tenuto conto della propria personalit, a ottenere da
lui le informazioni di cui aveva bisogno? A forza di pensarci
cadde in una tale disperazione che fu tentata di rompere il contratto e di tornarsene a casa da Curt.
Fu aiutata da un incendio scoppiato nell'edificio attiguo, ma
che lei credeva stesse divampando nel Palazzo Mirafiume. Spaventata
dall'assordante clangore dei carri dei pompieri, Mrs
Bickle corse nel corridoio in cerca di un'uscita di sicurezza.
Nella fretta, apr una porta con la scritta Vietato l'ingresso, inciamp
negli scalini irregolari che scendevano da quella porta e,
prima di poter ritrovare l'equilibrio, cadde in una botola coperta
da un vetro. Sotto il suo peso il vetro si ruppe e lei precipit nella stanza sottostante.
Molte altre donne, in quell'occasione, avrebbero dichiarato
di essere sfuggite alla morte per un pelo, ma Mrs Bickle sapeva
che non era caduta da una grande altezza. Fortunatamente
piomb sopra un divano regina Anna che attut il colpo. Era un
po' scossa, naturalmente, e tutta graffiata, ma si alz subito in
piedi. Quando fu sicura di non essersi rotta nulla, si rimise a sedere
e fu in quel momento che dalla stanza accanto vide entrare
un uomo con una faccia una volta famosa e ancora bella e che
aveva riempito per tanto tempo le pagine dei quotidiani.
Cabot Wright, come per dimostrare che tutto cambia a questo
mondo, portava un apparecchio acustico all'orecchio destro
e Zoe ne fu delusa. Chiss perch, era l'ultima cosa che s'aspettava.
Nei giovani, la sordit pu anche avere un certo fascino, e
indubbiamente l'apparecchio non toglieva nulla a Cabot.
Tuttavia, come Zoe dovette accorgersi in seguito, alla lunga la sordit  triste e noiosa in chiunque.
Come molti sordi, Cabot non prestava un'attenzione costante
a quello che si diceva, e parlava a voce piuttosto alta. Le
domand se si era fatta male, ma poi non dette ascolto alla sua risposta.
- Qualche benda e un disinfettante, - disse, come rivolto alla
tappezzeria, e usc dalla stanza. Non sembrava sorpreso del
suo arrivo, ma nemmeno dimostrava il minimo interesse.
Quando fu di ritorno con bende, garza e disinfettante, lei gli
disse che le sue ferite non le parevano degne di tanta attenzione,
e poi si rese conto che anche questa volta lui non l'aveva udita.
Per, vedendola parlare, Cabot tocc qualcosa che era connesso
col suo apparecchio acustico e parve aspettare che lei parlasse ancora.
Poi si chin e le medic i graffi che aveva sull'avanbraccio.
- Scrittrice o amica di un editore? - le domand.
Quella domanda le parve ancora pi sconvolgente della caduta
dal lucernario. Come se lui fosse stato li ad aspettarla. Si
era dimenticata, pens, che Princeton Keith conosceva Cabot
Wright, ma perch Princeton avrebbe dovuto parlargli di lei e
non invece presentarglielo?
- Visto che le uniche persone che vengono qui sono scrittori
o gente mandata da qualcuno, - spieg Cabot.
- Be', se la caver, penso, - disse alla fine, quando le ebbe fasciato
tutte le ferite. Alzandosi dalla sua posizione inginocchiata,
prese uno sgabellino e vi si sedette, a una prudente distanza
da lei.
- Quando sono uscito di prigione mi avevano avvertito, -
cominci, - che sarebbero venuti gli scrittori. Cos io credevo
che ce ne sarebbero stati a frotte, - sorrise. - A dir la verit non
ne sono venuti molti, per qualcuno s, e continuano a venire.
Ma se ne vanno tutti a mani vuote, anche se io gli do quello che
dicono di volere.
Fu in quel momento che Mrs Bickle si rese conto della propria
situazione, e il pensiero che tanti altri fossero venuti da lui,
gli avessero parlato e fossero andati via a mani vuote, era allarmante
e scoraggiante. Immagin che ci fossero innumerevoli
scrittori che in quel momento stavano componendo romanzi,
commedie, e forse perfino dei poemi su Cabot Wright.
Le sfugg dal petto un gran sospiro, e lui dovette notarlo anche
se non lo ud, perch disse:
- Ha bisogno di qualcosa?
- Un bicchier d'acqua, - lei grid. Ora cominciava a sentirsi
un po' debole, e si rese conto che la caduta doveva averle fatto
male pi di quanto aveva creduto in un primo momento, oppure
che quell'improvviso incontro con Cabot Wright era stato
troppo per le sue forze.
Egli and nella stanza accanto e torn quasi immediatamente
con uno di quei bicchieri di latta che si usavano una volta nelle
campagne e che lei ricord di aver visto da bambina. Dopo
una leggera esitazione, vi accost le labbra e bevve.
-  delusa, - la studi.
Guardandolo meglio, Mrs Bickle si accorse che somigliava
al mitico giovanotto americano coi lineamenti decisi, che si vede
nelle pubblicit della Coca-Cola, nelle riunioni parrocchiali
e nei pic-nic sul lago. E lui era... Possibile che fosse davvero il
famoso criminale? Lo paragon mentalmente a Bernie, che era
l'unico altro criminale che conoscesse e che era tanto meno attraente.
Ma l'uomo che le aveva portato il bicchiere di latta sembrava...
sembrava impeccabile.
- Immagino sappia cosa sto facendo qui, - cominci Mrs
Bickle. - Che sono una scrittrice o che sono mandata da qualcuno,
- cit, forse a voce un po' troppo bassa perch lui potesse
udirla, ma in quel momento la sua attenzione, distolta dal non
pulitissimo bicchiere di latta, fu attratta da qualcosa di stupefacente
che fino allora le era sfuggito. Sulle pareti della stanza attigua
c'era un intero armamentario di orologi di tutte le forme e
dimensioni, da quelli grandi che si vedono nelle sale d'aspetto
fino a certe piccolissime sveglie da tavolo che lui aveva inchiodato
al muro. Ce n'erano di molto vecchi con grandi lancette
nere, e c'erano anche dei resti di un orologio di similoro, anch'essi
inchiodati alla parete.
Egli segu il suo sguardo e fece un cenno col capo. - Ce n'erano
gi un mucchio quando sono venuto ad abitare qui, - disse.
- Doveva essere una specie di bottega di riparazioni. Ma poi
ne ho aggiunti altri per conto mio.
Sedette di nuovo sullo sgabello, fissando la stanza degli orologi
con uno sguardo quasi ansioso.
- Mi hanno fatto prendere una buffa abitudine, quegli orologi.
A forza di sentirli ho cominciato a tastarmi continuamente
il polso.  pi forte di me -. Ridacchi, e lei si stup di non essersi
accorta prima di quella sua mania, piuttosto pronunciata.
- Prima che mi capitasse quello che mi  capitato, - spieg
Cabot, - non mi pare di aver mai pensato agli orologi o al tempo.
Non che adesso pensi solo a quello, ma  l'unica cosa che
m'interessa, diciamo. Il tic-tac del cuore che si riempie e si svuota
del sangue settantacinque volte al minuto!
- Il mio guaio pi grosso, per, - prosegu, come uno che
parli con un intervistatore, - non  mica la sordit, - e si tocc
l'apparecchio acustico. - Per altri il mio guaio pi grosso  che
non riesco a ricordare.
Sulla faccia di Mrs Bickle ci fu come un'ombra cupa che
cancell occhi e bocca.
- Non riesco letteralmente a ricordare, - e la guard come
uno che parli con modestia delle proprie qualit e dei propri
talenti.
- L'unica cosa che pu farmi ricordare sono delle registrazioni
su nastro della polizia. Pu venire a sentirle un giorno o
l'altro, se ne ha voglia -. Scambi un'occhiata con l'orologio pi
grande della stanza accanto. - Ecco perch i segugi si stancano
presto di me. Le registrazioni non li soddisfano. E cos, purtroppo.
Qual  il punto pi doloroso per ferire un uomo? Non
nell'occhio o nell'inguine, ma dove lui non pu ricordare.
Mrs Bickle bevette ancora dal bicchiere di latta.
- Lei  diversa, - continu Cabot, - anche se l'ho vista guardare
la mia povera tappezzeria con la stessa espressione degli altri.
Vede, ci sono quattro o cinque carte da parati una sopra
all'altra. E tutte si logorano fino a far vedere il disegno a salici
della prima carta; sopra ci sono i pettirossi, poi scene della fucina,
ninfee, antichi contadini francesi. In fondo io ho sempre desiderato
avere una stanza diversa da quella dei miei genitori
adottivi. Niente tappeti, - e guard il pavimento nudo, - niente
lampadari, - indic con il capo il soffitto da cui sbucava l'intonaco,
- niente stanze da pranzo o gabinetti con l'asse.
Mrs Bickle si schiar la gola. Ascoltava il suo accento con attenzione
ed era perplessa. Ogni frase di Cabot sembrava appartenere
a una diversa regione d'America. Sebbene il suo accento
fosse prettamente americano, poich Cabot Wright era innegabilmente
un criminale americano, era tuttavia composito, come
la sua tappezzeria.
Quasi fin dal primo momento, Zoe Bickle aveva cominciato
a scrivere nella sua testa il suo libro su di lui - il libro, cio, che
lei avrebbe scritto se non avesse avuto il preciso incarico che
aveva. Ma un altro pensiero adesso la turbava: capiva cio con
estrema chiarezza che, qualsiasi cosa lei avesse potuto un giorno
deporre nelle mani di Princeton Keith, il suo personaggio
non aveva n la biografia n la personalit adatte per entrare
nella lista Guggelhaupt dei pubblicabili.
Le sue meditazioni furono interrotte dal cigolio della porta
che si apriva. Un giovanotto in veste talare apparve sulla soglia,
si tolse il cappello alla vista di Mrs Bickle e per un attimo sembr
perplesso e turbato, poi chin lentamente la testa ponendosi
il cappello sul petto.
- Il reverendo Cross, - disse Cabot Wright. - Entri, reverendo.
E qual  il suo nome, prego? - domand a Mrs Bickle, e,
quando lei glielo disse: - Le presento il mio padre spirituale, -
aggiunse, senza che il giovane appena entrato cambiasse minimamente d'espressione.
- Mrs Bickle vorrebbe interessarsi di me, reverendo, - disse
Cabot Wright con voce stentorea. - Ha fatto un salto qui,  il
caso di dire, - e con un gesto solo riassunse e spieg la sua presenza,
indicando i frammenti di vetro vicini al divano.
Mrs Bickle, con la vaga impressione che Cabot stesse per appendere
al muro anche lei insieme agli orologi, cominci a
prendere congedo, convinta non solo che l non ci fosse alcuna
storia da sapere, ma anche stentando a credere di aver passato
quel quarto d'ora insieme a un famoso stupratore.
- Pronto per un'altra seduta? - ud che il suo ospite chiedeva
al reverendo Cross mentre lei si avvicinava alla porta. Ma Cabot
Wright vi arriv prima di lei, l'apr per lasciarla passare e
disse, questa volta con un accento che sembrava un'imitazione
di quello della West Virginia del reverendo Cross:
- E torni a trovarmi, Mrs Bickle, se ha bisogno d'aiuto.
Con quell'oscuro messaggio nelle orecchie, Zoe torn nella
sua stanza per ripensare con calma all'accaduto; ma appena vi
giunse era cos nervosa che per distrarsi si butt subito a leggere il manoscritto che aveva sul tavolo.
...
.
...
7. Cabot Wright.
...
.
...
La popolarit di Cabot Wright come criminale pu essere
derivata da due fattori [lesse Zoe], Primo, Cabot era impiegato
in una nota agenzia di cambio di Wall Street e, secondo, non
aveva mai avuto alcun riguardo per l'et delle sue vittime. Violentava
ragazze, giovani signore, mature matrone, e perfino delle
vecchie. Qualsiasi donna poteva aspettarsi d'essere la prossima vittima.
Questo, durante i due anni della sua attivit, aveva mantenuto
il suspense a un livello sempre piuttosto alto. Le donne
aspettavano negli umidi crepuscoli d'autunno, nell'annichilante
calore di luglio, nelle nebbiose serate d'inverno mentre le sirene
dei battelli ululavano in continuazione. Egli agiva con
qualsiasi tempo. Non uccideva, non picchiava, non schiaffeggiava.
Si valeva di una specie d'ipnotismo, dicevano dopo tutte
quante. Violentava facilmente, rapidamente.
Donne che avevano intenzione di urlare non lo facevano.
Quelle che cominciavano a correre si fermavano d'un tratto. Riconoscevano
il suo passo, la sua stretta. Dietro di s non lasciava
mai i segni di una lotta. Molte chiamavano la polizia, ma pi
per rendere qualcuno partecipe della propria esperienza che per sporgere denuncia.
Dei matrimoni furono distrutti per colpa sua, mariti, figli,
amanti, uscirono dalla vita delle donne che egli aveva avvicinato.
Niente rimaneva uguale dopo che lui era passato. Nei
due anni della sua attivit sembrava che tutte le donne fossero in attesa.
Una finestra poteva spalancarsi a un tratto.
-  l'ora, Mrs Van Buren, - diceva Cabot Wright entrando
in un lindo salottino e sbottonandosi i calzoni. - Ho pochissimo tempo.
- Lo so, - rispondeva stoicamente Mrs Van Buren.
- Allora togliti i vestiti, tesoro. Lascia pure accesa la luce.
Tutte le mattine che Dio mandava, Cabot Wright attraversava
a piedi il ponte di Brooklyn per andare nel suo ufficio di
Wall Street e, se il tempo lo permetteva, se ne tornava a casa a
piedi, nell'appartamento di quattro stanze alle Columbia
Heights dove abitava con la moglie, Cynthia Abigail Adams, figurinista.
Cabot aveva fatto Belle Arti a Yale ma quando, dopo la laurea,
era tornato a casa, a Tuxedo Park, suo padre l'aveva preso
in disparte e gli aveva chiesto se credeva davvero di farsi una
strada come insegnante, l'unica carriera che gli consentivano i
suoi studi. Vedendo l'espressione indecisa del volto del figlio,
Wright senior aveva preso il telefono e in cinque minuti gli aveva
gi trovato un posto da Mr Warburton in Wall Street, nell'agenzia
di cambio di Slider, Bergler, Gorem, Hill e Warburton.
Da un po' di tempo Cabot usciva con Cynthia Adams che
aveva conosciuto alle conferenze nella Frick Gallery. Poich
egli aveva finito gli studi, decisero di comune accordo di sposarsi,
e lo fecero poche settimane dopo che Cabot si fu sistemato a
Wall Street. Poi affittarono un alloggio da quattrocento dollari
al mese e Mr Cabot Wright senior li aiut a pagarlo per dare
una mano ai due ragazzi, finch non fossero stati in grado di cavarsela da soli.
Mrs Cabot Wright senior - Daisy - dubitava che una simile
generosit fosse debitamente apprezzata (specialmente dalla
nuora), ma non insist che la coppia venisse ad abitare con loro
in Tuxedo Park come lei inizialmente aveva progettato.
La madre di Cabot, tuttavia, ebbe molto presto una discussione
col marito su quello che le sembrava un nuovo problema.
Mrs Wright non approvava affatto che tutte le mattine Cabot
attraversasse a piedi il ponte di Brooklyn per andare al lavoro.
Prima di tutto, fece notare al marito, il ragazzo avrebbe potuto
facilmente venire ucciso e, secondo, pensa al consumo delle
scarpe, e in terzo luogo poteva dare l'impressione di non guadagnare abbastanza.
- Non  assolutamente il caso che Cabot attraversi il ponte a
piedi, - disse Mrs Wright, senza ascoltare le proteste del marito
che le faceva osservare come certi alti dirigenti di Wall Street
andassero a piedi in ufficio. - Devo parlarne a Cabot la prima
volta che verr a trovarci.
- Se una volta tanto vuoi darmi retta, - le disse il marito con inconsueto vigore, - non farlo.
- Come sarebbe, non farlo? - ribatt lei irritata.
- Dobbiamo lasciarlo libero di decidere con che mezzo vuole andare a lavorare!
L'energia del marito ridusse Daisy al silenzio. - Non ha alcuna
importanza se va a piedi o non va a piedi, - continu lui. - E
poi  sposato. Ha cominciato una nuova vita. Dimentica le tue
vecchie mansioni e mettiti tranquilla. Dobbiamo goderci il nostro viaggetto in Florida.
- Dobbiamo goderci il nostro viaggetto in Florida, - ripet
Mrs Wright. - Mio caro Kirby -. Gli mise una mano sul risvolto
della giacca. - Mio caro Kirby come capisci poco il cuore di una
madre e le sue responsabilit.
- E ogni tanto dovremmo anche ricordarci che Cabot  solo un figlio adottivo!
- Kirby! - lo ammon lei. - Basta cos.
- Cristo, credo che se lo sia dimenticato anche lui!
Daisy adesso piangeva, impiastricciandosi gli occhi. E disse
a bassa voce: - Ho paura di no, - ma non rispose al grido stupefatto
del marito e al suo sguardo interrogativo.
- Be', Daisy, - disse lui dopo averla lasciata piangere un poco,
- dobbiamo ricordarci che ha preso la sua decisione.
Avremmo certo sofferto se lui non si fosse sposato. Dobbiamo
essere contenti che l'abbia fatto, contenti che abbia un lavoro...
- Un lavoro a Wall Street, Kirby, - lei scosse il capo.
- Lo so, volevi che diventasse un artista, ma ha visto la scritta sul muro!
- Oh, quell'eterna scritta su quel...
- Eterno muro, - Kirby fin la frase e si mise a ridere. - E ricorda,
Daisy, continu, - tecnicamente Cabot non  un figlio
adottivo, ma un figlio sostituito...
- Kirby! Non gliel'avrai mica detto! - grid Daisy.
- S, glielo dissi il giorno della laurea, - disse Mr Wright.
Lei aveva l'aria ancora pi abbattuta, ma era anche stupefatta,
e gli occhi le si riempirono di nuovo di lacrime.
- E adesso andiamo in Florida, Daisy, - lui la baci.
- Hai usato la parola sostituito, - pensava al significato di
ci che il marito le aveva detto. - L'hai detto a quel povero ragazzo.
- In Florida ti sentirai meglio, Daisy, - disse lui con voce carezzevole.
Tutte le mattine, mentre attraversava il ponte di Brooklyn,
Cabot Wright si sentiva sollevato dal peso dei genitori adottivi e
dal peso della nuova moglie. Quella, se ne rendeva conto tutte
le mattine, era l'unica ora libera della sua giornata. Si sentiva
preparato, sebbene non ci fosse nulla a cui dovesse prepararsi.
Il ponte era cos importante per lui. Non si guardava mai
intorno quando lo attraversava. Anche se il rumore del traffico
era sgradevole, e la Governor's Island e la Staten Island non attiravano
pi in lontananza la sua attenzione, e la Statua della Libert
era spesso nascosta dalla foschia, lui era lass e non laggi,
e questo bastava per farlo sentire in porto come le navi sotto di lui.
Se solo si fosse sentito meno stanco. Non si era mai sentito
stanco quando dipingeva o faceva gite a piedi o andava in vacanza
da solo. Ma adesso si sentiva stanco in modo completo, permanente.
Discusse quella sua stanchezza con Mrs Cabot Wright junior,
che fu distrattamente comprensiva.
- Dipende solo dalla mente, caro, - e si picchi sulla fronte
piuttosto alta. - Concentrati sul non-essere-stanco, concentrati
sull'essere vivo e vibrante: lasciati andare. Lasciati andare alla
vita, caro. A che serve la sofferenza? A nulla.  sentirsi vivo che
insegna qualcosa.
L'animato discorso di Cynthia, preso a prestito da una delle
riviste femminili pi intellettuali per la quale Cynthia scriveva
ogni tanto un articolo, fu bizzarramente interrotto perch, o
per l'eccitazione delle proprie idee o per la goffa posizione a
gambe aperte che aveva assunto, Cynthia fece quello che la madre
di Cabot Wright chiamava un rumore.
Cynthia arross furiosamente e disse: - Scusa, - come una bambina.
Cabot, fino ad allora ignaro delle idee filosofiche che la
moglie prendeva dalle riviste femminili, come delle sue caratteristiche
digestive, mormor: - Lo facciamo tutti, Mrs Cabot Wright junior.
- Ma noi no, - lo contraddisse Cynthia.
- Non ti  venuto in mente che ci che hai fatto adesso  la
prova che sei viva e vibrante?... Voglio dire, - cerc di spiegare,
quando vide l'espressione furiosa e oltraggiata di sua moglie.
Cynthia afferr una delle sue riviste mensili preferite e corse
a barricarsi in camera da letto, cosa che doveva diventare ben presto un'abitudine.
Alla fine, poich si sentiva ogni giorno pi stanco, Cabot si
decise col riluttante consenso di sua moglie a consultare un dottore
che, si diceva, aveva curato molta gente afflitta dal senso di
stanchezza. Il dottor Bigelow-Martin, venuto da poco ad abitare
alle Hights, non credeva nella psicoterapia, o nell'analisi, gli
unici sicuri rimedi per i disturbi nervosi. Si diceva che non credesse
nemmeno nella psicologia. Naturalmente non curava i
pazzi, una parola che Cabot insisteva a usare sebbene Cynthia
continuasse a dirgli che, nella loro epoca, quella era una parola priva di significato.
Nessuno, diceva Cynthia, pensava che lui, Cabot, avesse
qualcosa di pi di un esaurimento. Lavorava troppo, ripeteva, e
forse non era ancora incentivato dal suo, dopotutto, molto
recente passaggio a Wall Street. L'interesse sarebbe venuto sicuramente
dopo, e lui sarebbe a poco a poco maturato quando
stipendio e responsabilit fossero cresciuti. - Noi maturiamo,
caro, - gli disse Cynthia, parlandogli da sotto una specie di occhiali
diventati recentemente di moda, copiati da un modello
che si vedeva nei vecchi dagherrotipi.
Cabot trov che il dottor Bigelow-Martin era anche lui molto
nervoso e che aveva una gran fretta, sebbene avesse voluto
scrivere da s l'anamnesi del nuovo paziente invece di affidarla a un'infermiera.
- Un caso classico, - esclam il dottore dopo aver borbottato
qualche commento sui sintomi che Cabot gli elencava.
Soffre di fatica cronica, scrisse nel suo taccuino. - Bene. E sa d'essere stanco. Bene.
Continu a scrivere qualsiasi cosa Cabot dicesse, anche se
diceva poche cose e si ripeteva.
Cabot fu estremamente sorpreso, per non dire turbato, di
sapere dal dottor Bigelow-Martin d'essere sempre stato stanco, fin da bambino.
- Lei ha reagito all'esperienza della vita con la stanchezza, -
gli spieg il dottore. - Ma, miracolo dei miracoli, lei sa d'essere
stanco. Molta gente, e soprattutto gli americani, - qui il dottore
toss, - non sa d'essere morta di fatica. Lei invece lo sa. Questo 
un ottimo segno -. Il dottor Bigelow-Martin si alz in piedi.
- La prossima volta cominceremo il trattamento.
Cabot mostr disappunto per il fatto di non poter cominciare
subito, ma il dottore fu categorico. Sarebbe stato per la prossima
volta, e sorrise con delicatezza quando ud il suo paziente
usare le parole vivo e vibrante, che rifiut come non-scientifiche.
Quando Cabot torn a casa, Mrs Cabot Wright junior stava
lavorando al tavolo da disegno.
- T'ha guarito, tesoro? - domand, posando il carboncino.
Cabot era notevolmente depresso. Forse intravedeva la lunga,
lenta, faticosa strada che portava alla salute. Si limit a grugnire
e sedette, sprofondando nella sedia, mentre il cappello di
paglia gli cadeva per terra.
- Be', dammi almeno la brutta notizia, - disse lei avvicinandosi.
- Soffro di stanchezza cronica, - la inform lui.
Per quanto resa perplessa dalla diagnosi, lei tuttavia si rischiar
in volto e disse: - Ma non  mica una malattia mortale!
- Ma ce l'ho da quando sono nato! - Ne era pi terrorizzato
adesso di prima, quando era nello studio del dottore.
- Tesoro, tu non sei affatto stato stanco tutta la vita. Non 
possibile, - lo corresse Cynthia con dolcezza, ma un'ombra
d'inquietudine le fece alzare la voce.
- Invece s, secondo il dottore, - ribatt lui con energia.
- Pensa, Cynthia, essere cos fin dall'infanzia!
- Via, via, - lei rispose. - Sono certa che il dottore parlava solo metaforicamente.
Lei prese di nuovo la sua rivista, cercando qualche testo da
leggere qua e l tra la pubblicit sgargiante.
- Ti rimetterai benissimo, vedrai, - disse. - E mentre eri via
ti ho comprato una sorpresa. Dell'ottima birra olandese. Ne vuoi?
Egli la guard con un'espressione che sembrava tra la fame e
l'amnesia.
- S, - rispose, quando lei ebbe ripetuto la domanda. - Per la birra mi fa venire sonno, lo sai.
Lei and in cucina.
- Avere sonno  fisiologicamente come essere stanchi? - Lui
le grid dietro. Cynthia ci pens un poco prima di rispondere:
- S, caro, direi proprio che  esattamente la stessa cosa.
- Questa  la birra migliore del mondo, Cabot, - disse entrando
con un vassoio e due bottiglie. - Perch in America non riescono a farla cos buona?
- Lo chieder ai miei colleghi di Wall Street, - scherz il marito.
- Cabot, - grid Cynthia, vedendo che lui aveva di nuovo
quella strana espressione, - che cosa vuol farti il dottore?
A quella domanda egli trasal. - Guarirmi, - rise nervosamente.
Per un po' continu a ridacchiare. Poi si avvicin a lei e la baci.
- Guariscimi tu, - sussurr Cabot.
Lei rispose con un bacetto.
- Mi ami? - disse poi.
Lui la fiss un momento prima di rispondere.
- L'adoro, - disse.
- Cabot! - lei grid, allarmata da qualcosa di diverso che c'era in lui.
Egli le aveva gi sbottonato la camicetta e l'aveva spinta
all'indietro, sotto una valanga di baci.
Il sudore gli scendeva a rivoli dalle ascelle quando entr dal
dottor Bigelow-Martin per il suo primo trattamento. Non si
sentiva cos agitato dal giorno in cui si era presentato alla visita militare.
- Stiamo per cominciare una nuova vita, - inton il dottor
Bigelow-Martin mettendogli una mano sul ginocchio. - Lei sta
per studiare se stesso, per capire quello che fa a se stesso. Lei 
stato teso e stanco, stanco e teso, si  sforzato e affaticato, spendendo
troppa energia e ricevendo, oh, cos poco in cambio. Il
suo caso non  eccezionale, Mr Wright. Niente affatto. Si tolga
dalla testa di essere diverso. Anzi, il suo caso, giovanotto,  la
norma. Gli americani sono stanchi. L'America  stanca. Qual 
la causa? Non lo sappiamo.  una malattia diffusa in tutto il
mondo? Forse, forse. Si metta gi, prego, - e il dottore fren uno sbadiglio.
Cabot Wright aveva addosso solo le mutande.
Il dottore, chinandosi sul divano dove Cabot era disteso, a
un tratto, con una notevole esibizione di forza, lo prese di peso
in braccio e lo attacc a una specie di uncino imbottito che era
uscito dal muro, appendendolo come una coscia di bue.
- Non si muova, - lo ammon Bigelow-Martin. - Per quanta
voglia abbia di cambiare posizione, resista, si arrenda alla sua
stanchezza, si lasci andare, Cabot, si lasci andare.
Lottando con l'immenso uncino imbottito che era uscito dal
muro, Cabot si sentiva proprio come un pesce, catturato ma
non tirato su. Il sangue gli scendeva violentemente alla testa.
Gli slip, che erano stati lavati molte volte, si schiantarono, e gli
calarono alle caviglie. Ebbe visioni di gauchos che cavalcavano
nella pampa e ricordi di corride viste alla TV. Aveva la fronte
fradicia di sudore e la saliva gli colava dalla bocca: sentiva cedere
l'intestino e gli sembr che l'ombelico, contrattosi violentemente,
a un tratto esplodesse e svanisse come fa nel forno la crosta
di una torta quando non ci hanno fatto per bene le incisioni.
Cabot sent che stava dicendo adios da una barca che si allontanava
rapidamente dalla spiaggia dove stavano i genitori adottivi
in abiti da Florida, e la sua giovane sposa, Mrs Cabot Wright junior,
con il suo vestito modello Vogue.
Quando Cabot riprese i sensi, il dottor Bigelow-Martin gli
stava bagnando la fronte con un rimedio liquido contro le ammaccature.
- Com' andata? - stava dicendo il dottore.
Poich Cabot non rispondeva, Bigelow-Martin aspett un
poco, poi disse:
- Glielo dir io, giovanotto.  andata benone.
- Sono svenuto, dottore? - domand Cabot.
- Si  addormentato, - fu la risposta. - Si  rilassato. Forse
per la prima volta in vita sua.
Cabot rivide per un attimo i gauchos.
- Posso dirlo agli altri? - chiese Cabot.
Il dottore parve riflettere sulla domanda.
- Posso dirlo almeno a mia moglie? - implor Cabot.
- Faccia pure come vuole, - accord a malincuore Bigelow-
Martin, poi gli volse le spalle mugolando un motivo musicale.
Nella reticenza del dottore c'erano degli ovvi ammonimenti,
e Cabot comprese che la segretezza e i mezzi indiretti erano due
caratteristiche della professione. Comunque, si disse Cabot, chi
mai avrebbe il coraggio di rivelare d'aver subito una cosa simile?
E chi ci avrebbe creduto?
- Mio Dio, come sei cambiato, - disse Cynthia quando egli
entr in casa. - Sembra che sia tu a tornare dalla Florida.
Ma Cabot stava gi sbottonando la camicetta della moglie.
- Spero che non ti costi troppo, - disse il mattino dopo Mrs
Cabot Wright junior, ancora a letto, parlando naturalmente del
dottore. Cabot le aveva portato il succo d'arancia e il caff perch
sentiva che era colpa sua se nessuno dei due aveva chiuso
occhio fino all'alba. Irritata perch lui non rispondeva, Cynthia
gett via la mascherina nera che le proteggeva gli occhi dalla luce.
- Il vecchio Bigelow-Martin Cabot adesso canticchiava lo
stesso motivo che aveva sentito dal dottore. -  vero, - rispose
finalmente, - non gli ho ancora chiesto quanto mi coster.
Cynthia pesc alcuni semi nel suo succo d'arancia.
In quel periodo avevano speso troppo tutti e due e, anche
con l'aiuto di Mr Wright senior, erano pieni di debiti.
- Non sar mica eccessivo il suo onorario, cosa dici? - Egli si
ferm accanto al letto, con la borsa dell'ufficio in mano.
- Tutti gli onorari lo sono, - lei ribatt. - Quella volta che caddi da cavallo...
- Be', gli dir che con me non pu esagerare. Sono sposato
da poco, dopo tutto, e ho appena cominciato a lavorare...
Furiosa d'essere stata interrotta, lei sibil: - Chiunque sarebbe
capace di appenderti nudo a un uncino e aspettare che tu svenga!
Mentre lui la guardava stupefatto per quello scoppio di collera,
Cynthia continu: - E chi te l'ha detto che sia un buon medico?
- Sei stata tu a mandarmi da lui, Cynthia.
- Appeso nudo a un uncino, - lei ripet. - Che specie di terapia sarebbe?
- Hai detto che sembravo tornato dalla Florida, - egli stava
aprendo la porta e schioccando da lontano i suoi baci d'addio.
- Potrebbe essere pericoloso, - lei mormor, ignorando il saluto.
- Anche essere stanchi, - le disse Cabot. - Ciao, gioia.
- Cabot ! - lei chiam, ma egli si era gi chiuso la porta dell'ingresso
alle spalle. - Vai, vai, - cominci a singhiozzare, - vai
a penzolare dal tuo maledetto uncino Poi si mise a piangere
forte, perch sapeva che tutto sarebbe cambiato tra loro.
[Zoe Bickle alz gli occhi dal manoscritto e guard davanti a
s. Era stupefatta di ci che aveva letto. Era quella la verit vera
sugli esordi di Cabot Wright? Ed era stato proprio Bernie
Gladhart a scrivere quelle pagine, anche se con l'aiuto e la guida
di Carrie? Nervosa, si alz e and alla finestra. Nella luce di un
lampione, vide un poliziotto camminare su e gi dall'altra parte
della strada mulinando il bastone. Cont le due file di cinque
bottoni d'oro che aveva sulla giacca. Dietro di lui, vide le parole
SERVIZIO ANTINCENDI RIFORNIMENTO CENTRALE ACQUA ALTA
pressione, dipinte sul muro dell'edificio deserto e, sotto quelle,
scritte a grandi lettere col gesso: fessi non farete mai fuori
la banda dei neri arrabbiati. Ripens a Chicago e a Curt,
alla sua vita e al suo infelice matrimonio, alla vecchiaia e alla
morte. Aveva telefonato a Curt un paio di volte, ma lui sembrava
pi fiacco che mai, ovviamente immerso nel suo Isaia e seccato
d'essere distratto dal suo lavoro, proprio come se lei fosse entrata
nella sua stanza tornando a casa dall'ufficio. Ricordando
un'altra delle eccentriche abitudini di Cabot, cominci a contarsi
i battiti del polso. Adesso le venivano a mente anche alcune
sue frasi strane, come Mrs Bickle vorrebbe interessarsi di me,
reverendo, frase che adesso le pareva contenere una grande
verit o una profezia. And di nuovo a sedersi al tavolo e riprese
a leggere il manoscritto dove l'aveva lasciato.
Nel pomeriggio, quando Cynthia andava a far compere al
supermarket o finiva i disegni per il settimanale di moda, Cabot
se ne andava nello studio del dottor Bigelow-Martin per la cura all'uncino.
- Come  andata oggi? - era la domanda che invariabilmente
gli rivolgeva Bigelow-Martin come segnale che il trattamento
era finito. Appena era in grado di parlare, Cabot rispondeva
dall'uncino con una voce che la segretaria del dottore, in ascolto
dietro la porta, chiamava di miele colato:
- Benissimo, dottore.
Il dottore gli prendeva il polso.
- Lei  uno dei miei pazienti pi intelligenti, - diceva Bigelow-Martin.
Poi, guardandolo pi da vicino, aggiungeva: - O
almeno uno di quelli che cooperano di pi. Segua le mie istruzioni
alla lettera e non mi rompa l'anima con le chiacchiere.
Guarir benissimo, Cabot...
Che Bigelow-Martin l'avesse o no previsto, fatto sta che Cabot
fu preso da uno straordinario e potente lan appena dopo il
secondo trattamento. Al tempo del processo e delle indagini,
Bigelow-Martin era scomparso e nessuno pot sapere nulla del
suo metodo. Comunque, grazie alle cure del dottore, Cabot
Wright raggiunse, per cos dire, la piena virilit. Sbocci, insomma,
come accade a pochissimi uomini, e solo al vederlo le
donne si stupivano, o correvano via, o si fermavano.
Alcune dissero che emanava un dolciastro odore animalvegetale,
come quello che uno associa con i tropici e gli indigeni
prima che fossero rovinati dai missionari, dagli abiti, dalle malattie
veneree, dalle bevande in bottiglia, e dai dolciumi.
In principio Cabot Wright non si rese conto della propria
metamorfosi. Cynthia, immersa nelle sue fatiche di figurinista,
non gli prestava un'attenzione tale da notare i cambiamenti
giornalieri del suo comportamento, e in realt passava la maggior
parte del tempo a respingere le sue continue attenzioni sessuali.
- Viviamo nella citt pi civile del mondo, - gli diceva, - e
non ho alcuna intenzione di fare quella cosa ogni mezz'ora. Ma
che stai cercando di dimostrare? E sei cos colorito, da un po' di
tempo. Forse mangi troppe bistecche al sangue in quei ristoranti
mascolini di Wall Street...
Cabot aveva bisogno di dieci o undici ore di sonno prima del
trattamento di Bigelow-Martin. Adesso gliene bastavano quattro
o cinque. Dormiva completamente nudo. Spesso, nel mezzo
della notte, sua moglie si svegliava e lo trovava a occhi aperti a
contemplarsi. Il fatto era, come Cynthia alla fine comprese, che
era cos rilassato da riposare nell'incoscienza perfino con gli occhi
aperti. Tuttavia lei lo scuoteva, e gl'imponeva di chiudere gli
occhi per poter svolgere meglio il suo lavoro il giorno dopo, e di
solito egli obbediva.
L'assegno del padre di Cabot non era sempre puntuale, specialmente
adesso che Cabot junior aveva il suo lavoro di Wall
Street, e le spese di Cabot e di Cynthia stavano crescendo in
proporzione geometrica. Cynthia scopr che doveva lavorare
ancora di pi di quando era ragazza se volevano mantenere il loro
appartamento da quattrocento dollari con la vista sul fiume e
sulla statua della Libert.
- Dove vanno i soldi? - Era una frase che le usciva di bocca
cos di frequente che Cabot l'attacc, ritagliandola da una pubblicit,
sul muro sopra il tavolo da pranzo.
Piuttosto avaro di natura, restio a spender soldi in cinema e
teatri, Cabot cominci a leggiucchiare qua e l in una filiale della
biblioteca pubblica di Brooklyn, per ingannare il tempo fino
al ritorno serale di Cynthia dalle sfilate di moda. Gli era venuto
un interesse improvviso per i libri sulle piante e sulla vita animale,
soprattutto per le specie esotiche come i pesci asiatici.
Frugando negli scaffali in cerca di libri su quell'argomento,
si rese conto che, essendo quella una filiale, c'erano pochissimi
libri disponibili tranne quelli dimenticati o scartati dal riflusso
del gusto popolare. Scelse un grosso libro rosso di divulgazione
scientifica, piuttosto superato, e lesse:
PESCI NUOTANTI E PESCI IN SOSPENSIONE
Gli animali del mare aperto sogliono essere divisi in nuotanti attivi
(necton) e in sospesi passivi (plancton). Tra i nuotanti  inclusa la balena...
Tra i sospesi, la medusa.
Scorse il libro qua e l, a caso.
Talvolta, quando una pianta viene coltivata in un paese straniero,  necessario
ricorrere alla impollinazione artificiale: le zucche e i peschi dei nostri
frutteti e delle nostre serre sono comunemente impollinati a mano. Il
trifoglio rosso non ha mai attecchito in Nuova Zelanda finch non  stato
introdotto il calabrone, cui  adattato.
Lesse del gichero, che attrae le mosche con il suo fetore e
con il violetto sgargiante dell'infiorescenza del graspo; pass
poi al caso della barba-di-capra, i cui petali si chiudono prima
di mezzogiorno si che da alcuni il fiore viene chiamato
Jack-che-va-a-letto-di-giorno.
Cabot spalanc la bocca in uno sbadiglio, e con la mano si tocc le palpebre pesanti.
In quel momento una giovane donna con un morbido golf azzurro
sedette al suo stesso tavolo di lettura, e sembrava proprio
uscita da una delle riviste di moda che portava a casa Cynthia.
Malgrado gli sbadigli ormai continui, Cabot si rese conto di
non riuscire a togliere gli occhi dalla ragazza del golf.
Con tutto quel leggere di piante e di semi tropicali, e con il
caldo che faceva nella biblioteca, Cabot si era messo a sudare
come quando sotto le armi era comandato ai lavori manuali. Rivoli
di sudore gli scendevano dalle tempie e dalle ascelle. Prese
un fazzolettone di seta, regalo di laurea di sua madre, e s'asciug
la fronte. Lo rimise in tasca fradicio.
Cerc di fissare gli occhi brucianti sul testo:
I fiori sono nascosti in un grande cappuccio o spata, nella cui bocca si
scorge l'estremit a forma di clava del graspo fiorito. Questa clava attrae
le mosche per il vivido colore e per l'odore fetido.
Sentendosi addosso gli occhi della ragazza, Cabot Wright si
allent leggermente il colletto, poi strinse energicamente il nodo
della sua cravatta italiana di seta pura.
- Caldo, - si sent dire Cabot, mentre guardava la ragazza col golf.
Lei gli sorrise come se lo conoscesse.
- Non c' ventilazione, - lui sussurr, e prese un pacchetto
di sigarette inglesi che mise sul tavolo tra di loro. I suoi occhi continuarono:
Nelle piante impollinate dal vento gli adattamenti sono di tipo diverso.
Il polline  simile a polvere ed  prodotto in quantit enormi poich minime
sono le probabilit che ha un grano di polline di raggiungere lo stigma
di un fiore della sua stessa specie. I grani sono minuscoli e leggeri;
nel pino sono provvisti di due piccole vesciche per meglio galleggiare
nell'aria. Le corolle grandi sono inutili; potrebbero perfino essere un ostacolo,
perch afferrano il polline a volo e gl'impediscono di raggiungere lo
stigma. Infatti la corolla  quasi interamente scomparsa. L'anemone  piccolo
e poco vistoso. Gli stami pendono dal fiore su snelli filamenti che
oscillano nell'aria e sono scossi da ogni soffio di vento. Anche gli stigmi sono
sporgenti - i filamenti cremisi del nocciolo, la piuma del platano, gli
spazzolini delle spighe - e si agitano nell'aria in cerca di polline.
Cabot chiuse il libro con un tonfo che molest diversi lettori.
Afferr il pacchetto di sigarette.
Di nuovo sent se stesso che diceva: - Verrebbe a fumare
una sigaretta?
Le labbra di lei formarono in silenzio la parola no, ma dopo
un poco si alz per seguirlo.
Uscirono nel corridoio. Stavano evidentemente facendo dei
lavori per allargare la biblioteca: un enorme buco nel muro mostrava
un'altra stanza immersa nell'oscurit, attigua a quella
dov'erano.
Gli tremavano talmente le dita quando cerc di accenderle
la sigaretta che lei dovette per un attimo tenergli la mano, i cui
peli erano appiattiti dal sudore. Si sorrisero.
- Sono anche queste luci che riscaldano, - lui disse.
Lei annu, con quella sua fresca grazia senza viscere e cervello,
da rclame di pullover. - Io ci sono abituata. Attrice, - disse,
puntandosi un dito sul petto. - Mi sto aggiornando. Da un po'
di tempo vengo qui quasi tutti i giorni.
- Fa un lavoro di ricerca, - lui ridacchi, citando una frase
di Cynthia.
Un rivolo di sudore gli cadde dalla guancia sul risvolto della
giacca di gabardine, la cravatta italiana si allent e il primo bottone
della camicia rimase scoperto.
Assorto com'era a sentirsi scendere le goccioline di sudore
dalla faccia, non afferr qualcosa che lei disse. Stava per fare
qualche accenno alla professione di Cynthia, quando la ragazza
guard verso la stanza buia e, con aria giuliva, gli fece osservare
che c'era un ventilatore in funzione.
Entrarono nella stanza per guardare da vicino il fenomeno.
Egli vide le labbra della ragazza muoversi per la sorpresa, e
subito incoll fermamente la bocca sulla sua. Lei lo respinse
con violenza automatica. Lui le prese di nuovo le labbra e, tenendola
contro il muro, si tir gi la lampo dei calzoni con
prontezza da routine. Dalla gola gli usc un grido canino di sollievo,
mentre le mormorava nei capelli: - Dacci dentro.
Un filo di saliva, o forse di sudore, teso tra le due bocche contribu a imporre il silenzio.
Dopo, asciugandosi la bocca e il collo con numerose salviette di carta, pens che lei non avesse gridato per paura di richiamare gente.
- Dacci dentro, - disse a voce alta, ripetendo la frase spontanea con la quale aveva iniziato la sua nuova carriera.
...
.
...
8. Se riesce con pazienza a farmelo raccontare.
...
.
...
Dopo aver letto queste pagine sull'inizio della carriera di
Cabot Wright, Mrs Bickle fece una cosa che solo poche settimane
prima avrebbe giudicato rischiosa. Non l'avrebbe fatta nemmeno
allora, forse, se avesse saputo che ore erano: le due del
mattino. And da Cabot Wright, portandosi dietro il manoscritto.
Buss due volte alla porta e Cabot Wright apr. Non si stup
che fosse venuta, anzi sembrava sapesse che cos'era venuta a fare
perch allung subito le mani verso il manoscritto. Lei glielo
porse senza una parola.
Prima che potesse parlare, lui le aveva gi chiuso la porta in
faccia. Lei rimase l un poco, ma non c'era nulla da fare se non
tornarsene in camera. Fu allora che guard l'orologino d'oro
che aveva al polso e vide che erano le due.
Tornata nella sua stanza, Mrs Bickle si mise a sedere nella
poltrona e, stanca com'era per gli eventi delle ultime settimane
e anche per l'ora tarda, si addorment. Fu un sonno agitato, e si
svegli di soprassalto quando nella Governor's Island dettero il
segnale della sveglia. Allarmata, vide che c'era qualcuno seduto
davanti a lei. Era Cabot Wright, naturalmente, con indosso una
vestaglia che una volta doveva essere stata molto bella ma che
adesso era tutta macchiata e unta e con una manica scucita. Mrs
Bickle ricord di avergliela vista addosso anche quando era andata
a bussare alla sua porta poche ore prima.
Egli le fece un cenno col capo e, ridacchiando come al solito,
disse: - Le ho restituito la visita.
Dato il suo comportamento con lui, Mrs Bickle non aveva
certo il diritto di indignarsi o protestare. Cabot ormai aveva capito
quello che lei era venuta a fare a Brooklyn, e doveva averla
presa per una di quelle persone che non si fermano davanti a
nulla: la sua caduta dal lucernario doveva essergli sembrata
una forma di coraggio temerario, lo stratagemma di una giornalista
nata, di un'avventuriera.
Nella pallida luce dell'alba, lei s'interrog sui motivi che l'avevano
spinta ad andare da lui e a dargli il manoscritto. Quel gesto
adesso le pareva un'abbietta richiesta d'aiuto. Ora si rendeva
conto che il romanzo voleva scriverlo lei, proprio come le
aveva suggerito Princeton Keith. Evidentemente, la romanziera
che era in lei e che era stata sotterrata dal matrimonio con Curt,
l nella terribile Brooklyn rivendicava i propri diritti.
Invece di parlare di questo, Zoe represse un gemito e disse,
col tono che a Chicago le era abituale: - Dal momento che ha
perso la memoria, Mr Wright, immagino che non possa dirmi se
ci che ha letto  autentico o no. Sempre che lei abbia letto il libro
di Bernie Gladhart, - e guard i fogli che aveva in mano.
- Questo manoscritto? - ridacchi di nuovo, e si tolse gli occhiali.
- L'ho letto... No, non ho perso la memoria degli avvenimenti,
quando me li collegano, - cominci. - Ricordo i particolari
se me li mettono insieme. Capisce, per quasi un anno
non ho fatto altro che leggere quello che gli altri hanno scritto
su di me. Nelle riviste e nei giornali, nostri e stranieri, c'ero sempre
io. Per tutto il tempo che sono stato in prigione non hanno
fatto che raccontare la mia storia. Ho letto talmente tante versioni
di quello che ho fatto, che posso affermare con sicurezza
di non ricordare quello che ho fatto e quello che non ho fatto.
Alz la mano destra come se gesticolasse nel sonno.
Lei stava per domandargli quanto c'era di vero nel romanzo
di Bernie, quando egli continu, come se le rispondesse.
- Le ho fatte queste cose? - e batt sui fogli del manoscritto.
- S, mi pare di s, eppure c' qualcosa di sbagliato.
I fatti sono stati messi insieme, voglio dire, le perline sono
tutte infilate una dopo l'altra come se fossero mie, ma la collana
non c'. Anche i racconti della stampa e della TV erano cos, capisce:
tutto quello che ha detto la gente, fin nei minimi particolari,
incluse quelle cose che nemmeno io sapevo di me stesso. In
questo manoscritto, per esempio, si accenna al fatto che sono
un figlio sostituito, una parola che non ricordo proprio d'aver
sentito dire finch non sono uscito di prigione e non l'ho letta su
una rivista. E nemmeno conoscevo le misure esatte del mio polso
finch una giornalista, aiutata da un capitano di polizia che
mi misurava col centimetro, disse che data la mia altezza e la circonferenza
del polso avevo un peso ideale. Hanno descritto l'esatta
sfumatura di colore della mia carnagione, hanno contato
perfino le gocce del mio sudore eccessivo, descrivendone l'odore
e la composizione chimica, e naturalmente non hanno trascurato
il tipo di sangue e il conteggio dei globuli rossi. Tutti potevano
sapere queste cose, se leggevano i quotidiani, - ridacchiava
forte, adesso. - E se scusa il particolare, e so che lo far perch
 una scrittrice, le dimensioni del mio affare furono oggetto
di testimonianza in tribunale e furono riportate dalla stampa,
ma la cosa deprimente  che io non avevo mai visto prima la brava
donna di Brooklyn che lo descrisse, e di sicuro non l'avevo
mai assalita, nemmeno al buio. A scuola lessi in un libro che,
quando Luigi XVI fu ghigliottinato, la gente fece a pezzi la sua
giacca color pulce; a me, il primo giorno del processo le spettatrici
mi strapparono di dosso il mio vestito di seta dei Brooks
Brothers e se lo divisero tra loro. Gi, ho sentito raccontare la
mia vita tante di quelle volte che mi pare la storia di un altro. Se
qualcuno le raccontasse la storia della sua vita, Mrs Bickle, nell'inglese
giornalistico di New York, non perderebbe anche lei la memoria?
- Vuol dire che riconoscerebbe la sua storia se qualcuno
gliela raccontasse, ma che lei non riuscirebbe a raccontarla a
nessuno con la certezza di non sbagliare? - lei domand.
La guard con animazione. - Come fa a esprimerlo cos bene?
- In questo caso, - e Mrs Bickle si alz, - temo che sia l'ora di tornarmene a Chicago.
- Ma perch? - lui sembr profondamente deluso.
- Sa certamente perch mi trovo qui, - rispose Mrs Bickle,
leggermente indignata da quella domanda. - Non sono in vacanza,
- e si dette un'occhiata in giro. - E lei mi ha appena detto
che non posso avere quello che sono venuta a cercare: la sua vita.
- Non  la prima che cerca di scriverla, naturalmente, - disse
lui, con l'aria di studiare un piano.
- Ma lei  abilissimo a scoraggiarli tutti, non  vero? - Zoe si
rimise a sedere e cerc una sigaretta nella borsa.
- Questo non  esatto, - le and vicino e le guard il sommo
del capo. - No davvero. E poi, - continu Cabot Wright, - credo
che mi piacerebbe raccontarle quello che mi  successo, ma
tutto insieme, per cos dire. Se lei riesce con pazienza a farmelo
raccontare, cio. C' l'ha il tempo, Mrs Zoe Bickle?
C'era qualcosa nel suo tono di voce che le fece aizzare gli occhi,
e forse in quel momento si ricord che era stato uno stupratore.
- Se riesce con pazienza a farmelo raccontare, a mungermelo,
diciamo, - le disse Cabot.
- Si sieda l, - lei ordin, e Cabot obbed.
Riprese: - Gli altri io non li ho scoraggiati, come dice lei; 
che non avevano abbastanza tempo. Dapprima erano molto interessati,
ma non potevano continuare a esserlo per settimane o
per mesi. Dicevano che non erano mai rimasti su una cosa per
tanto tempo. Il loro tempo era soltanto di ore o di giorni, capisce.
Anzi, a pensarci bene, volevano capire tutto in pochi minuti.
Un'ora  troppo lunga per gente del genere.
Smise di parlare, e lei lo fiss.
- Mi lasci capire bene, - disse Mrs Bickle, fumando nervosamente.
- Se io sto qui e le leggo, o legge lei, o leggiamo insieme
quello che Bernie ha scritto, e ha scritto molto, mi creda,
pensa che potrebbe ricordare abbastanza per tirar fuori la storia completa?
- Certo, - disse Cabot Wright.
- Ma a lei cosa servir? - domand Zoe. - Dopo tutto, anche
se arrivassimo alla verit noi la faremo diventare romanzo.
- A me cosa servir? - Le guard la bocca. - Be', Mrs Bickle,
diciamo che potrei finalmente avere la mia storia giusta. E
quanto agli altri scrittori, capisce, non erano come lei. Lei  pi
tranquilla e disinteressata, come le ho detto davanti al reverendo
Cross. Penso che mi dar tutto il tempo necessario. Almeno credo.
- Posso aspettare finch vuole, - lei disse. - Ho aspettato
tutta la vita. E poi adesso sono ricca, - rise.
- Giusto, - lui disse. - L'ho detto anche a Princeton Keith.
- Come? - lei grid, un po' sconcertata, se non proprio spaventata.
- Oh, non si preoccupi. Gli ho detto soltanto, e l'ho detto
anche a Bernie Gladhart, che se avessi potuto leggere la mia vera storia forse sarei guarito.
- Di cosa? - rise lei.
- D'essere quello che gli altri mi hanno fatto essere, direi.
Per poter continuare a vivere ed essere qualcun altro -. Ridacchi
di nuovo, ma in modo meno accentuato. - Perch io in
realt non sono mai stato l'uomo di cui parlavano i giornali.
Non sono mai stato Cabot Wright. Ero un figlio sostituito, e ho
assunto quella parte perch mi pareva che non ci fosse nulla di
meglio da fare. Ma se capissi chiaramente tutto quello che ho
fatto quando ero lui, - e ridacchi, - forse potrei diventare un
uomo diverso, anche se non migliore. Ecco. L'ho detto a lei,
l'ho detto a Princeton Keith, a Bernie Gladhart, al reverendo
Cross e a me stesso. E ora possiamo cominciare.
Zoe lo guard fisso a lungo, e poi lui si alz e le restitu il manoscritto
che lei gli aveva dato.
Nelle settimane che seguirono Mrs Bickle gli lesse a voce alta
la storia di Cabot, correggendo, riscrivendo e ascoltandolo,
come risentendola al registratore. Poi leggeva un altro pezzo,
cancellava, si fermava a pensare, e Cabot faceva lo stesso, ormai
in clausura nella stanza di lei. Insieme, si palleggiavano le frasi,
mentre a pochi metri da loro il povero Bernie Gladhart, solo e
infelice, si esercitava a suicidarsi con l'alcool.
Non pass molto tempo prima che Bernie Gladhart si rendesse
conto di quello che succedeva. Mentre Cabot e Zoe lavoravano
al romanzo, l'uomo che aveva avuto l'idea stava chiuso
nella sua stanza a bere, oppure camminava su e gi per le strade
di Brooklyn. Ogni tanto alzava gli occhi a guardare la finestra di
Mrs Bickle, perplesso e incuriosito, e allo stesso tempo sollevato
e perfino indifferente a quello che era accaduto. Finch i piccoli
assegni di Carrie continuavano ad arrivare - e sapeva che
sarebbero arrivati finch lei voleva tenerlo lontano da Chicago
- sentiva che avrebbe tirato avanti.
Mrs Bickle, con un certo divertimento, si vedeva a un tratto
diventare romanziera: sotto le sue mani la vita romanzata di Cabot
Wright cresceva e si allungava, arricchendosi via via di infinite
aggiunte e correzioni, si snodava, si frantumava, s'interrompeva,
continuava, ritornava sui vuoti di memoria, le menzogne,
i vaghi ricordi, le registrazioni della polizia, i pettegolezzi
dei giornali, i racconti dei testimoni oculari. Era un sedimento
finissimo delle vaghe, assurde, frustranti, incongruenti minuzie
d'una vita. Se, per quanto arduo il compito fosse, lei non riusciva
a posare la penna, era forse perch si rendeva conto che tutte
le vite erano cos, e che quella in realt era una prova di vita.
- Perch violentavi? - Mentre scriveva e annotava, ascoltava
e annuiva, aveva sempre quella domanda sulla punta della
lingua, ma poi si tratteneva perch si rendeva conto che Cabot non avrebbe saputo rispondere.
...
.
...
9. Il giovane collaboratore.
...
.
...
Quando, in quel giorno della sua nuova carriera, Cabot torn
dalla biblioteca, Cynthia non era ancora a casa. Sedette nella
sua poltrona da capanna tropicale e, senza accendere la luce,
apr la sua radiolina giapponese a transistor. Stavano trasmettendo
della musica da ballo, cos confusa e in sordina che non si
potevano distinguere i diversi strumenti musicali dell'orchestra,
canzoni di successo vecchie di due generazioni che gli davano
un piacevole senso di saziet, e che ascoltava asciugandosi
con un fazzoletto il sudore sotto la camicia aperta.
Al culmine di quel suo benessere, gli arriv l'aritmico scalpiccio
dei tacchi a spillo di Cynthia, simile al rumore di un pony
da circo. Poi ud la porta che si apriva e un tintinnio di portachiavi.
- Ma stai ascoltando quelle melensaggini? - Lo invest lei.
- Fa da sfondo, tesoro, - si tolse dei fili di tabacco dai denti
superiori. - E comincia a piacermi la musica leggera, - e simul
entusiasmo. - Specialmente quella vecchia. Quella che sentiva
tua nonna. Comunque sono stato educato ad apprezzare la vera
musica, - e imit la cacofonia moderna.
- Non spegnerla per me, ti prego! - comand Cynthia, vedendo
che aveva posato il dito sull'interruttore. - Per, - aggiunse,
-  abbastanza buffo tornare a casa e trovarti ad ascoltare
la stessa roba che suonano al supermarket. Be',  la sorpresina
per oggi, - disse, avvicinandosi e guardandolo pi attentamente
del solito. - Cos'hai che non va, a proposito?
- Indovinalo -. Lui la fiss quasi sprezzantemente. - Non
c'era aria condizionata in biblioteca.
Lei fu un po' sconcertata dal suo sarcasmo, ma domand subito:
- E cosa ci vai a fare?
- Per passare il tempo, credo.
- Ma dal momento che le filiali non hanno libri, - lei disse
con un tono un po' petulante, - libri per gente di un certo livello,
voglio dire, che cosa trovi da leggere?
- Leggo la vita animale, - e la guard, con volto di pietra.
- Spero che questo nuovo dottore ti faccia bene -. Cynthia
and verso la pila dei piatti della colazione. Prese una tazza in mano.
Ora Cabot perse cognizione di lei nel flusso della musica da
ballo. Poi, dopo un certo tempo, ud la voce di lei venire dalla
camera da letto che commentava e rimproverava, non sapeva
bene, ma forse non c'era differenza.
Entr e la guard. Lei era gi nel suo letto gemello con una
camicia da notte lunga, la mascherina per la luce sugli occhi e la
mano pronta a spegnere la lampada.
Lui cominci a spogliarsi lentamente e senza metodo, sempre fissandola.
- E tu che cos'hai letto, a proposito? - domand Cabot con
quella certa voce rauca che lei aveva cominciato a conoscere e a temere.
- Non voglio fare all'amore stasera, - gli url, e si strapp la
mascherina per guardarlo.
Mentre lui continuava ad avvicinarsi, lei grid: - Oh, Dio,
hai le palpebre coperte di... stanno gocciolando di sudore!
Rimettendole la mascherina sugli occhi e sfilandole la lunga
camicia, Cabot le disse: - Non ho nulla che tu non possa guarire.
Il principale di Cabot, Mr Warburton, che era li dai tempi
d'oro di Wall Street, era molto depresso per come andavano le
cose. Come molti uomini il cui principale scopo nella vita  fare
soldi e poi raddoppiarli, aveva per la guerra civile pi che un comune
interesse. Adesso che, data la sua eccessiva popolarit,
aveva perso un po' d'entusiasmo per quell'argomento, si dedicava
al suo libro di sermoni sul declino della civilt degli affari
negli Stati Uniti. La parola sermoni l'aveva scelta con
una certa riluttanza perch in fatto di religione era piuttosto
freddino, sebbene qualche anno addietro fosse stato dignitario
della chiesa presbiteriana. Ma d'altra parte, come diceva spesso
a Cabot, lui non riusciva a concepire una vera citt senza il suo
bel numero di chiese e sinagoghe.
Mr Warburton cercava da un po' di tempo di perdere l'abitudine
di usare la frase buona politica che, come la guerra civile,
era ormai sulla bocca dei pezzenti e di tutta la gentaccia del
paese. L'ultima volta che aveva usato quell'espressione era
quando aveva detto a Cabot qualche settimana prima: - Pu essere
buona politica assumere gli storpi e copulare con i negri,
ma perdio, Cabot, tu ed io la sappiamo pi lunga, vero?
Cabot aveva inghiottito e fatto di s con la testa.
- Io mi sono sempre accontentato di dedicare la mia vita a
far denaro e a integrarmi nel Sistema, - continu Mr Warburton,
- ma oggi non vedo che uomini e donne che non trovano
soddisfazione in nulla. Esclusi i presenti.
Quel giorno Cabot era insolitamente stanco per l'incontro
che aveva fatto la sera prima in biblioteca, ma ascoltare Mr
Warburton era uno dei suoi principali doveri, e quindi continu
a fingere attenzione mentre Warby continuava a parlargli
delle donne in affari.
- Qui in Wall Street sono una calamit, - diceva il vecchio.
- L'altro giorno ho parlato con quella Crozier che controlla o dice
di controllare quasi tutta la birra che bevono nell'Ovest. Ma
lo sai di cosa s'interessa? Di uova artificiali dipinte a mano! Sono
tutta la sua felicit. Non va col marito da vent'anni, m'hanno
detto. Uova dipinte! Ma t'immagini? Ne ha un'enorme collezione
che ha perfino assicurata, e dice che le migliori sono quelle
che vengono dai paesi della cortina di ferro. E non sa che farsene
del suo paese, lei. E sempre all'estero. Per, te l'ho detto,
controlla tutta la birra che bevono nell'Ovest.
Mr Warburton continu il sermone mattutino con il solito
commento amaro sul giorno in cui Lui (Dio e a volte lo Zio
Sam) era morto e lo sapeva, ma loro (gl'idioti che erano venuti
dopo) erano gi sotterrati senza saperlo. Cabot e Mr Warburton
risero insieme della facezia.
Una volta, durante la sua ora d'ascolto mattutino, Cabot
aveva inghiottito e annuito come al solito, ma poi aveva aggiunto
con una voce che credeva troppo bassa perch Warburton la
sentisse: - O.K., lo sappiamo tutti, pap -. Mr Warburton, che
era la personificazione del formalismo e dell'etichetta pi severa,
aveva avuto un attimo di scandalizzato silenzio e poi, dopo
aver ripetuto la frase di Cabot con accento incredulo, era scoppiato
in una fragorosa risata alla quale Cabot, come uno stupido,
aveva fatto eco. - O. K., lo sappiamo tutti, pap, - aveva ripetuto
Mr Warburton, ridendo con le lacrime agli occhi. Da
quel giorno in poi Cabot era stato dentro, nell'agenzia di Slide,
Bergler, Gorem, Hill e Warburton.
Sempre quella stessa mattina, come per fargli improvvisamente
capire che tutta quell'amabilit e quei sollazzi virili appartenevano
ormai al passato, Mr Warburton si schiar la gola,
spost i ginocchi e allung maestosamente le gambe come se,
pens sprezzante Cabot, ci fosse ancora in mezzo qualcosa che
gli anni non avessero fatto avvizzire. Poi un cenno perentorio
del capo da parte di Mr Warburton lo fece quasi scattare in piedi.
Pens che, per quel giorno, il suo periodo d'ascolto fosse
terminato.
Invece, come qualche volta accadeva, Mr Warburton aveva
stabilito che quel giorno il sermone fosse seguito da un'altra cerimonia:
caff con, forse, altre spiritosaggini.
- Sue di Short Hills far gli onori di casa, - disse Mr Warburton
riferendosi a Miss Watkins, la sua anziana segretaria, e suon il campanello.
Miss Watkins entr con taccuino e matita, ma subito Mr
Warburton le fece capire con un movimento speciale della
fronte che si trattava di rinfreschi e non di dettatura.
- Ah, benissimo, - borbottava Mr Warburton senza rivolgersi
a nessuno mentre Miss Watkins serviva caff e panna ai due dirigenti.
- Ho pensato che ci occorreva un po' di caffeina, Sue di
Short Hills, - scherz Mr Warburton, - perch il nostro giovane
collaboratore qui, Mr Wright, ha tutta l'aria d'aver dormito pochino, stanotte.
Cabot arross e si tocc un attimo le palpebre.
- Vero? - Mr Warburton era sicuro d'essere malizioso, e strizz l'occhio a Miss Watkins.
Cabot fece un inchino o un cenno d'assenso, ma da come
mosse la testa sembr piuttosto che infilasse il collo in un cappio.
Miss Watkins si ritir, e i due uomini rimasero a sorseggiare l'insipida brodaglia che lei aveva preparato.
- Ti va questo caff? - domand Mr Warburton dopo una lunga pausa in cui erano stati ad ascoltare il motorino dell'aria
condizionata.
- Bello fresco, - annu Cabot.
- Il caff forte fa a pezzi il fegato, dicono, - disse solennemente
Mr Warburton. - Per ti voglio dire una cosa, - continu
con un tono da dignitario presbiteriano, ma poi all'improvviso
sbuff di disprezzo. - Alla tua et  meglio perdere il sonno, figliolo,
che dormire troppo. Gli americani dormono troppo e se
ne stanno troppo in panciolle: gli fa male.  meglio che tu corra
la cavallina, - lo consigli Mr Warburton.
- Dimentica che sono sposato, - disse Cabot reprimendo uno sbadiglio.
- Oggi vi sposate tutti troppo giovani! - Mr Warburton era
indignato. - Prima ancora di sapere cos' la vita.  nauseante -.
Borbott qualcosa tra una sorsata e l'altra di caff. - Quando
avevo la tua et non dormivo mai pi di quattro o cinque ore
per notte. Uscivo tutte le sere. Poker, questo, quell'altro, - improvvisamente
divent vago. - Ed  proprio perch sono stato
tanto sveglio che mi sono fatta la cuccia che occupo oggi!
Mr Warburton si rilass, ridendo, e Cabot medit sul fatto
che il vecchio bastardo si riteneva senza ombra di dubbio uno
dei grandi uomini della grande metropoli di New York.
- Naturalmente  passato quasi mezzo secolo da quando
correvo io la cavallina, - riflett il vecchio. La bocca gli si pieg
in gi finch le labbra divennero una sottile linea bianca. - Non
fa paura, Cabot? Mezzo secolo fa! Perdio, il tempo che passa fa
cos spavento che se uno ci pensa esce di qua senza cappello e
corre a buttarsi a fiume. Basta non pensarci, per. Tenere le mani
e la mente occupata, ecco il sistema.
- E a proposito, ragazzo mio, - Mr Warburton congiunse le
mani in forma di tenda indiana. - Tu sai benissimo quanto io
stimi tuo padre. Il tuo padre adottivo, cio, - e qui s'immerse
nella meditazione. Cabot cap che stava per capitargli qualcosa
ancora peggiore del sermone. Chiss, forse stava per essere licenziato,
nonostante il lungo debito di riconoscenza di Mr
Warburton con Cabot Wright senior.
- Cabot, per il futuro io ho messo gli occhi su di te, - bofonchi
Mr Warburton, ma evit gli occhi di Cabot. - Un futuro
per adesso un po' lontano, ma che verr sicuro come il sole.
Mr Warburton chiuse gli occhi come forse faceva quando
era un dignitario.
- Ti ho fatto preparare qualcosina dalla nostra Sue di Short
Hills -. Mr Warburton adesso si volt verso Cabot e suon il campanello.
Cabot sent la propria faccia perdere colore.
- Miss Watkins, - disse Warburton quando entr la segretaria.
- Quella busta di cui le ho parlato, per piacere.
Il rumore del costoso condizionatore dell'aria contrast,
nella mente di Cabot, con quello del ventilatore difettoso e arrugginito
che la sera prima aveva ascoltato in.quella stanza buia della biblioteca.
- Ti abbiamo preparato qualcosina, mio giovane collaboratore, -
Mr Warburton parlava in maniera peculiare, perfino per
lui, - e speriamo che tu voglia cortesemente accettarla. - Come
sorpreso dal suo stesso uso della parola noi, Mr Warburton
ricadde nella sua abitudine di mettersi davanti alla bocca le mani
giunte a forma di tenda. Fischi lugubremente tra le dita.
- Ora, Cabot, - Mr Warburton osserv la busta che Miss
Watkins aveva portato. - Voglio che tu prenda questa con lo
spirito con cui  offerta. E, a proposito, i tuoi genitori sono stati
informati di quello che faccio -. Tese la busta a Cabot.
Cabot l'apr e vide che, naturalmente, si trattava di un assegno.
- Cristo, Mr Warburton, duemilacinquecento dollari! -
esclam il giovane collaboratore con una specie di terrorizzato
bisbiglio. - Indennit di licenziamento?
- Niente del genere, nel modo pi assoluto, - rugg Mr
Warburton, ma la domanda di Cabot, era evidente, aveva toccato un punto debole.
- Tu sei un ragazzo di valore, - inton Mr Warburton, - e,
perdio, io premio sempre i ragazzi di valore -, Rigirandosi poi
sulla sedia, Mr Warburton continu: - Il fatto  questo, Cabot: tu sei stanco!
Alzatosi di scatto, Cabot stava per gridare: Chi glielo ha detto? ma Warburton continuava:
- Probabilmente, Cabot, anche tu, come dicevo un momento
fa, sei uno di quegli americani moderni che dormono troppo.
Io non conosco le tue abitudini, naturalmente, n intendo ficcarci
il naso come fanno quei dannati del governo. Ma i fatti sono
fatti. Ai miei tempi nessuno era stanco. Quella parola era
sconosciuta, accidenti, non era ammessa tra la gente per bene.
Ma questo succedeva allora, e adesso  un'altra cosa. Cabot, voglio
che tu vada da qualche parte e ti riposi, o che tu faccia qualcosa
che hai voglia di fare e non ti riposi, accidenti. Magari
esplodere. E lo desiderano anche i tuoi genitori. A proposito,
attraversi sempre a piedi il ponte di Brooklyn per venire in ufficio?
Ma, alla parola esplodere, a Cabot gli era andato il caff di
traverso e un po' di liquido gli era entrato nel naso simulando
per un attimo l'emorragia, ci che fece perdere tempo e pazienza a Mr Warburton.
Costernato, Cabot lasci cadere per terra l'assegno, e Mr
Warburton immediatamente lo raccolse con l'artiglio professionale
del banchiere e lo porse di nuovo al suo giovane collaboratore.
- Hai perso interesse al tuo lavoro! L'ho gi detto a tuo padre!
- Mr Warburton batt la mano sul ginocchio di Cabot.
- Ai miei tempi nessuno perdeva interesse al proprio lavoro, perdio,
perch non avremmo osato. Ma so benissimo che i tempi
cambiano. Lo imparo tutti i giorni. Oggi viviamo in un mondo
meno vitale, Cabot. Ma ho messo gli occhi su di te e sento che
sei uno di quelli che potrebbero farsi strada. Io non ci sar pi,
naturalmente, non ci sar pi da un pezzo e ci sono rassegnato,
ma io spero, io credo fermamente, che tu sia uno di quelli che
possono salire molto in alto. A proposito, giocavi nella squadra
di rugby del college? - domand improvvisamente Mr Warburton
con un'espressione di desiderio e speranza.
- Nella seconda squadra, - disse Cabot, irritato dal tono lacrimoso
che gli veniva dal caff dentro il naso e che egli non sentiva
suo e non voleva avere.
- Gi, - rispose Mr Warburton, e riprese la sua posa abituale
con le dita a tenda. - Be', questo non ha proprio nulla a che
fare con quello di cui stiamo parlando. Per finire ci che stavo
dicendo, io credo in te come non credo in nessun altro uomo di
questa organizzazione, ma Cristo santo, Cabot, sto aspettando
dei risultati!
Mr Warburton era diventato pallido.
- Mr Warburton, - disse Cabot alzandosi in piedi, - credo
d'essere il suo uomo.
Pi tardi Cabot si chiese perch mai avesse detto quella frase.
Venne alla conclusione che doveva averla sentita alla sua radiolina
giapponese, mentre trasmettevano la pubblicit e lui era
nel dormiveglia.
Ma la frase fece colpo. Elettrizz il vecchio Mr Warburton,
gli riport il colore sulle labbra e lo fece alzare e precipitarsi sulla
mano di Cabot.
-  cos che si parla, ragazzo! - esplose Mr Warburton, tutto
un sorriso. - Eccolo il mio Cabot... Va' via e divertiti a pi
non posso, figliolo... Da matti, ti devi divertire... Bello e giovane
come sei, figlio d'un cane... E cos' questa storia che ti preoccupa
d'essere un figlio spurio? Ma non lo sai che tuo padre ha una
fiducia assoluta in te? Assoluta. Come l'ho io. E ora vai via e
esplodi. Esplodere, devi!
Mr Warburton gli dette un pugno nelle costole e un altro nel
plesso solare, come, pens Cabot, si usava fare in questi casi.
- E per l'amor di Dio e di questa stramaledetta America,
non tornarmi con quell'aria da addormentato. Rinuncia al sonno
per il bene della nazione, Cabot! - E, mentre Cabot se ne andava,
Mr Warburton stava ridendo fragorosamente.
Di sotto, nel bar Alexander Hamilton, Cabot ordin un
doppio brandy e mise la mano in tasca per tastare l'assegno di
Mr Warburton. Quasi gli dispiaceva che il vecchio bastardo
non l'avesse licenziato su due piedi perch sapeva che quei duemilacinquecento
dollari, gi, quelle piccole cifre in rilievo, erano
il primo scalino in discesa, verso la porta. Vedeva gi Cynthia
che interrompeva l'applicazione della sua cold cream Princesse
Gray quando lui le diceva che erano costretti a prendersi
una vacanza. Cynthia detestava le vacanze, non voleva mai lasciare
New York e non andava mai via, a meno che il viaggio
non avesse qualcosa a che fare con il suo lavoro, l'utile con il dilettevole.
Essendo stato gratificato da Mr Warburton, Cabot Wright
rimase nel bar Alexander Hamilton finch fu troppo ubriaco
per fare il ponte di Brooklyn a piedi, e prese la sotterranea alla
fermata di Bowling Green. A casa, pi tardi, affacciandosi sulla
confluenza dello Hudson e dell'East River, fiss i grattacieli di
Wall Street ed ebbe la netta impressione di essere rientrato volando
sopra l'acqua e il ponte.
Mentre mescolava tre specie di vermouth amari con un bel
po' di rum, si mise a pensare a quello che Mr Warburton gli aveva
detto qualche settimana prima, con fredda collera:
- Stammi a sentire, Cabot, - aveva detto il vecchio, - ho sopportato
abbastanza le tue maledette sciocchezze. Siamo qui per lavorare.
Giusto? come dicono gli ebrei newyorkesi. E allora non
dobbiamo preoccuparci dei nostri sentimenti e della nostra personalit,
dei nostri stimoli o delle nostre piccole aspirazioni. Lavorare,
Cabot, lavorare, questo  tutto, ed entrare nella squadra vincente.
In quella vincente, Cabot, lo capisci, accidenti? Te l'ho detto
il primo giorno che il tuo pap e la tua mamma ti hanno mandato
qui.  la squadra che conta, accidenti, e tu ne fai parte.
- La squadra vincente sei tu, vecchio merdoso -. Cabot si
prepar un altro bicchierone di rum-vermouth, poi sedette alla
macchina da scrivere di Cynthia e cominci una lettera a Mr
Warburton. Poco esperto in dattilografia, dal rumore che faceva
si sarebbe detto che cucisse un orlo finto con una vecchia
macchina da cucire. Era una lettera di dimissioni, ma Cabot
non sapeva nemmeno che cosa stava scrivendo e, dopo averla
firmata con uno svolazzo, la mise sopra un tavolino li accanto.
Mentre il crepuscolo velava i contorni dei grattacieli di Wall
Street, la depressione di Cabot si mutava lentamente in un'eccitante
sensazione di trionfo. S'immagin di avere estorto da Mr
Warburton un discorso di scuse e un attestato sulle sue prestazioni,
insieme a un esposto in cui il vecchio diceva di voler dare
le dimissioni per il bene della ditta, cio della squadra. All'ultimo
momento, tuttavia, Cabot aveva insistito perch il vecchio
Warby rimanesse, ma con minori responsabilit, nessuna facolt
di prendere decisioni n di assumere o licenziare i dipendenti,
una considerevole diminuzione di stipendio e un minuscolo
ufficio di fronte ai gabinetti e al pozzo del montacarichi.
- Che cosa guardi dalla finestra a quest'ora? - trill Cynthia
entrando all'improvviso nella stanza. Si tocc con precauzione
il nastro dei capelli.
- Il lavoro e l'uomo che ho lasciato dietro di me, amor mio,
- rispose Cabot, e alz la faccia e il bicchiere.
- Sei rimasto qui a bere tutto il giorno? - Si chin su di lui
ma, annusando l'aria, non lo baci. - Sbronzo come un san Bernardo, -
disse, e lo guard fisso. - Be', fammelo assaggiare, - gli
prese il bicchiere e bevette un sorso.
- Come la chiami questa mistura? - domand, sempre sorseggiando.
Mr Warburton ci ha dato duemilacinquecento dollari per
andarcene in giro, - disse Cabot a voce molto alta, riparandosi
gli occhi con la mano mentre guardava in gi, verso Wall Street.
- Non metterti a fare lo spiritoso, per piacere, - lo ammon
Cynthia. Cominci a piegare la biancheria pulita che aveva ritirato
dalla lavanderia tornando a casa. - E non scherzare sui soldi,
stasera. Ho avuto una giornata faticosa.
- Ecco l'assegno, ragazza mia, - e glielo porse.
Lei lo guard.
- Sei stato licenziato, - disse. - Oh, Dio, non mi mancava
che questa!
- No, no, questo  solo il primo passo, - lui la inform. - Mi
licenzieranno quando torno -. Prese un'aria bellicosa, e sembr
quello che avrebbe potuto essere se fosse stato nella prima
squadra del college.
Proprio in quel momento, mentre chiudeva uno dei cassetti,
la lettera che Cabot aveva scritto a Mr Warburton cadde ai piedi
di Cynthia. Chinandosi per raccoglierla, i suoi occhi furono
attratti dalle linee a spazio triplo e coi margini irregolari che facevano
l'effetto d'essere state impresse sulla carta da un ferro
rovente.
CARO PUBE SPELACCHIATO,
HO DECISO CHE PIUTTOSTO CHE ACCETTARE I TUOI SCHIFOSI
DUEMILACINQUECENTO CHE TUTTI QUELLI DENTRO O FUORI
LA SQUADRA SANNO COME HAI FATTO A GUADAGNARE, PUOI
PRENDERTELI E FARTICI UN CATAPLASMA PER LE EMORROIDI. A
PROPOSITO PERCH NON NE Dai UN PO' A QUELLA POTTA RINSECCHITA
DI TUA MOGLIE PERCH POSSA ANDARE A PRENDERSI
UNA BELLA SBORNIA, TANTO PER CAMBIARE? IMMAGINO, PUBE
SPELACCHIATO, CHE TU ABBIA VINTO QUESTO PORCO DENARO
AL POKER O TE LO SIA FATTO CON l'AGGIOTTAGGIO. CRISTO,
SAR PROPRIO UN BEL SOLLIEVO NON VEDERE PI N TE N
QUEGLI EUNUCHI SFIATATI D'AMBO I SESSI CHE TI CIRCONDANO.
TI STO FACENDO COSTRUIRE UN BEL CESSO DI MARMO SCOLPITO
CON UN SEDILE IMBOTTITO COLOR CILIEGIA COI RITRATTI
DEL GENERALE IKE E DI DICK NIXON DA METTERE AL POSTO
DELL'ASSE DI LEGNO DOVE PARCHEGGI LE TUE FLOSCE NATICHE
PER TANTE ORE DELLA TUA TRIONFALE GIORNATA. TI INVIO
INOLTRE A CASA UN AFFRESCO ALTO OTTANTA PIEDI COL
GENERALE MAC CHE CONQUISTA L'ASIA COL CAPPELLO IN TESTA.
CABOT W.
L'hai spedita? - Cynthia continuava a fissare il foglio di
carta.
- Perch non ti spogli, sciocchina, - rispose Cabot. - Fuori 
quasi buio.
Voltandosi, lei lo colp di scatto sulla bocca.
Con l'aria di un grande mediano di mischia Cabot si alz in
piedi, la sollev di peso e, mentre lei si divincolava, la port in
camera da letto per farle distinguere, le disse, tra una vacanza
pagata e un'indennit di licenziamento.
.
...
10. Due catastrofi.
...
.
...
Cabot Wright, oltre a quella lunga e dura spada di nove pollici
che da allora in avanti port sul lato sinistro degli slip (Ancora
ferito dalla mia stessa lama! Sempre affilata, non manca
mai un colpo!) finch la brutalit della polizia e il periodo di
detenzione non gli resero l'equilibrio, dovette sopportare due
tragici eventi che, insieme a quel permanente stato d'erezione,
fecero passare in second'ordine il suo temuto ritorno in Wall Street.
La prima catastrofe, naturalmente, fu Cynthia. La sua insofferenza,
la sua crescente paura della presenza fisica di Cabot le
avevano reso impossibile il coito o, come lei preferiva chiamarlo,
il rapporto sessuale. Aveva sempre temuto, come scrisse in
un'ultima lettera a sua madre, l'idea di portare un'altra vita nel
proprio corpo. Per lei, adesso, una gravidanza era sinonimo di
morte. Ragion per cui si era barricata in camera da letto.
Se Cabot avesse ricordato la storia di Priamo e Tisbe avrebbe
potuto trarne degli insegnamenti per gli ultimi giorni della
sua vita matrimoniale. Rinserrandosi nella sua camera, Cynthia
obbligava Cabot a comunicare con lei soltanto attraverso il buco
della serratura. Avvicinando la bocca al foro, suo marito la
chiamava, supplicandola d'essere ragionevole. Piangendo, lei
rispondeva che non sarebbe mai pi uscita di l.
- Tesoro, ma ti rendi conto di cosa questo significhi dal
punto di vista legale? - Cabot domand alla fine, tenendo la pupilla
all'altezza del buco della chiave. Dovette ripetere la domanda
parecchie volte prima che lei capisse. Allora le ricord
una conversazione che suo padre aveva avuto con un giovane
operaio che versava nelle stesse difficolt: se la moglie continuava
a non concedersi, il marito avrebbe ottenuto il divorzio
e, in certi stati, il matrimonio poteva anche essere annullato.
- Iddio sa, - lei rispose, - se non mi sono concessa pi di
quanto qualsiasi legge possa esigere -. La sua voce veniva da
dietro una rivista di mode, soffocata ma intelligibile.
Poi egli la ud piangere dentro un kleenex.
- Sei tu che sei cambiato, sei tu quello che non  pi come
prima! Fin da quella sera in cui tornasti dalla biblioteca! - La
voce di lei stava subendo una metamorfosi e somigliava sempre
pi a quella di una bambina dell'asilo.
- La biblioteca! - Adesso quell'episodio dimenticato gli
torn a mente, e chiuse gli occhi. - D'accordo, Cynth, sputa fuori!
- Non capisco perch ti debba comportare come un animale drogato, - disse lei con la sua voce da bambina, e a Cabot pareva di vederla, con quel suo nastro nei capelli che adesso portava continuamente. - Eppure sei stato sempre cos dal giorno che hai visto Bigelow-Martin. Io credo che tu abbia semplicemente deciso di recitare una parte, senza curarti di quello che provo io o di quello che succede al nostro matrimonio. E comunque non vedo come potremmo mai avere dei figli con quello che guadagnamo. E sono stufa e arcistufa dell'atteggiamento dei tuoi genitori.
- Genitori adottivi, prego.
- Io non penso al divorzio, bada, - disse Cynthia un po'
preoccupata, a giudicare dal suo respiro affannoso. - Quando
tornerai in te potremo ricominciare a vivere insieme. Semplicemente
io non capisco perch tutto a un tratto tu debba fingere
d'essere un animale, e metterti a sudare e ansimare e assalire.
Non sei pi tu, e se avessi del rispetto o della fiducia per tuo padre
o tua madre glielo andrei a dire, - grid. - Ma tua madre
non l'ho mai capita. E tuo padre non ha mai tempo e non gli si
pu mai parlare, e comunque non mi crederebbero mai perch
non riesco a crederci io stessa -. E si sciolse di nuovo in lacrime.
- Vuoi che smetta di vedere il dottore? - domand Cabot,
cercando di aggiustare bene l'occhio al buco della serratura.
Non era mai stato bravo con i buchi delle serrature. Da ragazzo,
a Yale, aveva spesso seguito i compagni davanti a qualche particolare
buco di serratura, ma mentre gli altri dichiaravano d'aver
visto un mucchio di cose, lui non vedeva mai altro che un frammento
sfocato di tappezzeria. Ora, spiando nella stanza di Cynthia,
riusciva a vedere soltanto un pezzetto di finestra o un abito gettato su una sedia.
- Che cos'ha a che fare un dottore con una bestia che ansima
e suda? - lei ribatt. - Che tu ci vada o no, non ha importanza.
Nessun medico pu cambiarti, per conto mio.
- Benissimo, ragazza mia, se questa  la tua ultima parola, -
smise di spiare e si drizz in piedi. - Io ho cercato d'essere ragionevole.
Ma tu, immagino, preferisci disegnare modelli piuttosto
che essere una donna...
- S, proprio cos. - Egli ud la sua voce diventare sempre
pi debole e somigliare a quella della madre di lei, tanto che per
un attimo ebbe l'impressione che la madre fosse l dentro con la
figlia. Ma naturalmente, invece, era al sicuro a Oakland, California.
Nell'insieme il comportamento esteriore di Cynthia rimase
immutato finch, verso la fine della sua volontaria prigionia, cominci
a fare alcune imitazioni dei titoli delle notizie di cronaca
che trasmettevano alla radio. Di tanto in tanto, si metteva a gridare
cose come queste:
BOY SCOUT CONFESSA UN ATTO SESSUALE CONTRO NATURA.
AGENTE DI CAMBIO A WALL STREET AMMAZZA LA MOGLIE, L'AMICA E L'AMANTE DELLA TERZA MOGLIE.
I DELITTI PASSIONALI SONO IN AUMENTO. SEMPRE PI FREQUENTI ANCHE I REATI INNOMINABILI.
FUNZIONARIO DELLA FBI CHIEDE CHE RESTINO APERTE PI SCUOLE DOMENICALI.
DELEGATO DEI RAPPORTI RAZZIALI ATTRIBUISCE MOLTI DELITTI DI NEGRI AD ARTISTI TRUCCATI DA NEGRI.
MADRE DI DIECI FIGLI FA PROPOSTE INDECENTI A UN DIRIGENTE dell'YMCA.
Cabot, dopo il colloquio con Cynthia attraverso il buco della
serratura, and per diversi giorni in cerca di preda. Dorm nel
Central Park e ne usc vivo, viaggi nella sotterranea, bivacc
nei ristoranti automatici, passeggi nella Quarantaduesima, visit
Hell's Kitchen, come Princeton Keith fece pi tardi osservare
ai giornalisti, si sarebbe potuto scrivere un intero volume
su quelle ore della vita di Cabot. Soltanto la descrizione dei luoghi
dove era stato avrebbe potuto riempire innumerevoli pagine
della migliore prosa americana, con flash-back sulla sua vita
militare, con lunghi succosi passi sulle donne di cui egli aveva
segretamente osservato il seno, sulle occhiate di colpa, di dubbio
e di paura che aveva scambiato con i passanti, sulle sue soste
per riprender fiato, appoggiato a un lampione o a una ringhiera.
Per non dire delle possibili descrizioni poetiche delle sue fantasie,
con parole o intere frasi in francese, per i satinati settimanali
di New York tra gli annunci pubblicitari di vermouth o di impianti idraulici.
Una volta, tornando a casa - l'orologio sulla mensola del caminetto
segnava le dodici e tre minuti -, si stup di trovare la loro
amica Leah Goldberg seduta nella grande poltrona del soggiorno,
che lo guard dritto in faccia. Subito lei si alz e, tendendo
una mano, con volto turbato e pietoso, cominci a parlargli della catastrofe n. 1.
Quel mattino Cynthia era andata a far spese al supermarket,
poco dopo l'apertura, per poter scegliere la frutta e la verdura
pi fresche, prima dell'arrivo della folla. Era andata tutta la
mattina su e gi col carrello per i corridoi senza prender nulla
dagli scaffali e ignorando avventori e commessi.
Poi, verso la met della mattinata, aveva cominciato a essere
strana. Aveva buttato per terra dello scatolame, ma cos gradatamente
e come per caso che per un po' i commessi credettero
che le scatole cadessero da sole. Tuttavia, quando la cosa si fu
ripetuta pi volte, Harry F. Cowan, il direttore, aveva suonato
un campanello per chiedere rinforzi. Mentre lui stava prendendo
accordi con gli inservienti, Cynthia aveva cominciato a gettare
metodicamente per terra scatole e prodotti congelati. Poi,
sebbene l'addetta ai gelati, Miss Glenna De Loornis, avesse cercato
di salvare il salvabile, Cynthia si era messa a scagliare i gelati
contro le luci al neon. Prima dell'arrivo della polizia, era tornata
nel reparto della frutta e verdura, ed era riuscita a buttare
all'aria quasi tutte le melograne, e i kaki, le mele, le pesche e i
carciofi di Gerusalemme su cui poteva mettere le mani. Poi,
precipitandosi verso l'uscita, aveva travolto tre interi scaffali di
detersivi liquidi e in polvere.
Quando era stata catturata, aveva il bell'abito tutto macchiato
di succo di frutta, di gelato e di detersivo, ma la polizia
era stata molto gentile con lei e l'aveva condotta senza difficolt
verso un'ambulanza in attesa, dove era stata legata a una lettiga
e le era stata praticata un'iniezione da un giovane medico. Cynthia
si era addormentata immediatamente.
Leah Goldberg spieg che s'era trovata l per caso. Irving
aveva la giornata libera e l'aveva portata in macchina fino al supermarket
per fare rifornimento per il week-end, dato che
aspettavano ospiti. Leah, naturalmente, aveva cercato di confortare
Cynthia, ma questa sembrava che non la riconoscesse nemmeno.
- Cabot, poveretto! - grid Leah Goldberg desiderando
esprimergli la sua compassione, ma sulla sua faccia abbronzata
c'era accusa, rimprovero, indignazione e biasimo. Disse che
voleva prendere qualche abito di Cynthia per portarlo all'ospedale.
- Fai pure, ragazza mia, - e Cabot s'incammin in direzione dell'armadietto dei liquori.
Voltandosi a guardare maliziosamente Leah, che continuava
a fissarlo, disse: - Era l'unica cosa che interessava a quella bambina... gli stracci!
- Non hai gi bevuto abbastanza? - lo ammon Leah mentre lui si versava da bere.
- Io non mi ubriaco mai, - disse Cabot, ed era molto vicino alla verit.
Scambiando per profondo dolore il suo bisogno di bere,
Leah gli si avvicin per confortarlo, e Cabot le prese distrattamente
la mano. Continu a tenergliela.
- Cynthia se ne stava rinchiusa l dentro, - Cabot accenn
con la testa alla camera da letto. - Non potevo nemmeno darle
un'occhiata dal buco della serratura.
- Devi essere calmo, - gli disse Leah, senza osare di togliere
la mano dalla sua stretta e accorgendosi con inquietudine che in
realt lui era calmissimo.
- Hai capito, vero, Cabot, quello che ti ho detto, - continu
Leah, con la mano rigida e tremante presa in trappola. - Cynthia
ha avuto un crollo, capisci, una faccenda seria. Stava facendo
la spesa per te, povera cara... per darti da mangiare, - aggiunse
nervosamente. Liber la mano e si asciug gli occhi con
uno dei fazzoletti di Cynthia.
Come per consolarla, Cabot le carezz il braccio, e poi premette
energicamente le labbra sui suoi capelli. Le sue narici furono
stimolate da un odore piuttosto forte, mescolato a una
brillantina con un profumo a lui sconosciuto. A un tratto Leah
si trov di fronte il panorama di Wall Street, perch lui l'aveva
spinta con decisione contro la parete.
- Cabot! - lei grid, perplessa per quella loro posizione.
Ma la faccia e l'espressione di Cabot, come era accaduto con
la ragazza della biblioteca, cominciarono ad avere il loro effetto
su Leah Goldberg. La mente le si offusc, mormor ancora
qualcosa sulla povera Cynthia, poi scoppi improvvisamente in
un'assurda risatina e parve non accorgersi che lui le aveva sbottonato
la camicetta e le aveva tolto il reggiseno.
Mantenne il pi perfetto silenzio quando lui si spinse dolcemente
ma inesorabilmente dentro di lei, mentre entrambi, in
piedi, si appoggiavano con tutto il loro peso contro il muro. Lei
aveva l'espressione impotente di una donna caduta sotto una
lenta automobile e che osservi molto attentamente le ruote
mentre le passano sul corpo. Sentiva l'ansimare di Cabot, la sua
intensa gioia e il suo progressivo sollievo, mentre si agitava dentro
di lei con una specie di caritatevole e altruistico sforzo come
se cercasse di alleviarle qualche suo disagio mentale. La bocca
di Leah cadde sui suoi folti e morbidi capelli, e la sua saliva, come
liberata all'improvviso da una fontana, flu e col sulla faccia di lui fino alla bocca.
Finalmente, crollando sotto la confusione e il terrore della
sua compagna, Cabot, con il grido di sollievo ancora in gola, si
distric lentamente dal suo corpo, la trasport con metodo sopra
una poltrona e le dette da bere molti bicchieri d'acqua.
Mentre stavano seduti insieme, la testa di Cabot all'altezza
del suo ventre e Leah che piangeva convulsamente da principio,
e poi con pi calma e regolarit, egli le massaggiava piano le cime.
La segregazione di Cynthia in una casa di cura per malattie
mentali prepar il terreno per un ritorno trionfale di Cabot a
Wall Street pi di quanto avrebbe potuto fare qualsiasi altro
evento. Quella sua parte di giovane Orfeo era patetica, e per un
po' di tempo imped che qualcuno si prendesse la briga di prendere in esame il suo futuro.
- Warby, - come ricord Cabot in uno dei lunghi interrogatori
registrati dalla polizia, - come quasi tutti gli americani
che riesci a raggiungere con uno sputo dall'alto di una finestra,
era un sentimentale congenito. Al pensiero che Cynthia era impazzita,
divent uno sciroppo e per un po' smise di rompermi l'anima.
Il giorno antecedente alla seconda tragedia di Cabot, lui e
Mr Warburton si trovavano in uno dei ristoranti preferiti dal
vecchio, in Fulton Street, un locale grande come quattro granai,
con le pareti rivestite di quercia e con salette separate sopra e
sotto. Loro sedevano appunto in una saletta, e Warburton si
stava ingozzando di tacchino. - Cynthia ne verr fuori, vedrai, -
rassicur il giovane collaboratore. - E una ragazza in gamba. Ce
la metter tutta e torner come prima. Mai visto un mento cos volitivo.
- Ragazzo, - disse poi Mr Warburton venendo agli affari, -
vogliamo darti l'incarico dei Rapporti Mensili.
Cabot fece la faccia lunga, per usare una delle frasi preferite
da Mr Warburton quando descriveva le reazioni dei suoi colleghi
e, naturalmente, era un'espressione facciale da non assumere
mai in presenza del vecchio. Ma, considerando tutto quello
che Cabot aveva dovuto passare, Mr Warburton gli perdon di non aver dominato i muscoli del viso.
- Magnifico tirocinio per uno come te, - Mr Warburton
espresse con voce sonora il suo entusiasmo. Rispondendo all'occhiata
dubbiosa di Cabot spieg: - I Rapporti Mensili sono
una fase maledettamente seria del nostro lavoro. E noi siamo contenti che te ne occupi tu.
Alcuni mesi addietro, Cabot aveva detto a Mr Warburton
che avrebbe dato le dimissioni piuttosto che occuparsi dei Rapporti
Mensili. -  un lavoro da stenografe, - aveva urlato allora.
- Sono forse una puttana di dattilografa? - E sebbene Mr Warburton
lo avesse ammonito di non dare in escandescenze davanti
a lui, Cabot aveva continuato: - Che mi venga un accidente,
Cristo, se le faccio i Rapporti Mensili!
E anche adesso, nonostante ci fosse di mezzo tutta quella
storia di Cynthia, tanto Mr Warburton che Cabot sembrava
stessero riascoltando al registratore quel loro litigio di allora, e
in quel momento avrebbero potuto benissimo posare per una
pubblicit di magnetofoni.
- Intesi, allora, giovanotto! - vocifer il vecchio tra due
boccate di sigaro Ramon Allones.
Cabot non disse nulla, non impallid nemmeno. Pi tardi si
chiese che cosa sarebbe successo se avesse di nuovo fatto una
scena e si fosse rifiutato di scrivere i Rapporti Mensili. Stavolta,
sorseggiando cognac francese, sprofondato in una lussuosa poltrona
di cuoio, contornato dai riposanti pannelli di quercia, poteva soltanto acconsentire.
Mr Warburton gli dette subito una manata sulla schiena, facendo
cadere un bel po' di cenere dal sigaro, e grid: - Cos va bene,ragazzo!
Cabot cerc di sorridere e Mr Warburton, volendo dire
qualcosa d'incoraggiante, s'impaper e balbett, segno sicuro
che il suo atteggiamento verso Cabot era ancora meno benevolo
di prima delle sue vacanze forzate.
- So cosa lei sta pensando, - disse Cabot per aiutarlo. - Sta
pensando Questo figlio di cane ha l'aria pi stanca che mai.
Mr Warburton divent paonazzo dalle risa, poi carezzandosi
la nuca, disse gravemente: - Be ', chi non lo sarebbe nei tuoi
panni, figliolo? Sfido, con la propria met al manicomio!
Pochi giorni dopo, convocato all'improvviso da Mr Warburton,
Cabot era certo che stava per essere definitivamente licenziato.
Invece, Mr Warburton aveva un nastro di seta nera sul
braccio. Cabot stava gi recitando dentro di s il suo discorso
di sollievo alla notizia del licenziamento, bench allo stesso
tempo pensasse che quel segno di lutto era un po' troppo, perfino per Warby.
Warburton cominci: - E mio triste dovere annunciarti che
la prima grande tragedia dell'et virile s' abbattuta su di te, ragazzo mio.
Cabot pens che la frase si riferisse al suo licenziamento. Seduto
su una sedia girevole, guardando edifici di vetro e vecchi
campanili grigiastri dalla finestra, sentiva che il sudore cominciava
di nuovo a filtrare attraverso la canottiera di cotone, e sebbene
il suo corpo soffrisse sapeva che della faccenda non gliene
importava proprio niente. In quel momento, anzi, era certo che
sarebbe rimasto indifferente anche se gli avessero detto che era
iniziato il conto alla rovescia per il lancio della bomba termonucleare.
C'erano stati troppi avvertimenti, minacce, presagi, catastrofi
impellenti, fini e principi di fini, cataclismi e apocalissi.
Che cosa potevi fare se non infischiartene?
Mr Warburton gli pos una mano sulla spalla e Cabot, naturalmente,
ebbe un sobbalzo. - Su, su, - Mr Warburton gli dette
dei colpetti amichevoli. - Si tratta dei tuoi genitori, - disse, quasi
sussurrando. - La tua mamma e il tuo pap, Cabby... - Gli
tolse la mano dalla spalla per asciugarsi gli occhiali perch alcune
lacrime stavano scendendo dalle sue palpebre rugose. - Non
avresti potuto essere allevato da due persone migliori di quelle, te l'assicuro io...
- Be', cos'hanno che non va? - disse finalmente Cabot da
dietro un fazzoletto col quale si asciugava il sudore.
Mr Warburton parve non avere udito la domanda e continu:
- Ragazzo mio, mentre i tuoi genitori erano in crociera sulle
infide acque delle Antille, una bomba incendiaria  caduta sullo
yacht, mandandolo immediatamente in fiamme e affondandolo.
Sono morti sull'istante, Cabot. Non ci sono dubbi, purtroppo.
Ogni speranza  vana. Comunque non hanno sofferto, questo
te l'assicuro... - Tir fuori dalla tasca del panciotto un telegramma
tutto spiegazzato e and avanti: - Ora, come avvocato
di tuo padre e come esecutore testamentario del patrimonio di tutti e due i tuoi genitori...
- Genitori adottivi, Mr Warburton, - disse Cabot a voce alta.
Poich Mr Warburton lo guardava senza parlare, a occhi
sbarrati, Cabot continu: - Lei sapeva che ero un figlio sostituito.
Mi pare di avergliene gi parlato una volta.
- Sono perfettamente a conoscenza delle sue origini, signore,
- grid con furore Mr Warburton, perch sentiva che qualsiasi
interruzione in un momento come quello non era solo imperdonabile
ma anche di pessimo gusto.
- Chi fossero i miei veri genitori, - continu allegro Cabot, -
mistero, mistero, come dicono i giornali a fumetti -. Rise in fretta,
e poi strinse le labbra.
- I giornali a fumetti, - ripet Mr Warburton, e poi osserv
Cabot attentamente poich sapeva che talvolta il grande dolore
si maschera dietro espressioni incoerenti prima che i colpiti
dalla sciagura abbiano il crollo. Perci gli cinse le spalle col braccio.
Agitandosi sotto quella stretta che voleva essere confortante,
Cabot s'infil la mano dentro la canottiera per cercar di fermare
il sudore che aveva cominciato a scorrergli gi per il petto
in due rivoletti gemelli, uno dei quali stava gi raggiungendo l'addome.
Osservando quei gesti, Mr Warburton suon immediatamente
il campanello, e Sue di Short Hills accorse.
- Brandy, - le disse Mr Warburton.
- Non c' da stupirsi che la notizia ti abbia sconvolto, caro
ragazzo, - adesso Mr Warburton parlava al suo giovane collaboratore
in un tono dolce e ansioso. - Dopo tutto,  il secondo
colpo in un brevissimo spazio di tempo. E il pi doloroso. In
questo paese ci possiamo sempre risposare, ma se perdiamo i
genitori chi ce li rid? Dai pure sfogo al tuo dolore, figliolo, non
trattenerti. Sfogati -. E gli dette qualche altro colpetto sulla spalla.
Tuttavia, tornando al suo tavolo da lavoro, Mr Warburton
pens di nuovo ad alta voce: - I giornali a fumetti! Ma guarda
cosa deve venirgli in mente.
Rivolgendosi poi a Cabot, a voce alta da discorso d'affari,
continu: - Figliolo, ti renderai conto che adesso sei un uomo
ricco. Potrai vivere nell'agiatezza e tutto quanto -. Si schiar la gola.
Sue di Short Hills rientr con la caraffa di brandy che Mr
Warburton prese con aria pontificale, facendo segno alla donna
di uscire.
Vers da bere in un bicchiere, prese il ghiaccio dal secchiello e offr a Cabot un brandy on the rocks. Per s non se ne vers,
perch aveva gi buttato gi qualcosa poco tempo prima.
Cabot bevve avidamente, e mentre beveva disse: - S, Mr
Warburton, per vorrei ugualmente provare con quei Rapporti
Mensili...
Il vecchio lo guard con un'espressione guardinga, indagatrice.
- Capisce, cosa faccio se non lavoro? - continu Cabot.
- Non posso mica attraversare il ponte di Brooklyn avanti e indietro
senza un motivo, no?
Mr Warburton mostr il suo involontario rispetto per il
neomilionario cambiando idea e versandosi un brandy.
- Mia moglie al manicomio, i miei genitori morti nei Caraibi
in rivolta, - gli grid minacciosamente Cabot. - Per Dio, me li
deve quei Rapporti Mensili! - Adesso gli era cos vicino che poteva
vedergli la dentiera. - Cosa ne dice, Warby?
Mr Warburton trasal quando si sent chiamare col suo diminutivo
da un uomo tanto giovane, ma tenendo conto di quanto
era accaduto pass sopra anche a questo. Forse fu punto da
quella mancanza di rispetto, tuttavia, perch stir le labbra in
un sorriso forzato, si raddrizz sulla persona e avanz verso la
finestra a passi da generale MacArthur.
- Per quanto sia un olocausto, - arring il vecchio magnate,
- quasi biblico nella sua... - Non pot proseguire e, voltando di
scatto le spalle alla finestra per guardare Cabot, scoppi a dire:
- Ma tu sei ricco come Creso!
Studi la faccia di Cabot, ma evidentemente non vi scorse
nulla che potesse dargli qualche informazione.
- Sai cosa ti consiglierei di fare, - Mr Warburton si avvicin
di nuovo all'orfano e lo abbracci. - Oggi dovresti fare vacanza
e domani potresti andare a colazione da mia moglie Gilda.
Avrai sentito delle voci su Gilda, naturalmente. Be', non darci
molto credito. Ha poca salute. Sai, non vede molta gente. Ha
fatto un po' l'eremita negli ultimi tempi. Ma tu vacci: per adesso
hai bisogno di quella comprensione e di quella gentilezza che
solo una donna ti pu dare. Io non ti accompagner, ma credo
che Gilda sia quello che ci vuole. Esci soltanto un minuto dal
mio ufficio che io le telefono e glielo dico. D'accordo, figliolo? -
Cabot fu stupefatto dalla proposta di Mr Warburton. Soltanto
ai grossi calibri era permesso di conoscere sua moglie. Cabot
cap d'essere davvero dentro.
Prima che lui fosse riuscito ad asciugarsi per bene petto e
braccia dal bagno di sudore che si era inflitto, Mr Warburton
piomb nel cesso e inform Cabot che Gilda sarebbe stata felicissima
di averlo a colazione il giorno dopo. Poi, mentre Cabot
si riassettava i vestiti, Mr Warburton lo abbracci di nuovo e gli
dette meccanicamente dei rapidi colpetti sul sedere. - Su, su
con la spina dorsale, - disse all'orfano. Adesso non c'erano pi
lacrime negli occhi del vecchio, ma gli era tornato il suo vago
sguardo da iena.
- E se proprio ti piace, santiddio, - concluse, - chiamami
Warby da ora in avanti.
- Grazie, Mr Warburton, lo far, - rispose Cabot.
...
.
...
11. A colazione con Gilda.
...
.
...
La sequela di avvenimenti incredibili anche se (per Cabot)
poco interessanti, che tutto in una volta lo avevano reso orfano,
vedovo, di nuovo giovane collaboratore, ricco, rispettabile e
criminale, non l'avevano in alcun modo sopraffatto. Gli avevano,
semmai, fatto venir voglia di continuare a fare quello che pi gli piaceva.
Seduto nel suo appartamento da quattrocento dollari al mese,
con un paio di binocoli militari spiava dalla finestra il panorama
storico ancorato nelle acque dello Hudson e dell'East River.
Sentiva ancora il profumo degli abiti di Cynthia. Cabot ricord
che poco prima di perdere la ragione si era sagacemente
messa a usare acqua di colonia maschile, cosa che, al tempo di
Cynthia, era di gran moda. Ridacchi tra s assaporando quelle
ultime parole al tempo di Cynthia.
Decise di telefonare alla casa di cura dove l'avevano rinchiusa
per chiedere notizie. Stato soddisfacente lo inform una
voce ovviamente registrata. Allora lui domand alla voce che
cosa volesse dire stato soddisfacente e la voce ripet quell'unica
parola, soddisfacente. La parola d'ordine era ancora niente visite.
Gli fece venire in mente che in ufficio, quando gli dicevano
che la segretaria non era alla sua scrivania, si sapeva che era andata
alla toilette a farsi il trucco o qualcosa. Sua moglie era matta
da legare ma il suo stato era soddisfacente, gli avrebbero detto,
finch sarebbe morta di vecchiaia.
Ogni tanto Cabot sentiva suonare il telefono. A volte rispondeva
con una voce contraffatta, altre volte non rispondeva nemmeno.
Dopotutto, nella sua nuova veste di orfano-vedovo,
milionario-impiegato, criminale arrivato, non vedeva perch
avrebbe dovuto rispondere. Che cosa potevano dirgli, ormai?
Gilda Warburton aveva bevuto: Cabot se ne rese conto appena
lei gli apr la porta di casa Warburton sulla Quinta Avenue
di fronte al Central Park.
Guardando la sua ospite sotto il lampadario dell'ingresso, si
ricord di averla vista a un ballo di beneficenza a cui aveva partecipato
con Cynthia qualche mese prima, una donna di et indefinibile,
molto pi giovane del marito, con la parrucca che era
in voga quell'anno, un seno scintillante di gioielli che lampeggiavano
ritmicamente insieme a braccialetti d'oro e di platino, e
un fiato che puzzava terribilmente di gin.
La moglie del grande agente di cambio! gli venne quasi
da esclamare mentre lei lo accompagnava a sedersi: Dove sono
i domestici? stava per chiedere, stupito di quella casa silenziosa e deserta.
Ma lei aveva gi prevenuto la sua domanda e gli stava tenendo
una conferenza su come, dati i tempi, avesse rinunciato ai
suoi domestici europei (sebbene fossero adorabili) e avesse assunto
del personale di colore. Questi le avevano dato profonda
soddisfazione e tranquillit e l'avevano messa, in quanto americana
e con il loro carattere di americani, in pi stretto contatto
con la realt del presente. Inoltre, questo nuovo rapporto tra
padrona e servitori le aveva fatto rivivere la sua meravigliosa infanzia
nell'Alabama, ai tempi in cui conosceva oh tanti negri
meravigliosi meravigliosi. Si scherm gli occhi col palmo della mano.
- Io mi sento profondamente vicina a questa magnifica nuova
nazione che sta nascendo in mezzo a noi, - continu Gilda.
- I nostri schietti amici di colore, - volse altrove lo sguardo davanti
al guizzo negli occhi di Cabot, - gente nobile con un grande
domani... Brady e Anna, - nomin i due domestici, - sono
lenti, ma valgono oro.
Gilda fin il suo discorso e gli fece segno di seguirla in un'enorme
anticamera. Sempre precedendolo, lo fece entrare in un
cavernoso salotto, dove lui affond dentro un morbido divano
dorato.
- Ma io sto a parlare di nuove nazioni e del domani, caro Cabot,
- Gilda alz la voce, - e lei, con la sua perdita, povero ragazzo!
Cosa pu significare il domani di fronte a un cos terribile
dolore?
Si pose l'indice e il medio alla radice del naso, forse in atteggiamento
di preghiera.
- Sa che sono due, immagino, - osserv Cabot, inumidendosi
il labbro superiore.
Gilda volse di scatto la testa verso di lui. - Due? - disse.
- Ah, s, due genitori Sembr fare eco, perch il suo orecchio
sinistro, se non era voltato al punto giusto, spesso perdeva una o
due parole d'importanza fondamentale.
- Due perdite, - corresse lui. - Cynthia  uscita pazza una
settimana fa, come ho detto a Warby, - disse col tono di voce di
chi parla a un sordo, e intanto si guardava intorno per vedere se
ci fosse in giro qualcosa da bere. -  capitato poco prima che la
bomba ammazzasse pap e mamma.
- Cynthia? - medit Gilda, credendo che Cabot potesse riferirsi
a una delle sue domestiche, dato che i domestici erano
per lei fonte di continua attenzione.
- I nostri cocktail stanno per arrivare, - Gilda pens che
fosse meglio cambiare discorso perch cap che i gesti nervosi
delle mani del suo giovane ospite erano senza alcun dubbio dovuti
alla sete che anche lei cominciava a soffrire. - Da un momento
all'altro, - lo rassicur, e si dette un'occhiata interrogativa
alla lacca bianca delle unghie.
Poi, rassegnandosi alla lentezza dei suoi nuovi domestici,
continu: - Mi pare quasi una prepotenza averla invitata a venire, -
ora parlava con pi nobili accenti, - ma Warby pensava
che lei doveva vedere qualcuno. Di stare in ufficio neanche a
parlarne, come di star solo, del resto.
- Oh, ma io intendo tornare in ufficio, a meno che non mi
vogliano.
- Oh non volevo dire questo, - grid Gilda, troppo enfaticamente.
- Warby non le permetterebbe mai di lasciarlo! Neanche
per sogno! - Nonostante la voce acuta, la sua mancanza di
convinzione era fin troppo evidente. Cerc quindi scampo in
una domanda: - Ma dovrebbe dirmi chi  Cynthia, caro ragazzo,
se perdona l'ignoranza di una vecchia signora.
- Cynthia era mia moglie, - cominci Cabot. - Le ha dato di
volta il cervello la scorsa settimana, in un supermarket nuovo di
zecca. Proprio il posto giusto, come pi o meno mi ha detto
Leah Goldberg. Si preoccupava troppo, sa, Cynthia. Creatrice
di mode. Sempre tesa e agitata per tutto. Io do molta colpa al
fatto che non avevamo un'automobile. Ma non potevamo permetterci
tutto e vivere in una zona distinta come quella dove
abitavamo. Abbiamo dovuto scegliere tra l'appartamento e la
macchina, capisce.
- E Leah Goldberg  un'amica, immagino, - Gilda riflett
su quel nome, per quanto fosse improbabile che si trattasse di
qualcuno che lei conosceva.
Poi, fermamente, con assoluta sicurezza disse: - Non avevo
idea che fosse sposato, caro ragazzo. Warby non me l'aveva mai
detto. Forse non lo sapeva nemmeno lui? - Rise. - Certo non ha
mai accennato con me a questa sua seconda tragedia, o prima,
qualunque sia l'ordine. Parla sempre di lei come uno dei suoi
ragazzi. E lei invece aveva una moglie, e ora, mi dice, che ...
be',  impazzita, per dirla come sta.
In quel momento Cabot fu preso da un'assurda ridarella, e
anche Gilda non pot frenare un improvviso scoppio di riso.
- La vita  terribile! - annunci, sempre ridendo.
Un alto domestico negro entr nella stanza portando un vassoio
con due abbondanti cocktail.
- Qui, Brady, - ordin Gilda quando vide che stava per dirigersi
prima da Cabot. - Questo  Mr Cabot Wright, Brady, - lo
istru. - Un giovane collaboratore nell'agenzia di mio marito.
Distribuiti i cocktail, Brady stava per andarsene quando,
udendo bisbigliare cautamente il suo nome e poi un Grazie
detto ad alta voce, si volt, e finalmente, ricevuto da Gilda il
permesso, fece la sua uscita.
- Sto ancora istruendo Brady, come si sar accorto, - gli fece
notare Gilda quando il domestico ebbe lasciato la stanza.
- Come dicevo prima, voglio avere una parte nel loro futuro. I
miei giorni europei sono finiti. Sono sempre pi cosciente delle
mie radici nell'Alabama, e mi pare di essermi guadagnata i miei
domestici afro-americani.  appena quello che dobbiamo fare,
tutti noi -. Sorseggi in fretta il suo cocktail.
- All'Africa! - Cabot alz il bicchiere.
Gilda ci pens un momento prima di alzare il suo, e poi
emend il brindisi di Cabot dicendo: - Beviamo devotamente,
se cos si pu dire, al suo incerto futuro, Cabot. L'Africa pu
aspettare.
E cos bevvero, e probabilmente quel bicchiere per Gilda -
il suo quinto aperitivo - fu proprio quello determinante,
perch divent subito molto colorita e da quel momento perse
spesso il filo del discorso.
Quasi immediatamente, tuttavia, Brady ritorn con un altro
vassoio di cocktail.
- Warby ha fatto benissimo a farla venire a colazione da me, -
disse Gilda, sussurrando allo stesso tempo qualche rimprovero
a Brady e ghermendo dal vassoio il nuovo bicchiere e un
sandwich al crescione. - Ogni tanto Warby (puoi andare, Brady)
ha qualche buona idea. Io parlo della sua sfera umana, badi.
Non so nulla del suo genio per gli affari anche se mi dicono che
sia assolutamente eccezionale. Fa un mucchio di quattrini, e
questo impressiona sempre la gente.
- Vogliamo dire ad Anna che andrebbe bene tra cinque minuti? -
disse Gilda a voce alta, volgendo il capo pressappoco
nella direzione di Brady che si ritirava, impossibilitata ormai a
metterlo perfettamente a fuoco.
- Me lo lasci dire. Io adoro i negri, - afferm Gilda quando
la porta si fu richiusa. - Li adoravo, badi bene, anche prima che
tutti i giornali ne parlassero.
- All'Africa, Gilda, - Cabot inclin il bicchiere verso di lei.
Lei pens un momento, poi disse: - Se insiste, giovane Cabot,
se proprio insiste. All'Africa!  un brindisi importante,
per.
- Lei  importante, Gilda, - disse dolcemente Cabot, e lei,
dopo un'occhiata, accett quell'osservazione senza commenti.
Ora, guardandolo meglio, Gilda disse: - Sono lieta di vedere
che il dolore non ha sciupato la sua avvenenza, mio caro.
Mentre sorseggiavano i cocktail, Cabot faceva degli schiocchi
con la lingua, e lei non si rendeva conto che le faceva soltanto
eco.
Gilda disse: - Non lo so se sono importante o no, Cabot.
Crede che Warby sia importante?
- Mah, cos senza pensarci, direi perch no, Gilda, - rispose
Cabot.
- E pensandoci?
- Pensandoci o non pensandoci, direi che  importante.
- Uhm, - lei riflett su quella frase. - Ma cosa posso dire per
confortarla, simpaticissimo ragazzo? Abbiamo concesso all'Africa
e a Wall Street il beneficio del nostro dubbio. Ma lei? Cosa
possiamo fare per lei?
- Forse la colazione non  stata una buona idea, - continu.
- Forse avrebbe dovuto andare a fare un bagno turco. Ho sentito
dire che sono straordinari per l'angoscia.
- Ma si ricordi che io non sono angosciato, - la rassicur lui.
- Ah, lei  il tipo che ha il trauma ritardato, - riflett. - Sar
terribile. Quando le capiter potrebbe venire di nuovo a colazione,
che ne dice? - Lo carezz con la voce e con lo sguardo.
- Spero che le piacer quello che mangeremo. Sono cos pochi i
miei amici che apprezzano i miei menu. Hanno il palato cos viziato
che non riescono pi a soddisfarlo. Almeno lei  un uomo.
E la fame opera miracoli. Anna prepara sempre qualcosa di saporito
perch lei sa tutto sulla fame. Io adoro Anna.  nera come
la pece, ma non mi dispiace di averla presa in cambio di una
europea. Dopo tutto, anch'io sono dell'Alabama...
- Tuxedo Park non avr avuto di questi problemi, immagino... -
disse Cabot.
- Lei deve pensare questo, - Gilda sporse le labbra e Cabot
not che aveva ancora una bella bocca. - Cerchiamo di capire a
che punto siamo, voglio dire. Stiamo navigando su acque infide
tutti quanti, quelli in alto e quelli in basso, bianchi, neri, marroni,
a chiazze o a strisce. Che Dio benedica tutti i colori, dico io,
dal momento che siamo tutti insieme e non possiamo pi farci
nulla. Stiamo navigando in acque molto pericolose, e con un
tempo piuttosto variabile, per giunta.
Cabot abbass lentamente il suo bicchiere.
- Io ho paura, - disse Gilda. - E lei no?
Cabot stava ancora pensando a quella sua paura quando
Brady annunci che era pronto.
Cabot e Gilda entrarono nella sala da pranzo a braccetto,
ma Gilda volle che fosse Brady a spostarle la sedia per non fargli
perdere la lezione.
- Devo istruirlo, e devo anche esercitare le mie responsabilit -
disse Gilda quando Brady fu uscito di nuovo dalla stanza.
- Devo dar loro la loro occasione. Lui deve pur ricevere un avvio
in qualche modo, ed  in questo che io glielo sto dando. Naturalmente
ha il cerume negli orecchi e parla nel naso, e a volte
sento un odorino... perch negarlo. Ma io devo dargliela la loro
occasione.
Poi, fissando la minestra, domand: - Cabot, non ha paura?
Cabot disse che qualche volta l'aveva, ma che non ci pensava.
Non le piace il brodo di tartaruga? - domand lei vedendo
che Cabot non mangiava.
Allora lui se ne mise in bocca una cucchiaiata e disse
Hem.
- Qui trova un po' di consolazione, spero. Certo, ha perso
tutto ci che aveva al mondo, vero? - Improvvisamente socchiuse
gli occhi sentendo tutta l'enormit del fatto. -  meraviglioso
che lei riesca anche solo a star seduto, - lo lod. - Cabot,
lei  meraviglioso. E il dolore non le sciupa nemmeno la carnagione.
La mia diventa tutta grigia e a chiazze. E ha anche i capelli
biondo-rame. C' cos poca gente biondo-rame nella mia vita,
ormai, tranne parrucche.
Spinse indietro il piatto. - So che dev'essere spaventoso lavorare
per Warby.
- Oh, sono io che sono difficile, semmai, - offr gentilmente
Cabot.
- Ne dubito. Lui non  mica umano, sa. Per quel difetto ci
ha tenuti insieme, nonostante tutto. Ma lui  soltanto un gigante,
una mummia di mammut con un motorino dentro ma niente
anima.
- A volte non le fa pensare a un uccello con il becco a scarpa?
- domand Cabot come riflettendo ad alta voce, poich
sentirla parlare di animali l'aveva riportato alle sue letture alla
biblioteca pubblica.
- Un becco a scarpa? - Lei si ferm su quel nome come incapace
di vedere la cosa. - No, non riesco a seguirla, temo, - si
asciug a lungo il mento con il tovagliolo e scrut attentamente
il suo ospite. - Comunque, - prosegu, - l'unico rapporto che si
pu avere con Warby  quello di lavorare per lui. Non con lui,
badi. S, le cose stanno proprio cos -.
Gett indietro la testa come chi stia per fare dei vocalizzi.
- Ecco che arriva il pollo fritto al sesamo, - cos Gilda accolse
l'entrata di Brady. Tocc l'osso di una coscia con l'indice.
- Ogni tanto faccio un salto in centro per far colazione con Warby, -
continu Gilda. - Mi sento talmente prigioniera in questa
casa, e i domestici sono cos gentili con me. Urlerei, a volte. Non
l'ha mai stufata la troppa gentilezza?
Lui smise un momento di masticare e si sforz di pensarci
sopra. - La mia vita si svolge praticamente in ufficio tra le carte, -
le confid Cabot.
- E la mia vita che cos'? - Gilda guard la propria forchettata
di carne scura. - Vestirmi e andare in centro mi prende la
giornata, - disse. - Non scrivo pi lettere, anche se un tempo
ero una piccola Madame de Svign. Mi ha rovinato il telefono.
Ora si stacca il ricevitore e si parla con la California o con Londra
e Nizza e si dice: Non ho avuto un momento per prendere
la penna in mano. Come stai? Si sta un po' a sentire quello che
ci dicono e poi ciao.  miracoloso eppure d cos poca soddisfazione,
anzi  cos irreale da far senso sentire la viva voce di gente
che si sa di non poter vedere mai pi anche se si vivesse fino a
duecento anni.  gi come parlare col fiume Stige. Scrivere era
meglio, ma chi ne ha pi il tempo o la voglia? Lo sa che il dottore
mi ha detto che quando piango raddoppio il mio metabolismo?
Ma dottore, gli ho detto, allora quando scrivo una lettera
lo quadruplico. Sono sempre stata cos emotiva. E Warby, lo so,
 dal 1930 che non sta pi a sentire una parola di quello che dico.
Cabot fin il pollo e le patate al peperoncino.
- A proposito di scrivere, - continu Gilda, - una volta conoscevo
quel Princeton Keith che faceva il romanziere e che
adesso  diventato un brillante editore. Per un anno o gi di l
ebbe un gran successo come scrittore, e sa perch? Perch mi
aveva messo in un romanzo; oh, quando lei era ancora da nascere!
E ho la sensazione che stia aspettando di poterlo fare un'altra
volta...
Gilda prese un'aria meditabonda e poi divent tristissima.
- Non aveva rispetto per niente e nessuno, Cabot. E gi che lei
parlava di animali, cos'era, il beccostorto? Be', sa cos'ha attaccato
Keith alla parete, insieme alle teste di bestie feroci? Ci ha
messo la testa di un animale amico dell'uomo. L sul muro insieme
agli orsi, alle tigri e ai leopardi.
Cominci a piangere.
- Un cavallo? - tir a indovinare Cabot.
Gilda scosse il capo.
- Un collie?
- No, no, - e parve rimproverarlo. Si asciug gli occhi. - Un
cammello, amico mio, un cammello.
Pianse ancora un poco, poi suon il campanello per chiamare
Brady.
- Keith sparava anche ai cammelli? - Cabot non si era preso
la briga di dirle che conosceva il cacciatore in questione.
- No, lui non sapeva sparare, - Gilda lo guard con tenera
condiscendenza. - Princeton mi aveva messo in un libro, - cominci,
esaminando il disegno nel suo piatto di porcellana.
- S'intitolava Clarissa, l'amante di Sam, un best-seller, libro-del- mese,
eccetera... si sa, i libri sporchi hanno sempre successo se
la prosa  un po' raffinata. Ero una prostituta, con appena il
soupgon di lesbica, per giunta. Se lo immagina? Clarissa ero io.
Warby voleva querelarlo quando se ne rese conto... Ma lei non
mi sta a sentire! - grid Gilda guardandolo.
Cabot balbett qualcosa.
- Ma perch dovrebbe starmi a sentire, poverino, con tutto
il suo dolore? Come sta, Cabot? Lei  eroico. Lo so che la sto
annoiando, ma  meglio che io la annoi piuttosto che stia tutto
solo a guardare la Statua della Libert e tutta quell'acqua che
corre verso il mare. Ho fatto del mio meglio per essere divertente.
E l'ho fatta mangiare, e quindi mi scusi, per amore di Cristo...
Singhiozzando, Gilda si precipit dentro una stanza attigua
e chiuse la porta dietro di s.
Cabot Wright scatt alacremente in piedi e buss forte alla
porta chiusa. - Gilda, venga subito fuori. Voglio vederla!
Brady entr in quel momento, col dessert e le sottocoppe e
usc dopo aver gettato una trattenuta occhiata di stupore.
Cabot riusc ad aprire la porta ed entr. La stanza era piccola
come una tana, e Gilda, sepolta dentro una grande poltrona,
si stava soffiando il naso. La parrucca le stava un po' di traverso.
- Gilda! Signora cara! - disse Cabot. - Mi perdoni se sembravo
distratto e se in qualche modo l'ho offesa.
- Offesa? No, lei non potrebbe mai offendermi, caro ragazzo.
Nessuno pu nemmeno tentare di offendermi, ormai. No,
lei non c'entra.  che sono una vecchia reclusa, ecco. Lo so che
l'ho annoiata, e poi quando si tratta di una conversazione lunga
non riesco mai a ricordare di quale argomento si  gi parlato e
di quale non si  parlato. I pranzi sono cos faticosi! E la gente 
faticosa! E io non sto molto bene -. Ora piangeva forte ricordandosi
del suo metabolismo.
Appena ebbe finito di parlare la sua collana di diamanti
scintill sotto la luce fioca.
- Sembra cos distratto quando sta sudando come adesso, -
osserv Gilda. - Vogliamo tornare a tavola e mangiare il nostro
dessert, come bravi soldati? - Un'espressione preoccupata le
pass negli occhi e sulla fronte.
- Credo che il dessert sia fuori questione, - le disse Cabot.
- Come lo dice brillantemente, - Gilda sorrise di nuovo. - E
immagino pensi che sono anche troppo rotonda.
- Non lo penso affatto, Gilda, - disse Cabot sedendosi accanto
a lei.
Le pos una mano sul braccio bianco.
- Non vogliamo tornare lo stesso in sala da pranzo? - lei domand,
ansiosamente.
- Solo per non far perdere la lezione a Brady? Penso di no.
- Cabot caro, - lei cerc di rammentargli, - la sua perdita...
- Mi tocca dentro, - e cos Cabot disse la parola. La violenza
del suo bacio la avvert troppo tardi.
- Ci sono i domestici! - lei grid. - Sto aspettando visite!
Aveva gi cominciato a spogliarla.
- I negri capiscono quasi tutto, specialmente ci che riguarda
il dolore, - lui la rassicur, mettendosi seriamente all'opera.
Lei sorrise, sperando ancora, forse, che il dolore spiegasse ci
che accadeva.
- Ma potrei essere tua nonna! - supplic lei quando vide a
che punto erano arrivati.
- Lascia decidere al dottore, - le disse Cabot.
- Signora? Mrs Warburton? - La cauta voce baritonale di Brady giunse attraverso la porta. - Il dessert  servito.
Poich Mrs Warburton non rispondeva, Brady chiam attraverso lo stipite della porta: - Prego, Mrs Warburton, le peach Melbas sono in tavola.
Ci fu una lunga pausa e poi di nuovo la voce assonnata di Brady: - Allora oggi niente dessert, signora?
Dalla stanza vennero alcuni suoni schioccanti e il rumore di una sedia che cadeva, poi il grammofono cominci a suonare.
Brady sospir profondamente, tolse i piatti dalla tavola, poi si ferm ancora un poco prima di uscire dalla porta a molla che conduceva in cucina.
Un violento fracasso che giungeva dalla stanza in cui Mrs Warburton e il suo ospite si erano ritirati lo fecero esitare un attimo prima che la porta si richiudesse dietro di lui e le due intatte peach Melbas.
...
.
...
12. La sala iniziatoria.
...
.
...
- Se volevo infilarle, sbatterle e fargli sentire che erano mie?
- Cabot Wright riformul la domanda che uno stuolo di periti
medici e di poliziotti gli aveva fatto. Questo accadde molto tempo
dopo, quando l'ebbero preso e l'ebbero messo dentro, e in
quei giorni il suo accento e il suo lessico somigliavano a quelli
del grande cuore pulsante di Brooklyn.
- E cos, Cabot? - chiese un anziano psichiatra con la gentilezza
meccanica del professionista.
- E va bene, visto che lo volete, far come un merdoso annunciatore
pubblicitario di successo, - si dice abbia risposto
Cabot. - Vi dir, signori e poliziotti. Gallina vecchia fa buon
brodo. Ma voi volete sempre sapere perch. E chi lo sa. Ero stufo
da morire, posso dir questo, stufo di giovani coppie, d'impiegati
furbi e zelanti, di gente delle Hampton Heights, sempre l a
farsi il bagno di sole e a confrontarsi l'abbronzatura, di patiti di
baseball, di fanatici delle corse, dei maniaci delle macchine
sportive, degli affetti da glaucoma da TV, dei finocchi quarantenni
in blu-jeans, delle voci avvinazzate degli scommettitori.
Cabot riflett ancora un poco sotto le violente luci da Hiroshima.
- L'assassinio pu essere un delitto da farsi in segreto, ma
per la violenza carnale non c' bisogno di sipario o non ce ne
dovrebbe essere bisogno.  uno sport praticato ovunque. E io
violentavo per noia. Per questo forse ho scelto proprio quello
che sapevo che mi avrebbe annoiato di pi, le signore cretine.
Voi, signori, non vi annoiate a starmi a sentire quanto mi annoio
io a parlarvene, e questo mi dispiace. Mi sono arreso alla noia
perch ho capito che nella noia c' solo noia, e niente di pi. In
fondo, la noia era l'unica esperienza a cui potevo aggrapparmi,
considerando ci che Wall Street aveva in serbo per me. Dopo
la morte, la noia  il peggio che ci sia. Capivo che solo la noia era
possibile perch oggi non c' tempo per divertirsi, vi potete
permettere solo quel secondo e mezzo per udire il messaggio,
che  sempre un annuncio pubblicitario. Io l'ho sentito, il messaggio,
e credo che questo sia stato anche il guaio di Cynthia.
Lei non aveva fatto altro che udire e leggere messaggi e poi anche
disegnarli per guadagnarsi da vivere. Se ne pasceva tutta la giornata, povera monina, e poi glieli servivano di nuovo alla sera nella classica narrativa newyorkese, The Shepherd in the Pie, Gooey and Girly, e il Successore Gentile del Grande Ragazzo.
- Stavamo digerendo le nostre stesse personalit che qualcun
altro ci aveva dato, e a un tratto abbiamo vomitato tutto
fuori prima che avessimo il tempo di dire schifo. Il culto del successo
ci ha consumati. Cristo, siamo stati iperstimolati, e a forza
di far troppi cambiamenti tutti in una volta abbiamo perso la bussola.
Sebbene appartenesse ancora alla ditta di Slider, Bergler,
Gorem Hill e Warburton, Cabot Wright, dal momento che aveva
ereditato, non poteva pi essere definito soltanto un collaboratore.
Mentre gli si stava cercando un nome pi consono al suo
presente status, lui assaporava il suo nuovissimo ozio. Non andando
pi cos assiduamente in ufficio, scoperse intorno a s,
nella novit delle sue ore libere, tutto un mondo della cui esistenza
non aveva mai sospettato: l'esercito delle persone che
non hanno un lavoro fisso.
Aveva creduto che tutta la popolazione fosse composta di
uomini d'affari e stenografe, di donne dirigenti e ascensoristi, e
che gli altri fossero solo casalinghe e bambini o piccoli gruppi
troppo atipici per essere presi in considerazione.
Cos adesso, quasi a riposo a ventisei anni, scopr tutto un
popolo di gente che non attraversava a piedi il ponte di Brooklyn,
n prendeva la sotterranea per Manhattan, n aveva l'abbonamento
per Long Island. E non erano tutti sopra i sessantacinque.
Ce n'erano di giovani e di giovanissimi. Alcuni, pensava,
dovevano aver ricevuto un'eredit come lui, mentre gli altri erano
i disoccupati e i disadatti al lavoro, una statistica mostruosa
di cui il governo e la stampa celavano i dati reali sotto frasi fatte.
Ovunque c'erano persone occupate a scommettere alle corse,
a giocare d'azzardo, o impegnate in altre occupazioni affini,
c'erano gli accompagnatori di cani e di gatti, i delusi scrittori
inediti, gli scaricatori non assunti o licenziati, i poliziotti in borghese
in attesa che i loro sospettati saltassero fuori, i fotografi, i
giornalisti speranzosi d'imbattersi in qualche bella storia, gli
uomini d'affari in giro a far nulla per pensar meglio ai loro affari,
gli anziani spagnoli che discutevano ancora di Franco, i giovanotti
in calzoni bermuda, gli storpi, i ministri del culto in cerca
di idee, gli assistenti sociali sul campo, i commessi di calzoleria
a spasso per farsi una fumata, le bambinaie, le massaie, i
cuochi e i bambini in libert.
Le navi fischiavano prima di partire dal molo Columbia, le
sirene antiaeree provavano ogni tanto il loro urlo, in alto volavano
pigramente i gabbiani, e i grattacieli di Wall Street fissavano
Cabot dall'altra parte del fiume.
Volendo essere come tutti gli altri, Cabot si mise dei comodi
calzoni estivi, una camicia sportiva e gli occhiali da sole. Prima
di lasciare la stanza, il desiderio di un soffio di realt quotidiana
gli fece accendere la sua radiolina giapponese. Ascolt le parole di una canzone:
OVUNQUE NEL NOSTRO LIBERO PAESE, L'UNICO PAESE...
cantata da giovani contralto maschi, seguite dalla marcetta per
la birra, bibita democratica che crea l'ambiente.
Segu un dialogo tra una donna con una grave voce di contralto
e un uomo identificato come suo marito, che riguardava
dei progetti per una vacanza nell'Adirondack con Victor, il loro
figlioletto di otto anni con un quoziente intelligenza di 180, dialogo
a sua volta immediatamente seguito da una pubblicit sull'igiene
femminile e subito, mentre l'eco di questa non era ancora
spenta, ci fu un annuncio sulle sigarette Golasana. Quindi un
coro tirolese spieg la differenza tra il cattivo odore del corpo
maschile e quello del corpo femminile, un medico con la dentiera
tenne una conferenza di trenta secondi sul lattime dei neonati,
e poi l'ascoltatore ebbe il piacere di riudire la donna con la
voce di contralto che lesse al marito (gi identificato) una barzelletta
da una lista di barzellette nota ai pi come I discorsi di Buzzie (il bambino prodigio).
Poi suon un'orchestra di otto strumenti mentre un coro di
quattordici uomini di mezz'et cantava un canto religioso, dopodich
venne la citazione religiosa del giorno, poi un appello a
frequentare la chiesa, o sinagoga o il tempio raccomandato dal
vostro consigliere radiofonico, quindi i figli degli uomini di
mezz'et cantarono a cappella per il cemento Mooney e la birra
King Bar. Dopo, un padre la cui voce aveva prima interrogato il
medico sul lattime del proprio figlioletto incit tutti a comprare
delle azioni, e lanci di nuovo un appello a frequentare la chiesa
raccomandata dal vostro consigliere, ma se ancora non avevate
scelto una chiesa era opportuno rivolgersi immediatamente al
pi vicino ambulatorio psichiatrico, dove si poteva fissare un appuntamento per telefono.
Mettendosi a posto i calzoni, Cabot usc senza darsi la pena
di spegnere la radio e nel corridoio ud per l'ultima volta la risata
del contralto (insieme a quella del marito identificato) e le ultime
parole del coro di uomini di mezz'et che dicevano: SEMPRE LIBERO, SEMPRE LIBERO...
Sul muro della casa, uscendo, vide una vetusta parola oscena
scritta con l'ortografia sbagliata, e sebbene fosse ovviamente
una trappola tesa dalla polizia del circondario, poich il gesso
era in bella vista sul marciapiede, Cabot lo raccolse, aspett un
momento l'ispirazione, e poi scrisse sotto: schifo.
Non ci sono tram a Brooklyn, anche se restano dei tratti di
rotaie, e naturalmente della vecchia citt  scomparso quasi tutto.
Stanno venendo i bulldozer per te e per me, - pens Cabot.
- Raderanno al suolo le vecchie case federali, cos care a cos pochi,
i cortili, i cespugli, le piante di rose tea, le uccelliere, i prati
d'erba immacolata, lasciando tuttavia un po' di campi da golf
costruiti da pasticcerie italiane e la statua del caddie scozzese
che trov 10.000 dollari e li riport al proprietario, dal quale ricevette
solo un dollaro di mancia col quale fond la sua fabbrica
di biscotti al cioccolato e divenne un milionario di Flatbush.
Non pass molto tempo che Gilda, in un coma da alcool,
spiffer la storia di Cabot Wright. Pi tardi, tornata in s, neg
tutto, lasciando Mr Warburton incagliato, ma ancora torturato dal dubbio.
- L'avr toccata o no? - continuava a borbottare ad alta voce,
gi a Wall Street. Alla fine, dopo essersi parecchio tormentato
e aver letto molti dei propri Sermoni, si decise ad affrontare
Cabot. Lanci la sua accusa all'improvviso, ma l'espressione di
tranquilla innocenza del giovane Wright lo convinse immediatamente
dell'infondatezza del suo sospetto. Si rese conto che il
giovanotto non poteva avere oltraggiato sua moglie, che lei non
stava bene, e che bisognava dimenticare e perdonare.
Warburton sapeva benissimo che un ragazzo che aveva appena
perso i genitori e che aveva visto impazzire la moglie, non
poteva avere per la testa oltraggi e violenze. Impossibile. E poi
c'era quella sua bella aria da persona sana. Apri qualsiasi giornale
e guarda le foto degli uomini arrestati per violenza carnale.
Guarda che facce. Si vede subito il sangue marcio. No, no, era
Gilda che non stava bene. Con tutto quello che avevano speso
in specialisti e cliniche e vacanze nel Wisconsin. Questo dimostra
che la salute non si compra. La cosa pi preziosa che ci sia.
E il vecchio John D. lo sa, con quella sua ulcera. Se manca la salute,
manca tutto. E non c' denaro che possa sostituirla.
Nonostante il convincente diniego di Cabot, da allora in poi
Mr Warburton sembr perdere ogni vivacit. Smise di studiarsi
tutto il Wall Street Journal (il New York Times l'aveva
smesso di leggere da vent'anni), quasi non toccava cibo, e sotto
molti aspetti sembrava pi malato di Cynthia Adams prima della
sua famosa crisi al supermarket.
Ogni mattina, solo per consolare gli inconsolabili, Cabot attraversava
il ponte di Brooklyn come ai tempi oscuri, ed entrando
nell'ufficio del vecchio agente di cambio lo rassicurava quotidianamente
che le accuse contro di lui erano false nel modo
pi assoluto. In quegli stessi giorni, Cabot stava violentando
donne e fanciulle alla media di 1 o 2 al giorno, e cio, facendo una
statistica settimanale, ne violentava due ogni sera, ma meno durante
i fine settimana, forse perch allora era pi facile che le
donne fossero accompagnate da mariti, figli o amanti. Tale ormai
era diventata la sua capacit a violentare le donne o, come
disse Cabot a un attento gruppo di poliziotti durante un interrogatorio,
la sua misteriosa facolt di averla vinta con loro.
Divorato da una segreta inquietudine, Mr Warburton diventava
ogni giorno pi debole, finch fu consigliato da un suo
giovane collega di consultare un nuovo medico che aveva da
poco messo lo studio in Wall Street e che stava avendo dei risultati
sensazionali con vecchi o giovani dirigenti gi di corda. Si chiamava dottor Bugleford.
A questo punto, nella vita di Mr Warburton ci fu un altro avvenimento
che fece passare in secondo piano le reali o immaginarie
proposte di Cabot a Gilda. Per meglio capire la gravit del
trauma subito da Mr Warburton bisogna sapere che egli era nato
e cresciuto nell'Est, ma che tutti i suoi antenati, come quelli
di Gilda, erano del Sud, e che lui ne era fiero. Era fiero, cio, di
venire dall'Est e dal Sud e, se il suo amor patrio era un po' combattuto,
i suoi principi erano per ancora molto saldi.
Andando nella stanza di Gilda per avere una spiegazione
e sapere una volta per tutte se Cabot l'aveva molestata o no, egli
ud senza volerlo un colloquio tra sua moglie e il suo maggiordomo
Brady. Quel colloquio era di natura cos intima che, pens
Warburton, la storia di Cabot non poteva essere stata altro
che uno stratagemma di copertura da parte di Gilda. Dapprima,
naturalmente, non pot credere alle sue orecchie ma, pens,
vivendo in un'epoca che vedeva la fine di una civilt, nulla
doveva pi sorprenderlo. Fu orribile, tuttavia, quando la sera
dopo torn davanti alla porta della moglie e ud ripetersi la stessa scena.
- Era Muso Nero, allora, e non Cabot Wright! - riusc soltanto
a borbottare. Il mattino dopo disse alla sua segretaria di
telefonare al dottor Bugleford. Troia  caduta, disse di se
stesso. Per tutta la vita aveva disdegnato medici e cure, pensando
che la medicina potesse servire soltanto per delle faccende
meccaniche come aggiustare ossa rotte o arrestare emorragie.
Il lettore, in questo caso l'ascoltatore (Cabot Wright che stava
a sentire la propria storia romanzata da Bernie Gladhart e revisionata
da Zoe Bickle) ha gi incontrato il dottor Bugleford,
quando si chiamava Bigelow-Martin. Costretto ad abbandonare
le ombrose strade delle Brooklyn Heights per sfuggire a un'eventuale
accusa di cure sbagliate, Bigelow-Martin aveva disinvoltamente
cambiato nome e messo su un altro studio a Lower
Broadway dove la superstizione, in una zona cos vicina al cuore
e ai nervi del paese, era sempre stata irrefrenabile, specialmente
nei momenti di crisi, e naturalmente aveva fatto prosperare un
nutrito stuolo di erboristi, empirici, astrologhi, chiromanti, manipolatori
di muscoli ossa e nervi, senza contare tutti i centri di ginnastica cerebrale.
Il dottore ricevette l'importante personalit di Wall Street in
uno studio insolitamente bello, il cui pavimento era ricoperto
da un tappeto bianco come il ventre di un lama. In considerazione
dell'et di Mr Warburton e anche di un'antica ferita che il
vecchio si era fatta ai tempi in cui giocava al rugby, il dottor
Bugleford fece un'eccezione e, per il momento, non pretese che si
spogliasse completamente, sebbene questo fosse il suo metodo
abituale per vedere l'intera polpa umana senza la buccia di sotterfugi
e travestimenti. Nel caso di Mr Warburton il dottore sarebbe
giunto alla nudit gradatamente.
Mentre Mr Warburton consultava il proprio orologio d'oro
da tasca, il dottor Bugleford recitava la sua prolusione sui mali
della civilt e sulla demenziale tensione neuroscheletrica nella
quale tutti noi stiamo vivendo o, piuttosto, morendo.
- Ma veniamo ai fatti, - consigli Mr Warburton. - Per parte
mia lascerei la definizione del mondo in cui viviamo alle donne
e ai predicatori -. Alzandosi dal lettino, Mr Warburton spieg
che doveva tornare in ufficio entro mezz'ora, che per venire
l aveva dovuto rinunciare alla sua solita colazione da Whyte's, e
che pertanto sperava che la visita sarebbe finita entro quindici minuti.
- La visita preliminare  finita, - disse il dottor Bugleford
con un sorriso compassionevole, e la sua espressione di condiscendenza
non and sprecata con Mr Warburton. - La sua  la
malattia dell'America. Tensione da fretta. Arterie e vene ingarbugliate.
Un'arruffatissima rete di nervi e di muscoli. Tessuto
cerebrale compresso. E in ogni atomo della nostra atmosfera. E
se pensa, caro signore, che siamo fatti di sei miliardi di fibre muscolari
rinchiuse in seicentotrentanove muscoli ognuno dei
quali  diventato duro come l'acciaio per la tensione, non le
sembra naturale che ci sentiamo male, malissimo? Be', comunque
questo sar affar mio e non suo: cercher i punti contratti
nei suoi sei miliardi di fibre muscolari...
Normalmente pronto nella replica, questa volta Mr Warburton rimase senza parole.
-  pronto, Mr Warmington?
- Warburton, Warburton, prego, - lo corresse l'altro.
- Ora lei  pronto, Mr Warburton (grazie per la correzione),
pronto come non mai. Come nella religione, nella mia scienza si
deve obbedire o perire. Vuole o no che la sua vita cambi, Mr Warbleton?
- Warburton!
- Non c' bisogno che alzi la voce. Ci sento benissimo, Mr Warburton.
Mr Warburton divent rosso di rabbia.
- Lei  molto, molto nervoso, mio caro signore, - diagnostic
il dottore. - La sua  la malattia dell'America. E l'America 
la sua malattia. La sua mandibola, - e gliel'afferr con una mano,
- la sua mandibola potrebbe benissimo essere una trappola d'acciaio.
All'improvviso lo schiaffeggi con violenza sul mento.
- Rilassi quella mandibola! - comand, schiaffeggiandolo
di nuovo.
Quindi il dottore si alz, con un sorriso che mise in movimento la miriade di rughe della sua faccia, e disse: - Allora, vogliamo cominciare il trattamento?
- Ma, veramente, dottore, - cominci Mr Warburton, ma un gesto imperioso del dottor Bugleford gli fece perdere il filo
del discorso, e l'agente di cambio fin con una querula supplica:
- Allora devo telefonare al mio ufficio per dire che non posso tornare subito.
Mr Warburton si tast cautamente la mascella come se gli avessero estratto un dente.
- Sciocchezze, Mr Warmington, - lo rassicur il dottor Bugleford,
- la vedranno quando la vedranno. E vedranno un uomo molto cambiato, glielo assicuro.
Quindi il dottore gli mise l'indice e il medio sugli angoli degli occhi e premette, con calma.
- Torner in Wall Street, garantito, anche se un po' in ritardo:
ma ci torner certamente, e questo  gi molto. Perch se invece
continua cos, con quella mascella serrata come una trappola,
quelle arterie pulsanti, quei nervi e quei muscoli contratti,
la sua destinazione  un luogo infraterreno, senza ombra di dubbio.
Fece entrare il paziente in un immenso stanzone.
- Un comune medico la chiamerebbe sala operatoria, - disse
a Mr Warburton. - Io la chiamo sala iniziatoria.
Disteso su di un enorme divano verde, Mr Warburton sent
il caldo alito aromatizzato del dottore che si avvicinava al suo
orecchio destro (quello buono) e diceva:
- Ora, mio caro signore, dovrebbe rendersi conto che  il
modo in cui si comporta, il suo modo d'essere, il suo modo di
alzare la mano o la gamba o l'ampolla dell'olio o la forchetta col
pezzo di bistecca, il tono della sua voce, la rapidit con cui lecca
una busta, inghiotte il suo bourbon, fa all'amore con sua moglie
o con chiunque altra...
- Cosa intende dire? - Mr Warburton alz la testa e rugg.
- Stia gi, prego, - disse pazientemente il dottor Bugleford.
- Lei  come si comporta, Mr Warleyton, e come si comporta?
Io lo so, ma lei? Riesce a riconoscersi in un suo atto?  questo
che oggi dobbiamo scoprire.
- Tutto questo sa di teosofia, Cristo, - esclam Mr Warburton.
- Sa di ci che lei fa, - il dottore scosse la testa. - Lei  ci che fa.
- Chiaro come la notte.
- Guardiamo di nuovo le sue mascelle. Sono serrate come
una trappola di ferro potrebbe serrarsi sopra una zampa d'orso.
Si esamini la mandibola per un'ora, ne osservi la durezza, si renda
conto della sua rigidit, e poi la lasci andare, lasci che s'indebolisca,
che si dissolva, svanisca, fluisca, si muti in limpida acqua
che scorre, scorre, scorre. Si distenda, caro signore, si distenda.
Adesso si lasci trasportare come acqua che scorre, come
acqua dentro il mare, gi, gi nel profondo...
Mr Warburton era di nuovo sul punto di urlare per la rabbia,
sia per la teosofia del dottore sia perch quest'ultimo non
smetteva di storpiargli il nome, quando all'improvviso scoperse
che stava facendo proprio quello che gli si diceva di fare. Disteso
sul divano senza cuscino, Mr Warburton ebbe visioni di Gilda
che lo tradiva prima con Cabot Wright, e poi si gettava nelle
braccia di Muso Nero, il maggiordomo. In quell'ora cap tutta
la verit su Gilda, ma stranamente non gliene importava nulla,
c'era dappertutto un profumo cos piacevole e gli pareva di avere
la bocca aperta posata su un letto di ninfee galleggianti.
Svegliatosi un'ora dopo nella sala operatoria, per quanto
terrorizzato dal ritardo e dagli appuntamenti cui aveva mancato
in ufficio, Mr Warburton non fu capace di arrabbiarsi come al
solito. Tent di sfogare la sua collera sul dottor Bugleford. Invano.
La distensione era gi cominciata e la sua personalit stava
mutando. Gi vedeva la scritta sul muro: spogliato della sua
rabbia e del suo nervosismo, l'impero dei suoi affari sarebbe
presto crollato, e lui sarebbe stato tranquillo e felice e senza un soldo.
Tuttavia, sorridendo e stringendo la mano al dottor Bugleford,
prese un appuntamento per una seconda visita e, cosa per
lui piuttosto insolita, pag l'atroce onorario immediatamente e senza cavillare.
Per quanto torchiasse Cabot Wright in ufficio, e Gilda nel
suo salottino, Mr Warburton non riusciva a capirci un bel nulla.
Cabot Wright negava tutta la faccenda dal principio alla fine;
Gilda, quando veniva interrogata, si metteva a piangere; Brady
aveva l'aria innocente di chi non c'entra affatto. Ci che Mr
Warburton non capiva era il fatto che sua moglie fosse pi confusa
di lui, e cio che sembrava non essere sicura di che cosa fosse accaduto.
I suoi pi neri sospetti, tuttavia, ebbero conferma quella sera
stessa quando, dopo cena, egli fece finta d'essersi addormentato
nella sua poltrona, mentre Gilda si riposava gli occhi sotto
una mascherina prima di mettersi a guardare la televisione.
Quasi a un isolato di distanza da sua moglie, nel loro soggiorno
grande come una cattedrale, Mr Warburton ud entrare Brady
col suo aggraziato passo leopardesco. Sollev un pochino una
palpebra e vide che Gilda prendeva la mano del maggiordomo.
- Il caff debbo servirlo qui o di sopra, Mrs Warburton? -
Brady s'inchin per ascoltare la sua decisione.
Con la mano libera, Gilda si tolse i tamponi dagli occhi (gli
aveva preso la mano alla cieca, come se fosse un'abitudine)
e, annuendo, disse: - Ma qui, naturalmente -. Mentre lui metteva
gi la tazzina insieme a un vassoietto con due wafers al caff,
Mrs Warburton gli copr la mano di baci silenziosi. Brady non si
scompose, ma osserv il lento accumularsi di rossetto sulla sua
epidermide un po' alla stessa maniera, not Mr Warburton, di
un guardiano dello zoo che permette a una leonessa di leccargli
le dita con le quali le porge abitualmente il cibo.
- Che belle vene su questa mano, chiss come si chiamano, -
ud che sua moglie diceva, con un tono di voce che non ricordava
di averle mai sentito prima. - Io ammiro ogni segno, ogni indizio
di forza, - lei inform il maggiordomo. - E se ricordo
qualcosa di anatomia... sai, ho studiato Belle Arti molto tempo
fa, caro Brady, molto prima che tua madre pensasse all'amore, -
e adesso teneva la mano di lui un po' a distanza, come chi ammiri
un rubino, - e credo che questa vena derivi dalla rete venosa
dorsale. Anzi, ne sono sicura -. E gli baci di nuovo la mano, ma questa volta meno a lungo.
- Vado, adesso, signora? - egli domand con una voce che lei, una volta, aveva definito di velluto.
- Posso andare? - lo corresse Gilda. - Ma certo, splendido, splendido Brady, vai pure.
Ma non gli lasciava la mano.
- Oh, Brady caro, hai dimenticato la mia medicina! - grid.
- Come mi trascuri!
- No, signora, non me la sono dimenticata, - la contraddisse lui. - Se permette, gliela prendo subito.
E indic un vassoio vicino.
- Gliela do io, come al solito? - domand.
Finalmente era riuscito a liberare la mano.
- Se vuoi essere cos gentile, caro, - Gilda fece un gesto vago in direzione della sua digitalina.
Brady vers la medicina purpurea in un pesante cucchiaio
d'argento e l'accost alle sottili labbra bluastre. Mentre le toglieva
il cucchiaio di bocca, lei gli morse il polso e glielo tenne
tra i denti che, a dir la verit, erano ancora i suoi. Brady non fece
tentativi per liberarsi ma, chinando il volto, si arrese alla solita
pioggia di baci. Quei baci appassionati gli fecero perdere l'equilibrio
ed egli le cadde quasi ai piedi, dandole cos modo di
depositargli numerosi altri baci sui capelli, la sua preziosissima
lana, come lei entusiasticamente si espresse, pi bella, lo assicur, di qualsiasi vigogna.
- Siimi fedele, - lo ammon dolcemente lei, - come io sono
fedele a te e alla tua gente. E ricordati, mio bell'arabo, magnifico,
magnifico Brady, che tutti e due sappiamo che Mr Cabot
Wright non  mai venuto a trovarci, o se  venuto, se ne  andato
senza pranzo. Cabot Wright non esiste. Ci siamo soltanto tu e
io, per quanto riguarda i segreti.
Quando Brady si fu alzato dalla sua posizione genuflessa ed
ebbe lasciato la stanza, Gilda balz dalla poltrona con l'agilit
di una sedicenne e saltell fino all'altra estremit della stanza
dove Mr Warburton sembrava immerso in un sonno profondo
come l'eternit. Russava.
Baciando lo sposo sulle labbra, lei gli permise finalmente
d'interrompere la difficile imitazione di un opossum. La guard.
Solo un vecchio soldato avrebbe potuto essere cos calmo,
cos silenzioso. Tuttavia lei dovette leggergli qualcosa negli occhi.
Forse erano troppo spalancati per essere quelli di un uomo
che si era appena svegliato da un profondo sonno. - Ho bisogno
di parlarti, Gilda, - disse lui.
- Non si pu aspettare fino a sabato, caro? - Gilda sedette
su un minuscolo sgabello ai suoi piedi, e sembr molto piccola,
bionda e filiale. - Oggi  la mia sera della televisione, lo sai. 
marted, caro.
- Ma questa  una faccenda della massima importanza, tesoro.
- Non vorrai mica darmi cattive notizie sulla tua salute,
Warby! - Lei esclam con genuino dispiacere. - Sono troppo
debole per sopportarle, gioia mia. Non posso portare un'altra
croce!
Lui fu commosso suo malgrado, e pens quasi di rimandare
la discussione.
- No, angelo mio, - rispose. - A parte qualcosina alle coronarie,
la mia salute va molto meglio da quando mi cura il dottor
Bugleford.
- Grazie a Dio, Warby, grazie a Dio, - disse Gilda, ma la sua
attenzione era gi rivolta allo schermo del televisore.
- Non puoi spegnere quel maledetto arnese per dieci minuti?
- Te l'ho detto, caro,  marted, la mia sera della televisione.
Tu hai il tuo studio, per parlare.
- Gilda, questa  una cosa seria. Riguarda il nostro futuro.
- Non dirmi che c' un'altra crisi. Te lo dissi nel 1930 che era
l'ultima volta che potevo resistere a vederti preoccupato in quel
modo. Dico sul serio, Warby. Non sarei capace di superare insieme
a te un altro 1930. Non ce la farei, stavolta.
- Non  il 1930, che Dio lo maledica! Ma potrebbe anche essere
qualcosa di peggio...
- E quanto ai nostri sospetti su Cabot Wright, - cominci
lei con dolcezza, - ho in mente un piano per sapere se mi ha oltraggiata
o no.  a prova di bomba.
- Ah Lui la guard con gelida insoddisfazione.
- Devi fare in modo che Cabot Wright vada a trovare Zenda
Stuyvesant.
- Quella vecchia strega? - esplose lui.
- Lei lo capir, - gli disse Gilda.
- Capir cosa, in nome del cielo? - lui domand.
- Se lui sarebbe capace di offendermi o no -. Gilda abbass
gli occhi, e aveva un'aria cos dolce e triste che lui ne fu di nuovo
conquistato.
- Cos la nostra Zenda sa leggere nel pensiero, - comment.
- Lei lo capir benissimo, se tu glielo mandi... Dimmi di s,
Warby. Di' che ce lo manderai.
Lui la baci sul naso, e questo, lei pens, doveva essere un
consenso.
- Gilda, ma ti rendi conto, tesoro... non so come dirlo, accidenti...
- Lei aspettava, ed egli disse in fretta: - Il fatto , Gilda,
che da un po' di tempo a questa parte hai l'odore di una negra.
- Quella parola non  pi di moda, povero tesoro. Sei cos
poco al corrente. Se passassi un po' pi di tempo con la tua mogliettina
saresti pi informato.
- Intendo dirti ci che mi sta a cuore, amor mio, dovessimo
star qui fino a domani.
- E allora dimmelo subito, tesoro, perch voglio stare attenta
alla televisione e non a te.
- Tu hai un odore di negro, da un po' di tempo, e mi chiedo
perch.
Questa volta lei rimase un attimo in silenzio, ma poi trov
una risposta da dargli. - Sto usando una lozione ricavata da
piante tropicali, se vuoi saperlo, e poi non ho intenzione di tener
conto della tua domanda perch so che  una scusa per
qualche altro genere di villanata.
- Gilda, non credi che il tuo interessamento per Brady... e
per Anna, naturalmente, sia eccessivo?
- Certo che  eccessivo! Non ho nessun altro su cui riversare
il mio affetto!
- Non metterti a strillare, per piacere, - supplic lui, perch
adesso lei piangeva forte.
- Gilda, - continu, - hai avuto delle intimit con Brady, di
qualsiasi genere? Dimmelo, Cristo... Non ho intenzione di
prendere nessun provvedimento, anche se ne hai avute. Sono
troppo vecchio per divorziare, qualsiasi cosa tu abbia fatto o
abbia intenzione di fare. Sono troppo vecchio e troppo occupato
per fare dei cambiamenti nella mia vita. Questa casa la considero
il mio albergo, ed  un buonissimo albergo.
- Grazie anche per quest'altra gentilezza, Warby.
- Per tornare alla mia domanda, mi piacerebbe proprio sapere
perch hai quell'odore da un po' di tempo.
Lei gli lanci una delle sue occhiate pi terribili, e poi disse:
- Bench sia un domestico, considero Brady come un figlio
adottivo.
- E i vostri rapporti finiscono qui?
- Proprio cos. Andiamo spesso ad Harlem insieme, ma 
perch io mi interesso di Harlem. Tu non hai idea di come siano
vuote le mie giornate, Warby. Tu hai portato pi vuoto che soldi
nella mia vita, e mi hai fatto sentire il vuoto in posti dove non
credevo esistesse. Perch lesinarmi un po' di colore?
Mr Warburton si alz e si avvi alla porta.
- Warby, torna qui, - chiam lei. - Non vorrai mica fare
qualche stupidaggine?
- Vado a prendere qualcosa da bere. Ne porto anche a te?
Lei scosse la testa.
Quando lui torn con la sua bottiglia di whisky, Gilda gli
prese la mano e disse: - Non ho fatto nulla di male, Warby, e tu
lo sai benissimo. Non mi pare proprio che Brady e Anna abbiano
un odore particolare, e il mio olfatto  finissimo. E d'altronde,
con chi sto io tutto il giorno? Con dei negri. Devo pagare
per aver della gente con me, l'hai detto tu molto tempo fa, e gli
europei non mi potevano sopportare. Per quanto tempo ancora
mi sopporteranno i negri, adesso che si rivoltano, non lo sa nessuno.
Ma se io ho un cattivo odore, Warby, questo fa parte del
cattivo affare che hai fatto a sposarmi. E vuoi rimproverarmi,
tesoro, un piccolo idillio mentale con la bellezza africana?
Mr Warburton le teneva il capo in grembo, poich avevano
cambiato posizione e adesso lui sedeva sullo sgabello e lei nella
poltrona, dalla quale si vedeva meglio lo schermo del televisore.
- E promettimi che manderai Cabot Wright da Zenda Stuyvesant.
Lei sapr dirci se ha fatto qualcosa di male o di sconveniente
il giorno che venne a quella colazione di condoglianze.
Carezz la testa di Warby, che fece una smorfia di soddisfazione.
- Zenda vive di percezioni occulte, tesoro, - lei ora guardava
lo schermo tutta presa, e le sue rughe di preoccupazione si
erano distese, e i biondi riccioli le ricadevano morbidamente
sulla testa. Continu ad accarezzare Warby.
- Quindi manda Cabot da Zenda, caro, e fallo domattina
per prima cosa.
Egli grugn il suo assenso.
Sebbene Mr Warburton fosse atteso all'inaugurazione del
Palazzo della Fama del Rugby Professionistico che aveva luogo
da qualche parte nel retroterra dell'Ohio, e fosse gi in ritardo,
rimand la partenza per chiamare Zenda Stuyvesant e annunciarle
la visita di Cabot Wright (che, da parte sua, si era dimostrato
felicissimo di andarla a trovare), e, prevedendo di sentirsi
terribilmente a terra per tutto quanto, decise che un paio
d'ore col suo medico l'avrebbero messo in grado di affrontare
tutte quelle persone sane di mente e di corpo che avrebbe incontrato
al ricevimento della Societ Cuscinetti a Rulli ove doveva
avvenire la cerimonia per l'inaugurazione del Palazzo della
Fama del Rugby Professionistico.
Dimenticando la ferrea regola del medico di non ricevere
nessuno senza appuntamento, Mr Warburton apr la porta dello studio senza nemmeno suonare il campanello. La segretaria
lo inform che in quel momento si stava svolgendo la seduta di
psicoterapia di gruppo del Centro Matrimonio-o-Morte, e che
quindi non poteva vedere il dottore.
Con la paura di dover attendere troppo a lungo, ma allo stesso
tempo riluttante ad andarsene senza la messa a punto di
cui aveva bisogno, Mr Warburton prese con irritazione un opuscolo
che spiegava al profano la filosofia del matrimonio-o-morte,
e ci che prometteva all'umanit. L'opuscolo faceva notare
come l'Uomo avesse bisogno del Matrimonio, Un Unico
Matrimonio. Qualsiasi altra forma di esistenza era per lui impossibile
e conduceva al dissenso e ad attivit nocive. Seguiva
quindi la preghiera del dottor Bugleford - sebbene, come questi
si premurava di chiarire, il suo programma di Matrimonio-Totalit
non pretendesse in alcun modo di sostituire Geova o
Dio. (Il dottore aveva scritto in uno dei suoi best-seller che non
esiste una Causa Prima, allo stesso modo come non esiste il singolo
Individuo o la singola personalit. Sono l'unica realt il
matrimonio e la sua grande controparte, la Societ, lo Stato).
Mr Warburton lesse la preghiera:
Unica istituzione di beatitudine a due, unione eterosessuale, fonte e significato
di ogni umano sforzo, unico destino umano, solo ricettacolo di
ricchezza, Culla del commercio! Progresso! Unica realt! Vieni e guarisci
questo figlio o figlia traviati, o questo individuo di sesso anomalo: uniscili
nell'unica realt umana, Matrimonio e Societ, e rendili mister e mrs. Amen.
L'opuscolo continuava con un compendio dell'edificante
opera del dottore, nonostante tutti i contrasti, gli ostacoli e le calunnie:
UN GRANDE EBREO PER I GENTILI
Il dottor Bugleford, oltre a essere il fondatore del Centro
Matrimonio-Unica-Realt, ha passato molti anni della sua vita a combattere
l'anormalit, in special modo quella del sesso maschile, e, se necessario,
a catturare l'anormale. Egli stesso un anormale all'et di tredici anni,
guar da solo iscrivendosi all'YMCA (prima di entrarvi si era fatta la fama
di maniaco delle palle di neve, che faceva indurire per gettarle addosso
alle anziane guardarobiere
dei ristoranti e ai sodomiti) e dopo soli sei mesi di attivit di
gruppo, decise di avviare un proprio programma per la cattura e la cura
degli anormali mediante la sua agenzia universale d'investigazione, da impiantarsi
nelle Brooklyn Heights, in un punto che dominasse il Central
Park e la Promenade.
La cura del dottor Bugleford  semplice e ha effetti permanenti: l'anormale
si sposa; mette al mondo, se possibile, sei o pi figli, o ne adotta
un uguale numero; diviene membro dell'YMCA, di un club molto distinto,
della chiesa, del tempio, o della sinagoga raccomandati dal suo consigliere-investigatore;
una volta guarito, apre una propria agenzia d'investigazione
per 1) scoprire altri anormali (se possibile in embrione) e 2) farli rinchiudere
oppure guidarli e portarli al matrimonio, a procreare o adottare
sei o pi figli, a farsi membri dell'YMCA, di un circolo molto distinto, della chiesa ecc. (idem come sopra).
Anormali irricuperabili come i poeti lirici, gli astronomi dilettanti, i
bevitori di caff e i consumatori di narcotici sono arrestati e mandati alle
grotte Hoover, o scompaiono. Il motto del dottor Bugleford  guarigione o eliminazione.
I gentili considerano il dottore una talpa barbuta del ghetto; gli ebrei
ne parlano come di un atleta tedesco ormai finito e dedito all'alcool; i negri
credono che sia un incappucciato esperto del capestro e che venga da Hattiesburg,
Mississippi; i portoricani affermano che  un vetrioleggiatore
musulmano con una lunga sfilza di selvaggi assassinii sulla coscienza. Naturalmente
il dottore disdegna tutte queste voci, nate per opera dei suoi
nemici anormali. Egli si considera una forza divina ma socializzata dal matrimonio.
 contrario al concetto di un Dio e/o Geova personale, e asserisce
che Dio nella storia si  spesso comportato come un anormale, e che
Ges, sebbene una volta sia stato un grande ebreo per i gentili, non appaga
le moderne necessit, nemmeno quelle dei moderni gentili.
METTERSI AL SICURO = OBBEDIRE
Lo scopo che il programma del dottore si prefigge  semplice:
1. Vigilare su ogni individuo e catturarlo prima che diventi diverso/a dagli altri.
2. Un Uomo forte ogni tre uomini deboli (cio anormali).
3. Un sistema radio mondiale d'ascolto che verrebbe applicato con
minuscoli fili al retto di ogni neonato, affinch il minimo indizio di
anormalit possa essere individuato fin dalla nascita e sia possibile
prendere immediatamente le misure necessarie (la cura o l'eliminazione)
perch l'individuo non diventi un anormale (poeta lirico, bevitore
di caff, consumatore di narcotici, ecc.).
Udendo provenire da una stanza attigua delle forti grida corali,
Mr Warburton pos l'opuscolo, si avvicin alla porta, cautamente
l'aperse e sbirci dallo spiraglio: vide un gruppo di uomini
e donne, con una spruzzata di bambini qua e l, che, inginocchiati
davanti a delle seggioline pieghevoli, cantavano a
squarciagola di fronte al grande cranio del dottor Bugleford:
- IO MI SPOSER, SPOSER, SPOSER, E MI METTER AL SICURO
E OBBEDIR. SAREMO SIGNORE E SIGNORA, O.K., O.K.,
GRAZIE A QUELLA ISTITUZIONE CHE RENDE ATTIVA LA SOCIET
E MI FA PROCEDERE NELLA VITA. SOVRANA ISTITUZIONE. FONTE
ETEROSESSUALE DI PROGRESSO E DI GIOIA! MATRIMONIO. MATRIMONIO!
IL MATRIMONIO PU ESSERE DIVERTENTE! IL MATRIMONIO
PU ESSERE DIVERTENTE! IO MI SPOSER, SPOSER,
SPOSER! ETEROSESSUALIT! DIVERTIMENTO! DENARO! DENARO.'
ETEROSESSUALIT! DIVERTIMENTO! IO MI SPOSER, SPOSER,
SPOSER! E RESTER SPOSATO, SPOSATO, SPOSATO. E OBBEDIR!
OBBEDIR! OBBEDIR! DIVERTIMENTO. ETEROSESSUALIT!
ASSICURAZIONE SULLA VITA! VITA! ETEROSESSUALIT!
matrimonio! assicurazione!
- Per amor di Ges Cristo, - disse Mr Warburton, e richiuse
la porta. Prese il cappello e, dopo un momento di sosta per
permettere al cuore di rallentare i battiti e ai polmoni di riempirsi
d'aria, si precipit fuori, proprio in tempo per fermare un
taxi gridando le parole: - Portatemi fuori da questa maledetta citt!
...
.
...
13.
Da giovane collaboratore a padreterno.
...
.
...
Gilda sapeva di dover scoprire due cose per potere, come
diceva lei, rimanere una pianta vitale (aveva rinunciato da qualche
anno a cercare d'essere un animale vitale): doveva sapere
subito e una volta per tutte se Cabot Wright l'aveva violentata e
se, come conseguenza, lei aveva attraversato la barriera del colore
con Brady. In entrambi i casi, si diceva per consolarsi, non
gliene importava. L'America stava correndo verso la sua fine,
aveva letto in qualche raffinata rivista intellettuale, e ci che capitava
a lei, quindi, non poteva avere troppo peso. Tuttavia voleva
saperlo, se non altro per curiosit. Voleva saperlo. Se nessuno
dei due giovani maschi, n quello bianco n quello nero,
l'aveva toccata, allora poteva tranquillamente tornare a sentirsi
malata e infelice a mo' di pianta, a imbeversi di certi liquidi, e a
piangere sulla maniera in cui la vita e il tempo l'avevano trattata.
Ma doveva saperlo: Ero io o non ero io?
Fortunatamente sapeva che Warby, prima di partire per il
raduno del Rugby nell'Ohio, aveva telefonato a Zenda Stuyvesant
per annunciarle la visita di Cabot Wright. Ora fu Gilda
stessa a telefonare a Zenda. Sebbene insolitamente fredda e formale,
Zenda promise a Gilda che avrebbe dato la sua opinione
professionale sul giovanotto e le avrebbe fatto sapere se lo
giudicava capace o no di un atto di violenza.
Zenda, che era stata una diva del muto, aveva ancora una
pelle madreperlacea e dei begli occhi grandi. Non paga della
gloria passata, aveva firmato il best-seller Fabbricando il guardaroba
di Baby, scritto in realt da Princeton Keith (quattro milioni
di copie in edizione rilegata, trentanove milioni in edizione
tascabile). Inoltre, sotto la tutela del vecchio Warby, Zenda era
diventata una dei grandi proprietari di beni immobili di New
York, ed era per questa ragione, se non per altro, che Gilda poteva
sempre aspettarsi di ricevere da lei qualche piccolo favore.
Zenda, era piuttosto evidente, non desiderava affatto rendere
a Gilda questo particolare piccolo favore: parlare cio con un
giovanotto sospettato nientemeno di avere offeso la signora di
Warburton. Che cosa significava offeso? In quei giorni, poi,
Zenda aveva delle preoccupazioni per conto suo. Cose di famiglia.
La ricchezza, la fama, Tesser stata un best-seller per mano
di Princeton Keith, non avevano dato la felicit a Miss Stuyvesant,
come lei stessa aveva confessato in quella brillante intervista
radiofonica di mezzanotte tra il tintinnio dei bicchieri e il
fragore dei piatti nel ristorante Tetrazzini.
La croce di Zenda era la figlia che aveva avuto dal vecchio
idolo della rivista, Horace Ross. Tutti, per, conoscevano la ragazza
sotto il nome di Goldie Thomas, perch Thomas era stato
il quarto marito di Zenda, un distinto avvocato di Boston, e
Zenda aveva preferito il nome Thomas perch pensava che poteva
giovare di pi alla figlia. Inoltre, Goldie somigliava stranamente
molto pi a Mr Thomas che a Horace Ross.
Goldie era diventata una modella di gran successo, la modella
pi pagata, e il denaro continuava a pioverle addosso. Stava
guadagnando quasi pi di quanto aveva guadagnato la madre
nei Grandi Anni Venti. Eppure, ci che Zenda voleva per
Goldie era il matrimonio e dei figli. Un giorno era comparso il
giovanotto giusto, un ottimo partito, di Madison Avenue, che
avrebbe sposato Goldie anche subito. Wilson Cramer, si chiamava.
Ma Goldie, invece di riempire le sue ore libere con giovanotti
tipo Wilson, preferiva star sola, ascoltare alla sua radio a
modulazione di frequenza quei programmi fatti da comunisti e
da degenerati, e andare a cena col suo agente, un uomo maturo
di quarantaquattro anni.
Dapprima, Goldie aveva accettato di buon grado le attenzioni
del giovane Wilson. Lui, dopo tutto, aveva il pregio di non
avere nulla a che fare col mondo dello spettacolo, e quindi era
per Goldie una specie di rarit. Era anche gentile e premuroso e
spesso accompagnava Goldie a posare: davanti all'Hotel Plaza,
davanti a Cloisters, davanti alle Nazioni Unite, davanti a St Patrick.
In quei momenti cos faticosi il suo sorriso rassicurante e
il suo sguardo pieno d'adorazione l'avevano aiutata a fare delle
ottime fotografie. Il suo agente era entusiasta.
Ma una volta che, con tutti quei soldi che s'era messa a guadagnare,
il suo senso di sicurezza divenne eccessivo, Goldie cominci
a trovare in Wilson un mucchio di difetti. Fare all'amore
con lui - sebbene non gli avesse mai permesso di andare oltre
un certo punto - la stancava troppo. Anche senza cedere alle
sue appassionate ma educate insistenze si accorse che, pur restando
vergine, in fotografia non faceva pi la figura di prima.
Dopo i suoi abbracci la sua pelle sembrava meno fresca, e aveva
negli occhi un'espressione che non le piaceva. Alla fine disse decisamente
a Wilson di non farsi pi vedere. Lui, allora, si era
messo a fare delle cose strane, come arrampicarsi in cima alla
scala d'emergenza e minacciare di buttarsi di sotto. Goldie era
certa che quelle nuove preoccupazioni non potevano non invecchiarla
e temeva di dimostrare pi dei suoi diciotto anni
(nelle fotografie pubblicitarie doveva dimostrarne sedici), e cos
gli mand un frenetico telegramma notturno: tuo comportamento
ROVINA MIA BELLEZZA. PREGO CONSIDERARE MIA
CARRIERA. STOP. DUE NUOVE RUGHE APPARSE QUESTA SETTIMANA.
STOP. NOSTRA AMICIZIA DEVE FINIRE. SPIACENTE MA DECISA.
GOLDIE.
Dopo questo ultimatum, Goldie, pi calma, riflett che un
giorno o l'altro, sicuro come la primavera segue l'inverno, il suo
uomo americano ideale sarebbe arrivato. Tuttavia, in ginocchio
davanti al suo copriletto di raso, Goldie non preg ancora per il
marito americano ideale. Di solito le sue preghiere erano brevissime
perch era sempre molto stanca d'essere fotografata e
aveva bisogno di lunghe ore di un sonno senza sogni per mantenere
la sua bellezza da sedicenne, cos ogni sera, inginocchiandosi
sempre allo stesso punto sul tappeto, riusciva solo a dire:
- Per favore, Dio, Hollywood. Per favore, buon Dio, Hollywood.
Devo andarci E sapeva che ci sarebbe arrivata. Anche Wilson
ne era stato sicuro. In un'epoca senza stelle, lei sarebbe diventata
una stella.
A letto, con la crema al cetriolo accuratamente stesa sulla
faccia, Goldie stava di nuovo per sussurrare fievolmente: Per
favore, Dio, quando sua madre la chiam al telefono interno:
- Se mi senti parlare con qualcuno di sotto, cara,  un giovanotto
che mi ha mandato Gilda Warburton, Cabot Wright.
Vuole che mi faccia un'opinione su di lui e che capisca se ha delle
tendenze criminali. Figurati.
Zenda, cercando intanto di farsi un'opinione su di lui, intratteneva
piacevolmente Cabot Wright con i ricordi della sua
carriera di diva del muto, oh quando lui era ancora nel mondo
della luna, gli raccontava del suo trionfo come autrice del bestseller
Fabbricando il guardaroba di Baby sotto la supervisione di
Princeton Keith, e del suo favoloso successo come magnate newyorkese,
con tutta la riconoscenza dovuta al caro Warby per i
suoi consigli.
Poi disse a Cabot che era pronta ad ammettere subito di
possedere almeno cinquanta case signorili nella Quinta Avenue
e dintorni, e cos che loro due non avrebbero avuto bisogno di
passare il resto della serata a litigare su quello! Ma con suo grande
disagio Cabot non rise alla battuta, come invece facevano
tutti quelli che la sentivano per la prima volta.
Cerc disperatamente d'intrattenerlo mentre sondava la sua
personalit. Dapprima non vide nulla nel suo aspetto che potesse
far pensare al delitto o alla violenza. Sembrava, anzi, molto
Wall Street e molto noioso, nonostante le fitte goccioline di sudore
sul labbro superiore: segno sicuro, lo sapeva, di giovinezza
e di forza. Erano i capelli rossi, quasi di fiamma nell'ombra, e la
bocca, troppo piena per essere quella di un agente di cambio,
gli unici segnali frenologici di pericolo.
Poi Zenda narr la storia del suo innamorato cieco e voyeur.
Pare che, quando era ancora una diva del muto, Miss Stuyvesant
fosse intensamente amata dall'allevatore di bestiame
O'Hara Morgan, cieco e multimilionario. Verso la fine degli
Anni Venti aveva passato molte vacanze con lui, e lui non le aveva
toccato nemmeno un capello. Voleva da lei un'unica cosa, e
poich questo non pregiudicava la sua dignit, lei era ben lieta
di accontentarlo. Lo faceva per gentilezza, per mera gentilezza,
e tutti non avrebbero potuto che approvarla se fossero stati a
conoscenza dei fatti.
- Quello che O'Hara voleva da me, - disse Zenda, - era che
mi bagnassi nuda nella sua immensa piscina a un'ora convenuta.
Lui si sedeva a una giusta distanza dal punto dove io entravo
in acqua e chiedeva soltanto che io gli dicessi dettagliatamente,
perch, capisce, anche se era cieco come un mucchio di talpe,
non era sordo, anzi aveva orecchie da gufo, in che modo mi spogliavo
e che cosa mi toglievo, ora questo, ora quello, ora quest'altro,
finch lui mi diceva: Ora sei completamente nuda,
Zenda, amor mio? e ammattiva come fanno i ragazzi a uno
spettacolo di spogliarello, quando cio i ragazzi tenevano ancora
alle ragazze e si facevano gli spogliarelli -. Sospir. - A volte
mi avvicinavo a O'Hara ancora tutta gocciolante e gli davo un
bacetto innocente sul lobo dell'orecchio. Caro, caro O'Hara.
Oggigiorno non c' pi nessuno cos. Oggi a nessuno piace pi
nulla. Questa  una nazione di meduse congelate...
Come Zenda spieg in seguito a Gilda Warburton, piangendo
e lamentandosi insieme a lei, fu dopo che gli ebbe raccontato
la storia di O'Hara (che maledetta stupida era stata a raccontargliela)
che vide quella strana espressione sulla bocca sensuale
tra tutte quelle goccioline di sudore, e la sospetta protuberanza
sulla sinistra dei calzoni, e con orecchie incredule lo sent dire:
- Pronta per l'accoppiamento? Se vuoi posso tenere gli occhi
chiusi anch'io, vecchia pupa...
- C' mia figlia di sopra, - lo aveva implorato Zenda, e lui
aveva detto una frase che, naturalmente, poteva solo venire da
uno psicopatico: - Tu vai benissimo, vecchia mia. Come dico
sempre, il miele d'autunno a volte  pi dolce di quello di primavera.
- Non lo faccia! - lo aveva supplicato Zenda.
Ma era gi lunga distesa sul divano Louis XV fresco di fabbrica,
mentre Cabot, per usare la frase di lui, le soffiava dentro
l'origine della vita, informandosi allo stesso tempo sulla figlia
che dormiva di sopra. Ansimando suo malgrado, la testa penzolante
dal divano, Zenda lo supplic di non salire a disturbare
la piccola Goldie.
Mentre Cabot si riabbottonava e si asciugava il sudore sul
collo, Zenda s'inginocchi e disse: - Se lei tocca quella ragazza,
le rovina la carriera, ed  appena all'inizio. Il suo lavoro la obbliga
a sembrare una sedicenne, cerchi di capire, e una cosa del genere...
Anche lei ha lavorato! Pensi alla professione di Goldie se
non vuole pensare a Goldie o a me!
Allora Cabot sugger che Goldie, dopo che lui l'aveva usata,
avrebbe potuto posare per manifesti pubblicitari rivolti a donne
di mezz'et, assicurandola che avrebbe fatto ancora pi soldi.
- Creda a me, - disse, - le donne di mezz'et sono di moda, e
poi sono loro che governano la nazione.
Cabot sal al piano di sopra.
Legata e imbavagliata (ma con una certa delicatezza), Zenda
aspett di sotto mentre, di sopra, Goldie veniva a contatto con
la realt. Giacendo in ceppi, ma con le guance in fiamme com'era
giusto che fosse, la madre si rendeva conto di non essere proprio
del tutto rattristata da ci che stava accadendo alla figlia.
Goldie era sempre stata una tale cretina... Zenda lo pensava anche
mentre udiva venire dal piano di sopra degli strani tonfi, ora
forti ora leggeri, che rivelavano la frettolosa attivit di un maniaco
sessuale... e forse adesso avrebbe capito cos'era la vita,
povera cara. Ma per la sua carriera, purtroppo, non ci sarebbe stato forse pi nulla da fare.
Fu Goldie che sleg la madre dopo che Cabot Wright se ne fu andato dall'uscita di sicurezza.
- Oh, piccola cara, - cominci a confortarla Zenda. - Non
sei invecchiata di un giorno, tesoro. Sembri ancora una splendida sedicenne.
Goldie si era gi guardata allo specchio e sapeva che, come
al solito, sua madre mentiva.
- Io sto bene, amore, se stai bene tu, - Zenda aveva paura
dell'espressione di fredda collera sulla faccia di Goldie. - Devo
chiamare il dottore? - domand alla figlia mentre si strofinava
freneticamente le braccia per riattivare almeno l la circolazione.
- Un avvocato, - ordin Goldie.
- Perch un avvocato, gioia?
- Perch questo  capitato in casa tua, - disse Goldie a sua madre.
- Ma tesoro!
- Io sono stata assalita in casa tua. Da un amico di tuoi amici.
- Goldie, bambina! Ti prego.
- Sono stata violentata. La mia carriera  finita. Tu lo sai benissimo,
e per Dio, devi fare qualcosa! - Si avvicin a sua madre
e la colp duramente sulla bocca. - Io ti far causa! Stupida vecchia
troia. Te li far sputare dal tuo conto in banca.  successo
in casa tua e tu pagherai per la tua negligenza.
Ora fu Zenda a colpire la figlia in piena faccia.
- Te le stamper io le rughe in quella faccia da smorfiosa!
Puttanella viziata! Come ha detto quel giovanotto mentre si faceva
me, forse guadagnerai pi soldi con una faccia da donna
matura che con quel muso idiota e vuoto che ti ritrovavi quando eri ancora sana!
Mentre Zenda le dava un altro ceffone, Goldie le sput in
faccia. Allora Zenda strinse i pugni e gliele suon sul serio. Goldie
cadde ai suoi piedi, senza pi parlare o lottare. L'unica cosa
che disse fu: - Non mi stupirei che fossi stata proprio tu ad architettare
tutto quanto, da quella vecchia ex che sei!
Mr Warburton si suicid esattamente dodici ore dopo che
una delegazione composta da Zenda Stuyvesant, Goldie Thomas
e Gilda, la sua futura vedova, era andata nel suo ufficio di
Wall Street per convincerlo, senza ombra di dubbio, che Cabot
Wright era un maniaco sessuale e che aveva perpetrato i crimini
a lui addebitati sulle persone di sua moglie, di Zenda, della di lei
figlia Goldie, e chiss su quante altre innocenti vittime.
Miss Watkins (Sue di Short Hills) rifer con riluttanza alla
commissione d'inchiesta che, quando le donne se n'erano andate,
aveva udito il vecchio finanziere ridere di cuore da solo e
per un tempo insolitamente lungo. (Si trattava, indubbiamente,
spieg pi tardi un amico di famiglia, di una reazione isterica di
difesa contro la depressione). Dopodich, Warby aveva fatto
venire un notaio e aveva completamente cambiato il suo testamento,
cosa che qualcuno, considerando anche l'accesso di risa
riferito da Miss Watkins, addebit a una crisi improvvisa di follia.
Sebbene avessero avuto intenzione di rivolgersi a una squadra
di avvocati per ottenere l'arresto e la condanna di Cabot, le
signore Stuyvesant, Warburton e Thomas non osarono pi fare
alcun passo quando vennero a conoscenza del nuovo testamento
di Mr Warburton. Warby, come tutti subito seppero, aveva
nominato Cabot suo successore e suo unico esecutore testamentario,
e si riferiva a lui come il mio virtuale figlio adottivo.
Adesso, a tutti gli effetti, per usare una frase cara al grande
critico letterario degli anni trenta, Cornell Dicks - divenuto
anche lui un noto finanziere -, Cabot Wright era a capo della
ditta di Warburton e, se cos si pu dire, del suo impero.
- Da giovane collaboratore a padreterno, com' possibile! -
aveva gridato Gilda ripensando al testamento. Tra un singhiozzo
e l'altro mormorava: - Ipnotismo! Truffa diabolica!
Era ormai chiaro alle tre donne che, se trascinavano Cabot
in tribunale - come Zenda Stuyvesant, con le sue propriet immobiliari
e il suo passato hollywoodiano, fece notare a Gilda -
anche solo la pubblicit nei giornali, che era quella che era e lei
lo sapeva, le avrebbe sporcate per sempre. Solo loro avrebbero
dovuto dare le prove, e chiss se ne sarebbero uscite fuori indenni.
Zenda ne dubitava fortemente.
...
.
...
14. Cabot legge a Mrs Bickle.
...
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...
Princeton Keith aspettava avidamente il manoscritto con la
storia intera di Cabot Wright. Moriva dalla voglia di entrare
nell'antro di Al Guggelhaupt e di mettergli tra le mani il romanzo
pi straordinario che la sua casa avesse mai pubblicato, il pi
attuale, il pi terrificante, il pi dentro.
Mrs Bickle dovette rivelargli l'amara verit: per ci che riguardava
il romanzo che avevano scritto tutti insieme, Cabot
aveva riconosciuto solo le violenze principali: Cynthia, la Ragazza
del Golf, Leah Goldberg, Gilda Warburton e le due Stuyvesant,
madre e figlia. Ma oltre a queste c'erano altre trecentosessanta
violenze carnali, come risultava dalle testimonianze al
processo e dagli archivi dei giornali. Chi erano queste donne? E
dove erano stati commessi i reati?
Cabot Wright non se lo ricordava proprio. Si ricordava soltanto
di quegli episodi che Mrs Bickle via via gli leggeva. Allora
lui poteva confermare qualcosa, aggiungere un particolare qua
e l, approvare con un commento, un cenno del capo, una risatina,
ma niente di pi. Quando lei si fermava, Cabot non aveva nulla da dire.
La lacuna che pi avevano bisogno di riempire era il periodo
successivo alla sua trasformazione da collaboratore a padreterno,
per dirla con le parole di Gilda. In quel periodo Cabot aveva
non solo perduto molto del suo denaro in investimenti sbagliati
e in spese pazzesche, ma aveva commesso la maggior parte
dei suoi reati, conquistandosi il diritto al titolo di criminale.
Per quanto loro due di Chicago si fossero sfiatati, lui non
riusciva a far altro che sorridere o sogghignare, e diceva che da allora non gli era capitato pi nulla.
- Fateglielo sputare! - gridava Princeton Keith a Bernie e a Mrs Bickle.
Mentre Cabot camminava su e gi per l'appartamento di
Mrs Bickle pensando e cercando di riafferrare qualche brandello della sua memoria, lei gli propose, tanto per provare a cambiare, di attaccare con i Sermoni di Mr Warburton, che avevano
tanto influenzato Cabot quando stava in carcere e che erano
stati, come lui aveva ammesso, tra le cause della sua guarigione.
Ascoltando Cabot che leggeva i Sermoni, Mrs Bickle pens
che erano perfino troppo chiari, troppo icastici, come si diceva un tempo, almeno.
Il mausoleo di collera, indignazione, odio, disprezzo, disgusto,
stanchezza, noia, nausea, saziet e biasimo che era stato il
vero Mr Warburton veniva alla luce solo attraverso quelle diatribe
contro tutto e tutti, incluso se stesso. Aveva odiato tutto
tranne il football, il baseball e il pugilato, e alla fine aveva odiato
anche loro, specialmente il pugilato, perch vedeva questi nobili sport come pedine di una minoranza criminale venuta nelle
citt su battelli bestiame e assurta ad alte cariche.
Se potessi fare a mio modo e avessi la forza di farlo, - la voce
di Mr Warburton sembrava riempire di nuovo la stanza, -
aprirei una grande finestra su Wall Street e da l vomiterei continuamente
di sotto per i prossimi venticinque anni. Comunque,
nulla potr purificare l'aria. Ha inizio la partita! A me la palla!
Mrs Bickle capiva che, leggendo Warburton, a Cabot pareva
di parlare davvero di qualcosa con qualcuno per la prima volta
in vita sua. Finch la facciata della sua realt erano stati Yale e
l'esercito e i suoi genitori adottivi, tutti avevano parlato girando
intorno alle cose. Warby lo considerava un fallito e, Cabot lo capiva,
aveva perfettamente ragione. Il vecchio agente di cambio
se l'era presa molto, certo, con la nuova Wall Street e la nuova
America, e aveva alluso a fallimento totale della natura umana,
della storia, del governo, del cosmo e di Dio. Ma, rileggendo attentamente
i Sermoni, Cabot aveva avuto la sconvolgente sensazione
di penetrare in una sorta di realt.
L'America, cominciata come una societ di uomini che
avevano progetti, fiducia, e buon sangue nelle vene, - scriveva
Warburton, -  finita in un caos di scrofolosa oscenit e di
abbaianti bastardi nel quale tutto quello che non vale la pena di
vendere o di diffondere viene esposto in tutto il suo splendore
meretricio, strombazzato e portato in giro per una nazione di
compratori distratti. Giovani e vecchi hanno sofferto e soffrono
di una specie d'emorragia del consumatore, ad opera di una civilt
incurante che produce solo rumore, confusione, virilit fasulla
e pornografia.  una nazione di piazzisti, d'imbecilli, di finocchi
a riposo, di bagasce spogliarelliste che sopra o sotto
l'ombelico non hanno pi nulla (il patetico tentativo dell'America
di simulare il vigore sessuale  altrettanto poco convincente
quanto la sua fama di grande alveare degli affari). Adesso l'unica
funzione dell'America  di sostenere la confusione, il sudiciume,
la vuotaggine, il travestitismo razziale, per poter finire il
pi in fretta possibile nella pattumiera cosmica della non-esistenza.
Cabot lesse un altro paragrafo intitolato Giuralo, giuralo USA:
Il consumatore americano viene riempito prima che sia
vuoto, ingozzato senza che lui conosca mai la sensazione della
fame o della saziet, gli organi dell'America vengono continuamente
manipolati e preparati per le operazioni chirurgiche o
plastiche o per qualsiasi altro intervento che il Maestro Masturbatore
possa ritenere utile. Cos i finocchi si occupano della cosmetica
sessuale per uomini e donne, stimolano le gonadi dei
giocatori di baseball, dei pugili, dei capitani d'industria, degli
agricoltori e dei commessi di drogheria dei piccoli centri che
mettono i soldi da parte per andare nella Settantaduesima Strada
West di Manhattan a far le checche, per non parlare del decreto
che ordina a tutte le donne di somigliare a matite senza il
foro per il ricambio.
Oggigiorno in America il vero orgasmo sessuale ha luogo
nel sacchetto di pop-corn del tuo vicino al cinema, o davanti al
televisore guardando una partita di baseball e masticando hamburger
con l'ottanta per cento di grasso.
Il piacere  morto in America da quarantanni o forse pi,
in un'ondata di monossido di carbonio, di benzina, di sigarette
per signora, di credulit in tutto e tutti, di tolleranza per l'intollerabile,
di paura d'un silenzio e d'una solitudine che durino
pi di venti secondi,  morto nella sicurezza che l'immortalit
sia gli americani che mangiano Wurstel di tutto manzo con
un'acceleratissima peristalsi, mentre parlano con una folla di altri
quindici trilioni di loro eguali che mangiano sandwich, si gasano
con la coca-cola, hanno movimenti peristaltici e parlano e
scommettono sulle corse di domani, mentre la TV-audio-video-baseball
ulula, rugge, soffoca, rutta, scorreggia, esplode, strombazza,
bela, assorda, scalpita, vomita, gracchia, strilla, ripete ripete
ripete, specialmente dillo ancora pi forte dillo ancora,
ficca quel prodotto in ogni stramaledetta bocca di americano
e fagli dire l'ho comprato, dio, l'ho comprato ed 
STRAORDINARIO  HOLLYWOOD  IL MIO SEDERE CHE VA DI
nuovo su e gi,  usa, dio, e se non puoi sbatterglielo in bocca
e farlo giurare, giurare usa, ficcaglielo laddove (guardate nel
dizionario, laureati, se non avete avuto il tempo d'impararlo nel
College di Vostra Scelta).
Nella sezione intitolata: Quando il giorno era pi corto e la
luna era pi vicina, Cabot lesse di Mr Warburton che prendeva
la sotterranea in quelle rare occasioni in cui il suo autista era
malato o lui aveva le paturnie e aveva bisogno di anonimato.
Pu anche darsi che la vista dei manifesti pubblicitari di Miss
Sotterranea abbia contribuito al suo suicidio. Queste ragazze
non pi tanto giovani, fotografate con la parrucca, smaniose
di arrivare a qualunque costo: Farei qualsiasi cosa nell'ambito
della pubblicit, della radio e della Via del Denaro; se necessario
ipotecher le mie pudenda e quelle di mia Madre e di
mia Sorella (quest'ultima si  gi fatta monaca). Miss Goona
Hartshore, per esempio, Madonna Sotterranea della Settimana,
dice di dilettarsi di pianoforte, palla a volo, pittura a olio, tende
indiane, e nuoto a rana sott'acqua, e adesso fa la segretaria in un
gabinetto dentistico, ma, naturalmente, con un po' d'aiuto da
parte della fortuna spera di debuttare presto a Broadway.
Assordato dai canti e dai cori di quelle iene ridenti dei presentatori
radiofonici di dischi che, in tutti i punti dei corridoi
della sotterranea, si squarciavano le laringi cancerose, Mr Warburton
continuava a pensare al caso della suddetta Miss:
Prender in considerazione qualsiasi offerta ragionevole.
Canta e balla. Esegue il coito normale o irregolare. Far qualsiasi
assolutamente qualsiasi cosa per poter debuttare. Stop.  appena
stata informata dall'Associazione Vessillo Patriottico che
tutto questo  molto americano. Domanda: Sar il coito uno
sport collettivo del futuro?
Non mi crederete se ve lo dico, - cominciava un altro Sermone,
- perch nessuno, tranne me, si accorge pi di ci che 
americano, ma voglio dirvelo lo stesso. Un giorno, camminando
per una di quelle anguste stradine del quartiere di Wall Street,
mi fermai davanti a una vetrina illuminata di luce violetta e vidi
il cartello di un istituto privato di massaggi svedesi per signore,
un cartello che presumibilmente non era rivolto a tutti e certamente
non a uomini della mia condizione sociale. Lessi queste
parole:
UNA BELLA RAGAZZA NON ANCORA VENTENNE E FUTURA
STELLA DEL CINEMA IL CUI NOME NON SAR RIVELATO CHE ALl'inizio
DELLO SPETTACOLO, eseguir l'intera OPERAZIONE
DELLA PULIZIA SCIENTIFICA DEL PROPRIO INTIMO POSTERIORE
CON IL NOSTRO NUOVO FAZZOLETTO DI CARTA PETALO-D'AMORE
SUL NOSTRO SCHERMO PRIVATO TV-PER-SIGNORE. DIMOSTRER
CHE SOLTANTO COL FAZZOLETTO PETALO-D'AMORE CI
SI PU DETERGERE SCIENTIFICAMENTE SENZA STIMOLARE O IRRITARE.
SIGNORE, IMPARATE A NETTARVI SCIENTIFICAMENTE E
RAFFINATAMENTE E SENTITEVI A VOSTRO AGIO PER IL VOSTRO
APPUNTAMENTO SENTIMENTALE O D'AFFARI. NEL NOSTRO WILMA
THOMPSON MEMORIAL AUDITORIUM. SARANNO ACCETTATI
8 TAGLIANDI STAR IN LUOGO DEL BIGLIETTO D'iNGRESSO.
E migliaia di capoversi pi sotto Cabot lesse la sezione sulla
Febbre-del-finocchio, o fantasia di virilit; comune a molti
dirigenti di Wall Street. Al giorno d'oggi molti uomini americani
sono cos insicuri del proprio tessuto erettile, ossia della propria
virilit, che evitano di essere visti in pubblico in compagnia
di un altro uomo o anche di altri uomini, a meno che non si tratti
di un banchetto. Io la chiamo finocchiofobia, un termine che
ho coniato molto tempo fa (dieci minuti), quando decisi di
troncare ogni rapporto con uno zingaro ciarlatano, erede della
mentalit nazista, il dottor Bugleford. Oggigiorno un dirigente
deve essere sempre accompagnato da una donna. In un ristorante
o in un caff vanno benissimo un paio di tette purchessia.
Le calze di seta fanno migliore impressione in pubblico. Paura
della realt, America. Nessun'altra nazione ha mai messo una
faccia cos falsa sopra la maschera umana. E dicono che sta per
crollare.  crollata da tanto di quel tempo. Prendete questa notizia:
le agenzie di modelli e di modelle per la pubblicit si lamentano
che tanto i modelli maschi che le modelle (tutti invertiti)
non sono ancora abbastanza magri, e il dottor Clancy Ridgeway
O'Brien Fuchs ha ovviato all'inconveniente. Con un
nuovo bisturi di sua invenzione egli spazza via ogni traccia di
grasso superfluo dalla faccia. Un suo piccolo errore fece la sua
fortuna e quella dei suoi clienti, e l'agenzia ne fu entusiasta: un
giorno Fuchs mise inavvertitamente a nudo l'osso sotto il muscolo
buccinatorio, e quando la modella venne fotografata tutti
ne videro benissimo un pezzetto tra la pelle. (Questa modella
posa adesso per tutti gli indumenti maschili, poich lavora indifferentemente
nella pubblicit per l'uno o l'altro sesso). Fu
un successo ovunque. Ora la maggior parte dei modelli sottopongono
il loro os zygomaticum a questa operazione innocua
e indolore. L'os nasale, mi dicono, viene lasciato ancora coperto.
Considerate questi Stati Uniti, - scriveva Mr Warburton.
- Mai come adesso la nazione ha avuto cos poca virilit: gli uomini
sono pi smidollati di tutti i molluschi dell'oceano, e le donne
sono tutte quante delle inveterate puttane anestetiche, e tutti i
mezzi di comunicazione di massa sono dedicati al sesso-asessuato.
Tutta l'America non fa che parlare di sesso, ragazzi miei,
ma non c' un solo bastone diritto o una guaina calda in tutto il paese.
Mi sento come un uomo troppo debole per spegnere la radio
che continua per l'eternit a reclamizzare birra, buoni premio
e sigarette di classe al suono di una musica giudaico-negra.
Sono forse in qualche modo responsabile dell'ignobile livello
della vita americana? La risposta  s, purtroppo. Io so che cosa
sta per succedere, Wall Street trasferita a Mosca o nel Congo, e
New York una metropoli nera, con i negri che parlano con un
accento ebreo-italo-irlandese, e i pochi uomini bianchi rimasti che fanno da bambinai.
Pu darsi che un giorno il mio libro di Sermoni venga trovato
e che si sappia la verit, ma temo di no. Ci sar solo la radio,
che reclamizza buoni rossi e blu e sigarette catramose. Perfino
le pattumiere dirameranno messaggi radio.
Una volta conoscevo dei ricchi, quando gli uomini erano
uomini e le donne erano persone. Oggi li vedo ancora, ma non
riesco a mettere bene a fuoco quella parata di fenomeni da baraccone.
E poi ora tutti sono ricchi se riescono ad alzare la mano
destra e a fregare qualcuno. Infilatevi gli occhiali da sole e dategli
un'occhiata, guardate la loro abbronzatura invernale presa
in Florida, le loro scottature estive prese sui campi da sci del
Sud America, i loro gioielli, il loro sguardo fisso da pesce, la loro
aria di sufficienza (Questo lo sapevo gi, Joe), e il mal di montagna
che gli viene a forza di andare sulle terrazze del Waldorf.
Con tutte le loro diete, vitamine e belletti, trattamenti dimagranti,
corsi di psicologia spicciola, programmi di viaggi di
duemila miglia al giorno, i ricchi di oggi, scarni come la morte
secca, sembrano grassi e lo sono. Sono grassi e diventano sempre
pi grassi, e oggi il segreto del Ricco  di somigliare a tutti
gli altri: vestirsi di stracci, avere bambini macilenti e denutriti, e
imitare in tutto e per tutto gli spacciatori di droga di Harlem.
Rientra nella parte del Ricco essere pi grande e grosso, pi
porco e pi schifoso di quanto il primo Rockfeller, Carnegie o
Ford si siano mai sognati. Vogliono essere alla moda, anche a
costo di mascherarsi, e cos sembrano pi grassi e pi sporchi e
pi neri e pi simili a nessuno quanto nessuno mai.
Alla fine Cabot lesse la testimonianza di un eroe del baseball
che Warby aveva ritagliato da un giornale: Prima di ogni partita
internazionale cerco di riordinarmi le idee, e mentre suonano
La Bandiera Stellata io chiudo gli occhi. La mia  una preghiera
di gratitudine, gratitudine per essere un cittadino di questi
meravigliosi Usa, e gratitudine perch Dio mi ha dato la possibilit
di fare la cosa che pi mi piace al mondo: giocare a palla.
Non credo nell'utilit di chiedere aiuto per vincere.
- A me la palla! - continu Cabot e, alzandosi improvvisamente
in piedi, salut una bandiera immaginaria. - Pace alle
tue ceneri, povera vecchia mummia disorientata! - inton.
...
.
...
15. Il giovane filantropo.
...
.
...
Dopo la morte di Mr Warburton, come Mrs Bickle seppe
dalle stesse labbra dello stupratore, Cabot Wright non solo divenne
un famoso filantropo che dispensava alloggi gratuiti ai
derelitti, ma continu la sua speciale e privata filantropia violentando
le sue vittime con tenero distacco e disinteresse. La
polizia teneva una lista di probabili sospetti. Se Cabot si fosse
travestito ogni volta in modo diverso, sarebbe stato lo stesso,
tanto varie erano le facce e le sembianze che gli venivano attribuite
dalle donne che assaliva: un musulmano nero, un degenerato
portoricano, uno scaricatore a corto di droga, un eroinomane
dell'Atlantic Avenue, un evaso da numerosi penitenziari,
e un famoso comico ebreo di night-club.
La preda riconosceva subito il tocco di Cabot, la sua presenza,
la sua buia risata che finiva in soffocate grida di gioia.
Lo chiamavano l'Anonimo Uomo Nero, Jack l'Ebreo, l'Eterno
Bimbo di Catrame, che operava con la sua arma nelle ore
pi tarde della notte. Un amante o un marito o un padre deluso,
uno costretto dal bisogno a prostituirsi a degli sconosciuti, che
pazientemente sguainava il suo pugnale nella notte.
Al calar della sera, grida facevano eco ad altre grida da una
parte all'altra di Brooklyn.
Una donna cade dietro una siepe e urla: - Lo stupratore!
Aspettano lungo il fiume,
aspettano nella notte,
poich il suo arnese  duro come cobalto,
il suo pugnale brilla come una luce.
Sguaina il tuo pugnale!
Grida che si alzano come degli alleluja dicono a tutti che sta
succedendo di nuovo. I battelli fischiano, c' il rombo della sotterranea
gi nelle viscere di Brooklyn, uno spazzino lascia cadere
il coperchio di un bidone, un rapinatore fa rotolare per terra
il suo pugno di ferro. lo stupratore  tra di noi! l'anonimo
UOMO NERO COLPISCE ANCORA.
- Tuttavia molte delle mie vittime mi ringraziavano, - continu
a ricordare Cabot, sempre parlando a Mrs Bickle. - Prenda
Bertha McIntosh, per esempio. Bertha lavorava da molti anni
per il dipartimento della Sanit, ed era certa che sotto il mio tetto
vivesse troppa gente. Infatti, alla morte di Warburton avevo
cominciato a riempire il mio alloggio, che avevo comprato, di
amici o di estranei che non potevano pagarsi l'affitto.
- Nelle prime ore di un mattino d'autunno, Bertha
McIntosh suon il campanello di casa mia. Per qualche ragione, non
ero ancora andato in ufficio a Wall Street. Il mio arresto era
nell'aria. Mi stavo tagliando le unghie dei piedi dopo aver durato
una fatica del diavolo per mettermi a posto le unghie della
mano destra: quante noie per far bella figura in pubblico! Avevo
addosso i miei calzini Abercrombie & Fitch, ma non mi ero
ancora allacciato le giarrettiere che mi penzolavano sugli stivaletti
di vacchetta, da poco inaugurati sebbene, a dire la verit,
camminassi meglio senza quando attraversavo il ponte di
Brooklyn.
- Sbagliato porta, le dissi. Lei mi mostr il suo distintivo
d'ispettrice.
- Una tazza di caff? Le offrii la caffettiera e le indicai
tazza e piattino.
- Be', perch no, disse Bertha McIntosh. Senza timidezza
si vers il caff e prese la tazza in mano. Volevo solo che mi
dicesse se  vero o no che permette a pi di tre persone di occupare
una qualsiasi delle sue stanze, Mr Wright.  lei il padrone
di casa, vero?
- Chi gliel'ha detto? risi. La mette in una maniera piuttosto
passiva, voglio dire. Bertha McIntosh cominci a sentirsi
a disagio mentre io sorridevo e ghignavo.
- Io non affitto stanze, Miss McIntosh. Questa  propriet
della chiesa, per cos dire. La Federazione Islamica va e viene a
tutte le ore. E io non ricevo un soldo n da loro n da nessuno.
Non sento quasi una parola d'inglese per tutto il giorno e dire
che il mio inglese stava gi andando a rotoli da quando sono venuto
ad abitare a Brooklyn. Senza scherzi, il quartier generale
della disoccupazione americana  proprio qui. Io ho ricevuto
recentemente un'eredit: senza dubbio avr sentito parlare del
suicidio di Warby. E non credo che nemmeno Gilda abbia molto
da vivere. Be', ha davanti agli occhi un erede, Bertha, non un
padrone di casa.
- Per tornare ai regolamenti, disse Miss McIntosh consultando
un foglio d'istruzioni che un suo superiore le aveva dato
quel mattino. Lei dice che questa  propriet della chiesa,
scrisse sul foglio.
- Direi di s.
- Benissimo, allora, Miss McIntosh cerc di sorridere, e
mostr la sua protesi. Bevve il caff caldo. Io ridacchiavo.
- Potrei farle vedere qualche stanza della chiesa, le dissi.
-Lei si definisce un filantropo, non  vero?, continu
Miss McIntosh. Attendeva la mia risposta con un certo imbarazzo.
-Qualcuno qui ha scritto, e consult i suoi appunti,
che  cos che lei si  presentato.
- Dove?, domandai.
- Al telefono, disse Miss McIntosh. Parlando con un
mio superiore.
- S, posso proprio chiamarmi un filantropo, le dissi.
Do via molte cose, e a questo punto, Mrs Bickle, fui preso
dalla ridarella.
-  nell'elenco delle associazioni filantropiche?, continu
a chiedere Bertha.
- Non credo di potermi chiamare un'associazione filantropica.
Io mi limito a dare stanze gratis a chi ne ha bisogno, e
non telefono al governo per dirglielo.
- Bertha McIntosh era impressionata ancora pi sfavorevolmente
dalla mia ridarella che dai miei ghigni. E sono certo, Mrs
Bickle, che fu proprio quel mio modo di ridere a portarli sulle
mie tracce, pi tardi (la ragazza portoricana con i pedicelli sapeva
benissimo che cosa significava quella ridarella, glielo assicuro).
- Certo, arricciando le labbra in segno di disapprovazione
Miss McIntosh commise il suo primo errore.
- Temo che dovr riferire tutta questa faccenda in Municipio,
Miss McIntosh sorrise e si alz per andarsene. Grazie
per il caff.
- E io temo che non lo farei se fossi in lei, le dissi.
- Come?, disse lei, adesso con una sfumatura verdastra
sulla faccia.
- Non direi a nessuno che non sono un'associazione, le
spiegai.
- Mr Wright, protest Miss McIntosh, lei mi sta chiedendo
di disubbidire ai miei superiori. Dopotutto sto facendo il
mio lavoro...
- Vede la ringhiera di quella scala a chiocciola? e indicai
quell'opera d'arte del primo novecento, di stile federale. Lei
guard.
- Salti su, e le faccio vedere quello che voglio dire.
- Buongiorno, Mr Wright!
- Ma io le ero gi saltato addosso e l'avevo sistemata sulla
ringhiera.
- Tirati gi le mutandine e ti faccio capire chi sono, la incoraggiai.
Mentre Mrs Bickle si riparava gli occhi con la mano sinistra,
fu informata che Miss McIntosh, come del resto tutte le altre,
non si ribell. Cabot prosegu:
- Dopo, Bertha pianse un pochino, roba da niente, e poi si
sentiva piuttosto stanca anche lei. Quando tutto fu finito, ci
mettemmo a sedere vicini e, mentre lei beveva una tazza dopo
l'altra di caff corretto generosamente col rum, le dissi: Bertha,
tutti vengono fottuti in America per proteggere gli innocenti.
L'America  sportiva e divertente. Diventa americana,
bambina, diventa americana. Poi, guardandola meglio, dissi:
Dio, Bertha, hai un'aria cos colpevole!
- Le ho raccontato questo, Mrs Bickle, - continu Cabot, -
perch voglio parlarle di una certa lettera-confessione che Bertha
scrisse quando si fu ripresa e che io tengo ancora nel taschino
della giacca... Tutta la sua vita era stata molto spiacevole, come
se lei fosse stata legata sotto la pancia di un animale enorme,
forse un rinoceronte. Sentivo un mostro sopra di me, ed ero
incapace perfino di far capire che avevo la nausea tanto ero diventata
conformista.  Bertha che parla, badi. Ora ha messo
su carne e sembra un cartellone pubblicitario, rosea, raggiante,
uno smagliante sorriso da dentifricio, e delle belle maniere cordiali
raccomandate dalla chiesa. Non parla mai di me ma mi 
grata, ed ecco dove volevo arrivare, Mrs Bickle, mentre stavo
qui ad ascoltare tutta la storia della mia vita tranne la mia esperienza
di filantropo e le trecento e pi violenze di cui non mi ricordo.
Bertha McIntosh mi  grata per averle mostrato la via.
- Ora si chiama Mrs Dirkey. Se io in quella tarda sera d'autunno
non mi fossi avvicinato a lei, avrebbe continuato a credere
nella sua missione d'ispettrice municipale e a pensare che far
rispettare la legge era importante come il ruotare delle sfere celesti,
e sarebbe morta zitella. Dopo che io l'ebbi liberata con (cito)
la mia filantropia (il dolore fisico era stato proprio terribile
come una sua zia di Elkhart le aveva detto, intollerabile, inumano,
una pressione spaventosa, eppure dopo che tutto era finito
diventava solo un ricordo), Bertha, come dico, lasci perdere il
suo bel posto al Municipio, smise di leggere riviste intellettuali
come The New Yorker e il Red Book e torn a Staten
Island, che era stata tutta smangiucchiata dai bulldozer, ma che
era pur sempre il suo paese. Spos Fred J. Dirkey, un ex imbianchino
e riparatore di carriole, e insieme decisero di metter
su famiglia. Per aggiustare un po' le finanze apr un chiosco di
Wurstel e s'inser dinamicamente in questo sistema di vita.
Quando mi capita, continuo ancora a mandare delle cartoline a
Bertha. Lei mi scrisse questa lettera di ringraziamento, vede,
spiegandomi che se non mi avesse incontrato, se non avesse
avuto quell'esperienza, per quanto dolorosa, non avrebbe mai
trovato se stessa, non si sarebbe mai sposata, e non sarebbe mai
stata felice come  felice con Fred Dirkey. Sfortunatamente,
Bertha non ha potuto avere figli come tanto desiderava, ma
Fred ha cos bisogno di lei e, curandosi del marito, Bertha ha
trovato una risposta alle sue frustrate aspirazioni materne. Mrs
Dirkey ha molti interessi, e si  data recentemente all'interessante
hobby di raccogliere reti per farfalle e fermacarte dell'epoca
postvittoriana. Sar sempre riconoscente, dice, a un certo
Cabot Wright.
Pochi giorni dopo la maratona d'ascolto-e-risposta di Cabot
Wright con Mrs Bickle, nella quale dovette pi volte ricordarle
che durante la sua eroica carriera di stupratore lui non era ancora
sordo, and a chiamarla mentre lei era ancora a letto e le dette
un appuntamento per quella sera. Dal suo tono disperato e
dal suo respiro affannoso, lei comprese che doveva trattarsi di
una faccenda speciale. Le disse che stava andando a prendere
un fascio di documenti in una cassetta di sicurezza a Wall Street
e che li avrebbe consegnati a lei, a Bernie Gladhart e a Princeton
Keith e compagnia perch lo immortalassero in un romanzo.
Fiss l'appuntamento in Hanover Square, il suo vecchio terreno di caccia.
S'incontrarono in un piccolo parco sotto alcuni alberi morti,
davanti a un vetusto edificio scuro chiamato India House. L
intorno c'erano il Cotton Exchange e altri edifici che facevano
pensare a una scenografia. - Sediamoci qui, Mrs Bickle, - disse
Cabot, - e badiamo che nessuno ci ascolti -. Si guard intorno.
- C' una strana aria, stasera. Ci sono topi dappertutto. Me ne
sono passati vicino un paio saltandomi sopra la scarpa.
- Io vengo da Chicago, e quindi mi ci sento a casa mia -. Mrs
Bickle sedette sulla panchina dove lui aveva disteso dei giornali.
- Ma ha ragione! - si guard intorno. - Sembra una scenografia.
Adoro quell'India House.
- Come faccio a dirle quello che voglio dire? - domand Cabot Wright.
- Ha violentato qualche ragazza in questo posto, - lo incoraggi Mrs Bickle.
Lui si batt sulla coscia. - Proprio cos. Vuole che glielo racconti?
- Ero gi ben conosciuto dai lettori dei giornali, - cominci,
- quando mi feci quella ragazza... Anzi, erano gi sulle mie tracce.
Non c'erano topi allora, per quel che mi ricordo. Topi in
Wall Street, figurarsi! A quei tempi venivo spesso a sedermi
qui, di sera, a pensare come sarei andato a finire. Ma io non l'ho
portata qui per parlare ancora delle mie violenze! E gli occhi
dolci dei roditori ci fissano nel buio, Mrs Bickle! Questo lo pu
scrivere nel suo diario.
- S, - continu, - la vecchia Hanover Square vicino a Wall
Street. Quella sera di cui sto parlando, sentii una signora pi anziana
che metteva in guardia una giovane, sua figlia, sui pericoli
che una ragazza sola poteva correre a New York, e Wall Street
non fa eccezione, anzi  ancora peggio della citt alta, e col buio
non ci sono santi, uno strumento sessuale pu infilarti in qualsiasi
momento in qualsiasi punto della citt. Poliziotto, aiuto!
Mia figlia  caduta sotto le grinfie di un giovane degenerato che
sceglie solo il sesso opposto! Aiuto, aiuto, poliziotto! Senza sapere
se, visto che aveva giurato di aiutare il prossimo, il poliziotto
avrebbe aiutato lei o l'altro, come molti hanno fatto.
- Io ero andato a mangiare in un ristorante rinomato per il
pesce e l avevo ritrovato le due donne, madre e figlia, che questa
volta si lagnavano del menu: La sogliola grigia non la prendo,
gioia, diceva la madre. Ha un nome troppo deprimente.
Allora prova il salmone rosa, tesoro. Almeno vai sul sicuro.
Dopo una cena a base di salmone e di biscuit, madre e figlia
si lasciarono proprio l, davanti alla India House.
- Io saltai fuori dal buio come un testimone di Geova al sabato
sera e apostrofai la ragazza: Posso chiederle un'informazione,
signorina? dissi. Patty, cosa stai facendo con quel giovanotto!,
grid da un isolato di distanza la madre, voltatasi come
intuendo un pericolo imminente. Ma Patty, senz'ombra di
dubbio, si era gi presa una cotta per me. Quella lunga cena
mangiando pesce con la mamma! Era pronta a tutto, Mrs Bickle.
- Quindi noi, lei e io, ci dileguammo in una di quelle viuzze
alla de Chirico. Dolcemente, ma come chi non lascia la preda
per nulla al mondo, la spinsi in un fosso sotto la bottega di un
orologiaio, la frugai in fretta come si fa in un terreno caldo e
umido per cercare un diamante o un opale caduto dalla borsa,
trovai il posto, la vecchia belle chose familiare con la mia mano
impaziente, le vene impazzite per l'unica eccitazione che
conti al di fuori della guerra, brancolando rimossi tutti gli ostacoli
del vestiario, ed ecco che ce l'ho in mano, e sbottonarmi 
questione di un momento, e la madre naturalmente che urla come
se fin dal primo istante non avesse saputo di che cosa si trattava.
Feci subito quel che andava fatto. Eccomici finalmente,
troppo sorpresa la ragazza non si muoveva, e io che le comunicavo
quello che non  mai troppo buono per nessuno, e dai suoi
gemiti si sarebbe detto che le arrivava fino ai polmoni. Questo
 il mio unico piacere, signora, - gridai alla madre, - non faccia
la guastafeste. S, il mio unico piacere. L'unica cosa che renda
la vita degna d'essere vissuta. Chiamalo pure reato, brava, e
quella adesso stava chiamando un poliziotto al telefono d'emergenza:
Venga subito, agente! Un pugnale di carne sta trapassando
il mio tesoro. Sta entrando nel suo scrigno di gioie. Lei
non grida, e quindi sta certamente sanguinando. Oh, mia cara
piccola Patty. Non pu venire in elicottero, agente? Oh, Dio, 
gi troppo tardi, il bruto ha gi abusato di lei! Si sta riabbottonando,
e dice che  stata una gran serata. Ferma, degenerato,
pervertito, ferma! Dio, Patty, parla, di' qualcosa alla tua mammina.
Oh, sta ferma come una bambola rotta! Credi che aprirai
di nuovo gli occhi, tesoro? Sei ferita, angelo mio? Non sarai pi
come prima, purtroppo, ma poi starai meglio, sai, e andremo a
Vancouver insieme e non torneremo pi, vedrai, cara, andremo
via insieme, solo di' qualcosa alla tua mamma.
- In Hanover Square, - concluse Cabot, - il poliziotto mi
dette una buona occhiata, vide la mia razza, religione, corporatura,
inclinazione sedentaria della spina dorsale, angolatura del
cappello, cravatta Tripler. Ero individuato. Il mio arresto fu solo questione di giorni.
Mrs Bickle guardava in basso, verso le invisibili pietre del
selciato.
- Nostalgia di Chicago? - domand Cabot.
Le mise in mano il mucchio di appunti, manoscritti, ritagli e
documenti che raccontavano la sua storia. - Ecco, - disse, - ora
immortalatemi.
- Temo che non sar possibile, - gli disse lei. Mrs Bickle era
stranamente nervosa. Poi improvvisamente li vide! Afferr la
mano di Cabot. Urlando come le donne che lui aveva violentato,
gli affond la testa nel petto. Una processione di topi pass
davanti a loro in direzione dell'acqua, e uno di quelli che stavano
in coda si ferm un attimo a dare un'occhiata di neutra perfidia
a Mrs Bickle.
Quando la processione fu scomparsa, Mrs Bickle cominci
a piangere, e lui la carezz con distacco, con correttezza, come
un padre carezza una figlia che un tempo amava ma che ormai si
 sposata e gli  divenuta indifferente.
- Credevo che la vecchia Chicago l'avesse abituata meglio, -
le disse, parlandole come a una bambina. Sbadigli.
- Topi, - lei boccheggi. - Non li posso proprio vedere!
- Che Manhattan stia affondando visto che i topi scappano
cos tutti insieme? - Egli si domand. Poi, battendosi sulla
fronte:
- Maledizione.
- Che c'? - Mrs Bickle sembrava pi allarmata che mai.
- Ma dove ho la testa? - disse lui. - Non riesco a ricordare!
- Ricordare cosa?
- L'altra faccenda di cui volevo parlarle, Mrs Bickle. Non
creder che l'abbia fatta venire a Hanover Square solo per raccontarle
della signora che non voleva mangiare la sogliola grigia
e per darle il resto del mio dossier. No, c'era qualcosa d'altro.
- Be', cerchi di ricordare, - lei disse, ma non c'era interesse
nella sua espressione.
- Oh, non vado pi in giro a violentare la gente, se  questo
che la preoccupa. Sono guarito, - disse lui bruscamente. - Sono
del tutto guarito, tranne per il fatto che non riesco pi a ridere e
che ho una cattiva memoria. Per riesco ancora a fare le mie risatine...
Lei annu.
- Ma avevo davvero qualcosa da dirle, e mi  passato del tutto
di mente. Forse tra un mese o due me lo ricorder.
- Temo che allora sar troppo tardi, - disse Mrs Bickle.
- Perch troppo tardi?
- Perch saremo gi tornati a Chicago, credo. Il mio incarico
sta per terminare.
- E non pubblicheranno il romanzo? - lui domand.
Per tutta risposta lei alz le spalle, poi si guard intorno con
aria preoccupata come se temesse di vedere altri topi. Lasciando
Hanover Square si volt indietro e vide che Cabot la guardava
fissa. Ebbe la strana sensazione che forse non l'avrebbe rivisto
mai pi.
Come i grandi pugili, i divi del baseball e gli eroi del rugby,
durante tutto il suo periodo filantropico Cabot si sentiva sempre
male. Gli sforzi a cui si sottoponeva (nelle giornate di pi intensa
attivit perdeva litri e litri di sudore) non risparmiavano
nessuna parte della sua anatomia. A volte le ossa gli dolevano
come quelle di un vecchio. Le vene e le arterie, sottoposte alla
massima tensione come in una battaglia antica ai tempi di Annibale,
di Cesare, di Napoleone, del generale Grant, pulsavano
all'impazzata.
Ingoiava manciate di aspirina. Eppure, dopo la fatica, la forza
gli tornava sempre: una piena, un vigoroso torrente, una turbolenza,
un desiderio irresistibile lo straziavano sotto, gli mandavano
il coso a battere, frustare, flagellare l'addome nello sforzo
di raggiungere la cicatrice ombelicale. La carne, espandendosi,
sembrava lacerare il resto del suo corpo: era divorato da se
stesso, come Scilla dalle proprie appendici canine. Coperto di
sudore da capo a piedi, trasudando umori, si adagiava sulla poltrona
sventolandosi senza ritmo con i cartoni delle sue camicie
che tornavano dalla lavanderia. Simile a una creatura metamorfosizzata
che emergesse da una vita passata nell'acqua, riusciva
a fiutare solo gli organi della riproduzione. Perfino la sua bocca
sembrava piena. Le sue orecchie udivano soltanto il ritmo dell'amplesso
in tutti i suoni e le voci della natura. Sentiva la carne
lacerarsi ogni volta che stendeva le gambe per camminare. La
terra intera si contraeva, si tumefaceva, s'induriva, esplodeva, si
dissolveva in tanti spruzzi densi e viscosi. In campagna, correndo
nella sua Peugeot affittata, la vista della Via Lattea lo faceva
gemere. La saliva gli colava dalla bocca aperta, e lui si eccitava
come un pazzo, si lamentava, uggiolava, quasi abbaiava.
- Sono partito! - gridava, e sapeva che era vero. Qualunque
cosa gli fosse capitato, ora non sarebbe pi tornato come prima.
Tutti, gli pareva, erano morti tranne lui, e lui stava ripopolando
la terra, una vescica di frutti erettili, di seme e dolore lenito.
Cabot Wright adesso leggeva che lo chiamavano l'Anonimo
Uomo Nero, che agiva nelle Hights di Brooklyn, ma che talvolta,
tanto per cambiare dieta, si spingeva fino a Red Hook e a
Cobble Hill. Cabot Wright, diceva la stampa, si nascondeva nei
bidoni della spazzatura e/o nei cespugli, poi saltava fuori all'improvviso
e piombava sulla preda. Il buio della notte nascondeva
la sua razza, o l'isola dalla quale proveniva (Jamaica, Cuba, Tobago,
Haiti), ma l'epiteto Anonimo Uomo Nero gli era rimasto.
L'odio razziale si nasconde ovunque, ragazzo mio, e quelli che
odiano di pi stanno nelle commissioni razziali poliglotte che
vogliono soffocarlo.
l'anonimo uomo nero colpisce ancora. Il sindaco,
con gesto eccezionale, accorci di due ore il suo pranzo e raddoppi
i poliziotti di ronda. Tutti coloro che avevano l'aria appena
un po' strana dovevano essere immediatamente arrestati e
portati via. Si stava all'erta anche per gli artisti che si truccavano
da negri, visto che alcuni gruppi di colore avevano sostenuto
che l'Anonimo Uomo Nero era un bianco col cerone nero sulla faccia.
A volte, leggendo i resoconti delle sue imprese notturne, Cabot
sembrava fare versacci (ma, naturalmente, si trattava delle
sue solite risatine) perch lui era rimasto quello di sempre, colletto
da Wall Street impeccabile seppure appena liso, carnagione
perfetta da vero uomo, piega severa delle labbra, occhio
franco, portamento eretto (nascondi quel rigonfio), distintivo
della Ivy League, moglie pazza (lui indenne), genitori morti (e
lui vivo). Gli piaceva leggere i titoli:
IL DIABOLICO ASSALITORE AL SUO CENTESIMO BERSAGLIO:
ATTESO DI NUOVO STANOTTE. PREVISTO DAL CONSIGLIO MUNICIPALE
UN AUMENTO STUPRI PER FINE SETTIMANA. LA PERCENTUALE CRESCE.
GRAZIOSO QUARTIERE RESIDENZIALE MUTATO IN GIUNGLA
DOPO L'APPARIZIONE DEL BRUTO. SI TEME CHE MOLTI DEGENERATI
PORTINO UNIFORMI DELLA POLIZIA PER COMPIERE IGNOBILI ATTI.
I POLIZIOTTI STANNO FORSE VIOLENTANDO LE NOSTRE
DONNE E LE NOSTRE DONNE NON SI CURANO DI DARE L'ALLARME?
INCHIESTA DI JEANETTE THOMAS MCKINLEY VAN BUREN
HART, NOTA GIORNALISTA E AUTRICE DEL LIBRO APPROVATO
dalla chiesa: Dove vanno stasera le nostre mamme?
Dobbiamo arrestare e arrestare finch non troviamo il colpevole,
esorta Miss McKinley Van Buren Hart, che pubblica
su 5000000 di quotidiani e periodici.  pronta lei stessa a passare
una notte in prigione per dimostrare che le sue mani sono pulite.
I POLIZIOTTI OBBLIGATI A PORTARE UNA CINTURA DI CASTIT
IN EVIDENZA QUANDO VESTONO IN BORGHESE DATO IL SOSPETTO
CHE UNO O PI DI ESSI POSSA ESSERE L'ANONIMO UOMO
NERO? SIGNOR SINDACO RISPONDETE ALLA DOMANDA MENTRE
MANGIATE IL VOSTRO PRANZO DA CINQUANTA DOLLARI (Editoriale).
TROPPI I POLIZIOTTI IMPEGNATI NELLA CACCIA AI DEGENERATI.
GLI USA VERSO UNO STATO DI POLIZIA? CHIEDE UNA MASSAIA
SINISTROIDE DEL BRONX, TENENDOSI STRETTA LA SUA RADIO
A MODULAZIONE DI FREQUENZA. RISPOSTA: SENTI CHI PARLA!
(Rivista di destra).
MARINE DECORATO CONFESSA D'ESSERSI ARRUOLATO PER
COMPIERE ATTI CONTRO NATURA.
VOSTRA MADRE  UN'ANORMALE? COME PROVARLO.
IL DOTTOR BUGLEFORD INCARICATO DAL SINDACO DI INDIVIDUARE
REGISTRARE INTERROGARE CONDANNARE E SE NECESSARIO
GIUSTIZIARE TUTTI GLI ANORMALI ENTRO LA NOTTATA.
UNA GRANDE RETATA SU TUTTA LA ZONA RESIDENZIALE.
TUTTA NEW YORK CONSIGLIATA DI SPOSARSI PENA LA PAZZIA.
ABBASSATE A TREDICI ANNI L'ET MATRIMONIALE, ESORTA IL
SINDACATO DONNE GIORNALISTE. PRESENTATO UN PROGETTO
DI LEGGE YMCA SULL'ETEROSESSUALIT OBBLIGATORIA.
All'arresto di Cabot si giunse inaspettatamente grazie a una
pedicellosa ragazza portoricana che una volta aveva avuto una
visione della Madonna a Flatbush. La ragazza dichiar,  vero,
che Cabot l'aveva soltanto molestata, non violentata, ma a quel
tempo, insieme alla prosperit e all'indignata affermazione dell'uguaglianza
razziale, serpeggiava nel paese un cos forte sentimento
religioso che Cabot, nonostante la sua posizione sociale,
fu subito arrestato. Al posto di polizia fu picchiato con i soliti
manganelli e i soliti tubi di gomma. Poi, con grande stupore e
snervante piacere del tenente che lo stava torchiando, l'accusato
confess di avere commesso pi di trecento violenze carnali a Brooklyn e dintorni.
Durante il processo che segu, un numero incredibile di
donne giurarono di riconoscere in Cabot il loro aggressore. Lui
non confut una sola accusa. Si sentiva molto stanco, assai pi
di quando era andato a consultare il dottor Bigelow-Martin,
molto annoiato, e assolutamente privo d'interesse per l'America.
La sentenza emessa da una giuria pi perplessa che vendicativa,
fu piuttosto mite e lo sarebbe stata ancora di pi, scrissero
molti brillanti giornalisti, se Cabot non avesse rotto le uova nel
paniere al suo difensore ridacchiando continuamente. Ridacchiando,
badate, non ridendo. Lui non poteva pi ridere.
...
.
...
16. Chi di qua, chi di l.
...
.
...
Bernie Gladhart era arrabbiato e abbattuto per il modo con
cui era stato trattato da Mrs Bickle. Lei lo aveva infatti completamente
trascurato per passare le ultime settimane in compagnia
di Cabot Wright. Era uscito di casa di pessimo umore,
pronto a cacciarsi nei pasticci come ai vecchi tempi, prima che
andasse in galera. Passava davanti all'Iron Kettle, uno squallido
bar dove alcuni avviliti abitanti del Greenwich Village cercavano
di cominciare una nuova vita, quando la sua attenzione fu attratta
da un singolare uomo di colore che portava una paglietta
insolitamente bianca con un nastro rosa mai visto da quelle parti.
L'espressione del suo viso, tutto il suo portamento, la perlacea
perfezione dei suoi denti, dissero subito a Bernie che quell'uomo
non poteva essere l'insicuro negro americano di Brooklyn
disperatamente in cerca di successo e di soldi. L'uomo aveva
l'incedere di un principe, ed era evidente che nulla, al di fuori
di ci che aveva dentro, poteva impressionarlo.
Bernie, come disse a Carrie Moore per telefono e come raccont
anche a Mrs Bickle, vide in lui l'Uomo Ideale e, nello stato
d'animo disperato ma ribelle in cui era, decise d'amarlo. Se
non fosse comparso in quel momento chiss cosa gli sarebbe
successo, pens Bernie pi tardi, considerato che era stato venduto
come schiavo bianco, ovverossia come fittizio autore di un
romanzo col quale da tempo non aveva pi nulla a che fare.
Avrebbe ripreso a rubare, sarebbe divenuto un alcolizzato, si
sarebbe venduto agli spacciatori di droga?
Bernie segu l'uomo con l'esotico cappello a larghe tese lungo
strade alberate, davanti a edifici federali, su marciapiedi
pavimentati di blu, finch arrivarono tutti e due sulla Promenade
con le sue panchine. La preda dalla pelle scura si sedette sotto
un lampione e Bernie, sempre pi disperato, sedette accanto a
lui. Poi, quasi immediatamente, si present.
Il nuovo amico prese quella presentazione nel modo giusto.
Si scambiarono le necessarie informazioni su se stessi, e Bernie
seppe che la sua conoscenza casuale si chiamava Winters Hart e
veniva da un paese del Congo. Aveva trovato lavoro in una ditta
di fonografi e aspettava che la moglie e i tre figli lo raggiungessero
non appena avesse fatto un po' di soldi. Prendendo nelle sue
la mano sinistra di Winters Hart, Bernie gli sollev il dito sul
quale spiccava l'anello matrimoniale, e gli strinse dito e mano.
Winters Hart non ne fu affatto seccato, anzi, a dire la verit,
si dimostr contento e sollevato. L'isolamento in una democrazia
razzista, disse a Bernie qualche ora dopo mentre stavano tutti
e due nel letto di Bernie, no grazie, non faceva per lui. E quanto
a quei negri americani con le loro piccole anime e le loro immediate
ambizioni, i loro atteggiamenti abbattuti, la loro timida
arroganza e la loro fame di bianchi, grazie no, non facevano per
lui. - Al diavolo l'America negra, Bernie, - disse, rispondendo
alla stretta del suo nuovo amico, - se significa lavorare tutto il
giorno per diventare bianco.
- Spero che questa nostra relazione sia importante per te come
lo  per me, - disse Bernie a Winters. Oltre alla sua personalit,
forse, fu anche la caratteristica affabilit di Chicago che gli
valse l'affetto del congolese.
- Ma perch parlare tanto, Bern? - aveva detto Winters
Hart. - Noi facciamo bene, a fare quello che facciamo, ma cerchiamo
di non domandarci fino a che punto  bene. Gli americani
vogliono sempre spiegarmi che stanno facendo la cosa giusta.
Noi stiamo semplicemente facendo qualcosa, Bern, e si vede
che era scritto, cos non c' bisogno di spiegazioni. Una stretta
qui e una stretta l ti sollevano dal cuore il peso del mondo,
ma non c' proprio bisogno di farne un avvenimento a forza di
spiegazioni.
Queste sagge parole fecero sorridere Bernie e per la prima
volta, tra le braccia dell'amico, sent un po' di calore nel freddo
e nella nebbia di Brooklyn.
Mentre Bernie dormiva tranquillamente contro il cuore dell'amico
congolese, Mrs Bickle stava pensando al manoscritto
che aveva appena consegnato a Princeton Keith e compagnia.
Ora, sentiva, poteva finalmente rilassarsi un poco e smettere il
forzato atteggiamento di passivit e disinteresse che aveva assunto
nei confronti di Cabot Wright.
Trascorsero due settimane, durante le quali l'intero impero
editoriale di Al Guggelhaupt si butt al montaggio del romanzo:
revisori, negri, stenografi, viceredattori, tutto lo staff lavorava
fino a tarda sera. In quel periodo Mrs Bickle non ebbe pi
notizie dell'uomo di cui stavano preparando la biografia per milioni
di persone. E lei, invece, cos all'improvviso che ne fu turbata,
sentiva il bisogno di sapere qualcosa di pi sul suo conto.
Aveva centinaia di domande da fargli. Ora che la verit era stata
detta come fosse stata un romanzo e come romanzo sarebbe stata
venduta, ora che lei e Bernie erano ricchi come avrebbero
detto un tempo, lei voleva, se possibile, trovare la vera verit.
- Era cos evidente che non era uno stupratore! - continuava
a ripetersi. Eppure era sempre pi sicura che ci che lui le
aveva detto e ci che aveva ascoltato da lei doveva essere successo
davvero: lui aveva violentato tutte quelle donne, apparentemente
senza interesse. Lui doveva condurre a termine la sua
missione. L'aveva terminata?
L'ultimo sguardo che Cabot le aveva dato la rendeva sempre
pi perplessa. Decise di parlargli. Scese gi e buss debolmente
alla porta della sua stanza. Attese. Non si udiva alcun rumore.
Il suo cuore rallent i battiti perch sapeva gi che cosa era
successo. Rivedeva quell'ultimo sguardo. Allo stesso tempo
sentiva che doveva saperne di pi. Questa necessit era in lei
impellente, bruciante come la sete quando si ha la febbre.
Entrando nella stanza di Cabot, vide una busta appoggiata
verticalmente sulla scrivania. Lei la prese e si guard intorno
apprensivamente. Sulla busta non c'era scritto nulla ma era stata
sigillata per qualcuno, evidentemente per lei.
Guard in giro per la stanza, esaminando tutto in fretta. C'erano
i soliti orologi ticchettanti, circa una trentina, le pesanti
enciclopedie, i dizionari medici, i libri di anatomia e patologia, i
grossi vocabolari di lingue straniere. Gli abiti erano scomparsi.
E dall'odore morto, non-umano che aleggiava nella stanza, cap
che lui se n'era andato gi da qualche giorno. Apr la busta. La
lettera era indirizzata a lei:
Mrs Bickle,
purtroppo lei cominciava a interessarsi di me. Dopotutto la mia storia
non era la sua. N io sono suo, sebbene negli ultimi tempi, questo potesse anche
verificarsi, per quel che riguarda lei. Io appartengo soltanto a me stesso,
e quindi il mio disinteresse per lei rimane immutato. Comunque, lei  stata
per me un 'ascoltatrice e un 'interlocutrice ideale. E per di pi, tutto ci che lei poteva
essere d'altro, per esempio una donna, mancava, forse perch ha dovuto
assistere gli altri per troppo tempo. Lei  stata quello che ci voleva per me nel
preciso momento in cui avevo bisogno di una rarit come lei. Forse non  mai
stata una donna, o forse s, una volta. Tuttavia mi pareva che ogni tanto si
sentisse in dovere di comportarsi un po' come una donna. Senza dubbio lei 
intelligente, ma  soprattutto una presenza e un paio di orecchi che ascoltano.
E per questo, tanto di cappello! Lei, Mrs Bickle,  sempre stata una matura
matrona americana. Le sto dicendo questo perch l'interesse che cominciava
a provare per me possa rapidamente scomparire. Pu darsi che le mandi
due righe, come si dice in prigione, quando sar tornata a Chicago. Tanto vale
che le dica che sta per tornarci subito. Princeton Keith non pubblicher
quel fottuto romanzo che dei negri hanno scritto sulla mia vita. Non hanno
nemmeno pensato a trovarmi un nome. Ne sentir parlare presto. Di loro che
non fanno pi fare il romanzo, voglio dire. Be', addio, Mrs Bickle, e non abbia
riconoscenza per me solo perch io ne ho per lei.  stata ad ascoltarmi e
mi ha parlato. Io mi sono visto tutto intero come in un film, e questo mi ha liberato.
Le sono riconoscente, ma questo non significa che io voglia ricompensarla
in qualche modo. Lei non  il mio tipo. cabot wright
PS. Per un po' di tempo mi nasconder sotto travestimenti del tutto innocenti,
credo. Potrei essere un predicatore del Sud o qualche specie di guaritore.
Travestimenti da bianco, per, perch io sono sempre andato controcorrente.
Le far avere notizie, vecchia mia.
Riavutasi dal colpo della lettera, Mrs Bickle cominci a vagare
con la mente da un'idea all'altra. Medit sullo strano stile
che Cabot aveva usato nella lettera, e pens anche che quei
manganelli, quei tubi di gomma, quei pugni di ex pugili nei
giorni e nelle notti del suo terzo grado dovevano averlo profondamente
mutato. Poi ammise con se stessa di avere cominciato
a provare per lui uno strano sentimento, chiamatelo amore o infatuazione,
per l'uomo che aveva confessato d'essere un bruto:
ma quello poteva essere un altro romanzo per un altro editore.
La verit , ma Mrs Bickle non era a parte del segreto, che da
quando la polizia aveva cominciato a banalizzarlo (e la prigione
aveva terminato l'opera) non solo il suo membrum era passato
dalla posizione di At-ten-ti! a quella di Riposo!, ma la
morsa che l'aveva stretto per tanto tempo, quell'enorme dentiera
con cui l'America degli Affari lo aveva azzannato alla gola,
aveva ormai lasciato la presa.
Bernie Gladhart entr nella stanza proprio nel momento in
cui Mrs Bickle era crollata e stava silenziosamente piangendo.
Teneva la lettera in mano e Bernie, che si era seduto accanto a
lei per consolarla, la lesse di sguincio.
- Te la sei cavata a buon mercato, - la confort Bernie. -
Cerca di guardare la cosa da questo punto di vista.
- Lui crede che Chicago sia lontana come Pechino, - lei grid.
- Proprio un uomo dell'Est, oltre a tutte le altre cose in lui
che non funzionano! - Si asciug gli occhi.
- Dobbiamo vedere Princeton Keith, - Bernie indic quella
parte della lettera che cercava di toglier loro ogni speranza.
- Qualcosa mi dice che lo hanno messo gentilmente alla porta.
...
.
...
17. Il rifiuto del Goethe degli editori.
...
.
...
- Mi sento come lo spazio cavo dentro una statua, - disse
Princeton Keith a Mrs Bickle e a Bernie, che erano andati a trovarlo
nel suo appartamento di Park Avenue, alle cui pareti di un
bianco abbagliante erano appesi i quadri della pi recente avanguardia.
Le valige di Princeton erano pronte, e l'accento di
Princeton aveva perso quasi del tutto le sue punte newyorkesi.
Se non proprio un puro accento del Sud Illinois, non era certo
pi un accento dell'Est.
- Andiamo tutti a casa. Che bella festa -. Si premette le tempie
con un cubo di ghiaccio.
- Che titolo ha poi dato al mio romanzo? - domand a un
tratto Bernie. Princeton Keith lo guard benevolmente, ma non
rispose. Inghiott un altro sorso di una bevanda color rosa che si
era preparata senza offrirla ai suoi ospiti. Questi ne dedussero
che doveva trattarsi di una medicina. Infatti, dopo ogni sorso
tossiva.
- Al Guggelhaupt, - disse Princeton come se recitasse, - da
un certo punto di vista  New York. La New York di oggi. Non  un uomo solo, capite,  otto uomini, o forse anche diciotto.
Cambia personalit come la luce cambia dall'alba al crepuscolo, mescolata naturalmente al denso sugo atmosferico di questa
metropoli. Ha regnato sull'editoria americana come pochi altri, il vecchio Al. Mi ha fatto lui, certo. E ora mi ha disfatto. Significa qualcosa Al Guggelhaupt? Decisamente s.
- Non pensarci pi, Princeton caro, - s'intromise Mrs Bickle
mentre lui tossiva disperatamente dopo un altro sorso della
bibita rosa, e cercava poi di dar sollievo alla gola massaggiandosela
esternamente col cubo di ghiaccio.
- Al Guggelhaupt  convinto di assomigliare, e gli somiglia,
a dir la verit, a Johann Wolfgang von Goethe. Mai sentito nominare,
Bernie? No, naturalmente, e allora bevi e stai zitto -.
Princeton lanci alcune furiose, minacciose occhiate verso Madison
Avenue. - Io sono l'ultimo a negare che somigli a Goethe,
che comunque non sono mai riuscito a leggere fino in fondo.
Ma Al somiglia anche a Guglielmo II, imperatore di Germania,
noto ai pi come il Kaiser. E siccome l'et ha un po' rinsecchito
il nostro Al e gli ha anche un po' accorciato la statura, e i suoi
pasti da cinquanta dollari gli hanno procurato un bel pancione,
somiglia anche a Bismarck, a William Jennings Bryan, e a Napoleone
Bonaparte in esilio. In altre parole, guardate ogni stadio
del suo sviluppo e vedrete sempre un maledetto prepotente.
Brindo alla salute di quel bastardo con genuina ammirazione e
profondo orrore, - e Princeton alz la bevanda rosa, ma poi
cambi idea e non bevve.
- Io l'ho visto, questo grande editore, - cantilen Princeton,
- davanti allo specchio italiano alto dieci piedi della sua stanza-
cattedrale di Park Avenue, mormorare il patronimico Goethe
mentre si guardava. Certo, Guggelhaupt  un segugio culturale
di prim'ordine (da paragonarsi soltanto a un famoso editore
inglese, un ebreo che a quarant'anni abbracci Cristo per
farne il suo Salvatore Personale, voglio dire il defunto Clyde
Wagenknicht), anche se  sempre stato incredibilmente saggio
in fatto di denaro. Durante la depressione, quando il mondo
degli incauti intellettuali lo ammirava perch pubblicava libri
che chiunque avrebbe giudicato invendibili tanto erano sporchi
e ben scritti, neanche allora Al Guggelhaupt ci rimise mai un
soldo. Ora  finito, io li conosco i sintomi, e il fatto che mi abbia
dato il benservito ne  la prova lampante. No, lui vuole stendersi
in una prematura tomba di rose, e gli basta pensare d'essere
stato il Goethe degli editori. Non ce la fa pi, e cos mi ha detto
di fare le valige (eccole l le mie maledette valige, le tenevo pronte
per questa occasione da venticinque anni), dopo che mi aveva promesso una fetta del suo impero.
- Oh, Princeton, mettiti a sedere, - disse Mrs Bickle, poich
lui si era alzato e si era avvicinato a loro barcollando. - Mi sieder,
cara la mia bella puttana, quando sar arrivato al punto della
storia che ti riguarda, - rispose lui. Invece sedette, e dopo averla
guardata fissamente, disse: - Dio, ti sei fottuta la vita come peggio non potevi.
-  vero, - rispose Mrs Bickle, - ma non bere pi, per piacere,
se quello che bevi  alcolico.
Disobbedendole, Keith si alz di nuovo, le and vicino e la baci sul capo.
- Questa piccola signora, - cominci a dire col tono di voce
che aveva sempre usato ai premi per il Miglior Best-Seller dell'Anno,
di solito organizzati da lui, - questa piccola signora si 
data tutta alla letteratura. Ha sposato uno scrittore di talento e
ha tenuto il proprio talento in cucina, dove nessuno poteva fiutare
niente se non quello che c'era in pentola. Non c' nessuno
che ti meriti, accidenti, - le disse, e si rimise a sedere.
- Ma ora veniamo a noi, - inforc un immenso paio di occhiali
e si guard intorno come un cieco. - Al aveva dato il suo
benestare, capite, prima di andare a nascondersi a Praga o in un
posto del genere dove lui e Corinna, sua moglie, riescono sempre
ad andare senza il visto a differenza di ogni altro cittadino
americano. Ma prima di scomparire in Ungheria o in Georgia,
ve lo giuro, aveva approvato il libro su Cabot Wright, dicendo
che il paese era pronto per un libro sulla violenza carnale, che i
tempi erano maturi, e che se i tempi erano maturi lo era anche la
Casa. Negli anni venti, sapete, ogni libro sexy di classe l'aveva
pubblicato lui. Immagino che con Cabot pensasse di rivivere
quei vecchi tempi d'elegante perversione, - e si volse un attimo verso Mrs Bickle.
- Semafori verdi in tutte le direzioni per Cabot Wright,
quindi. Fatelo sbattere a ogni paragrafo, disse testualmente.
Oh, lui e Corinna usano un linguaggio da incalliti pirati chez
eux, ve l'assicuro. Si sa che Goethe aveva un debole per le sguattere,
e forse  per quello che il vecchio Al si tiene sempre all'altezza
della situazione. Lo compriamo! fu l'ultima cosa che mi
disse prima di volare in Europa, parlando naturalmente di Cabot
Wright. Lo compriamo, Prince!
- Be', quando torna, gli vedo quella brutta smorfia ambigua
sulla bocca, o su quel poco che se ne vede sotto i baffoni alla Bismarck.
Sapevo che aveva intrallazzato con Doyley Pepscout, il
re dei recensori dei quotidiani, il quale (se conoscete il mondo
letterario di New York, ma voi non lo conoscete) crede che denaro
e preghiera debbano tenere il posto dell'Ithyphallos (che
vuol dire coso duro in greco, Bernie). Al Guggelhaupt, che non
avrebbe sputato su un Doyley Pepscout nemmeno negli anni
venti, quando pubblicava eleganti oscenit parigine, va da lui e
gli dice: Doyley, fammi il piacere, leggi questo libro e dimmi la
verit.  un libro che puoi lodare sul tuo giornale? Sii franco e dimmelo.
- E ora state a sentire, ragazzi. Doyley Pepscout ha scritto al
nostro Goethe questa letterina -, Tir fuori dall'attillata giacchetta
un foglio di carta velina e lesse:
- Sono lieto e lusingato, caro Al - (lo sentite il vecchio
Doyley con la pronuncia nasale di Cleveland, Ohio?) - che tu
abbia abbastanza stima di me come critico - (come critico, figurati!
L'ultimo romanzo che ha finito di leggere  stato Lentiggini)
- per sottoporre al mio giudizio il romanzo Macchia indelebile
- (ecco il tuo titolo, Bernie) -.  con rincrescimento, tuttavia,
che mi sento in dovere d'informarti, come informerei i lettori
del grande quotidiano per tutta la famiglia sul quale scrivo
da pi di un quarto di secolo, che l'autore di quest'opera, nel
miglior dei casi mediocremente amena, alimenta la minacciosa
moda del romanzo degenerato e senza lieto fine. Non che io sia
minimamente sfiorato dal dubbio che la letteratura non possa
trattare il problema della violenza carnale. Ma un simile tema
non pu essere trattato nel modo in cui lo ha fatto Bernie Gladhart
in Macchia indelebile. Non c' un solo punto nel quale l'autore
parli dei rapporti del giovane stupratore con gente felice e
pi vecchia di lui che incontra ogni giorno negli uffici e nelle case,
dei rapporti con un'America felice. Veniamo soltanto imbottiti
di anormalit e di pensieri corrosivi, senza mai una nota
pi alta. Il finale  ancora meno edificante del resto. Mi spiace
dover dire che questo libro, spesso oscuro senza alcun motivo
comprensibile,  scoraggiante, inquietante, sordido, e assolutamente
privo di richiamo per il lettore. , comunque, scritto bene
e impiega un lessico molto esteso, tanto che ho dovuto spesso
ricorrere a un dizionario di quelli grandi. Si tratta tuttavia di
vocaboli tutt'altro che raffinati, e sarebbe stato molto meglio
non adoprarli.
- Goethe Guggelhaupt, naturalmente, studiava la mia faccia
mentre leggevo la recensione di Doyley Pepscout, - aggiunse
Princeton Keith. Si dette quindi a ricreare la grande scena del
rifiuto da parte del Goethe degli editori.
- Ti rendi conto, disse Al Guggelhaupt, e vedo che non
te ne rendi conto, che se lui dice che il libro non pu essere venduto
non si vender? Ma la vedi la sentenza di morte nella sua
ultima frase? Macchia indelebile  sporco e ben scritto. Capisci?
Con una combinazione del genere nessuna libreria della Quinta
Avenue lo prender, nessun club del libro, nessun comitato di
premi letterari vorr nemmeno toccarlo. Hai di nuovo violato il
protocollo e hai tirato fuori un libro sporco e difficile.
- Ma proprio per farti vedere che non ho accettato la parola
di Pepscout come definitiva, ho fatto venire dalla sua fattoria
nel Connecticut il miglior critico intellettuale d'America, Talcum
Downley che, come sai, ha scoperto la Scuola degli Scrittori
dai Piedi Scorticati qualche anno fa, e non pu certo considerarsi
schizzinoso in fatto di morale. In giovent ha fatto il manovale
sulla strada ferrata e quindi conosce gli uomini, e un matrimonio
e dei figli provano la sua virilit. Eppure cosa mi ha detto Talcum Downley?
- Qui Al Guggelhaupt consult un foglio scritto dalla stessa
mano di Downley, foglio pi tardi spedito a Harvard perch
fosse conservato: Considero questo libro, caro Guggelhaupt,
moralmente spregevole. Scritto splendidamente, certo, ma del
tutto inutile. Dobbiamo riportare l'America nei libri, Al! E tu lo
sai: ne abbiamo gi parlato quando sei venuto a trovarmi alla
fattoria. E poi perch, amico mio, dal momento che ti sei sobbarcato
le spese e il fastidio di far scrivere un romanzo, perch
non farlo di ottocento pagine, l'unica lunghezza accettabile per
un romanzo? Al, dovresti ricordarti le parole del noto scrittore
irlandese di narrativa aneddotica, Boke O'Garrell: Non  la
qualit che cerchiamo in un romanzo, ma il chilometraggio. Io
andrei ancora pi lontano, e adoprerei una parola che in questo
momento non gode il favore degli altri critici ma che a me 
sempre piaciuta: turgidit. Penso che dovremmo riportare la
turgidit nel romanzo, e lo penso da lungo tempo. Ma per poter
tornare alla turgidit, dovremmo ricordarci che l'unico argomento
che il vero romanzo americano pu e deve trattare  la
guerra. I nostri combattenti e le loro passioni. Io ho scoperto la
Scuola degli Scrittori dai Piedi Scorticati, i nostri giovani vagabondi
delle grandi strade,  vero, ma sono i nostri combattenti, i
nostri maschi, l'argomento ideale per il romanzo americano.
Lascia stare lo stupro, Al, e accantona questo romanzo, oppure
lascialo a uno di quegli editorucoli d'avanguardia e nessuno lo
prender sul serio. Sempre tuo, con ammirazione. Talcum Downley.
- Al Guggelhaupt torreggiava su di me, apoplettico, con gli
occhi fuori della testa, mentre io cercavo di pensare a qualcosa
da dire. Ma riuscii a tirar fuori solo questo: Certo, uno degli
editori del Greenwich Village potrebbe prendere Macchia indelebile,
ma noi abbiamo rispettato certe convenzioni di punteggiatura
e di ortografia, e questo manda il libro a farsi friggere anche con loro.
- Allora Al Guggelhaupt mi venne vicino come siete vicini
voi due adesso. Prendendomi per il colletto, si mise a urlare:
Lo so da fonte degna di fede, Prince, che qui siamo rimasti indietro
di almeno due anni! Con te, come direttore, abbiamo
perso ogni contatto con la corrente! Prima di entrare nella grossa
questione del posto di retroguardia che ci siamo guadagnati
sotto la tua giurisdizione, voglio dirti che non mi sono fermato
all'opinione di Pepscout e di Downley. Ho perfino consultato
Corinna che, come sai, non sta niente bene, morbo di Bright, temo.
Ad ogni modo, negli anni venti non pubblicavo mai un libro
senza prima consultarla. Corinna sapeva del caso Cabot
Wright e voleva vedere il libro, una richiesta piuttosto insolita
da parte sua. Io gliel'ho dato, anche se mi rendevo conto che
non era certo il genere che piace a lei, che non c'era niente che
potesse interessarla davvero. Corinna, devo dire,  stata molto
calma e molto giudiziosa: ha riconosciuto che le parti oscene
erano logiche e verosimili, ha detto esattamente cos. Poi ha
detto che era assolutamente contraria alla pubblicazione, perch
il libro non avrebbe avuto fortuna presso il grosso pubblico,
n come opera letteraria n come opera scatologica. E la tecnica
con cui erano descritti gli stupri, anche se abilissima, a volte
quasi di grandissimo talento, non era al passo con lo Zeitgeist
letterario del momento: a Tim Raisin, per esempio, non sarebbe
piaciuta affatto, e questo significava praticamente la morte per
qualsiasi libro nell'ambiente della sinistra intellettuale e tradizionale,
n il grosso pubblico si sarebbe interessato a uno stupratore
che non  spinto al delitto dalla passione o dalla miseria,
dalla razza o dalla religione. Il protagonista avrebbe dovuto
amare almeno due delle donne che piega ai suoi voleri, mentre
Cabot non ama nessuno.
- Ma non credere, ha continuato Al Guggelhaupt, adesso
un po' accasciato, non credere che l'opinione di mia moglie,
per quanto preziosa, possa mai farmi correre il rischio di
sbagliare. Corinna o non Corinna, ho voluto consultare un
mucchio d'altra gente. Ho chiesto a tutti, Prince, e ho voluto essere
informato dall'A alla Z di quello che succedeva, di ci che
si faceva nel campo della narrativa. Ho perfino richiamato Doyley
Pepscout. Come uomo pu essere un fallito, ma come giornalista
ha un orecchio finissimo, e anche se le porcherie e il sesso
lo spaventano, sa sempre che genere di porcherie e di sesso
va di moda. Credi che uno solo degli uomini e delle donne che
ho interrogato mi abbia detto che la violenza carnale era in voga
nella narrativa contemporanea? Ho perfino telefonato a Cordell
Bicks, il grande critico di sinistra degli anni trenta. Ma caro
Guggelhaupt, mi ha detto, mi stupisce che tu non lo sappia.
La violenza carnale non  "in".  "out" da anni!
- Hai capito, Prince? Non se ne parla pi da anni! E tutti
dal primo all'ultimo sanno che cos' di moda tranne te, caro il
mio figlio di onesti contadini dell'Illinois! Tranne te!
- Informami allora, Al, gli ho chiesto, e ho aspettato
tranquillo la risposta.
- Va bene, Prince, ti dir quello che m'hanno detto.  patetico
che tu non lo sappia. Gli tremava la voce.  l'epoca del
finocchio nero e della fellazione, ecco, sussurr. In fondo al
cuore, capite, Al e Corinna sono ancora dei vittoriani e le oscenit
che spacciavano negli anni venti erano soltanto adulterio
francese con l'aggiunta di un po' di lesbismo, e tutto faceva
molto fine secolo, in fondo.
- Ora che sono informato, Al, gli ho detto, sappiamo
dove cercare.
- Troppo tardi per fare il furbo, Prince, dice lui. Fai il
furbo quanto ti pare, ma mettiti bene in testa una cosa: qui non
c' pi posto per te, Keith, e niente discussioni. Sei liquidato,
capisci? Licenziato! Non ho posto in questa organizzazione per
degli ex! Tu vivi nel passato. Sei meno al passo con lo Zeitgeist
di quanto lo sia il mio accordatore di pianoforte o la mia guardarobiera.
Addio, e fuori di qui!
Princeton era attorniato da Zoe e da Bernie che facevano
vento alla sua fronte febbricitante e cercavano in tutti i modi di
consolarlo. Lui ormai ci vedeva doppio e fra non molto avrebbe
vomitato, ma nell'attesa si sentivano tutti e tre molto vicini.
Avevano tentato qualcosa, e avevano fatto fiasco. Non solo erano
rimasti ancorati al passato, ma non erano mai stati aggiornati
e non lo sarebbero stati mai. Lasciavano tutti e tre New York
ma, almeno, due di loro andavano a casa portandosi dietro i soldi
che si erano guadagnati e il terzo, Princeton Keith, aveva intascato
talmente tanto nei suoi anni migliori, che se fosse tornato
nell'Illinois per vivere col sussidio sarebbe stata solo colpa sua.
Quella fu l'ultima volta che Mrs Bickle e Bernie Gladhart videro
o sentirono Princeton Keith, e fu duro per loro pensare
che lui passasse il resto della sua vita seduto davanti a un portico
del grande Mid-West. Comunque, come Mrs Bickle fece notare
a Bernie, questo era accaduto prima ad altre grandi figure del
mondo letterario di New York. Dopo avere in giovent strepitato,
ruzzato, urlato e fatto salti mortali con allegri lunatici e
marxisti ortodossi, ora li potevate vedere sul far della sera rannicchiati
in un'amaca o in una sedia a dondolo che leggevano il
generale Grant o il generale Sherman, una lacrima sullo spelacchiato ciglio.
...
.
...
18. Credevo di morire e invece sono vivo.
...
.
...
Vi domanderete se Cabot Wright avesse capito qualcosa degli
ordini che la Vita gli aveva dato.
Nacque, naturalmente, e fu educato al vasino e svezzato all'et
giusta. Mandato all'oratorio festivo scelto dal padrino, visti
i ritratti di Elia, di Ges il Cristo e di Dio in camicia da notte a
colloquio con altri signori con i capelli lunghi, vestiti stessa maniera.
Entrato all'asilo, affidato cure di zitella dal fiato cattivo,
di nome Sadie F. Harkness. Imparato presto andare in altalena,
notato sedere bambine diverso da quello bambini, quando loro
si accoccolavano i ragazzi rimanevano in piedi. Notato che alcune
persone avevano pelle diversa e che si nascondevano spesso
dietro cespugli; ordinatogli di non guardarli. Comunque tutti,
anche allora, giravano su grosse automobili. Woodrow F. Harding
era morto, come si sa, e Theodore F. Truman era stato
chiamato al suo posto. La Cina attaccava le minacciose orde dei
suoi pezzenti senza terra. Cabot Wright continuava sua educazione
di massa imparando seguenti materie: saluto alla comunit,
scendere sulle scale mobili, arrampicarsi sui muri, scriverci
sopra, spuntino con krapfen, addestramento di gruppo con
partecipazione di entrambi i sessi, Periodo di Democrazia per
piccoli cittadini, igiene, ginnastica, cavallina, saluto della sera
all'YMCA, Grande Gita con colazione al sacco, campeggio nei
mesi caldi che d un po' di riposo a mammina. College di sua
scelta Ivy Walls, scelto dall'amico di famiglia Ivy Walls, diplomato
con mezza laude, servizio militare (dove nulla di quello
che fece sollev obiezioni). Sua laurea in Belle Arti a Yale considerata
sciocchezzuola necessaria per gentiluomo dell'Est, e, dopo
servizio in calzoncini kaki, Wall Street. L'America considera
dovere di ogni giovane dirigente sposarsi e adoprare suo democratico
strumento, cos' fece Cabot, come ogni giovane maschio
che si rispetti, stabilendosi a Brooklyn con ponte tra casa e ufficio,
compr potente telescopio per vedere configurazione del
terreno, moglie si ammal, i genitori scomparvero nella rivoluzione
rossa ai Caraibi, il resto, lettore, lo sai.
Comunque, quando i due di Chicago e gli zar dell'editoria
newyorkese lo lasciarono al suo destino, il problema di Cabot
era rimasto insoluto: uscito anestetizzato, dal grembo materno,
doveva finalmente imparare a sentire. Ricapitolando, il problema
di Cabot era questo: il dottor Bigelow-Martin gli aveva tolto
ogni interesse tranne che per il suo tessuto erettile, e i manganelli
e i tubi di gomma della polizia gli avevano spento anche
quell'interesse. Ma non era questo il problema di tutti gli Usa?
Sotto i diversi generali, giocatori di poker, signorotti di campagna,
merciai, nipoti di re-del-whisky che sono diventati presidenti,
e mentre l'America, con la barba di Geova e la corona
della Regina dei Cieli, fotte il resto del mondo e caccia un'isola
gialla nel forno crematorio in nome della libert, rimane il fatto
che gli americani a casa loro, chez eux come diceva Princeton
Keith, eccezion fatta per i vecchi e per quelli sulla china che fanno
cagnara per avere i dottori gratis e una TV rettale, il resto della
cittadinanza Usa, come li chiama una famosa rivista, dai milionari
a riposo del Maine alle sponde del dorato Yukon, gli
americani sono tutti mentalmente se non fisicamente anestetizzati.
Odono, ma non intendono. Vedono, ma l'immagine  sfocata.
E la pioggia cade sugli schermi della loro TV.
- Questo l'abbiamo gi visto! - gridano gli Usa girando
un'altra pagina della loro TV. - Ahi, le mie maledette emorroidi!
- Non vediamo la differenza, - dicono il bambino, la distinta
vedova, il ragazzo milionario, - non vediamo la differenza tra
il generale Roosevelt e il capitano Truman, tra il professor Eisenhower
e Grover Kennedy Johnson. Sembrano tutti ragazzi
alla testa di una gita di scouts che non sentono il grido del taglialegna
Cade!! mentre i grossi investitori succhiano sangue nelle
giungle, nelle isole dello zucchero, nella pampa e nelle acque
del lago Titicaca, nei letti di dinamite sotto il Prado, l'Avana,
sotto le miniere di stagno della Bolivia e sotto il Katanga. Mi
sembrano tutti uguali, gridano gli spettatori, solo che ogni presidente
nuovo promette qualcosa di pi ai vecchi artritici e ai
negri pi neri... Zitti! Ora lo sento! Dong, dong, dong'.
- Lo avrete, negri e giocatori di baseball finch c' salute nel
mio corpo di generale! Ve lo dar. Il Presidente sono io.
- Questo l'abbiamo gi visto! - gridano gli Usa davanti al piccolo schermo.
Ma sono cos stanchi.
Quando lasci Mrs Bickle, Cabot Wright, che non aveva ancora
riacquistato tutta la sua memoria, era in uno stato di semi-confusione,
forse dovuto al fatto d'essere stato sempre emotivamente
anestetizzato fin da quando era emerso dalle doglie della
sua spazientita madre. Naturalmente divenne un figlio spurio.
riiiiposo!
In assenza di Mrs Bickle, Cabot si ferm all'angolo della
Quarantaduesima con la Sesta Avenue perch aveva udito la
voce di Sorella Sadie X: - Se soltanto riuscissi a far sentire qualcosa
anche a uno solo di voi! - L'evangelista apriva sempre la
sua predica sventolando la Bibbia e la bandiera.
- Se soltanto un uomo o una donna si fermasse qui e vedessi
che i suoi occhi non sono vitrei per il vuoto interno, io m'inginocchierei
su questo marciapiede sporco e direi: Grazie, Ges
benedetto! Ma non vedo altro che occhi vitrei, e non mi riferisco
al vostro costoso equipaggiamento ottico. No, care pecorelle
smarrite, mi riferisco a qualcosa che nessun oculista potr
correggere. Vivete nella citt pi corrotta che sia mai esistita,
la famosa Babilonia era un gioco da ragazzi in confronto,
perch almeno i babilonesi sentivano i loro peccati e se ne pascevano.
Ma voi peccate senza nemmeno conoscere la trafittura
della vostra malvagit, e nemmeno, oh povero gregge, traete
piacere dalle vostre colpe come facevano gli abitanti di quell'antica
citt sull'Eufrate. Voi peccate non perch avete degli
appetiti, ma per mera vuotaggine spirituale e ottusit fisica!
- Se solo potessi farvi sentire qualcosa, o cittadini della pi
grande citt nella storia del cosmo, ma voi avete avuto troppo
da tutti i punti dello spazio: di ogni orifizio del vostro corpo
hanno fatto una cornucopia, e siete stati tanto rimpinzati rimpinzati
rimpinzati che non potete nemmeno pi muovervi. Gridate
Ancora! Ancora! ma non riuscite a sentire nulla.
Andando sempre pi verso ovest, perdendosi per strade una
uguale all'altra, Cabot all'improvviso, entrando in un'autostrada
chiamata Piker, vide l'intero continente. Gli alberi sono copertoni
di gomma e preservativi. La sporcizia  fatta di mozziconi
di sigarette infilati in candele d'automobili. Gli uccelli, le
tartarughe, i topi, i ratti, i gatti selvatici e i serpenti sono vecchi
crick, pompe, cinghie di ventilatori, camere d'aria del 1928.
Ovunque, i cartelloni vi dicono cosa state per fare e cos'avete
fatto.
Il sentimento per il fior-di-dollaro  contagioso, e tutta l'America
adora i fior-di dollaro. Oggi non c' un uomo, una donna
o un bambino in questo bel paese che non ami un fiore chiamato
dollaro, i cui occhi non s'inumidiscano un poco al solo
sentirlo nominare, le cui mani non abbiano un leggero tremito
al pensiero che in questa nostra grande terra ci sia un campo di
puri intatti fior-di-dollaro che ondeggiano alle dolci brezze primaverili.
Oh, bei pomeriggi per l'infanzia, per la giovent, e naturalmente
anche per la piena maturit! E gli anziani non fanno
eccezione. Gli anziani occhieggiano da sotto le loro quattro tegole
ipotecate per vedere i fior-di-dollaro. L'America  un campo
di fior-di-dollaro, come ha detto una volta un grande poeta
yankee mentre lavorava alla Casa Bianca per il generale Woodrow
Roosevelt. Aveva appena ricevuto un assegno per 18 milioni
di dollari di dividendi da una ditta che vende a mezzo ordine
postale orsacchiotti di pezza difettosi e condutture idrauliche
che perdono. America, - scrisse, - tu sei un campo di fiordi-dollaro,
e tutti gli americani gli sventolarono i fazzoletti.
Questo grande poeta centro-continentale pensava che il
generale Woodrow Roosevelt avrebbe dovuto muovere guerra
prima, perch lui e sua moglie (ormai gente dell'Est) furono
molto seccati di non aver potuto visitare l'Inghilterra e la Francia
(la loro seconda patria) per spenderci i loro dividendi in cultura
francoinglese. (Enumerate, per favore: antichit orologi a
muro di similoro formaggio vino vino vino profumo francese liquori
champagne Chambertin marmellate inglesi - insuperabili,
gli inglesi non hanno mai imparato a cucinare ma sono dei
maghi con la marmellata di ribes e/o di prugne damaschine -
porcellana inglese Chippendale inglese manichini di cera maggiordomi
di classe e non dimenticate il tweed e la birra scura).
Quando il poema del grande poeta laureato, L'America  un
campo di Fior-di-dollaro, raggiunse le edicole con la grande rivista
illustrata bellissimi usa, fu una mobilitazione in tutto il
continente. Per averne delle copie si presero i tassisti e si buttarono
dai parapetti dei ponti, si fermarono e schiaffeggiarono le
madri perch con le loro carrozzine si mettevano di mezzo e intralciavano
la corsa alle edicole, le donne incinte furono consigliate
di non rimanere per la strada ma di tornarsene ai loro fornelli
a preparare pudding in previsione di uno stato d'emergenza,
i camionisti che avevano i muscoli deltoide bicipite e trapezio
troppo sviluppati furono ammoniti di non avvicinarsi alle
edicole per procurarsi delle copie della rivista, e alla fine il presidente
del paese, il presidente dei grandi vecchi Usa, dovette
tenere un discorso dal suo letto d'infermo per dire: - Mia moglie
e io vi promettiamo che se andate tutti a casa e smettete di
creare disordini, cosa tuttavia che rientra nel vostro diritto costituzionale,
noi in persona, lei e io, manderemo a ogni democratico
sotto i settant'anni una copia de L'America  un campo
di fior-di-dollaro con una nostra fotografia che ci rappresenta
mentre scendiamo gi dalla cappa del camino il 4 luglio. Amen,
e che Dio vi guidi alle urne. Qui vi parla il vostro Geova personale.
All'improvviso Cabot Wright riusc a ridere. Fu la prima vera
risata che fosse mai stato capace di fare. La prima parte della
sua vita, reale o fittizia, era stata dedicata alle risatine, e adesso,
sebbene sapesse che in nessun posto del suo corpo sarebbe pi
stato in posizione d'attenti, improvvisamente riusc a ridere.
Prima Ha e poi Ho, poi Ha Ha ha, haaaaaaa!
Risata!
E il reverendo Cross era andato a trovarlo. Aveva tenuto la
mano del suo giovane protetto mentre la risata zampillava,
scoppiava, scrosciava, usciva a fiotti, a cascate, a torrenti.
Cabot aveva detto a Mrs Bickle quasi tutto o le aveva almeno
accennato ci che ancora era rimasto da dire. Le aveva raccontato
tutta la sua storia e lei non se ne sarebbe mai servita. Forse
lei ci credeva o forse no, e questo era ancora meglio. Ora Cabot
poteva dimenticarsi della propria storia e dimenticare se stesso.
Il reverendo Cross della Chiesa di sua Scelta era andato a
trovarlo tutti i giorni, anche solo per pochi minuti, ma quel
giorno, tenendogli la mano mentre Cabot si abbandonava al
suo parossismo d'ilarit, il prete disse:
- Cabot, ragazzo mio, adesso stai meglio, finalmente.
Ancora giovane d'aspetto, il reverendo Cross soffriva anche
lui di molte malattie spirituali come testimoniavano i suoi occhi
cerchiati, il polso affrettato, la bocca asciutta, le sue occhiate all'inguine
dei ragazzi, la sua abitudine di parlare da solo. Ma aveva
rinunciato alla vita per Cristo, ed era questo che gli aveva
permesso di vivere nel mondo senza essere battuto e ridotto a
una poltiglia.
- La confessione, Cabot, fa bene all'anima, - e gli batt dei
colpetti sul ginocchio.
- Io le ho gi detto tutto, reverendo.
- Ma tu non sei pentito, Cab. Non lo sei per niente.
- Ma non sono nemmeno pi stanco, reverendo. Neanche
un po'. E ho detto a Mrs Bickle quasi tutto... dopo che lei me lo
ha letto in quel libro.
- Prega con me, Cabot, - disse il reverendo Cross. - Non ti
far male anche se non ci credi. Prega un po' con me.
- Io sono stato un figlio sostituito, - disse Cabot con aria sognante.
- Dio, questo ti fa torcere le budella se ci pensi. Ma io non ci penso.
- Su, prega.
- Il mio scroto  blu per il varicocele, reverendo.
- Prega comunque.
- Va bene, per mi tenga il polso mentre borbotta, reverendo.
Ud la preghiera del reverendo come un rimbombo sott'acqua nel sonno.
- Tutti hanno rami che si seccano, ragazzo mio, perch hanno
respinto la loro eredit divina. Ricordi quei fiori che ti piacevano
tanto quando eri bambino, Cabot? E la ricerca nei boschi
per trovare il ciclamino, il garofano selvatico, la viola del pensiero...
- Quando sono uscito di prigione, - gli confid Cabot, - il
mio guardiano mi disse: Cabot, sar meglio che questa volta
tu stia sempre in compagnia di gente del tuo sesso.
- Dobbiamo fare tutti ci che  giusto, - disse il reverendo
Cross, e le sue lunghe ciglia nere sbatterono contro le gote per il peso delle lacrime.
- Ma cos' giusto? - domand Cabot, e quando lo disse il
reverendo Cross sembr l'immagine del suo nome (Croce).
- Mia madre lo diceva sempre, - continu Cabot. - Ma sapeva
forse cos'era giusto? Tutto quello che sapeva era che l'assicurazione
sulla vita l'avrebbe salvata quando mio padre avesse
tirato le cuoia. Ma  rimasta buggerata. Sono rimaste buggerate
tutt'e due, le mie due madri. La morte se le  portate via senza
poter riscuotere per i loro quarant'anni di prestazioni. Chi erano
i miei veri genitori, reverendo? dovremmo tutti fare ci
che  giusto. Mi scusi se mi servo della mia nuova risata. Lasci
che le dica una cosa, reverendo Cross. Lei mi sta prendendo per il sedere.
Camminando su e gi per la stanza, il reverendo disse: - Ti
sei messo contro Dio e contro gli uomini, ma soprattutto contro
te stesso. Sei in una brutta situazione, ragazzo mio...
- La triste verit, - e Cabot scosse la testa, guardando dalla
finestra il vaporetto che veniva da Cartagena, vicino a Fort Jay,
-  che la religione non ha proprio nulla dentro.  soltanto un
mucchio di chiacchiere per ispirare devozione e spavento.
- Io continuer a pregare per te, figlio mio.
Ora Cabot era di nuovo solo col suo non-io. La solitudine 
cos bella dopo il contatto immaginario con la societ. I sogni
diventano chiari e gli incubi assorbono meno attenzione. Uno si
succhia otto o nove aspirine e lascia riposare il pollice calloso su
una trapunta. Il trauma della nascita, la vita e la morte passano
come ombre sulla luna. Madre Natura continua a tener casa
aperta anche se dentro non c' nessuno.
- Pronto, Servizio informazioni? - disse Cabot nel ricevitore.
- La signorina delle previsioni meteorologiche? Siete o non
siete mai stati al servizio di un Mostro Cosmico? Io non sono
umano adesso n lo sono mai stato,  la mia fottuta risposta.
Grazie per averci permesso di entrare in casa vostra nella legale
uniforme di spia. Stiamo fottendovi, come sapete, per proteggere
gli innocenti. Grazie e buongiorno. Domani toglietevi pure
la fasciatura. I punti sono stati assorbiti dal flusso di sangue.
Non sentirete dolore. Ripetiamo. Non sentirete dolore. Aggiudicato.
Disteso sul fianco, Cabot si liberava a forza di risate. La sua
risata era un parossismo n volontario n involontario. Dallo
sterno in gi era scosso da disperate disfrenate dissennate ondate
di liberazione che, fortunatamente per lui, formarono un solo
orgasmo prolungato. Dopo tutto, la risata  il favore pi grande
che la Natura abbia concesso all'uomo miserabile e senza gioia.
 una liberazione, l'unico sollievo dal dolore d'essere umano,
mortale, brutto, limitato, agonizzante, d'essere sempre l a osservare
la Morte che ti punta dal momento in cui emergi dalla
fessura, spinto nell'esistenza tra orina ed escrementi, senza
gioia e senza significato, per sgobbare, illudersi, soffrire, perdere
troppo presto giovent e vigore e tutto ci per cui valeva la
pena d'essere al mondo, con la prospettiva dell'eternit nella
tomba, la parola finale dopo la fame che avevi di Dio, la saziet
di terra e di fango, l'urlo dell'oceano nelle orecchie della morte.
Si tratta solo di questo. Eccoci qua, rise finalmente Cabot.
- Il palato ha ceduto! Ho riso! - disse.
Sdraiato nel fango di Brooklyn, continuava a sghignazzare.
Rise finch ebbe la prima erezione dai tempi dei bastoni e dei
manganelli, rise ancora finch si sent debole come un vecchio,
rise finch vag e gorgogli come un neonato. Poi rimase sdraiato
sulla schiena in silenzio, con qualche lacrima negli occhi per
il dolore delle risate, con un filo di bava che gli scendeva dalla
bocca sulla fossetta del mento appuntito.
- Credevo di morire ma sono ancora vivo.
Quella mortale monotonia della continuit umana,
La nebbia  un mare sulla terra!
...
.
...
19. Il pozzo di mamma s' seccato.
...
.
...
- Il fuggiasco  tornato! - grid Carrie Moore dal suo cantuccio
della TV in Dorchester Avenue, quando vide Bernie
Gladhart sulla soglia.
Entrando nell'appartamento di Carrie, Bernie annus accuratamente
l'aria e non assunse quell'espressione caratteristica
di chi si sente tornato a casa. Aveva, anzi, l'atteggiamento di
uno di passaggio.
Posando per il momento le valige, Bernie fece il possibile
per evitare di guardare il cambiamento avvenuto sul volto della
sua ex moglie. Carrie era invecchiata, e quando una donna invecchia
va pi in fretta di un uomo, riflett Bernie. Accorgendosi
della sua espressione colpita, lei accus la TV delle condizioni
della propria faccia. - Lo chiamano riflesso televisivo, -
spieg. Era una malattia nervosa comune nella zona di Chicago.
Vestita come al solito, e cio in sottoveste, col reggipetto rinforzato
di fil di ferro che le alzava i capezzoli a un'altezza possibile
soltanto per una donna cos giovane da essere sua nipote,
lei disse che aveva da dargli una notizia funerea. -  meglio che
tu lo sappia subito, mentre sei ancora fresco di treno.
- Uno nuovo che vive con te? - domand Bernie accennando
col capo al piano superiore. Sapeva, naturalmente, che Joel
Ullay se n'era andato da un pezzo.
- Non  pi il tempo di pensare a nuovi o vecchi, ho paura, -
disse lei. - Ho dei guai seri. Brutte, bruttissime notizie.
Lui la guard e vide che parlava sul serio.
- Se non vuoi che stia qui, Carrie, - cominci Bernie, - me
ne vado subito, naturalmente. Dalle tue telefonate non si capiva
bene se volevi che tornassi o no. Ma il fatto  che non avevo nessun
altro posto dove andare, non subito, almeno. Mi dispiace
che la tua idea di farmi scrivere un libro non abbia avuto successo,
anche se ci ho guadagnato un po' di soldi. Princeton Keith,
sai, era diventato matto per la storia di Cabot Wright. Credeva
che sarebbe stato il culmine della sua carriera e chissacch...
-  morto, lo sai, - disse Carrie.
- Cosa? - boccheggi Bernie. - Chi?
- Quello che hai nominato, Princeton Keith. L'ho sentito
alla radio stamani. Si  sparato nella sua sedia a dondolo con
una vecchia 45. Pensa, adoprare un affare di quel genere!
Sbadigli convulsamente.
-  questa la tua cattiva notizia?
- Bernie, vuoi sfottermi, - lei disse. - Certo che no.
Lui not come il modo di parlare di Carrie fosse fuori moda.
Il suo linguaggio, che lei credeva attuale, apparteneva al primo
gergo degli Scrittori dai Piedi Scorticati, uomini del vecchio
bop che si erano tutti ritirati dalla scena. Bernie conosceva la
mania che aveva Carrie di usare espressioni moderne, un modo
come un altro di sentirsi viva, ma il suo era un gergo ormai stantio,
e lei era una vecchia appassionata di jazz in un'epoca in cui il
jazz  pi musica classica che divertimento.
- La mia cattiva notizia, - e Carrie piangeva un poco, -  una
brutta notizia al massimo grado, ed  tanto pi brutta perch riguarda solo me e nessun altro.
E adesso piangeva a dirotto.
Bernie, che si era alzato, si appoggi al muro e, con la testa
sul braccio ripiegato, cominci anche lui a singhiozzare cos
forte che Carrie smise subito e url:
- E tu cos'hai da frignare, si pu sapere?
- Forse  il colpo che ho avuto a sentire che era morto, - rispose Bernie.
- Chi? - domand lei. - Ah, quel tipo, quel Keith...
Bernie si asciug le lacrime col dorso della mano.
- Be', mi dispiace che quel Keith sia morto, visto che ti tocca in questo modo, - lo rimprover lei.
- Mi ha dato molte cose che nessuno mi aveva mai dato. Ma
in fondo credo che neanche lui pensasse che ero uno scrittore, - mormor Bernie.
- Be', almeno ora  un'opinione unanime, - lei disse.
- Una volta tu credevi che fossi uno scrittore, Carrie, - egli le ricord.
- Hem, - disse lei. - Ma  tanto tempo fa, gioia. Tanto tempo fa. Mamma allora stava bene.
- Non stai bene, Carrie?
- Be', diciamo cos, tesoro: se per esempio tu decidessi di
venire a vivere sotto il mio tetto non vivresti certo nell'epoca dei jet.
- Non mi fermer qui, se non vuoi, - disse Bernie. Lei lo fiss,
con occhi che non erano esattamente a fuoco. - Me ne andr
appena lo dirai, - e abbass la testa.
-  carino da parte tua, - Carrie si vers da bere del bourbon.
- A dir la verit non ci avevo pensato molto al tuo andare o
restare. Ho pensato per al tuo appetito, alla tua pancia, cio,
per via che mangi tanto. Quando ho saputo che arrivavi ho telefonato
a quel ristorante cinese della Cinquantacinquesima Strada,
Wong Duck Fu o come diavolo si chiami ora quel vecchio
covo di tarme, cambier gestione una volta al mese, e ci mandano
su la cena. Spero che questa volta la mandino calda. Comunque
se loro fanno i deficienti abbiamo le casseruole giuste per
scaldarla. E ci mandano anche un gallone di t.
- Qual  la tua brutta notizia, Carrie? - Bernie torn sull'argomento.
- Lascia che ci arrivi da me, tesoro, - lei lo ammon. - Ma
nemmeno tu mi sembri tanto in forma, direi.
Bernie disse a Carrie che gli pareva di aver sentito il campanello
della porta d'ingresso attraverso il rumore della televisione.
And ad aprire giusto in tempo prima che il fattorino riportasse
indietro la loro cena. Bernie tolse dai cartoncini il riso e il
chop suey freddi e le vers il t da un involucro di cartone.
- Non sei obbligato a mangiare questa roba se non ti va,
- disse Carrie indicandola con la forchetta, di cartone anche quella.
- Perch non mi dai la tua brutta notizia, Carrie?
- Non ti roviner l'appetito? - domand lei. Non toccava
quasi cibo. Beveva con aria depressa il suo t nel bicchiere di carta.
Fu Bernie a parlare di nuovo. - Non credo che ci sia nulla
che possa abbattermi, a questo punto. Ormai sono abbattuto
per bene e per sempre. Chiss, - parlava a voce cos bassa che
forse nemmeno Carrie riusciva a udirlo, - forse c' sempre qualcosa
che pu buttare un tizio ancora pi gi di quello che .
- Che tizio? - lei disse.
- Dov' Joel Ullay? - domand Bernie.
- Ti ho gi parlato di quello sporco bastardo... E il tuo amico
congolese dov'?
- Non riesco a pensare ad altro che a Princeton Keith, - disse
Bernie dopo una pausa. Scosse la testa.
- Non cambiare argomento, - disse Carrie. - Ti ho chiesto
dov' il tuo amico congolese. Io te l'ho gi detto che Ullay se l'
squagliata e perch.
- O. K. bambola, - sospir Bernie. Tolse dal portafoglio
una piccola istantanea di Winters Hart.
- Lo amavi? - Carrie guard la fotografia.
- Oh, quasi. In quell'unica nostra notte, - spinse via il suo
piatto.
- Ma non abbastanza da sposarlo, - lei continu guardando
l'istantanea. - Mah, la bocca e il mento mi sembrano un po' deboli
per un congolese. Ha dei bei capelli, per, e ce n'ha un
mucchio Gli restitu la fotografia e disse: - Be', pigliati chi ti
piace,  sempre stato il mio motto-. Butt il piatto ancora pieno
di chop suey nella grata aperta della stufa.
- E adesso la cattiva notizia, bimbo, - cominci. -  come
un funerale: Mamma  finita.
- Niente indovinelli, per piacere. Sono stufo di dover sempre
indovinare.
- Sei troppo vecchio, bimbo, vuoi dire. Ma d'accordo. Non
devi indovinare perch te l'ho gi detto, se ci pensi un po'. Ci
sei? - Rise, perch Bernie non rispondeva.
Lui ricominci a piangere, e questo le schiar un po' la
sbronza.
- Bernie, - disse, - tu non hai quello che ci vuole.
Allora lui si mise gi a piangere rumorosamente e disse, con
una voce stridula: - Lo so, Cristo, lo so -. E non si fermava pi.
Tutto ci che lo aveva sempre ferito, tutto ci che aveva tagliato
e contuso e accoltellato e piagato la carne, tutti i colpi dimenticati,
insieme al pus e alla linfa e alle ulcere sembrarono
ora scoppiare e uscire come da una cateratta. Lei ne fu agghiacciata.
- Che t' successo? - sussurr. Gli mise una mano sulla sua,
ma lui la respinse con malgarbo.
- Devo andar via di qui! - Si alz in piedi.
- Non vuoi sentire la mia cattiva notizia? - lei grid. - Sentila
lo stesso! - grid, mentre scivolava e cadeva per terra accanto
a lui. - Senti la cattiva notizia di Mamma! Devi stare a sentirla.
Lui si ferm a guardarla, asciugandosi gli occhi alla maniera
di un bambino piccolo.
- Sono morta, Bernie, - si attacc alla mano di lui perch
l'aiutasse a rialzarsi. - Ecco la mia brutta notizia. Menopausa,
tesoro. Ho oltrepassato il cancello del cimitero, e il carro funebre
 gi l che aspetta per la sepoltura.
- Menopausa, - lui annu, sempre stropicciandosi gli occhi.
-  stato la settimana scorsa. Il dottore dice che  prematura
ma definitiva. Mamma non sar mai pi come prima. Non so
perch mi faccia tutto questo effetto. Quando eri via non ho bevuto
quasi mai, ma da quando so che stavi per tornare ho ricominciato.
- Oh, mi dispiace, Carrie, - lui gemette, ma lei lo scrut e vide
che era addolorato solo per se stesso e be', non poteva mica
fargliene una colpa.
- Non sei obbligato a mandarmi un telegramma di condoglianze,
- disse. - Ho chiuso il recesso nuziale, a proposito.
L'ho chiuso quando quel piccolo snob di Ullay, candido candido,
ha tagliato la corda, dopo che gli avevo pagato tutti i conti.
L'ho cambiato in un ripostiglio per i colori e l'acqua ragia. Il recesso
nuziale, voglio dire.
- Il recesso nuziale! - grid lui quasi con la voce e l'espressione
di una volta. - Mi sembra che sia stato un miliardo d'anni fa.
- Questo  il telefono, - lo inform lei. - Ho gli orecchi ancora
buoni, anche se ho preso quella malattia da TV. Vai a rispondere,
potrebbe essere Ges -. Si vers dell'altro t freddo,
guard a lungo la bottiglia di bourbon ma non allung la mano.
- Chi ? - domand poi in tono irritato quando vide che era
passato il tempo per un pronto e un buonasera, e lui continuava
a parlare con un largo sorriso di piacere.
Improvvisamente, guardando lo schermo del televisore, lei
alz un braccio e lanci un pesante portacenere contro l'apparecchio,
urlando:
- E levati quella parrucca, brutta troia!
- Carrie, - chiam Bernie, - stai brava, ti dispiace. Sto parlando
con Wurtheim Badger, pensa un po'.
- Chi? - strill lei.
- Badger. Quello delle auto usate. Lavoravo per lui, non ti
ricordi? Mi sta parlando d'affari.
Bernie si volt di nuovo verso il telefono e disse: - Formidabile,
Badger, che tu m'abbia chiamato giusto cos per un presentimento!
- Ma guarda un po', - disse Carrie. - Un impiego in vista.
Il capo le cadde sul tavolo, vicino al chop suey quasi intatto di Bernie.
- Ma certo, Badger, ma certo! Sta' sicuro. Salve Badger,
stammi bene e tante belle cose, - la voce di Bernie arrivava a ondate fino a lei.
Quando egli rientr nella stanza alz la testa a guardarlo e
disse: - Hai preso un certo modo di parlare da quando sei andato a New York... Non sei pi tu.
- Carrie, vecchia mia, - e le dette un leggero colpetto sulla guancia.
- E non ti dispiace per niente che ho avuto la menopausa.
Non te ne importa perch non te n' mai importato di me.
- Tesoro, devo andare a lavorare. Lui, Badger, ha un lavoro
per me. Ma capisci?  un miracolo. Non sapeva nemmeno che
ero stato a New York. Lo sai cos'ha detto? Ha detto che sono il
miglior venditore che abbia mai avuto qui nella zona sud. Mi ha
tirato su il morale, capisci, - mormor, contento.
- A lavorare, - lei lo fiss, e c'erano sorpresa e disgusto nella sua voce. Lui prese le valige.
- Dovevo prenderlo questo lavoro, gioia, - disse lui quasi in
tono di scusa. - Ne ho passate di tutti i colori. A Brooklyn mi
sembrava d'essere nell'ano del cosmo. Era il vuoto, tesoro. Non
sono riusciti nemmeno a fare di me un impostore. Ero una scorreggia
immaginaria che loro non riuscivano a sparar fuori.
- Non c' bisogno che tu parli sporco per farmi sentire a casa
mia. Dal momento che sono a casa mia, - disse lei. - Quindi vai pure se vuoi andare.
- Ciao, Carrie.
- Allora non tornerai? - Gli dette uno sguardo preoccupato.
Bevve in fretta ancora qualche sorso di t per schiarirsi le idee.
- Come hai detto tu stessa, gioia, il recesso nuziale  chiuso,
- e si congratul con se stesso per aver pensato a dire quello,
perch voleva andarsene al pi presto di l. - Io comunque ero
sicuro d'essere stato estromesso quando ho saputo di Joel Ullay,
ed ero venuto soltanto a salutarti.
- Ti sei comportato come un vero signore, insomma, - lei
annu a scossoni, come un pupazzo del Tunnel della Morte al
Luna Park. Ma poi gli mise una mano sul braccio e lo strinse, dicendo:
- Ma se per caso ti trovassi col sedere al freddo e senza
un posto dove posarlo, ritorna. Puoi sempre passare la notte
qui, capisci. Quando vuoi Gli dette un bacio umido sulla bocca.
- Grazie, Carrie.
- Grazie, ma niente...  questo che vuoi dire?
- Grazie, - e la baci.
Seguito da Carrie si avvicin alla porta d'ingresso e vi si appoggi
contro, con le pesanti valige in mano, voltandole le spalle.
Lei lo baci sulla nuca.
- Non importa, Bernie. Tropp'acqua sotto il ponte, immagino.
E io sono troppo a terra perfino per rendermi conto se mi sento sola.
- Ti prego, Carrie, - e pianse ancora un poco.
- Per amor di Dio non ricominciare, - lei grid. - Non metterti
a frignare, capito? Vai a vendere le macchine, Cristo.
- Qualsiasi cosa tu abbia bisogno, Carrie, telefonami e vengo
subito -. Le voltava ancora le spalle.
- Uh, come mi consoli, - lei disse. - La mia cattiva notizia si
dilegua quando sento la tua voce. Addio, Bernie. Esci di qui.
Quando, da fuori, egli ud i suoi singhiozzi furiosi, riapr la
porta per dire: - Carrie, telefonami, hai capito?
- Io non ho paura delle cattive notizie come certa gente, - lei
lo fiss come se non si rendesse conto di quanto tempo era passato.
Forse pensava che fosse gi passata qualche ora e lui fosse di ritorno.
- D'accordo, Carrie, - disse lui. - Comunque ti voglio bene.
- M'aiuta assai, - disse Carrie asciugandosi le lacrime come
faceva Bernie Gladhart, col dorso della mano. - Non te la sei cavata
mica male per un ex galeotto, - disse con un tono pi duro.
- Continua cos, ora che hai cominciato.
- Carrie, - adesso lui stringeva forte il manico delle valige,
- tu telefonami.
Questa volta lei chiuse la porta con violenza.
Torn nella stanza e la TV, forse per la botta che lei aveva dato
alla porta, faceva un gran baccano. C'era ancora il programma
Cuba, rifiorirai, e una banda di quaranta ragazze stava
suonando inni patriottici americani con un'ostinazione speciale,
dovuta al fatto che ognuna delle senoritas era stata esiliata
dal dittatore rosso dei Caraibi e aveva appositamente e da poco
tempo imparato l'inno nazionale degli Stati Uniti. Poi seguirono marce di Sousa.
- Quello col sassofono in seconda fila  il pi carino, - disse Carrie Moore e si vers un po' di bourbon nel t freddo.
...
.
...
20. Come mi sento ora.
...
.
...
- Parli e ti comporti, - disse Curt Bickle alla moglie qualche
settimana dopo il ritorno di lei da New York, - come se tu avessi
in mente di scrivere la storia di questo Cabot Wright.
- Ma sai benissimo che non lo far, - lo rassicur Zoe Bickle,
e Curt respir di sollievo.
- Oggi sei proprio intelligente, simpatica e perfino bella, -
Curt si pul gli occhiali e fiss di nuovo la moglie con soddisfazione.
Era vero. Mrs Bickle era un po' ingrassata e non era mai stata
cos bene, aveva una pelle splendente, gli occhi luminosi, e la
sua risata aveva perso ogni asprezza.
- Certo, - disse Mrs Bickle, - la tentazione di scrivere la
storia di Cabot l'ho avuta, dopo il fallimento di Bernie e con
quel povero Princeton che si  ammazzato. Ma sai, - disse al
marito, - ci che me ne ha fatto passare la voglia  stato proprio
il nostro delinquente. Ha cominciato a scrivermi. Non te
l'ho detto prima perch pensavo che avrebbe smesso presto.
Ma forse adesso smetter davvero, ora che se n' andato da
New York.
Apr una scatolina che Curt aveva gi visto ma alla quale non
aveva prestato molta attenzione. Lei ne tolse una busta, apr la
lettera e lesse:
Dopo che il mio palato ha ceduto, Mrs Bickle, ho cominciato a vedere le
cose come sono in realt. Questo era successo anche un po' prima che imparassi
a ridere; adesso, come pu immaginare, sono un professionista della risata:
s, i tempi di quel mio ridacchiare sono finiti.
E pensare che lei - grazie -
 stata la prima persona che mi ha ascoltato dal principio alla fine.
Mrs Bickle tacque un momento e Curt guard altrove, imbarazzato.
Si vergognava come tutti, pens lei, di ci che c'era
d'umano nella sua natura umana.
- Come andr a finire un uomo come quello? - disse alla fine
Curt Bickle quasi in un a parte.
- Uno come Cabot? - Lei riflett sulla domanda. - Forse la
lettera ci dar qualche indizio -. Continu a leggere:
Dopo aver venduto tutto ci che possedevo, le case e il resto (si ricorder
che ereditai l'impero di Warby e divenni ricchissimo), be', quasi tutta la mia
eredit  sfumata. Sono ripulito. Tutta quella filantropia, investimenti sbagliati,
e cose del genere. E io volevo sbarazzarmene, in fondo. Ho dato via
molte cose.
Curt sbadigli perch erano le undici, ma Zoe Bickle continu
a leggere:
Ho la faccia piena di foruncoli, ma non ho tempo di andare dal dottore.
Inoltre a New York  tutto chiuso per le feste ebraiche, c' un brutto vento
del sud che soffia a dieci miglia all'ora, e il televisore che c' in questa stanza 
rotto e io non posso guardare nessuno di quei grandi volti attraverso i quali
vedo tutta l'America, eroi del baseball, presentatori, canzonettisti immortali,
generali col cappello, e mogli di presidenti vivi.
- Oh, com' immaturo, - disse Curt.
Come soleva dire il mio padre spirituale, il reverendo Cross, in ogni nostro
respiro la vita e la morte si destreggiano per avere la meglio. Siamo stati
preceduti su questo pianeta da settantasette miliardi di persone, ma la grassa
notizia  che col ritmo con cui aumenta la popolazione, oggi vive un decimo
di tutta la gente che sia mai vissuta. Questa  la buona nuova che volevo darle,
Mrs Bickle, prima di scriverle le brutte notizie, la necrologia, come la chiamano
i giornali migliori. Lei deve essere informata se vuol scrivere la verit
sulla mia vita.
ULTIME NOTIZIE E INDISCREZIONI
La bellezza di Goldie Thomas  stata quasi completamente distrutta
un giorno che, guidando la sua piccola utilitaria nel Maine, vicino a un posto
chiamato l'isola dei Cervi, dove naturalmente lei era in vacanza,  andata
a fracassarsi contro un casino da pesca per evitare un alce che non voleva
togliersi di mezzo. Gilda Warburton si  data la morte a Manhattan
bevendo del cosmetico liquido che aveva scambiato per Campari. La cosa
viene tenuta segreta perch lei l'aveva rubato al suo nuovo cameriere negro
che aveva preso il posto di Brady il quale, a proposito, si  arruolato
nella marina mercantile. Non ricordo se gliel'ho gi detto o no, ma la mia
prima e unica moglie, Cynthia Adams,  morta di polmonite doppia al manicomio,
senza aver mai pi saputo chi era. (Certa gente  fortunata).
Se questa lettera le sembrer sconnessa,  in parte perch in un appartamento
vicino, dove non santificano le feste, Terry al vibrafono sta suonando
I Love You, Sfranger, in Fact I Do.
Be', prima di arrivare al vero dramma, posso dire ci che il reverendo
Cross dice che vale sempre la pena di ripetere: Il mio cuore si spezz prima
che udissi la Carrozza dire Via!  S, Princeton Keith non  pi. Certo,
questo l'avr molto colpita, dal momento che eravate amici d'infanzia.
Ora lui non ha pi bisogno di preoccuparsi dell'automazione. Voglio dirle
qualcosa su Princeton. Ha passato venticinque anni della sua vita convinto
d'essere entrato per sempre negli annali di New York, anche se era
dell'Illinois. Infatti pensava che Al Guggelhaupt et soltanto la Luna e che il Sole
era lui. Non  stata solo la tranquillit di un piccolo paese del centro America
a ucciderlo, ma il trauma che ha subito il suo organismo per la mancanza
di quelle cenette da cinquanta dollari con sette cose diverse da bere.
Sarebbe stato un colpo per l'organismo di chiunque. La vescica si stizzisce,
il grande colon resta sconcertato, il fegato perde l'abbronzatura, la
prostata si deprime, il grande sfintere crolla completamente...
- Oh, per amor del cielo! - grid Curt. Mrs Bickle continu
in fretta:
Se lei scriver mai qualcosa su di me, non so se mi piacerebbe leggerlo.
Temo di avere, per la mia vita di allora, ancor meno interesse di quanto ne
avesse lei quando la leggeva. Dio, se ammiravo il suo sguardo privo d'espressione,
Mrs Bickle! (Non la chiamer mai Zoe, perch per me lei  l'Orecchio,
che si limitava a bere quello che spesso non capiva neanche. Grazie ancora
per questo).
Immagino che perfino Chicago sembri un po' lillipuziana con il via vai di
jet che la collegano a tutto il mondo e la pubblicit canora delle pillole anticoncezionali
sul motivo della Old Rugged Cross. Un altro mio amico, Vance
Goldanski, che stava scrivendo un articolo su di me per una rivista del cinema,
 caduto in terra morto all'angolo della Quinta Avenue con la Cinquantasettesima
Strada, un uomo giovanissimo. Aveva suonato il corno per dieci
anni prima di essere candidato al Congresso Mondiale del Pensiero. Gli era
parso giusto smettere di suonare per dare una mano alla comunit mondiale,
e mor il giorno stesso in cui fu accettata la sua candidatura.
Ma ci che pensavo sempre, Mrs Bickle come lei avr capito dopo tutte
quelle ore passate nel palazzo degli scarafaggi in ]oralemon Street, Brooklyn,
e dopo quella notte a Hanover Square, bassa Manhattan (e si ricorda di tutti
quegli orologi che avevo quando stavo nel Palazzo Mirafiume?), ci che
avevo sempre in mente era Chiss se ho ancora qualche possibilit, se riesco
mai a scoprire chi io sia. Ecco perch sono tornato nella mia casa di Brooklyn
Heights, perch l'ho venduta, e perch sto per darmi a una lunga fuga,
ma stavolta con me stesso, in cerca di me stesso.
Pu darsi che questa sia l'ultima volta che noi due giochiamo al nostro
gioco di udire senza ascoltare, Mrs Bickle. A questo punto ho finito le cose da
dire sull'America, e forse anche su me stesso.  questa la cosa buffa da ricordare,
caso mai non ricevesse pi notizie da me.
No, ci che volevo dire  - si ricorda quando avevo bisogno di avere tutti
quegli orologi in funzione, e quante volte mi tastavo il polso, come se mi
aspettassi di non sentire mai la Carrozza dire Via! - be', ci che volevo dire
 che sono riuscito a risolvere almeno quel problema, se non altro, dato che
non ho bisogno di fare quelle domande difficili alle quali nessuno adesso n
nessuno di quegli altri settantasette miliardi ha mai trovato una risposta: cos'
che mi fa ticchettare? Non me ne importa di saperlo, Mrs Bickle, ma
comunque so che ora, lo oda nel modo che crede, io sto ticchettando come
sto battendo questa lettera, e scriver il simbolo di come mi sento ora, ed
 ha, ha!
- Be', - disse Mrs Bickle, - immagino che questa sar l'ultima
lettera che ricever dal caro Cabot Wright.
- A proposito di cose importanti, - Curt Bickle apr la bocca
dopo una pausa brevissima, - sulle labbra e negli occhi hai
un'espressione come se volessi scrivere la sua storia nonostante tutto.
- Certo, - cominci Mrs Bickle, -  quasi una tentazione.
Curt aspett un poco.
- Ma non lo far, tesoro, - disse a bassa voce, a lui e a se stessa.
- Non ho nessuna intenzione d'essere uno scrittore in un posto e in un'epoca come questi.
...
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...
FINE.
...
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...
Nota dell'autore.
...
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...
Sono passati molti anni da quando la pubblicazione di
Cabot Wright ci riprova sconvolse e offese l'ambiente letterario
newyorkese. Da quel momento in poi, tuttavia, i problemi a
cui si faceva riferimento nel romanzo sono diventati, semmai,
ancora pi reali, pi pressanti.
L'accresciuto potere e predominio dei mezzi di comunicazione
- televisione, cinema, stampa - sommato al controllo
sempre maggiore, sempre pi ramificato da parte del governo,
hanno disorientato, terrorizzato, e infine condannato al silenzio
un gran numero di teste pensanti in ogni angolo della nazione.
Anche altri scrittori americani del secolo scorso hanno affrontato
temi molto simili, hanno lanciato avvertimenti - Thoreau,
Melville, Walt Whitman si erano gi resi conto che la concentrazione
del potere nelle mani dei monopoli metteva sempre
pi a repentaglio la libert e il pensiero individuale.
Nel nostro secolo Ortega y Gasset ha definito questo ulteriore
attentato alla libert come una sorta di rivolta delle masse,
ovvero l'avvento al potere di persone che non possiedono alcuna
forza intellettuale, nessuna integrit morale - con la conseguenza
che la libert e la sicurezza di ogni singolo individuo
vengono seriamente messe in discussione. L'uomo moderno,
infatti, sostiene Ortega,  viziato, ovvero considera la societ
come qualcosa di scontato, aspettandosi da lei pi di quanto sia
pronto a dare, ignorando le nozioni di causa ed effetto. Il credo
dell'uomo moderno  tutto mi appartiene di diritto.
Il quod erat demonstrandum della tesi di Ortega, e cio che il
mondo moderno  governato da uomini senza scrupoli, con
pochissima preparazione professionale, si  fatto tangibile in occasione
delle elezioni americane del 1981, quando una vecchia
stella del cinema venne catapultata alla presidenza della nazione
pi potente del mondo per opera di un agglomerato tentacolare
di gruppi finanziari e di altro genere. Quando videro che il
loro governo era finalmente nelle mani di un venditore sorridente,
sprizzante felicit da tutti i pori, esattamente identico a
tutti quegli altri attori-venditori del piccolo schermo che li avevano
intrattenuti cos bene e per cos tanti anni, i fiduciosi telespettatori
si sentirono dunque in pace, ancora pi a loro agio,
rilassati. Quel mondo che i telespettatori avevano atteso per cos
tanto tempo era finalmente entrato nei loro salotti, e questa
volta si trattava addirittura della Casa Bianca ! E dunque ora essi
potevano permettersi il lusso di abbandonarsi a una quiete ancora
pi assoluta, di sprofondare in un sonno ancora pi profondo.
Poich quello della famiglia  un valore che negli Stati Uniti
non esiste pi, il dio della televisione si  trasformato in una sorta
di diabolica levatrice che nutre i bambini e gli adulti con una
lingua morta, false dottrine, messaggi nascosti e spesso lascivi,
proponendo come modello una vita senz'anima. Con il suo potere
assoluto, la televisione si  sostituita, in molti casi, alla famiglia
stessa. In virt della sua ubiquit ha messo in serio pericolo
l'esistenza dei libri, l'abitudine a pensare, a riflettere. Non vi 
alcun dubbio che siano stati i media, o meglio la televisione e
l'industria cinematografica, a distorcere non soltanto la nostra
concezione della realt, ma anche a svilire e impoverire la lingua
americana.
Il tipo di linguaggio che ci propinano le varie reti televisive
- non importa quanto siamo pi o meno consapevoli di questo
fatto - non  la lingua del popolo americano, quella lingua che 
scaturita dalle radici pi profonde del nostro paese. Essa non 
che un linguaggio gergale svilito, insipido, vuoto, cacofonico e
senza vita, inventato da occulti manipolatori senza scrupoli che
oggi detengono il potere e controllano i nostri pensieri.
In Cabot Wright ci riprova si legge a un certo punto che non
soltanto non riusciamo mai a liberarci dei messaggi dei media
nelle nostre case, ma che in ultima istanza, anche fuori, anche
per strada non riusciamo a sfuggire al loro controllo. Persino
i nostri rifiuti, nel momento stesso in cui camminiamo accanto
ai bidoni della spazzatura, ci comunicano messaggi.
Il messaggio chiave che ci trasmettono tutte le reti televisive
si identifica con il sogno americano, un sogno che, secondo i loro
insegnamenti, non dovremmo mai cessare di inseguire. Ma
che cos' questo sogno? Certamente non il Regno dei Cieli, e
neppure la felicit, l'orgoglio per le proprie conquiste personali,
o una vita onorata. No, il sogno americano, ci viene detto, significa
possedere una carta di credito di plastica, e una vita di
indolenza assoluta davanti al piccolo schermo, o in una spiaggia
assolata delle Hawai.
Parlando del pubblico che assisteva rapito ai suoi circhi e ai
suoi spettacoli, fu proprio P. T. Barnum, forse il pi grande
showman americano di tutti i tempi e il precursore dei moderni
mezzi di comunicazione, a pronunciare la seguente frase:
Ogni minuto che passa, c' un nuovo babbeo che si aggiunge
al gruppo! Le moderne reti televisive, sulle orme del vecchio
impresario, hanno estremizzato i suoi insegnamenti, imparando
a non dire mai la verit, ogni qualvolta sia possibile raccontare una bugia(1).
Persino Satana lanciava meno messaggi all'umanit di quanto
non facciano lo stato assolutista e i suoi alleati nell'ingannare
la gente, ovvero i giganti della comunicazione. Ma se i messaggi
di Satana erano chiaramente destinati a ingannare e distruggere
l'umanit, quanto pi insinuanti, potenti e devastanti sono
quelli che provengono dai grandi agglomerati televisivi e dalle
associazioni governative. Poich Satana non trasmetteva ventiquattr'ore
al giorno, anno dopo anno, senza un solo attimo di tregua.
Quando siamo fortunati, finiamo per essere anestetizzati davanti al piccolo schermo. Se non lo siamo, veniamo circuiti e costretti ad acquistare prodotti o idee che, nocivi o ingannevoli,sono molto pi pericolosi delle tentazioni dell'Essere dal piede fesso, il Diavolo in persona(2).
Il Comprate, comprate, comprate urlato dai mezzi di comunicazione
si accompagna a un altro ordine, ancora pi autoritario
e feroce: Fornicate, fornicate, fornicate. E proprio
questo secondo comandamento a condannare e infine a condurre
alla distruzione il giovane impiegato di Wall Street, Cabot Wright(3).
Il romanzo termina con il definitivo annientamento del giovane
protagonista. Dopo aver compiuto innumerevoli stupri in
maniera assolutamente gratuita, senza scopo, egli viene infine
arrestato, picchiato selvaggiamente dalla polizia, incatenato e
sbattuto in prigione. Uscito dal carcere molti anni dopo, simile
a un Rip Van Winkle mentre contempla il mondo che ha lasciato
alle sue spalle, Cabot Wright cerca a poco a poco di mettere
insieme i brandelli della sua vita spezzata. La sua rovina finisce
per diventare la sua salvezza. Evitando accuratamente qualsiasi
contatto con quel mondo propugnato dai moderni mezzi di comunicazione
che hanno contribuito al suo annientamento, egli
inizia una nuova vita in quasi totale solitudine, al pari di migliaia
di altri suoi connazionali che hanno deciso di vivere in volontria
povert, nel rispetto assoluto del mondo e dell'universo intero.
In un mondo dove tutto  permesso, perch non vi  pi nulla da desiderare, forse questi Americani potranno, un giorno, indicarci una possibilit di vita. Forse saranno proprio loro a salvare tutti noi dall'Apocalisse.
Brooklyn, New York, giugno 1994.
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Note.
1. La frase pi meravigliosa che sia mai stata scritta in inglese  opera di Jonathan Swift, che nel suo I viaggi di Gulliver (1726), disse: Poich gli uomini  non sono mai tanto seri, pensierosi e concentrati come quando siedono al gabinetto (I viaggi di Gulliver, Einaudi
1963. Traduzione di Lidia Storoni Mazzolani).
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2. Il Monopolio Americano per il Tabacco, con la sua incessante campagna pubblicitaria durata quasi un secolo, ha persuaso milioni di Americani, compresi i bambini, a far uso di sigarette. Ci sono voluti almeno cinquant'anni per far capire ai fumatori che il tabacco  una droga mortale che produce assuefazione come la morfina e la cocaina, e che
ogni anno almeno mezzo milione di Americani muore per malattie causate dall'uso di tabacco. Non sappiamo quale sia il numero delle persone che 
in Europa, Asia e Africa muoiono a causa delle sigarette prodotte in America. In maniera analoga, i produttori di marijuana assicurano i loro seguaci che la droga  assolutamente innocua, quando esami scientifici attendibili confermano che l'uso abituale di quella sostanza provoca enfisemi polmonari, disturbi al cuore, infarti e demenza.
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3. Hollywood e la televisione sono riusciti nel loro intento, e cio hanno reso la pornografia un elemento complementare della vita dell'americano medio. Il preservativo ha sostituito la rosa e il garofano.
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FINE.